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05 January, 2012

Kiko Arguello:
di -


Celebrata a Madrid la V edizione della Festa della Sacra Famiglia di Nazareth

di Salvatore Cernuzio
MADRID, domenica, 1 gennaio 2012 (ZENIT.org) – Un grande emozione ha permeato la quinta edizione della Festa della Sacra Famiglia di Nazareth, incentrata quest’anno sul tema “Grazie alla famiglia cristiana siamo nati”, che si è celebrata, venerdì 30 dicembre, nella capitale spagnola.
Più di un milione di persone sono state contate in Plaza de Colòn tra cui giovani e intere famiglie con bambini. Ad accogliere la grande folla intervenuta per rendere grazie al Signore per la vita ricevuta: il messaggio di Benedetto XVI letto dal cardinale arcivescovo di Madrid, Antonio Maria Rouco Varela.
“La famiglia è Chiesa domestica e deve essere la prima scuola di preghiera” ha detto il Santo Padre nella sua lettera “lasciatevi guidare dalla Chiesa, senza cedere alle tante forze mondane che minacciano il grande tesoro della famiglia”, un tesoro “che deve essere custodito e valorizzato ogni giorno”.
“La Santa Famiglia è segno di gioia e speranza per l’umanità intera” ha sottolineato ancora Benedetto XVI, grazie ad essa “il Bambino Gesù ha appreso nell’intimità della Casa di Nazareth il modo ‘umano’ di vivere”.
La percentuale più numerosa dei partecipanti all’incontro è stata registrata tra i provenienti dal Cammino neocatecumenale, venuti dall’Italia e da tutta Europa, guidati, come ogni anno, da Kiko Arguello, fondatore del movimento, dottore Honoris Causa per il suo sostegno e difesa della famiglia.
Lo stesso Kiko ha arricchito la celebrazione con la sua orchestra internazionale che, subito dopo il Coro della Giornata Mondiale della Gioventù, si è esibita in Resurrexit e in altri pezzi della Sinfonia El sufrimiento de los inocentes.
Gli inni a Maria, scritti sempre dal fondatore del Cammino, hanno accompagnato poi la processione della statua della Madonna dell’Almudena, protettrice della città, portata a spalla da alcuni giovani nella enorme spianata che ha accolto i pellegrini.
Sono seguiti, poi, testimonianze e canti che hanno fatto rivivere l’atmosfera gioiosa dell’ultima Gmg alla capitale della Spagna, divenuta ormai capitale della famiglia in Europa.
“Per una società equilibrata è importante la famiglia perché è la cellula di base” ha dichiarato a gran voce Kiko Arguello, secondo quanto riferito dalla rivista cattolica online Caminayven.com “Dio ha voluto mostrare l’amore che ha per l’umanità proprio attraverso il sacramento del matrimonio”.
A proposito del tema Grazie alla famiglia cristiana siamo nati, il pittore spagnolo ha aggiunto: “Sembra un grande successo! Rappresenta una nuova giovinezza, un segno di speranza che mostra una Chiesa viva”.
“I giovani neocatecumenali hanno grande entusiasmo - ha ricordato - per la Giornata Mondiale della Gioventù sono venuti circa 200.000 ragazzi e famiglie appartenenti a questa iniziazione cristiana, che qualche mese prima erano stati inviati a evangelizzare in tutta Europa. Tutto è frutto della famiglia cristiana e per questo vengono a Madrid a rendere grazie a Dio”.
Kiko ha concluso poi affermando: “La famiglia, se ha fede genuina, è invincibile! Siamo molto contenti di vedere che stiamo passando la fede ai figli nelle famiglie, così come i primi cristiani”.
Momento culminante dell’incontro: la solenne Eucarestia presieduta dal cardinal Rouco, presidente della Conferenza Episcopale Spagnola, concelebrata insieme a circa 40 cardinali e vescovi provenienti dalla Spagna e altri Paesi europei.
Durante l’omelia il porporato ha ricordato che “l’uomo non può disporre a suo piacimento dell’istituzione matrimoniale e familiare, che è sacra. L’uomo non è padrone della vita, ma ne è il servitore”.
“La vita è sacra dalla nascita alla morte nessuno può decidere di ucciderla, ma il suo termine ha fine naturalmente” ha aggiunto il cardinal Rouco, concludendo con l’affermazione: “Nessuna istituzione umana può disporre della vita di un essere innocente”.
Gli organizzatori di questa quinta edizione della Festa delle Famiglie hanno annunciato, infine, che l’evento di Madrid è stato propedeutico all’incontro mondiale delle famiglie che si svolgerà a Milano dal 31 maggio al 3 giugno del 2012.


27 December, 2011

Grazie alla famiglia cristiana siamo nati noi giovani
di - di Salvatore Cernuzio


I giovani del Cammino Neocatecumenale a Madrid per la Festa delle famiglie

ROMA, domenica, 18 dicembre 2011 (ZENIT.org) - “Grazie alla famiglia cristiana siamo nati noi giovani”: al grido di questo slogan i giovani e le famiglie del Cammino Neocatecumenale ‘invaderanno’ Madrid con la loro consueta allegria, il prossimo 30 dicembre, per la Festa della Sacra Famiglia di Nazareth.
Si tratta di un secondo appuntamento nella capitale spagnola per i giovani neocatecumenali, che già, lo scorso agosto, hanno partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù insieme al Santo Padre, e che ora ritornano per esprimere la propria gratitudine per la vita ricevuta.
L’incontro, che segna la IV edizione della Festa delle famiglie, si svolge a distanza di due anni da quella celebrata il 27 dicembre 2009, che, sempre a Madrid, ha visto la partecipazione di circa 700mila persone tra cui anche Cardinali, Vescovi ed esponenti di numerose altre realtà ecclesiali.
Titolo della giornata del 2009 era “Il futuro dell’Europa passa per la famiglia”, tema scelto, appunto, per sottolineare l’urgenza di una Nuova Evangelizzazione nel continente, che possa trasmettersi proprio “attraverso l’annuncio dell’amore indissolubile che anima la famiglia cristiana” come dichiarò, in occasione dell’incontro, Kiko Arguello, fondatore del movimento neocatecumenale.
Quest’anno, invece, sono i ragazzi, o meglio i figli, ad essere i protagonisti della Festa, in particolare, quelli appartenenti al Cammino Neocatecumenale, che sin dalla prima edizione hanno contribuito alla riuscita dell’incontro.
Lo slogan, già citato, vuole, infatti, essere un chiaro segno di ringraziamento da parte dei figli verso i genitori per il dono, ricevuto da Dio, di aprirsi alla vita, grazie al quale essi sono nati.
Un dono, questo, che spesso viene frainteso con il luogo comune del “fare più figli possibile” e identificato come prerogativa neocatecumenale, ma che invece non è altro che un esempio della missione a cui ogni cristiano è chiamato: rimettersi alla volontà di Dio ed accettare, quindi, qualunque vita il Signore mandi.
“Al mondo d’oggi molti bambini sono abortiti. Io sarei stata una di quelli, visto che inizialmente gli stessi medici avevano consigliato a mia madre di interrompere la gravidanza perché questa l’avrebbe potuta portare alla morte” dice Maria, terza di sette figli, di una comunità del centro di Roma. “Ringrazio, quindi, la Chiesa che ha donato ai miei genitori la fede necessaria per aprirsi alla vita e Dio che mi ha messo in una famiglia cristiana” conclude.
“Già due anni fa ho partecipato all’incontro per le famiglie a Madrid - dice, invece, Giovanni, primo di quattro figli, anch’egli di una comunità della Capitale – e sono contento di come, nonostante ci fossero famiglie di ogni lingua e nazione, ci sentivamo, grazie alla Chiesa, un corpo solo”.
“Ritorno volentieri – prosegue – perché credo che il mondo abbia bisogno di vedere quanto è bello vivere in una famiglia cristiana. Noi figli non siamo ‘sfigati’ o penalizzati dall’avere tanti fratelli, ma siamo contenti perché nonostante, ogni giorno, sia un continuo ‘affidarsi’ a Dio, possiamo testimoniare che Lui provvede a tutti i nostri bisogni”.
Una grazia, dunque, che sicuramente regala un barlume di speranza nel contesto sociale e nella cultura laicista dei giorni nostri, dove, secondo gli ultimi dati Censis, 1.300.000 famiglie italiane sono composte da un nucleo del 2,12 %, ovvero da uno, massimo due figli per ogni nucleo familiare.
La celebrazione, secondo il programma, avrà inizio alle ore 14.30 di venerdì 30 dicembre con l’intrattenimento musicale dell’orchestra e del coro della GMG e del coro del Cammino Neocatecumenale che si esibirà nella sinfonia composta da Kiko Arguello, dal titolo El sufrimiento del los inocentes.
Seguirà, poi, la recita del Santo Rosario, dopodichè alcuni giovani porteranno sulle spalle, per tutta plaza de Lima, l’immagine della Virgen de la Almudena, patrona della città.
All’interno del momento di preghiera dei misteri del Rosario, s’inseriranno, poi, le esperienze e le storie di alcune famiglie presenti, e finora non è stato confermato alcun intervento da parte dei rappresentanti dei movimenti e delle realtà ecclesiali. Il Santo Padre, invece, non potendo essere presente fisicamente, rivolgerà i suoi affettuosi saluti attraverso un videomessaggio.
Culmine dell’evento sarà l’Eucaristia presieduta dal cardinale Rouco Maria Varela, presente anch’egli all’ultimo incontro dei neocatecumenali in plaza de Cibéles a Madrid.
Numerosi gli inviti a partecipare all’evento, non solo i ragazzi e le famiglie del Cammino, ma anche tutti i pellegrini della Spagna e degli altri paesi europei, accompagnati dai loro vescovi.
Confermata, inoltre, la presenza del Cardinale Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, che inviterà i presenti a partecipare al VII Incontro Mondiale delle Famiglie, in programma a Milano dal 30 maggio al 3 giugno dell’anno prossimo.

06 December, 2011

Avvento: Dio viene a portare la Vita
di -


II Domenica d'Avvento
di padre Angelo del Favero*

Mc 1,1-8
“Voce di uno che grida nel deserto: “Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri”, vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. (…)

E proclamava: “Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo”.
Is 40,1-5.9-11
“Consolate, consolate il mio popolo – dice il vostro Dio -. Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che la sua tribolazione è compiuta, la sua colpa è scontata (…).

Una voce grida: “Nel deserto preparate la via al Signore, spianate nella steppa la strada per il nostro Dio.(…)

Ecco, il Signore viene con potenza, il suo braccio esercita il dominio. Ecco, egli ha con sé il premio e la sua ricompensa lo precede. Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul petto e conduce dolcemente le pecore madri”.

2 Pt 3,8-14
“Una cosa non dovete perdere di vista, carissimi: davanti al Signore un solo giorno è come mille anni e mille anni come un solo giorno.(…)
Il giorno del Signore verrà come un ladro; allora i cieli spariranno in un grande boato..(…) Perciò, carissimi,.. fate di tutto perché Dio vi trovi in pace, senza colpa e senza macchia.”.

*

ROMA, giovedì, 1 dicembre 2011 (ZENIT.org).- Benedetto XVI è tornato dal Benin pieno di vita, e ce l’ha voluta comunicare subito:

“In Africa ho visto una freschezza del sì alla vita, una freschezza del senso religioso e della speranza, una percezione della realtà nella sua totalità con Dio e non ridotta ad un positivismo che, alla fine, spegne la speranza. Tutto ciò dice che in quel Continente c’è una riserva di vita e di vitalità per il futuro, sulla quale noi possiamo contare, sulla quale la Chiesa può contare” (Udienza Generale del mercoledì, 23 novembre 2011).

Due giorni dopo (riportato da Avvenire del 26 novembre) i Radicali piemontesi, in occasione della “Giornata internazionale contro gli abusi sulle donne”, hanno messo in scena davanti alla Giunta regionale quattro uomini vestiti da babbo Natale, ognuno provvisto di un sacco pieno di confezioni di RU486, la pillola mortale che provoca l’aborto nella fase precoce della gravidanza.

Purtroppo i Radicali, e tutti coloro che approvano l’aborto, sembrano non volersi rendere conto che il più violento degli abusi dell’uomo sulla donna è proprio l’interruzione volontaria della gravidanza, comunque effettuata.

Il fatto (del tutto “incosciente”) di collegare il Natale con la RU486, può essere commentato per mezzo delle parole di Benedetto che ho riportato, integrate e modificate in senso negativo: nell’iniziativa dei Radicali di Torino si è vista la sclerosi ideologica del no alla vita, la corruzione del senso religioso e della speranza, l’incapacità di percepire la realtà nella sua totalità con Dio e non ridotta ad un positivismo che, alla fine, con la vita spegne anche la speranza. Tutto ciò dice che nella mentalità abortista c’è una riserva di morte per il futuro, sulla quale possono contare solo coloro che colpevolmente ignorano la verità del valore assoluto della vita umana, e non riconoscono né rispettano la vera libertà e dignità della donna.

Ogni ginecologo sa benissimo (e in realtà tutte le donne coinvolte lo sperimentano dolorosamente) che la RU486 è un veleno fatale, la cui somministrazione non rappresenta solo l’ingiustizia di un duplice atto di morte (fisica del bambino, spirituale e alle volte anche fisica della mamma), ma anche il rinnegamento e la falsificazione della deontologia medica; ed essendo uccisione premeditata, è causa di gravissima disgregazione morale della società civile.

La menzione di questo fatto di cronaca non mi sembra inopportuna, dato che l’Avvento è tempo di attesa e di preparazione alla nascita di un Bambino; al riguardo, trovo anzi dei messaggi specifici proprio nella liturgia di questa II Domenica.

Scrive infatti Pietro (seconda Lettura): “Una cosa non dovete perdere di vista, carissimi: davanti al Signore, un solo giorno è come mille anni e mille anni come un giorno solo..Il giorno del Signore verrà come un ladro; allora i cieli spariranno in un grande boato..” (2 Pt 3,8.10).

Ecco: la donna non dimenticherà più il giorno della RU486, vivesse mille anni, mille anni che saranno tutti come quel solo giorno infausto in cui il ladro diabolico, principale avversario della vita umana, ha cancellato la pace dal suo cuore di madre infrangendola come un boato i vetri di casa.

Ma Dio, amante della vita e ricco di misericordia, viene per parlare al cuore di ogni madre che ha abortito e dirle che la sua tribolazione è compiuta, perché viene per restituirle la pace nel Suo perdono.

Il profeta Isaia lo annuncia oggi con parole che illuminano e riscaldano il cuore:

“Consolate, consolate il mio popolo – dice il vostro Dio. Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che la sua tribolazione è compiuta, la sua colpa è scontata” (Is 40,1-2).

Ne riconosciamo l’eco in quelle del beato Giovanni Paolo II: “Un pensiero speciale vorrei riservare a voi, donne che avete fatto ricorso all’aborto. (…)Non lasciatevi prendere dallo scoraggiamento e non abbandonate la speranza. Sappiate comprendere, piuttosto, ciò che si è verificato e interpretatelo nella sua verità. Se ancora non l’avete fatto, apritevi con umiltà e fiducia al pentimento: il Padre di ogni misericordia vi aspetta per offrirvi il suo perdono e la sua pace nel Sacramento della Riconciliazione. Vi accorgerete che nulla è perduto e potrete chiedere perdono anche al vostro bambino, che ora vive nel Signore” (Enciclica Evangelium vitae, n. 99).

Un annuncio davvero natalizio! Nel Bambino divino che viene, ogni bambino scomparso ritorna a sua madre, poiché egli vive nel Signore e il Signore è Gesù Bambino, che viene incontro ad ogni madre nel grembo di Maria, la Madre di tutte le madri. Il Bambino divino ha assunto in Lei la tenerissima carne di ogni concepito umano in ogni grembo.

Sì, è questa una profonda speranza per tutti (“tutta la regione di Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme” - Mc 1,5), perché la forza di Dio sta tutta qui:“il Signore viene con potenza, il suo braccio esercita il dominio. Ecco, egli ha con sé il premio..porta gli agnellini sul petto e conduce dolcemente le pecore madri” (Is 40,10-11).

Questi agnellini sono tutti i bambini strappati dal grembo e raccolti direttamente dal Pastore sul suo petto, vicinissimi alle loro madri se solo queste vorranno farsi condurre dolcemente da Lui.

Avvento: Dio viene a portare la Vita, viene per riaccendere la speranza, viene per aiutare a dire sempre sì alla vita di un figlio, viene a ridonare vigore all’esistenza inaridita, a restituirle la freschezza del germoglio (Is 11,1).



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