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28 July, 2013

Il Papa saluta i giovani: «Conto su di voi, siate discepoli senza paura»
di -


«Qual è lo strumento migliore per evangelizzare i giovani?. Un altro giovane. Questa è la strada da percorrere». «Andate, senza paura, per servire». È questo il messaggio che Papa Francesco vuole lanciare dal Brasile, nell'ultima messa della Giornata mondiale della gioventù 2013, chiedendo ai ragazzi di farsi loro stessi missionari.
Il pontefice parla dal palco-altare costruito sulla punta estrema della spiaggia di Copacabana. Ad ascoltarlo, secondo gli organizzatori, sono intervenute tre milioni di persone.
In particolare, il Papa ha chiesto ai giovani di portare il Vangelo «per sradicare e demolire il male e la violenza; per distruggere e abbattere le barriere dell' egoismo, dell'intolleranza e dell'odio; per edificare un mondo nuovo. Gesù Cristo conta su di voi, la Chiesa conta su di voi, il Papa conta su di voi. Andate e fate discepoli tutti i popoli».



08 July, 2013

FNC ritorna alla Mangiagalli per difendere la Vita
di - Vittorio Lodolo D Oria


La condanna dell'aborto è assoluta e permanente: è fondamentale che vi sia qualcuno a ricordarlo all'interà comunità.

Per la seconda volta di seguito FNC ha partecipato con grande convinzione al presidio contro l'aborto, organizzato a Milano il 6 luglio dal "Comitato no 194", di fronte alla Clinica Mangiagalli. Cominciamo subito col dire che il prossimo evento avrà luogo nello stesso posto il 7 settembre prossimo e l'invito a partecipare è esteso a tutti gli uomini e le donne di buona volontà. Venendo alla sostanza dei fatti, la quarantina di persone che sono intervenute han potuto tranquillamente pregare in riparazione all'aborto e recitare rosari e litanie fino alle 11.30. A quell'ora sono infatti intervenute una dozzina di donne e ragazze urlanti i soliti slogan volgari e provocatori contro gli obiettori, i preti, la Chiesa, i CAV ("che devono essere incendiati con gli obiettori dentro") e soprattutto contro la famiglia tradizionale ("che è patriarcale"). Sulle prime il variopinto gruppo di femministe ha suscitato rabbia tra gli astanti ma, col passare del tempo, faceva sempre più compassione: anche loro erano state in fondo embrioni, quindi feti, poi neonati, infne adulti. Tutte gridavano le loro ferite, i presunti diritti, sprigionando un rancore inestinguibile al punto da desiderare un "rogo" dove far ardere quei "violenti" (così ci
etichettavano) che osavano orare in santa pace. Ma noi ci sentivamo "beati"
in virtù di quanto Gesù in persona ci aveva preannunciato ("beati voi quando verrete insultati e oltraggiati a causa del mio nome"). A generare più sconforto della dozzina di urlanti signore e signorine è tuttavia l'indifferenza di un popolo cattolico che sembra essersi acclimatato alle conquiste del demonio (divorzio, aborto, eutanasia, gender etc), accontentandosi del "male minore", ignorando eventi come il presidio di preghiera laddove si operano aborti. Lo smarrimento e la desolazione sono grandi, ma rincuora pensare che Abramo mercanteggiò con Dio la salvezza di Sodoma fino a farlo desistere dal distruggere quella città qualora vi avesse trovato 10 giusti. Abramo non riuscì nell'intento, ma noi eravamo 40 e dunque la speranza di operare per la salvezza dell'umanità non ci abbandona.
Dobbiamo essere - come ci ricorda il Vangelo - lievito nella massa e sale della terra: ecco perchè valiamo agli occhi del Signore. Ma dobbiamo essere almeno 10.

Vittorio Lodolo D'Oria


29 June, 2013

I vescovi USA una giornata tragica per la nostra nazione
di - Zenit


La Conferenza Episcopale americana critica apertamente il riconoscimento del matrimonio non solo tra uomo e donna, sancito dalla Corte Suprema degli Stati Uniti

ROMA, 27 Giugno 2013 (Zenit.org) - Ieri, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha definito come “incostituzionale” il pronunciamento del “Defense of Marriage Act” approvato dal Congresso nel 1996, secondo cui il matrimonio è l’unione tra un uomo e una donna.
In un comunicato diffuso a livello internazionale, la Conferenza Episcopale Statunitense ha scritto:“Oggi è un giorno tragico per il matrimonio nella nostra nazione. Respingendo il Defense of Marriage Act, la Corte suprema ha sancito una profonda ingiustizia per il popolo americano”.
“La Corte ha sbagliato" affermano i presuli nel comunicato, aggiungendo: "Il governo federale dovrebbe rispettare la realtà che il matrimonio è l’unione di un uomo e una donna, anche quando lo stato fallisce nel riconoscerlo. La salvaguardia della libertà e della giustizia richiede che tutte le leggi federali e statali, rispettino la verità, compresa la verità sul matrimonio”.
Secondo i Vescovi Usa, è incomprensibile che la Corte non abbia preso sul serio il bando delle nozze gay approvato dal referendum in California nel 2008 (Proposition 8). Essi spiegano che il bene comune di tutti, specialmente i bambini, dipende in maniera profonda dal matrimonio. “Ora è tempo di raddoppiare i nostri sforzi per testimoniare la verità sul matrimonio” si legge nella nota.
E’ evidente che la decisione della Corte apporterà gravi conseguenze al dibattito pubblico. Per i Vescovi, “il futuro del matrimonio e del meglio della nostra società è a rischio”. Il matrimonio, infatti, è l’unica istituzione che mette insieme un uomo e una donna e li impegna nell’originare, promuovere e difendere la vita. La famiglia naturale garantisce ad ogni bambino il diritto e la certezza di avere un padre ed una madre.
Hanno sottolineato i Vescovi: “La nostra cultura, la nostra natura umana, l’esperienza, il buon senso comune, i disegni del Creatore, ci confermano che la famiglia umana è composta da un uomo e una donna, e da un padre ed una madre”. Per questo “è tempo di rafforzare il matrimonio, non di ridefinirlo”.
Quando Gesù parlò del significato del matrimonio, disse che si trattava dell’unione per la vita di un uomo e di una donna. E precisò che fin dall’inizio della creazione Dio creò un uomo e una donna. “A fronte della decisione della Corte Suprema - conclude il comunicato - la nostra rinnovata proposta è quella di promuovere e difendere l’unico significato del matrimonio. Un uomo e una donna per la vita. Per questo chiediamo preghiere affinchè la Corte riveda le sue decisioni e che le implicazioni vengano comprese da tutti”.


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