Torna all'homepage
Spiritualità
 
 
CARTA DEI DIRITTI
LO STATUTO
MODULO ISCRIZIONE
SEDI REGIONALI




Scrivici

20 March, 2013

FNC a Fermo per l’ incontro della giornata mondiale diocesana della gioventù
di - fnc


Il presidente e la sua famiglia saranno presenti alla giornata mondiale diocesana della gioventù a Fermo il 23 Marzo 2013.
Interverranno sulle tematiche relative alla trasmissione della fede ai figli, testimoniando la loro esperienza famigliare.
All'incontro interverrà S.E. Mons. Luigi Conti arcivescovo di Fermo.
Saranno inoltre presenti alcuni personaggi famosi: Barbara Capponi, giornalista di RAIUNO, Riccardo Scendoni, partecipante paraolimpiadi di Londra, e Andrea Lucchetta, ex-capitano Italia

Sono attesi più di mille giovani sabato 23 marzo a Fermo in occasione della Convocazione Diocesana delle Palme. L’evento, organizzato dall’Ufficio Diocesano per la Pastorale Giovanile in collaborazione con la Vicaria di Fermo, è un appuntamento annuale che si svolge la settimana prima di Pasqua in una città della diocesi, una sorta di Giornata Diocesana della Gioventù in attesa di quella mondiale (GMG) che si terrà a luglio in Brasile con Papa Francesco. Sul tema di questo incontro planetario, tratto dal Vangelo di Matteo (“Andate e fate discepoli tutti i popoli”) si terrà anche la festa diocesana, in programma alle ore 15.00 al coperto nella nuova Piazza Sagrini (sarà inaugurata domenica 24 marzo dal Comune di Fermo), a cui sono stati invitati: Riccardo Scendoni (che ha partecipato alle ParaOlimpiadi di Londra 2012), Andrea Lucchetta, ex capitano della Nazionale di pallavolo, Gianni e Cristina Archetti (presidenti dell’Associazione Famiglie Cattoliche Numerose). Intervistati da Barbara Capponi, giornalista di Rai 1, daranno la loro testimonianza di fede ai giovani. Al termine degli interventi l’Arcivescovo di Fermo Mons. Luigi Conti esorterà il pubblico giovanile con un messaggio di speranza, impartirà la benedizione sulle Palme, sugli intervenuti e incaricherà i giovani di portarle nelle rispettive Parrocchie di provenienza.



02 January, 2013

Fiesta de la Sagrada Familia
di - FNC


Si è svolta a Madrid il 30 dicembre 2012 la Fiesta de la Sagrada Familia.
Era presente anche la famiglia del nostro presidente Gianni e Cristina Archetti.
È stata una bella manifestazione a cui hanno partecipato migliaia di famiglie testimoniando con la loro presenza l’importanza della famiglia cristiana fondata sul matrimonio di un uomo e una donna che accolgono la vita. L’incontro è iniziato con l’annuncio del Kerigma da parte di Kiko Arguello, iniziatore del cammino neocatecumenale, che ha parlato dell' importanza dei cristiani e della loro missione nell’ anno della fede. Ha poi preso la parola Mons. Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio della Famiglia, che ha sottolineato la gioia e la bellezza e il ruolo della famiglia cristiana. Dopo il collegamento video con Piazza San Pietro per l’Angelus di Papa Benedetto XVI, è stata celebrata l’Eucarestia presieduta dal Cardinale di Madrid Mons. Rouco Varela. Nonostante il freddo e i disagi, le famiglie presenti con i loro figli, hanno testimoniato che la famiglia cristiana è la speranza per la società di oggi.
Alla fine dell' incontro il presidente FNC ha incontrato nuovamente S.E. Mons.Vincenzo Paglia che ha manifestato la sua vicinanza alla nostra associazione.

BENEDETTO XVI ANGELUS
Piazza San Pietro
Domenica, 30 dicembre 2012
Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española presentes en esta oración mariana. Y también, desde aquí, a los numerosos participantes en la Eucaristía que se celebra en Madrid en esta Fiesta de la Sagrada Familia. Que Jesús, María y José sean un ejemplo de la fe que hace brillar el amor y fortalece la vida de los hogares. Por su intercesión, pidamos que la familia siga siendo un don precioso para cada uno de sus miembros y una esperanza firme para toda la humanidad. Y que el júbilo de compartir la vida al amparo de Dios, que aprendimos de niños de labios de nuestros padres, nos impulse a hacer del mundo un verdadero hogar, un espacio de concordia, solidaridad y respeto mutuo. Con ese propósito, acudimos a María, nuestra Madre del cielo, para que acompañe a las familias en su vocación de ser una forma entrañable de iglesia doméstica y célula originaria de la sociedad. Que Dios os bendiga a todos. Feliz domingo.

10 December, 2012

Come in un canto, il kerygma è l’acuto di ogni catechesi
di -


Nella prima predica di Avvento, padre Cantalamessa esorta a far risaltare l'annuncio di Cristo morto e risorto per i nostri peccati, quale "momento germinativo della fede"
di Salvatore Cernuzio

CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 7 dicembre 2012 (ZENIT.org) – L’Anno della Fede, il 50° anniversario del Concilio Vaticano II e il Sinodo per la nuova Evangelizzazione. Tre “grazie” che la Chiesa cattolica sta vivendo in questo anno, che sono lo spunto di riflessione per le prediche proposte da padre Raniero Cantalamessa per il tempo d'Avvento.
Nella prima, il predicatore della Casa Pontificia si sofferma sull’Anno della Fede e, quindi, sul tema “vasto come il mare” della fede. In particolare, concentrandosi sulla lettera Porta fidei di Benedetto XVI, Cantalamessa approfondisce la “calda” esortazione del Papa “a fare del Catechismo della Chiesa Cattolica lo strumento privilegiato per vivere fruttuosamente la grazia di questo anno”.
Non è una spiegazione delle parole del Pontefice, precisa il cappuccino, piuttosto uno sforzo a “mostrare come fare perché questo libro, da strumento muto, come un violino di pregio posato su un panno di velluto, si trasformi in strumento che suona e scuote i cuori”.
Ricordando la visione di Ezechiele “della mano tesa che porge un rotolo” (Ez 2,9-3,3), padre Cantalamessa mostra che è il Papa, in quest’anno, “la mano che porge di nuovo alla Chiesa il Catechismo della Chiesa Cattolica, dicendo a ogni fedele: Prendi questo libro, mangialo, riempitene le viscere”.
Che significa mangiare un libro? Vuol dire “assimilarlo" come il cibo – dice il Predicatore - quindi “non solo studiarlo, analizzarlo, memorizzarlo ma farlo carne della propria carne e sangue del proprio sangue”. Bisogna “trasformarlo da fede studiata in fede vissuta” – aggiunge - e ciò è possibile farlo solo cogliendo “il cuore pulsante del Catechismo”, che non è “un dogma, o una verità, una dottrina o un principio etico, ma una persona: Gesù Cristo!”.
Nella prima parte del Catechismo dedicata alla fede si ricorda, infatti, il grande principio di san Tommaso d’Aquino secondo cui “l’atto di fede del credente non si ferma all’enunciato, ma raggiunge la realtà”. Questa realtà è “certamente Dio”, ribadisce padre Raniero, “non, però, un dio qualsiasi che ognuno si raffigura a suo gusto e piacimento, ma il Dio che si è rivelato in Cristo”.
La riflessione di Cantalamessa si sofferma quindi sulla distinzione tra kerygma e didaché. Il primo, spiega, “riguardava l’opera di Dio in Cristo Gesù, il mistero pasquale di morte e risurrezione”. La didaché, invece, indicava “l’insegnamento successivo alla venuta della fede, la formazione completa del credente”.
“Si era convinti che la fede, come tale, sbocciasse solo in presenza del kerygma – riferisce il cappuccino -. Esso non era un riassunto della fede o una parte di essa, ma il seme da cui nasce tutto il resto”. “Anche i quattro Vangeli furono scritti dopo per spiegare il kerygma” aggiunge. E lo stesso Credo, nel suo nucleo primitivo, metteva al centro Cristo e la Sua componente umana e divina.
Poichè eredi di un processo di “sviluppo della dottrina cristiana” secondo la definizione del beato Newman, tutti noi - “in primo luogo vescovi, predicatori e catechisti" – siamo dunque chiamati a far risaltare il carattere “a parte” del kerygma quale momento “germinativo della fede”.
Come nel cantato di un’opera lirica dove ci sono gli ‘acuti’ che “scuotono l’uditorio e provocano emozioni forti, a volte anche brividi”, il kerygma “è l’acuto di ogni catechesi”.
Dopo questa splendida metafora padre Cantalamessa, però, ammonisce: “La nostra situazione è tornata ad essere la stessa del tempo degli apostoli: essi avevano davanti a sé un mondo precristiano da evangelizzare, noi abbiamo davanti un mondo post-cristiano da rievangelizzare”. Dobbiamo, quindi, “ritornare al loro metodo, riportare alla luce ‘la spada dello Spirito’ che è l’annuncio di Cristo morto per i nostri peccati e risorto per la nostra giustificazione”.
Rievocando l'immagine del kerygma come “acuto della catechesi”, padre Raniero chiarisce che “per produrre questo acuto non basta alzare il tono della voce”, ma occorre un altro elemento fondamentale: “l’unzione”.
Autore di questa “unzione” è, secondo molti Padri della Chiesa, lo Spirito Santo, il Paraclito, lo Spirito di verità che “insegna ogni cosa”. Coloro, però, “che lo Spirito non istruisce internamente – scriveva Sant’Agostino – se ne vanno via senza avere nulla appreso”. C’è, dunque, bisogno anche “di istruzione dall’esterno - assicura Cantalamessa - c’è bisogno di maestri; ma la loro voce penetra nel cuore solo se ad essa si aggiunge quella interiore dello Spirito”.
In virtù di questa “si passa dalle enunciazioni di fede alla loro realtà” afferma il frate. Inoltre l’unzione della fede - aggiunge - produce “un effetto collaterale” nell’annunciatore: trasforma l’evangelizzazione "da incombenza e dovere, in onore e motivo di vanto”. La “lieta notizia”, infatti, “prima ancora che chi la riceve, rende lieto chi la reca”.
L'ultimo pensiero è dedicato, infine, a Maria. È Lei, conclude il predicatore della Casa Pontificia, “il modello di ogni evangelizzatore e di ogni catechista”, perché “insegna a riempirci di Gesù per darlo poi agli altri”.


Pagina: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36   

Sede Nazionale via Breda 18 Castel Mella (BS) Tel. 030 2583972

Aggiungi ai preferitiAggiungi questo sito ai preferiti

Webmaster: cogio

Le foto non di proprietà di FNC sono state reperite in rete, se qualcuna di queste dovesse essere coperta da diritti d'autore, siete pregati di segnalarcelo. Provvederemo a rimuoverle.