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06 December, 2011

Avvento: Dio viene a portare la Vita
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II Domenica d'Avvento
di padre Angelo del Favero*

Mc 1,1-8
“Voce di uno che grida nel deserto: “Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri”, vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. (…)

E proclamava: “Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo”.
Is 40,1-5.9-11
“Consolate, consolate il mio popolo – dice il vostro Dio -. Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che la sua tribolazione è compiuta, la sua colpa è scontata (…).

Una voce grida: “Nel deserto preparate la via al Signore, spianate nella steppa la strada per il nostro Dio.(…)

Ecco, il Signore viene con potenza, il suo braccio esercita il dominio. Ecco, egli ha con sé il premio e la sua ricompensa lo precede. Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul petto e conduce dolcemente le pecore madri”.

2 Pt 3,8-14
“Una cosa non dovete perdere di vista, carissimi: davanti al Signore un solo giorno è come mille anni e mille anni come un solo giorno.(…)
Il giorno del Signore verrà come un ladro; allora i cieli spariranno in un grande boato..(…) Perciò, carissimi,.. fate di tutto perché Dio vi trovi in pace, senza colpa e senza macchia.”.

*

ROMA, giovedì, 1 dicembre 2011 (ZENIT.org).- Benedetto XVI è tornato dal Benin pieno di vita, e ce l’ha voluta comunicare subito:

“In Africa ho visto una freschezza del sì alla vita, una freschezza del senso religioso e della speranza, una percezione della realtà nella sua totalità con Dio e non ridotta ad un positivismo che, alla fine, spegne la speranza. Tutto ciò dice che in quel Continente c’è una riserva di vita e di vitalità per il futuro, sulla quale noi possiamo contare, sulla quale la Chiesa può contare” (Udienza Generale del mercoledì, 23 novembre 2011).

Due giorni dopo (riportato da Avvenire del 26 novembre) i Radicali piemontesi, in occasione della “Giornata internazionale contro gli abusi sulle donne”, hanno messo in scena davanti alla Giunta regionale quattro uomini vestiti da babbo Natale, ognuno provvisto di un sacco pieno di confezioni di RU486, la pillola mortale che provoca l’aborto nella fase precoce della gravidanza.

Purtroppo i Radicali, e tutti coloro che approvano l’aborto, sembrano non volersi rendere conto che il più violento degli abusi dell’uomo sulla donna è proprio l’interruzione volontaria della gravidanza, comunque effettuata.

Il fatto (del tutto “incosciente”) di collegare il Natale con la RU486, può essere commentato per mezzo delle parole di Benedetto che ho riportato, integrate e modificate in senso negativo: nell’iniziativa dei Radicali di Torino si è vista la sclerosi ideologica del no alla vita, la corruzione del senso religioso e della speranza, l’incapacità di percepire la realtà nella sua totalità con Dio e non ridotta ad un positivismo che, alla fine, con la vita spegne anche la speranza. Tutto ciò dice che nella mentalità abortista c’è una riserva di morte per il futuro, sulla quale possono contare solo coloro che colpevolmente ignorano la verità del valore assoluto della vita umana, e non riconoscono né rispettano la vera libertà e dignità della donna.

Ogni ginecologo sa benissimo (e in realtà tutte le donne coinvolte lo sperimentano dolorosamente) che la RU486 è un veleno fatale, la cui somministrazione non rappresenta solo l’ingiustizia di un duplice atto di morte (fisica del bambino, spirituale e alle volte anche fisica della mamma), ma anche il rinnegamento e la falsificazione della deontologia medica; ed essendo uccisione premeditata, è causa di gravissima disgregazione morale della società civile.

La menzione di questo fatto di cronaca non mi sembra inopportuna, dato che l’Avvento è tempo di attesa e di preparazione alla nascita di un Bambino; al riguardo, trovo anzi dei messaggi specifici proprio nella liturgia di questa II Domenica.

Scrive infatti Pietro (seconda Lettura): “Una cosa non dovete perdere di vista, carissimi: davanti al Signore, un solo giorno è come mille anni e mille anni come un giorno solo..Il giorno del Signore verrà come un ladro; allora i cieli spariranno in un grande boato..” (2 Pt 3,8.10).

Ecco: la donna non dimenticherà più il giorno della RU486, vivesse mille anni, mille anni che saranno tutti come quel solo giorno infausto in cui il ladro diabolico, principale avversario della vita umana, ha cancellato la pace dal suo cuore di madre infrangendola come un boato i vetri di casa.

Ma Dio, amante della vita e ricco di misericordia, viene per parlare al cuore di ogni madre che ha abortito e dirle che la sua tribolazione è compiuta, perché viene per restituirle la pace nel Suo perdono.

Il profeta Isaia lo annuncia oggi con parole che illuminano e riscaldano il cuore:

“Consolate, consolate il mio popolo – dice il vostro Dio. Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che la sua tribolazione è compiuta, la sua colpa è scontata” (Is 40,1-2).

Ne riconosciamo l’eco in quelle del beato Giovanni Paolo II: “Un pensiero speciale vorrei riservare a voi, donne che avete fatto ricorso all’aborto. (…)Non lasciatevi prendere dallo scoraggiamento e non abbandonate la speranza. Sappiate comprendere, piuttosto, ciò che si è verificato e interpretatelo nella sua verità. Se ancora non l’avete fatto, apritevi con umiltà e fiducia al pentimento: il Padre di ogni misericordia vi aspetta per offrirvi il suo perdono e la sua pace nel Sacramento della Riconciliazione. Vi accorgerete che nulla è perduto e potrete chiedere perdono anche al vostro bambino, che ora vive nel Signore” (Enciclica Evangelium vitae, n. 99).

Un annuncio davvero natalizio! Nel Bambino divino che viene, ogni bambino scomparso ritorna a sua madre, poiché egli vive nel Signore e il Signore è Gesù Bambino, che viene incontro ad ogni madre nel grembo di Maria, la Madre di tutte le madri. Il Bambino divino ha assunto in Lei la tenerissima carne di ogni concepito umano in ogni grembo.

Sì, è questa una profonda speranza per tutti (“tutta la regione di Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme” - Mc 1,5), perché la forza di Dio sta tutta qui:“il Signore viene con potenza, il suo braccio esercita il dominio. Ecco, egli ha con sé il premio..porta gli agnellini sul petto e conduce dolcemente le pecore madri” (Is 40,10-11).

Questi agnellini sono tutti i bambini strappati dal grembo e raccolti direttamente dal Pastore sul suo petto, vicinissimi alle loro madri se solo queste vorranno farsi condurre dolcemente da Lui.

Avvento: Dio viene a portare la Vita, viene per riaccendere la speranza, viene per aiutare a dire sempre sì alla vita di un figlio, viene a ridonare vigore all’esistenza inaridita, a restituirle la freschezza del germoglio (Is 11,1).


05 December, 2011

La nuova evangelizzazione dipende in gran parte dalla famiglia
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Il Papa riceve in Udienza i partecipanti alla XX Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia

CITTA’ DEL VATICANO, giovedì, 1 dicembre 2011 (ZENIT.org) – Il rilancio della famiglia cristiana è parte irrinunciabile della nuova evangelizzazione. Lo ha sottolineato stamattina papa Benedetto XVI nell’Udienza ai partecipanti alla XX Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia.
L’Assemblea, iniziata martedì 29 novembre e conclusa oggi, è stata indetta nel XXX anniversario dell’Esortazione Apostolica Familiaris Consortio e dell’istituzione del Pontificio Consiglio per la Famiglia da parte del Beato Giovanni Paolo II.
“La nuova evangelizzazione dipende in gran parte dalla Chiesa domestica”, ha esordito Benedetto XVI, ricordando che oggi, come già in passato “l’eclissi di Dio, la diffusione di ideologie contrarie alla famiglia e il degrado dell’etica sessuale appaiono collegati tra loro”.

È quindi necessario ridare vigore alla famiglia, poiché essa è “via della Chiesa” e “spazio umano” dell’incontro con Cristo. La famiglia fondata sul Matrimonio sacramentale è una “comunità salvata e salvante, evangelizzata ed evangelizzante”.
“L’accoglienza e la trasmissione dell’amore divino - ha proseguito il Papa - si attuano nella dedizione reciproca dei coniugi, nella procreazione generosa e responsabile, nella cura e nell’educazione dei figli, nel lavoro e nelle relazioni sociali, nell’attenzione ai bisognosi, nella partecipazione alle attività ecclesiali, nell’impegno civile”.
La famiglia è anche “uno dei luoghi fondamentali in cui si vive e si educa all’amore, alla carità”, ha aggiunto.
Il Santo Padre ha poi ricordato l’ultimo Congresso Eucaristico Italiano (Leggi articolo Zenit dell’11/9/2011) in cui lui stesso ebbe occasione di esortare gli sposi e le famiglie a svolgere il loro ruolo di evangelizzatori “sia con la testimonianza della vita che con la partecipazione alle attività pastorali”.
“Vi sono degli ambiti – ha proseguito il Papa - in cui è particolarmente urgente il protagonismo delle famiglie cristiane in collaborazione con i sacerdoti e sotto la guida dei Vescovi”. Tra questi ha citato “l’educazione di bambini, adolescenti e giovani all’amore”, “la preparazione dei fidanzati alla vita matrimoniale con un itinerario di fede” e “le esperienze associative con finalità caritative, educative e di impegno civile”.
In vista del VII Incontro Mondiale delle Famiglie, in programma a Milano dal 30 maggio al 3 giugno 2012, Benedetto XVI ha salutato l’appuntamento come “una grande gioia ritrovarsi insieme, pregare e fare festa con le famiglie venute da tutto il mondo”.
Ha quindi invitato le famiglie milanesi e lombarde “ad aprire le porte delle loro case per accogliere i pellegrini che verranno da tutto il mondo. Nell’ospitalità – ha aggiunto - sperimenteranno gioia ed entusiasmo: è bello fare conoscenza e amicizia, raccontarsi il vissuto di famiglia e l’esperienza di fede ad esso legata”.
Il Papa ha infine esortato le famiglie partecipanti all’Incontro Mondiale di Milano a compiere “un adeguato percorso di preparazione ecclesiale e culturale, perché l’evento riesca fruttuoso e coinvolga concretamente le comunità cristiane in tutto il mondo”.

30 November, 2011

La famiglia dalla Familiaris consortio a Milano 2012
di -


Ricorre il trentesimo anniversario del Pontificio Consiglio per la Famiglia

CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 25 novembre 2011 (ZENIT.org) – Mentre 30 anni fa, il beato Giovanni Paolo II pubblicò la sua esortazione apostolica sulla famiglia, Familiaris consortio, la cui fecondità si manifesta in tutto il mondo, le diocesi di cinque continenti si stanno preparando per celebrare il VII Incontro Mondiale delle Famiglie, che si terrà a Milano nel 2012 (30 maggio - 3 giugno 2012) sul tema Famiglia, lavoro e festa. Papa Benedetto XVI celebrerà la Messa di chiusura dell’evento il 3 giugno.

È in questo contesto che si svolgerà la prossima settimana (dal 29 novembre al 1° dicembre 2011) in Vaticano l’Assemblea plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia sul tema del trentesimo anniversario dell’esortazione e della fondazione del dicastero.

L’assemblea è stata presentata oggi, venerdì 25 novembre 2011, in Sala Stampa Vaticana dal cardinale Ennio Antonelli, presidente del dicastero, da monsignor Jean Laffitte, segretario, da mons. Carlos Simón Vázquez, vice-segretario, da padre Gianfranco Grieco, O.F.M. Conv., capo ufficio del dicastero, e dai signori Alfonso e Francesca Colzani, responsabili del servizio per la famiglia dell’Arcidiocesi di Milano.

Il Papa delle famiglie

La Familiaris consortio fu pubblicata il 22 novembre 1981, mentre il Pontificio Consiglio per la Famiglia è stato creato da Giovanni Paolo II 13 maggio 1981 (proprio il giorno dell’attentato contro il Pontefice). Ambedue sono “il frutto della sollecitudine del Beato Giovanni Paolo II per la famiglia”, ha ribadito oggi il cardinale Antonelli, citando una confidenza dell’attuale cardinale arcivescovo di Bologna, Carlo Caffarra, che fu il primo presidente dell’Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e la famiglia. Il defunto Pontefice gli disse un giorno che voleva essere ricordato come il “Papa delle famiglie”.

Proprio per ringraziare Giovanni Paolo II per il dono del documento e per la creazione del dicastero, il primo atto dell’Assemblea sarà la celebrazione di una Messa all’altare del Beato nella Basilica vaticana.

Per quanto riguarda la Familiaris consortio, il cardinale Antonelli ha sottolineato che i temi dell’esortazione sono tuttora attuali, in particolare la centralità della famiglia nella nuova evangelizzazione, la vocazione dei coniugi all’amore inteso come dono di sé e di comunione, la pedagogia della tensione alla santità, la vocazione missionaria della famiglia, la pastorale delle famiglie per le famiglie. Il porporato ha sottolineato, del resto, come la Chiesa, contrariamente alle credenze popolari, “esalta la sessualità umana e l’amore umano” e ne vede un significato che li supera, come “anticipazione delle nozze eterne”.

La santità dei coniugi cristiani

Antonelli ha ricordato inoltre che oltre ai Beati Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi e Louis e Zélie Martin, altre cause di beatificazione di coppie sposate sono state introdotte, fra cui i coniugi Bernardini e i coniugi Gheddo, cioè i genitori di padre Piero Gheddo, ben noto ai lettori di ZENIT.

Da parte sua, monsignor Jean Laffitte ha parlato delle sfide della famiglia, al livello di società e mondiale. Ha osservato che “una delle originalità della Familiaris consortio sta nell’aver fatto dell’istituzione familiare il luogo di una riflessione fondamentale sulla società”, perché “la famiglia partecipa al suo sviluppo”, e proprio per questo non può essere “snaturata”. “Essa – così ha continuato il segretario del dicastero - ha vocazione ad arricchire la società della sua esperienza dei legami di comunione e solidarietà che la rendono adatta a formare un nuovo ordine mondiale”.

Per mons. Laffitte, la Familiaris consortio è stato “un testo profetico” ed è ancora fecondo oggi, proprio in un momento in cui si registra una “perdita della speranza nell’amore umano”, ricordando in particolare “l’importanza dell’apertura alla vita” e del “progetto familiare”.

Più di una priorità

Il segretario del dicastero vaticano ha ricordato inoltre le parole di Giovanni Paolo II, il quale chiamò nel 1981 la pastorale familiare una “priorità”. Usando parole più forti, il Pontefice affermò poi, nel 1995, che la famiglia non era “un’opzione della pastorale, ma la sua dimensione più fondamentale”.

Monsignor Laffitte ha anche ribadito l’importanza della preparazione dei fidanzati e ha confermato che il dicastero lavora a stretto contatto con le diocesi e con le associazioni e i movimenti familiari ad un documento sulla preparazione - remota, prossima ed immediata - al sacramento, inclusi per “i battezzati non praticanti”.

Mons. Simón Vázquez, ha presentato il programma dell’incontro, che inizierà martedì 29 novembre con la Messa presieduta da mons. Giovanni Angelo Becciu, sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato. I lavori inizieranno con gli interventi del cardinale Antonelli e di mons. Laffitte.

L’ultimo giorno, il 1° dicembre la messa sarà presieduta dal cardinale arcivescovo di Parigi, André Vingt-Trois, presidente della Conferenza Episcopale Francese (CEF), della quale è stato in precedenza responsabile della pastorale per le famiglie. L’incontro si concluderà con un momento festivo, in linea con il tema di Milano 2012.

Da parte sua, padre Grieco ha ricordato che le catechesi preparatorie per Milano 2012 sono state tradotte in varie lingue, tra le quali anche l’ungherese, il romeno e l’arabo. Una traduzione cinese è in preparazione.

Una festa delle famiglie

Padre Grieco ha presentato anche il numero speciale di Familia et Vita, la rivista del Pontificio Consiglio (anno XVI, n. 2-3/2011), per celebrare il 30° anniversario dell’esortazione apostolica, con gli interventi di esperti di tutto il mondo. Gli interventi all’Assemblea plenaria saranno pubblicati nel primo numero di Familia et Vita del 2012.
I coniugi Colzani hanno spiegato poi come l’evento del 2012 sarà davvero “mondiale” ed una “festa per tutte le famiglie”. A Milano, vengono lanciate molte iniziative. Una delle più originali è la “open day aziendale”, per fare conoscere ai bambini il lavoro dei genitori.


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