Torna all'homepage
Spiritualità
 
 
CARTA DEI DIRITTI
LO STATUTO
MODULO ISCRIZIONE
SEDI REGIONALI




Scrivici

07 March, 2011

Un nuova evangelizzazione per decifrare i segni dei tempi
di -


Presentati i Lineamenta per il Sinodo dei Vescovi del 2012
di Chiara Santomiero

ROMA, venerdì, 4 marzo 2011 (ZENIT.org).- “Un’attitudine, uno stile audace” che si traduce nella “capacità da parte del cristianesimo di leggere e decifrare i nuovi scenari dentro la storia degli uomini per abitarli e trasformarli in luoghi di testimonianza e annuncio del Vangelo”: tutto questo è “nuova evangelizzazione” secondo i Lineamenta della XIII Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi sul tema “Nova evangelizatio ad christianam fidem tradendam – La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana”, presentati questo venerdì a Roma alla stampa.
La questione della trasmissione della fede al centro dei lavori sinodali, che si svolgeranno in Vaticano dal 7 al 28 ottobre 2012, è risultata quella maggiormente in evidenza tra le problematiche segnalate dai 13 Sinodi delle Chiese orientali sui iuris, le 113 Conferenze episcopali, i 25 Dicasteri della Curia romana oltre che dall’Unione dei Superiori generali, cui, secondo la prassi, viene chiesto di indicare tre temi suscettibili – per importanza pastorale e rilevanza per la Chiesa universale – di essere oggetto di una riflessione sinodale.
“Un secondo evento – ha spiegato mons. Nikola Eterović, Segretario generale del Sinodo dei vescovi – ha influito sulla scelta definitiva dell’argomento sinodale: la decisione del Papa Benedetto XVI di erigere il 21 settembre 2010 il Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione” che ha portato ad inquadrare “l’inquietudine pastorale sulla trasmissione della fede” nella riflessione sulla nuova evangelizzazione che “si impone in tutta la Chiesa”.
Nuova evangelizzazione
Gli stessi Lineamenta offrono la “distinzione teorica” tra “nuova evangelizzazione che è indirizzata principalmente a coloro che si sono allontanati dalla Chiesa, alle persone battezzate ma non sufficientemente evangelizzate” dalla “evangelizzazione come attività regolare della Chiesa” e “primo annuncio ad gentes a coloro che ancora non conoscono Gesù Cristo”, precisando tuttavia che “le tre categorie spesso convivono nello stesso territorio per cui le Chiese locali devono praticarle contemporaneamente, soprattutto a causa della globalizzazione e dello spostamento delle popolazioni”.
La XIII Assise sinodale si pone quindi “nel rinnovato impegno dell’evangelizzazione che la Chiesa ha intrapreso in seguito al Concilio Vaticano II” nella consapevolezza che “essa esiste per evangelizzare e per svolgere tale compito in modo adeguato, la Chiesa comincia con l’evangelizzare se stessa”.
“Nuova evangelizzazione – ha precisato lo stesso Giovanni Paolo II che per la prima volta ha usato questo termine il 9 giugno del 1979 durante l’omelia nel Santuario di Santa Croce a Mogila in Polonia – non è una rievangelizzazione ma quasi un secondo annuncio, anche se in realtà è sempre lo stesso” solo nuovo “nel suo ardore, nei suoi metodi, nelle sue espressioni”.
“Non si tratta – sottolineano i Lineamenta – di rifare qualcosa che è stato fatto male o non è funzionato, quasi che la nuova azione fosse un implicito giudizio circa il fallimento della prima”. La nuova evangelizzazione, infatti “non è una reduplicazione della prima ma il coraggio di osare sentieri nuovi, di fronte alle mutate condizioni dentro le quali la Chiesa è chiamata a vivere oggi l’annuncio del Vangelo”.
Gli scenari
“Le sfide che il contesto culturale e sociale odierno pone alla fede cristiana – ha spiegato Eterović – vengono indicate nei Lineamenta in sei scenari, il primo dei quali è la secolarizzazione”. Anche se “interessa principalmente il mondo occidentale, da esso si diffonde nel mondo intero” assumendo perlopiù “un tono dimesso che ha invaso la vita quotidiana delle persone e sviluppando una mentalità in cui Dio è di fatto assente”. Allo stesso tempo “nel mondo vi è un risveglio religioso” anche se “tanti aspetti positivi della ricerca di Dio e della riscoperta del sacro sono oscurati da fenomeni di fondamentalismo che non poche volte manipola la religione per giustificare la violenza e persino il terrorismo”.
Altre sfide sono poste dal fenomeno migratorio connesso alla globalizzazione, dalla rivoluzione informatica con “i benefici e i rischi della cultura mediatica e digitale”, dallo scenario economico con “i crescenti squilibri tra nord e sud del mondo”. A ciò si aggiunge il rapporto tra scienza e tecnica che rischiano di “diventare i nuovi idoli del presente” e i cambiamenti epocali degli ultimi decenni in campo politico che stanno creando “una situazione mondiale con nuovi attori politici, economici e religiosi, come il mondo asiatico e islamico”.
Di fronte a questi nuovi scenari, ha sottolineato Eterović, i cristiani, oltre a un’opera di discernimento, sono chiamati “a dare sapore evangelico ai grandi valori della pace, della giustizia, dello sviluppo, della liberazione dei popoli, del rispetto dei diritti umani e dei popoli, soprattutto delle minoranze, come pure della salvaguardia del creato e del futuro del nostro pianeta”.
Si tratta di un compito che “offre grandi possibilità al dialogo ecumenico” come pure di grande aiuto “può essere il dialogo interreligioso, soprattutto con le grandi religioni orientali”.
Dubbi da sgomberare
Da quanto detto emerge come “la nuova evangelizzazione - precisano i Lineamenta - non copre o nasconde l’intenzione di nuove azioni di proselitismo da parte della Chiesa, soprattutto nei confronti delle altre confessioni cristiane”. E nemmeno “un mutamento nell’atteggiamento della Chiesa verso coloro che non credono, trasformati in oggetto di persuasione e non più visti come interlocutori all’interno di un dialogo che ci vede accomunati dalla medesima umanità e dalla ricerca della verità del nostro esistere”.
Noi credenti, infatti “dobbiamo avere a cuore anche le persone che si ritengono agnostiche o atee” che “forse si spaventano quando si parla di nuova evangelizzazione, come se loro dovessero diventare oggetto di missione”. Tuttavia “la questione circa Dio rimane presente pure per loro”. “La ricerca di Dio – sottolineano i Lineamenta - è stato il motivo fondamentale dal quale è nato il monachesimo occidentale e, con esso, la cultura occidentale”. Il primo passo dell’evangelizzazione consiste “nel cercare di tener desta tale ricerca. È necessario mantenere il dialogo non solo con le religioni, ma anche con chi ritiene la religione una cosa estranea”.
L’immagine del “cortile dei gentili” proposta da Benedetto XVI come spazio “dove gli uomini possano in una qualche maniera agganciarsi a Dio, senza conoscerlo e prima che abbiano trovato l’accesso al suo mistero” viene consegnata come ulteriore elemento della nuova evangelizzazione che “mostra l’audacia dei cristiani di cercare positivamente tutte le vie per imbastire forme di dialogo che intercettino le attese più profonde degli uomini e la loro sete di Dio”.
L'emergenza educativa
“Il clima culturale e la situazione di affaticamento in cui si trovano parecchie comunità cristiane – ha sottolineato Eterović percorrendo i punti fondamentali dei Lineamenta - rischiano di rendere debole la capacità di annuncio, di testimonianza e di educazione alla fede delle nostre Chiese locali”. Nella società odierna “ogni azione educativa appare assai difficile, al punto che il Santo Padre Benedetto XVI ha parlato di emergenza educativa”. Si fa sempre più fatica, infatti, a “trasmettere alle nuove generazioni i valori di fondo e un retto comportamento”, difficoltà sperimentata “in particolare dai genitori ma anche dagli enti educativi e dalla scuola”.
La nuova evangelizzazione pure “è chiamata ad occuparsi dell’impegno culturale ed educativo della Chiesa” ma essa ha bisogno “più di testimoni che di maestri”. Qualsiasi progetto di annuncio e trasmissione della fede, di “nuova evangelizzazione” non può prescindere dalla necessità di “uomini e donne che con la loro condotta di vita danno forza all’impegno evangelizzatore che vivono”.
Per questo i Lineamenta presentano testimoni illustri della storia dell’educazione nel campo dell’educazione da san Paolo ai santi Cirillo e Metodio a san Francesco Saverio a madre Teresa di Calcutta per sottolineare che “la nuova evangelizzazione è soprattutto un compito spirituale di cristiani che perseguono la santità”.
“La nuova evangelizzazione – ha concluso Eterović – dovrebbe diventare un nuovo cenacolo nel quale la Chiesa, con la grazia dello Spirito santo, troverà non un nuovo Vangelo, bensì una risposta adeguata ai segni dei tempi e ai bisogni degli uomini e dei popoli di oggi” così come “ai nuovi scenari che disegnano la cultura attraverso la quale raccontiamo le nostre identità”.

27 January, 2011

Famiglia socia FNC itinerante con il Cammino Neocatecumenale in Tunisia
di - FNC


Porto S.Giorgio,sabato 29 maggio 2010
tarda mattinata,momento di grande tensione.......è il penultimo giorno della convivenza di una settimana a cui partecipano coppie che hanno dato la disponibilità per partire come "Famiglie in Missione",tra già in missione e nuove che attendono una destinazione siamo 1200 circa.
C'è tutta l'equipe al completo degli iniziatori del Cammino Neocatecumenale e si incomincia con le richieste particolari "Occorrono un esperto di informatica,un tecnico di radiologia e un infermiere per la Tunisia-esordisce Kiko Arguello-Si alzi chi possiede questi requisiti". Si è in più di quelli che vengono richiesti e quindi,kiko decide per il sorteggio. Siamo 3 coppie per la richiesta di "tecnico di radiologia",ci viene assegnato il numero 2........e questo è il numero che viene estratto........!!!!!!!!!! Così ci troviamo inseriti come famiglia in missione destinata alla Tunisia. Siamo in Cammino da quasi 19 anni e sono circa 18 che alle convivenze di inizio anno confermiamo la nostra disponibilità. Che cosa ci ha sempre spinto a farlo? Mettere la nostra vita a completa disposizione di Gesù Cristo,perchè siamo fermamente convinti che anche se le difficoltà non ci verranno risparmiate,Lui è l'unico per cui vale la pena di rischiare!!!!!!!!!! Non siamo degli esseri soprannaturali e quindi come tutti abbiamo i nostri timori,i nostri legami affettivi,l'attaccamento ai beni materiali,stipendio compreso,perchè per partire abbiamo dovuto metterci in aspettativa non retribuita nei rispettivi posti di lavoro.Ci assalgono dubbi e paure,perchè chiaramente sappiamo che dovremo tagliare con ciò che fino ad oggi ha fatto parte del nostro quotidiano. Per quanto tempo? Non sappiamo,perchè anche quì bisogna arrivare a dire:"Si compia non la nostra ,ma la TUA volontà","Non quello che gratifica noi,ma quello che rientra nel TUO progetto su di noi".Cosa non facile,perchè il rischio è che la nostra presunzione si manifesti ora più forte che mai!!!!!!!!! Quindi siamo in attesa di partire,avevamo i biglietti per il 24 gennaio,ma a causa degli ultimi eventi tunisini, ci hanno fatto rinviare.Dovremo attendere, per conoscere la nuova data di partenza, il colloquio che avranno il 12 febbraio i catechisti itineranti con il vescovo di Tunisi, al servizio del quale saremo una volta giunti lì,sia per il volontariato come tecnico nella clinica privata della Diocesi per Umberto che per qualunque altro compito voglia affidarci.Nel frattempo ci sosteniamo con le lodi ,l'Eucarestia,il rosario,la Parola del martedì con la Comunità. Questo è stato già un primo imprevisto non da poco,visto che ci mancavano solo da preparare le valigie. Stiamo già sperimentando la precarietà.

PREGATE PER NOI La Pace.Patrizia

18 January, 2011

Al cammino neocatecumenale «Riavviare l’iniziazione cristiana»
di - Avvenire


Cari amici!

Sono lieto di accogliervi e di darvi il mio cordiale benvenuto. Saluto in particolare Kiko Argüello e Carmen Hernández, iniziatori del Cammino Neocatecumenale, e Don Mario Pezzi, ringraziandoli per le parole di saluto e di presentazione che mi hanno rivolto. Con vivo affetto saluto tutti voi qui presenti: sacerdoti, seminaristi, famiglie e membri del Cammino. Ringrazio il Signore perché ci offre l’opportunità di questo incontro, nel quale voi rinnovate il vostro legame con il Successore di Pietro, accogliendo nuovamente il mandato che Cristo risorto diede ai discepoli: "Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura" (Mc 16,15).

Da oltre quarant’anni il Cammino Neocatecumenale contribuisce a ravvivare e consolidare nelle diocesi e nelle parrocchie l’Iniziazione cristiana, favorendo una graduale e radicale riscoperta delle ricchezze del Battesimo, aiutando ad assaporare la vita divina, la vita celeste che il Signore ha inaugurato con la sua incarnazione, venendo in mezzo a noi, nascendo come uno di noi. Questo dono di Dio per la sua Chiesa si pone "al servizio del Vescovo come una delle modalità di attuazione diocesana dell’iniziazione cristiana e dell’educazione permanente nella fede" (Statuto, art. 1 § 2). Tale servizio, come vi ricordava il mio predecessore, il Servo di Dio Paolo VI, nel primo incontro avuto con voi nel 1974, "potrà rinnovare nelle odierne comunità cristiane quegli effetti di maturità e di approfondimento, che nella Chiesa primitiva erano realizzati dal periodo di preparazione al battesimo" (Insegnamenti di Paolo VI, XII [1974], 406).

Negli ultimi anni è stato percorso con profitto il processo di redazione dello Statuto del Cammino Neocatecumenale che, dopo un congruo periodo di validità "ad experimentum", ha avuto la sua approvazione definitiva nel giugno 2008. Un altro passo significativo si è compiuto in questi giorni, con l’approvazione, ad opera dei competenti Dicasteri della Santa Sede, del "Direttorio catechetico del Cammino Neocatecumenale". Con questi sigilli ecclesiali, il Signore conferma oggi e vi affida nuovamente questo strumento prezioso che è il Cammino, in modo che possiate, in filiale obbedienza alla Santa Sede e ai Pastori della Chiesa, contribuire, con nuovo slancio e ardore, alla riscoperta radicale e gioiosa del dono del Battesimo ed offrire il vostro originale contributo alla causa della nuova evangelizzazione. La Chiesa ha riconosciuto nel Cammino Neocatecumenale un particolare dono suscitato dallo Spirito Santo: come tale, esso tende naturalmente ad inserirsi nella grande armonia del Corpo ecclesiale. In questa luce, vi esorto a ricercare sempre una profonda comunione con i Pastori e con tutte le componenti delle Chiese particolari e dei contesti ecclesiali, assai diversi, nei quali siete chiamati ad operare. La comunione fraterna tra i discepoli di Gesù è, infatti, la prima e più grande testimonianza al nome di Gesù Cristo.

Sono particolarmente lieto di poter inviare oggi, in diverse parti del mondo, più di 200 nuove famiglie, che si sono rese disponibili con grande generosità e partono per la missione, unendosi idealmente alle circa 600 che già operano nei cinque Continenti. Care famiglie, la fede che avete ricevuto in dono sia quella luce posta sul candelabro, capace di indicare agli uomini la via del Cielo. Con lo stesso sentimento, invierò 13 nuove "missiones ad gentes", che saranno chiamate a realizzare una nuova presenza ecclesiale in ambienti molto secolarizzati di vari Paesi, o in luoghi nei quali il messaggio di Cristo non è ancora giunto. Possiate sempre sentire accanto a voi la presenza viva del Signore Risorto e l’accompagnamento di tanti fratelli, così come la preghiera del Papa, che è con voi!

Saluto con affetto i Presbiteri, provenienti dai Seminari diocesani "Redemptoris Mater" d’Europa, e gli oltre duemila Seminaristi qui presenti. Carissimi, voi siete un segno speciale ed eloquente dei frutti di bene che possono nascere dalla riscoperta della grazia del proprio Battesimo. A voi guardiamo con particolare speranza: siate sacerdoti innamorati di Cristo e della sua Chiesa, capaci di trasmettere al mondo la gioia di avere incontrato il Signore e di poter essere al suo servizio.

Saluto anche i catechisti itineranti e quelli delle Comunità neocatecumenali di Roma e del Lazio e, con affetto speciale, le "communitates in missionem". Avete abbandonato, per così dire, le sicurezze delle vostre comunità di origine per andare in luoghi più lontani e scomodi, accettando di essere inviati per aiutare parrocchie in difficoltà e per ricercare la pecora perduta e riportarla all’ovile di Cristo. Nelle sofferenze o aridità che potete sperimentare, sentitevi uniti alla sofferenza di Cristo sulla croce, e al suo desiderio di raggiungere tanti fratelli lontani dalla fede e dalla verità, per riportarli alla casa del Padre.

Come ho scritto nell’Esortazione apostolica Verbum Domini, "la missione della Chiesa non può essere considerata come realtà facoltativa o aggiuntiva della vita ecclesiale. Si tratta di lasciare che lo Spirito Santo ci assimili a Cristo stesso […] in modo da comunicare la Parola con tutta la vita" (n. 93). Tutto il Popolo di Dio è un popolo "inviato" e l’annuncio del Vangelo è un impegno di tutti i cristiani, come conseguenza del Battesimo (cfr ibid., 94). Vi invito a soffermarvi sull’Esortazione Verbum Domini, riflettendo, in modo particolare, dove, nella terza parte del Documento, si parla de "La missione della Chiesa: annunciare la Parola di Dio al mondo" (n. 90-98). Cari amici, sentiamoci partecipi dell’ansia di salvezza del Signore Gesù, della missione che Egli affida a tutta la Chiesa. La Beata Vergine Maria, che ha ispirato il vostro Cammino e che vi ha dato la famiglia di Nazareth come modello delle vostre comunità, vi conceda di vivere la vostra fede in umiltà, semplicità e lode, interceda per tutti voi e vi accompagni nella vostra missione. Vi sostenga anche la mia Benedizione, che di cuore imparto a voi e a tutti i membri del Cammino neocatecumenale sparsi nel mondo.


Pagina: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36   

Sede Nazionale via Breda 18 Castel Mella (BS) Tel. 030 2583972

Aggiungi ai preferitiAggiungi questo sito ai preferiti

Webmaster: cogio

Le foto non di proprietà di FNC sono state reperite in rete, se qualcuna di queste dovesse essere coperta da diritti d'autore, siete pregati di segnalarcelo. Provvederemo a rimuoverle.