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18 July, 2018

Chiara Corbello Petrillo : verso la beatificazione
di - GOOGLE


A sei anni dalla morte della serva di Dio Chiara Corbello Petrillo, la diocesi di Roma fa ora il primo passo verso la beatificazione. La giovane donna è morta a soli 28 anni il 13 giugno 2012. Laica e madre di famiglia dopo essersi sposata con Enrico Pertillo il 21 settembre 2008 si trovò ben presto a vivere situazioni impreviste e difficili come la morte di due figli, poco dopo la loro nascita. Durante la terza gravidanza, a Chiara fu diagnosticato un tumore. Le eventuali cure avrebbero avuto conseguenze mortali sul nascituro. Chiara decise invece di portare a compimento la gravidanza. La sua storia aveva fatto commuovere l’Italia e anche il mondo. Si trattava della vicenda unica di una mamma (oggi avrebbe 33 anni) che aveva preferito rimandare le cure di un male incurabile che la affliggeva da due anni per portare avanti la gravidanza di suo figlio, Francesco nato sano. Solo allora Chiara si affiderà alle cure, ma è ormai troppo tardi. "Nel matrimonio il Signore ha voluto donarci dei figli speciali: Maria Grazia Letizia e Davide Giovanni ma ci ha chiesto di accompagnarli soltanto fino alla nascita ci ha permesso di abbracciarli, battezzarli e consegnarli nelle mani del Padre in una serenità e una gioia sconvolgente. Ora ci ha affidato questo terzo figlio, Francesco che sta bene e nascerà tra poco, ma ci ha chiesto anche di continuare a fidarci di Lui nonostante un tumore che ho scoperto poche settimane fa e che cerca di metterci paura del futuro, ma noi continuiamo a credere che Dio farà anche questa volta cose grandi" scriveva allora Chiara.
Del documento ufficiale della diocesi di Roma, che reca la data del 2 luglio scorso e la firma del cardinale vicario per la diocesi di Roma Angelo De Donatis e del notaio Marcello Terramani, a dare per primo la notizia è stato il sito della Postulazione dell’ordine dei Carmelitani scalzi al quale la causa è affidata (il postulatore è il trentino padre Romano Gambalunga). L’Editto sarà affisso alle porte del vicariato di Roma e lì resterà per i prossimi due mesi, mentre si procede alla raccolta della documentazione necessaria perché possa essere avviato il processo."La sua oblazione rimane come faro di luce -si legge nell'Editto del vicariato di Roma - della speranza, testimonianza della fede in Dio, autore della vita, esempio dell'amore più grande e della morte" .

23 April, 2018

Tom Evans come un guerriero in difesa del suo piccolo bambino inerme
di -


“Oggi abbiamo fatto una petizione a Sua Maestà la Regina riguardo alla situazione di Alfie, e faremo come avevamo promesso. Faremo tutto il necessario per difendere la vita di Alfie; e lo faremo nel rispetto della legge.
Non dobbiamo e non vogliamo interrompere il normale lavoro dell'Ospedale.
Terremo libera la strada per l’entrata e l’uscita per l’accesso da e verso Alder Hey.
Il suo staff deve continuare a svolgere le normali attività e, a meno che non tentino di far del male ad Alfie, non ha nulla da temere.
La Corte Suprema ha ordinato che le identità delle persone coinvolte nel trattamento di Alfie e nella sua morte non debbano essere pubblicate.
Lo rispetteremo.
Ma se mio figlio muore ora, incaricherò gli avvocati di avviare procedimenti giudiziari privati ​​per ogni singola persona che aiuti a farlo accadere.
Ricordatevi che non è sufficiente, in legge o in coscienza, dire che avete semplicemente seguito gli ordini.
C'è una differenza siderale tra rinunciare a sforzi senza speranza per salvare la vita e prendere provvedimenti attivi per provocare la morte.
Dite che ritirare il sostegno vitale a un bambino malato è un atto medico umano, io dico che è un omicidio.
Dite che usare la forza per impedirmi di salvare la sua vita non è altro che difendere la legge, io dico che è un omicidio.
Dite che state agendo nel migliore interesse del bambino; forse anche il re Erode ha usato quella frase.
Non vi permetterò di uccidere mio figlio solo perché un gruppo di compiaciuti uomini di legge a Londra ha concluso che questo sarebbe un bene per lui.
Se domani farete morire mio figlio, dovrete affrontare la giustizia di una giuria composta da dodici tuoi connazionali in questo mondo e il giudizio terribile di Dio nel mondo a venire.”
Thomas Evans
Alder Hey Hospital, Liverpool



06 September, 2017

morto Carlo Caffarra, arcivescovo emerito di Bologna
di -


Il porporato è venuto a mancare stamane. Merola: "Punti di vista diversi su temi laici ed etici, ma fu guida pastorale"

OLOGNA - Si è spento il cardinale Carlo Caffarra, 79 anni, arcivescovo emerito di Bologna. A quanto si apprende da persone a lui vicine, il porporato è venuto improvvisamente a mancare questa mattina. Fu papa Benedetto, nel 2006, a nominarlo cardinale. Fu vescovo di Bologna dal 2003 al 2015.

Era malato da tempo. Il cardinale Caffarra è stato anche uno dei quattro autori dei cosiddetti 'dubia' al Papa sulla Amoris Laetitia, l'enciclica sul matrimonio e la famiglia. Insieme a lui a firmare le 'perplessità' sulle aperture del documento anche i cardinali Raymond Burke, Walter Brandmueller e Joachim Meisner, quest'ultimo deceduto recentemente.

Fra le sue omelie più celebri, perché diedero una scossa alla città oppure divisero la cittadinanza, senz'altro l'anatema contro i matrimoni gay ("Dio vi giudicherà", aveva detto dal pulpito rivolto ai consiglieri regionali nel 2011), ma anche contro l'apertura del welfare alle coppie di fatto; la sua ferma condanna dell'evasione come "peccato contro il Signore", ma anche la spinta perché Bologna vivesse una svolta culturale, una sorta di conversione sociale attraverso "la sussidiarietà".

·IL CORDOGLIO DELLA CITTA'
Il sindaco Virginio Merola esprime "il cordoglio di tutta la città, al quale aggiungo il mio personale, per la scomparsa del cardinale. La sua guida pastorale ha accompagnato la città, Caffarra non ha mai fatto mancare il suo contributo ideale e appassionato, sempre guidato dall'amore cristiano per la nostra comunità. E' capitato, talvolta, che non condividessimo lo stesso punto di vista, magari su temi generali o etici ma sempre nel profondo rispetto dei rispettivi ruoli. Bologna ha avuto con Caffarra un grande arcivescovo, lo ricordiamo tutti con affetto e gratitudine”.

"Ha amato Bologna e la sua comunità,

ci ha ricordato prima di tanti altri che viviamo in una comunità disgregata, dove l'individuo spesso è svilito nella sua dignità", "è scomparso un pastore che ha amato il suo gregge", scrive in una nota la presidente del Consiglio regionale Simonetta Saliera. Con Caffarra "scompare un intellettuale lucido e attento, un uomo onesto le cui parole non sono mai state né banali, né superficiali".


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