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12 September, 2014

Giornata di preghiera per il Sinodo sulla famiglia
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L'ha indetta il Papa per il 28 settembre. I fedeli che vivono a Roma, specialmente le famiglie, potranno unirsi alla preghiera che si terrà ogni giorno nella Cappella della Salus Populi Romani nella Basilica di Santa Maria Maggiore

CITTA' DEL VATICANO, 06 Settembre 2014 (Zenit.org) - Il 28 settembre ci sarà una Giornata di preghiera per la terza Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi, che si svolgerà in Vaticano dal 5 al 19 ottobre sul tema “Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”.
La Giornata è stata indetta dal Papa. Nel comunicato diffuso dalla Sala Stampa si legge che “le Chiese particolari, le comunità parrocchiali, gli Istituti di vita consacrata, le associazioni e i movimenti” sono invitati a pregare “nelle Celebrazioni Eucaristiche e in altri momenti celebrativi, nei giorni precedenti e durante i lavori sinodali”.
I fedeli che vivono a Roma, specialmente le famiglie, potranno unirsi alla preghiera che si terrà ogni giorno nella Cappella della Salus Populi Romani nella Basilica di Santa Maria Maggiore. Nel testo viene inoltre raccomandata ai fedeli la recita del Santo Rosario per i lavori sinodali. Nei prossimi giorni verrà pubblicato in diverse lingue un breve Sussidio a cura della Segreteria del Sinodo dei Vescovi, con la Preghiera alla Santa Famiglia per il Sinodo, composta da papa Francesco per la domenica della Santa Famiglia del 29 dicembre scorso.



23 May, 2014

Il Papa conferma la Liturgia del Cammino Neocatecumenale
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Con una Lettera inviata all'iniziatore Kiko Argüello, viene riaffermata la validità degli Statuti approvati nel 2008

CITTA' DEL VATICANO, 16 Maggio 2014 (Zenit.org) - La Segreteria di Stato ha inviato lo scorso 3 aprile una lettera del Santo Padre a Kiko Argüello, iniziatore, insieme Carmen Hernández, del Cammino Neocatecumenale, confermando la prassi liturgica del Cammino riguardo all’Eucarestia e alla Veglia Pasquale. Nella Lettera, il Santo Padre conferma che "per quanto riguarda la celebrazione della veglia pasquale e dell'Eucaristia domenicale, (...) gli articoli 12 e 13 [degli Statuti], letti nella loro interezza, costituiscono, pertanto, il quadro normativo di riferimento". Questa lettera è la risposta ad una missiva inviata in precedenza da Kiko Argüello al Papa, in cui manifestava la sua preoccupazione per alcune interpretazioni negative delle parole del Santo Padre rivolte a 12.000 neocatecumeni durante l'udienza del 1° febbraio 2014. Nella sua risposta, Papa Francesco non solo conferma la piena validità dello Statuto del Cammino Neocatecumenale, ma afferma di conoscere "molto bene il dinamismo evangelizzatore del Cammino Neocatecumenale, l’esperienza di vera conversione di vita di moltissimi fedeli e frutti di bene prodotti grazie alla presenza delle comunità in tutto il mondo". Il Papa "conferma la sua paterna vicinanza" e "la sua parola affettuosa parola di incoraggiamento a Kiko Argüello e a tutti coloro che partecipano al Cammino." E conclude assicurando l'iniziatore del Cammino la "vicinanza" e "il ricordo nel Signore" di Papa Francesco, mentre "manda con tutto il suo cuore a voi, all’equipe internazionale e a tutti i membri del Cammino Neocatecumenale la Benedizione Apostolica". A più di un mese di distanza, abbiamo chiesto a Kiko Argüello di spiegarci il significato di questa lettera.
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Kiko, che significato ha la lettera di Papa Francesco?
Kiko Argüello: Nel corso dell’udienza che il Papa ebbe il 1° febbraio, Francesco inviò 450 famiglie in missione in Cina, Vietnam, India e Mongolia, così come in molte altre città in Europa e nel mondo. Nelle indicazioni fornite alle famiglie, pieno di gioia al vedere tanti figli, ha detto che a volte, per cercare la comunione con la diocesi dove le famiglie sono state inviate, si potrebbe cedere su “alcuni dettagli” in funzione della comunione ecclesiale con la diocesi. Siamo d'accordo che la comunione ecclesiale è molto importante, ma queste parole sono state lette fuori del contesto e interpretate negativamente da alcune persone non favorevoli al Cammino: immediatamente hanno tolto l'Eucaristia celebrata in comunità il sabato notte alla vigilia della domenica e hanno eliminato la Veglia pasquale delle comunità che è un danno terribile. Questo sviluppo mi ha spinto a scrivere una lettera al Papa esprimendo le mie preoccupazioni. Perché il problema è: chi decide quali sono i dettagli che possono essere rimossi? Forse che gli statuti approvati dalla Santa Sede non sono più validi? A causa di queste interpretazioni, alcuni parroci e vescovi hanno cominciato a cambiare la prassi liturgica del Cammino Neocatecumenale che è stato approvato nel 2008 da cinque Congregazioni della Santa Sede, dopo un processo durati diversi anni.
Che valore ha, a questo riguardo, la risposta del Santo Padre?
Kiko Argüello: Il Santo Padre, in questa lettera inviata attraverso mons. Becciu, afferma che ciò che ha detto nelle indicazioni alle famiglie non tocca per nulla gli Statuti del Cammino Neocatecumenale e, citando l'articolo 12, che parla della Veglia pasquale, e l'articolo 13, che parla dell’Eucaristia del Cammino, afferma che “per quanto attiene alle celebrazioni della Veglia Pasquale e dell’Eucaristia domenicale”, essi sono “il quadro normativo di riferimento” per il Cammino. Quindi, grazie a Dio, il Papa ci ha salvato, perché i dettagli di un canto o di cose particolari possono essere cambiati - siamo d'accordo - ma qui abbiamo queste interpretazioni che sembravano annullare gli statuti. Siamo molto felici che il Papa ci vuole bene e ci difende.
Perché questi due articoli sono così importanti?
Kiko Argüello: L’articolo 13 è molto importante perché dice che il Cammino Neocatecumenale celebra l'Eucaristia dopo i primi vespri della domenica in piccole comunità, e che queste celebrazioni fanno parte della pastorale liturgica della parrocchia e sono aperte a tutti. Questa è una cosa meravigliosa perché le comunità sono piene di giovani e siamo riusciti a far sì che i giovani, invece di andare nelle discoteche il sabato sera, vengano all’Eucarestia della domenica. La Santa Sede, comprendendo questo motivo pastorale, ha permesso alcune concessioni per aiutare la partecipazione di tanti giovani. Per noi questo è fondamentale, perché alla fine il punto è uno solo: perché abbiamo così tanti figli? È come se alcuni ci volessero punire per questo. Il fatto di aver obbedito all'Humanae Vitae ha fatto sì che siamo pieni di giovani e questi giovani sono tutti in Chiesa e da questi giovani nascono le vocazioni per i seminari. Ci sono cento seminari, dove si trovano le vocazioni che provengono da queste famiglie e questo il Papa lo ha capito molto bene.
Per quanto riguarda l'articolo 12, le comunità di tutto il mondo stanno aiutando le parrocchie a riscoprire la Veglia pasquale. La Santa Sede, nel documento fondamentale per la Veglia pasquale Paschalis Solemnitatis, esprimeva dolore vedendo che la Veglia pasquale, invece di essere “la madre di tutte le veglie” e il centro della vita liturgica dei Fedeli, è diventata invece in molte parrocchie soltanto una Messa vespertina. L’articolo 12 dello statuto stabilisce appunto che “il neocatecumenato stimolerà la parrocchia ad una celebrazione più ricca della veglia pasquale”. Il cardinale Cañizares, prefetto della Congregazione per il Culto Divino, ha sottolineato proprio questo ruolo delle comunità neocatecumenali dicendo che la Conferenza Episcopale polacca, ad esempio, ha ringraziato il Cammino perché sta aiutando a recuperare e riscoprire l'importanza della Veglia pasquale in tutta la Polonia.

08 May, 2014

Missione nelle cento piazze: Raccontate agli altri come Cristo vi rende felici!
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Al via la seconda edizione dell'iniziativa di evangelizzazione del Cammino Neocatecumenale per la Diocesi di Roma. Oggi l'invio del cardinale Vallini nella Basilica di San Paolo fuori le Mura

Di Salvatore Cernuzio
ROMA, 03 Maggio 2014 (Zenit.org) - Il fuoco della Pentecoste che spinse gli apostoli ad andare per le strade ad annunciare Cristo si riaccende in questo mese di maggio nella Diocesi di Roma. Riparte infatti la “Missione nelle 100 Piazze”, l’iniziativa promossa dal Cammino Neocatecumenale che lo scorso anno ha coinvolto oltre un centinaio di luoghi della Capitale in una “evangelizzazione a cielo aperto” nelle cinque domeniche dopo Pasqua.
Questa mattina, come lo scorso anno, la celebrazione di invio delle oltre 500 comunità neocatecumenali romane nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, presieduta dal cardinale vicario Agostino Vallini, il quale – come ha sottolineato egli stesso più volte – ha voluto fortemente rilanciare questa seconda edizione delle “100 piazze” visti i frutti che hanno portato nella Diocesi lo scorso anno. Era assente invece Kiko Arguello, l’iniziatore dell’itinerario neocatecumenale, intento a coltivare altri frutti a Gibilterra, dove si è svolto un grande incontro vocazionale con più di 20.000 giovani e famiglie, di cui circa 300 ‘alzatisi’ per consegnare la loro vita a Dio.
Al posto di Arguello rappresentava il Cammino Neocatecumenale diocesano Giampiero Donnini, responsabile della prima comunità dei Santi Martiri Canadesi, una delle primissime parrocchie ad aver accolto l’evangelizzazione di Kiko e Carmen intorno agli anni ’70. Donnini ha illustrato al cardinale Vallini la mappa delle diverse piazze delle zone centro, nord e sud di Roma, che, a partire da domani fino a domenica 1° giugno, verranno invase pacificamente da giovani, famiglie, anziani, bambini appartenenti a questa realtà ecclesiale.
Tra queste anche piazze principali della Capitale, come piazza della Repubblica, piazza del Popolo, piazza Risorgimento e via dicendo. Un’opera grande per cui non si può far altro che ringraziare il Signore, ha detto il cardinale. Ma “un grazie va anche a Kiko, a cui voglio bene da 40 anni abbondanti”, ha aggiunto ‘approfittando’ dell’assenza dell’iniziatore. “Lo ringrazio – ha proseguito il porporato - perché dopo aver visitato la sua camera a Madrid, sono rimasto impressionato nel vedere i graffiti neri disegnati sui muri prima della conversione, simbolo di un profondo travaglio interiore… E ho capito che il Signore lo ha portato per le sue vie e che lui è stato docile all'ascolto”. “Tutti voi – ha aggiunto il cardinale vicario riferendosi ai presenti – siete segno visibile di un miracolo di Dio”, di cui “Kiko è stato il tramite”.
C’è poi un secondo motivo di gratitudine, ha detto Vallini, ed è “la presenza a Roma di voi comunità neocatecumenali per quello che fate e siete”: “Io chiedo sempre di mantenere la comunione, ma riconosco e benedico quello che fate, perché siete segno di presenza e di annuncio del Vangelo”.
Il porporato ha quindi tracciato un bilancio dell’esperienza passata delle “100 piazze”, di cui - ha ribadito – “ho ricevuto un ottimo riscontro”. Ha poi notato che i presenti in Basilica, oggi, fossero la metà rispetto all’invio dello scorso anno: “Quest'anno siamo di meno…”. Complice la pioggia battente, il ponte del 1° maggio, la perdita dell’effetto novità o quant’altro, non importa: “L’entusiasmo sicuramente non è venuto meno – ha assicurato Vallini - Soprattutto il mio, che desideravo tanto questo annuncio pasquale... L’anno prossimo dovremo continuare ed essere il doppio”.
È necessario infatti “continuare”, ha rimarcato il cardinale, perché evangelizzare oggi è divenuta una vera e propria “sfida”: la sfida di “raccontare la nostra esperienza di Gesù risorto”. Come insegna il Vangelo, noi cristiani poi siamo un po’ come gli apostoli che “seguivano facilmente Gesù finché faceva miracoli”, ma non accettavano il fatto che per il loro Maestro “si sarebbe compiuta l'ora della croce come rivelazione ultima e definitiva dell'amore di Dio”. Gli apostoli “volevano un Gesù diverso buono, potente, che fa miracoli, non sofferente”, ha spiegato Vallini.
La sfida di cui parla il cardinale vicario è dunque seguire la strada di Cristo anche quando questa è costellata di croci; avere cioè quella fede tale da prevedere anche “i momenti bui e i tormenti”, senza però rassegnarsi alla “incredulità”. Perché – ha rimarcato il porporato - “in quei momenti non è Dio che si è allontanato da noi, ma siamo noi ad esserci allontanati da Dio”.
Il cristiano è pertanto colui che accetta la fede “come via che porta vita anche attraverso la croce”. A tal proposito, il cardinale ha raccontato un aneddoto della visita di Papa Francesco alla parrocchia di San Gregorio Magno, dove, durante l’incontro con gli ammalati, un giovane 35enne disabile ha abbracciato forte il Pontefice e li ha detto: “Lei è un Papa rasserenato”. E Bergoglio ha risposto: “Sì, ma attraverso la croce”.
“Questa è la forza dello Spirito Santo che, entrando nel mistero di morte e risurrezione, tutto può”, ha rimarcato Vallini. Come avvenuto ai discepoli dopo la Pentecoste che “sono andati nelle strade ad annunciare la loro esperienza personale di Gesù”, senza fermarsi “nemmeno davanti alle persecuzioni”. “Annunciare la propria esperienza personale di Gesù…”, ha ripetuto il porporato, “il vero centro dell’apostolato, del kerygma è proprio l’incontro personale con Cristo”. “Nelle piazze – è stato dunque il suo invito – raccontate con pazienza ciò che il Signore ha fatto nella vostra vita. Raccontate che Gesù è davvero il Signore, raccontatelo come genitori, come figli, come anziani, come sacerdoti…”.
Perché Roma ne ha bisogno: pur essendo il “centro del cristianesimo”, quanti cittadini della Capitale hanno la capacità “di trovare nel Signore forza e luce per la loro vita?”, ha domandato il cardinale. E ha citato le battaglie condotte da anni dal parlamentare europeo Carlo Casini, presidente del Movimento Per la Vita italiano, al suo fianco oggi nella Basilica, per difendere le “vite innocenti” uccise ogni giorno.
Guardando a questa realtà, ha interrogato il cardinale, “vi sembra poco che nelle nostre famiglie nascono figli, stanno bene, ci vogliamo bene?”. “Non è un miracolo della Pentecoste” la grande apertura alla vita che si registra nel Cammino? Queste famiglie numerose che “parlano” alla gente e raccontano “la bellezza della famiglia”.
Allora, ognuno secondo le proprie possibilità – ha concluso Vallini – vada ad annunciare che “Cristo ci rende felici anche tante volte portando le croci”; “seminate nel cuore delle persone, dei curiosi, dei passanti, perché siete felici e dov'è la sorgente della vostra gioia”. “Ditelo, cantatelo, con la gioia sul volto, raccontando le nostre esperienze…”, ha insistito, perché questo “è una speranza per tanti uomini che non ce la fanno!”.
L’incontro si è concluso con la preghiera di benedizione del cardinale e un canto alla Madonna che – ha sottolineato Donnini – “è sempre presente nel Cammino, esortandoci a fare comunità che vivano semplicità, umiltà e lode, dove l'altro è Cristo”.


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