Torna all'homepage
Spiritualità
 
 
CARTA DEI DIRITTI
LO STATUTO
MODULO ISCRIZIONE
SEDI REGIONALI




Scrivici

15 June, 2015

Mons. Paglia augura
di -


In una lettera al Comitato Difendiamo i nostri figli, il presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia sottolinea: “Il valore in cui i giovani credono di più è il matrimonio”
Di Luca Marcolivio
Roma, 15 Giugno 2015 (ZENIT.org)
La manifestazione del prossimo 20 giugno, promossa dal Comitato Difendiamo i nostri figli, ha ricevuto l’appoggio del presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, monsignor Vincenzo Paglia.
Richiamando le parole di papa Francesco, che nell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium sollecita la promozione della famiglia “quale dono di Dio per la realizzazione dell’uomo e della donna creati a sua immagine e quale cellula fondamentale della società”, monsignor Paglia si domanda poi: “quale futuro prepariamo per i nostri figli, per le nuove generazioni?”.
La “famiglia cristiana, fondata sul matrimonio monogamo e indissolubile” può costituire “una grande risorsa per il futuro”, prosegue il presule nella lettera indirizzata ai membri del Comitato organizzatore.
Oltre che apportare un “legame stabile e fruttuoso” alla società, un “matrimonio felice” è un “capitale sociale su cui investire attenzioni, riflessioni ed energie”, scrive Paglia.
In una società dove la “mentalità di questo mondo” irrompe anche nella famiglia, impedendo che nascano “legami e rapporti d’amore stabili, robusti, sulle cui spalle fondare storie di famiglie salde, capaci di accompagnare i più deboli, di educare figli, di sostenersi da anziani”.
La Chiesa, tuttavia, continua a proporre “la vera bellezza della famiglia unita, stabile, aperta alla vita” e all’amore per i deboli, in cui “le differenze sono sempre una ricchezza, un’opportunità e mai un ostacolo da eliminare”.
I bambini e i ragazzi d’oggi hanno il diritto a crescere in una “famiglia fondata seriamente sul matrimonio”, anche in una società dove avanza la “tentazione di vivere e crescere da soli […] come se gli altri fossero avversari o nemici”, afferma ancora il presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia.
“Se chiediamo a chi è giovane di individuare il valore più importante nella vita, indicherà, ancora oggi, la famiglia – prosegue la lettera -. È necessario e urgente che anche i governi dei nostri Paesi si impegnino con fantasia e responsabilità a creare opportunità e occasioni perché le giovani generazioni siano aiutate e incoraggiate a crearsi una famiglia e a desiderare di avere figli”.
Da parte loro “i bambini di oggi attendono da noi un’assunzione seria e profonda di responsabilità perché sappiamo mostrare loro e al mondo intero tutta la ricchezza e la grandezza della famiglia cristiana”.
In conclusione della lettera, monsignor Paglia augura agli organizzatori un “pieno successo” per la manifestazione, “con la certezza che porterà un contributo prezioso alla vita della Chiesa e di tutte le persone che hanno a cuore il bene dell’umanità”.

25 May, 2015

Ventimila neocatecumenali a Campo Marte
di - Bresciaoggi Sergio Masini


Brescia è stata scelta come segno di omaggio a Paolo VI che aprì le porte della Chiesa al carisma del movimento nato in Spagna

A Campo Marte ieri il giorno di Pentecoste è stato all'insegna della festa e della preghiera per migliaia di cattolici neocatecumenali. Gli organizzatori hanno stimato in circa 20 mila le presenze. Alle 14 l'arrivo delle prime delegazioni estere: a sfilare bandiere svizzere, belghe, Irlandesi e francesi (oltre duemila le presenze dei cugini d'oltralpe), ma molti anche i portoghesi, gli spagnoli, gli ungheresi e i tedeschi. In tanti hanno trascorso la notte ospiti di famiglie bresciane.
Per l'Italia, invece, i gruppi confluiti a Brescia sono arrivati dalle regioni del centro-nord (un secondo incontro è previsto per il centro-sud a Catania domenica prossima).
Più di cento i volontari impegnati ad accogliere, dirigere, indirizzare, offrire panini e bottiglie d'acqua. Mentre sul palco fervevano gli ultimi preparativi, qualcuno ha approfittato dell'attesa per giocare a pallone sotto gli alberi o suonare la chitarra.
Il diciottenne Samuele, che nella sua parrocchia in provincia di Udine riveste il ruolo di «cantore», ha spiegato come non si separi mai dallasua chitarra che «la fede e il Signore mi hanno insegnato ad amare ancora di più per il ruolo che può avere nella preghiera». La giornata entra nel vivo meno di tre ore più tardi quando dal palco è presentato ogni gruppo.
Ma l'emozione tocca l'apice quando arrivano i fondatori del movimento Francisco "Kiko" Argüello, Carmen Hernández e padre Mario Pezzi, il presbitero originario di Gottolengo cui si deve in larga parte il merito della diffusione in Italia del «Cammino Neocatecumenale».
L'INTERVENTO di Kiko è stata una vera e propria catechesi. A seguire il coinvolgente momento della «chiamata». «L'incontro - spiega Daniele Robbi dell'organizzazione - voleva infatti espressamente essere di carattere vocazionale: chi è chiamato da Dio, se donna inizierà il percorso verso il convento, se uomo quello che potrebbe portarlo in uno dei 102 seminari diocesani "Redemptoris Mater" aperti nel mondo». «Un'avventura che da principio può fare paura ma che dà tantissimo», conferma Luca, ora al quinto anno di seminario a Bruxelles per cui «incontri come quello bresciano rafforzano ogni volta di più la mia vocazione». Proprio la vocazione alla missione è uno dei punti centrali della proposta del Cammino.
UNA VOCAZIONE che si allarga anche alle «famiglie missionarie» che, in risposta a chiamate come quella di ieri, si uniranno alle circa mille che già portano la parola di Dio nel mondo, soprattutto nelle città più secolarizzate dove il processo di scristianizzazione è più avanzato. Andranno dove i rispettivi vescovi ritengono necessario introdurre (o reintrodurre) una presenza cristiana.
«Una vita dura ma piena di soddisfazioni - assicura Maurizia, da 28 anni in Inghilterra -. Io e mio marito abbiamo lasciato il lavoro e siamo partiti da Milano con i nostri tre figli, altri sette li abbiamo avuti oltre Manica. Il vescovo ci ha inviati in quartieri difficili e disagiati. Lì i sacrifici sono stati molti, ma così pure le gioie. Abbiamo incontrato e portato la parola di Dio alle famiglie che c'invitavano oppure ospitavamo altre persone: sono stati gli anni più belli della nostra vita. Oggi continuiamo la nostra attività in forma itinerante per tutta l'Inghilterra». E proprio per il sostegno alle famiglie missionarie, ieri, in chiusura di giornata, l'«invito dei giovani al rosario»: preghiere quotidiane per le attività e la presenza cattolica nelle aree del mondo dove Dio è stato dimenticato.
La scelta di Brescia per il mega raduno del Cammino è stata dettata dal legame che Paolo VI, il Papa bresciano, ha avuto con la storia e lo sviluppo dei neocatecumenali come esperienza di fede riconosciuta dalla Chiesa. La sua recente beatificazione e l'occasione dell'Anno Montiniano indetto dalla diocesi hanno spinto gli organizzatori a scegliere Brescia come sede dell'incontro in segno di omaggio al suo Papa. E ieri è stata soprattutto un'occasione per ribadire l'impegno dei neocatecumenali ad andare in tutto il mondo per portare l'annuncio della Buona Notizia come fu per gli apostoli subito dopo l'effusione dello Spirito Santo a Pentecoste


Sergio Masini

29 April, 2015

Papa Francesco
di -


"L'alleanza tra uomo e donna salva l'umanità dalla sfiducia e dall'indifferenza"

Durante l'Udienza Generale, Papa Francesco esorta a "riportare in onore il matrimonio e la famiglia" e deplora la "mercificazione del corpo femminile"
Di Luca Marcolivio
CITTA' DEL VATICANO, 22 Aprile 2015 (Zenit.org) - Dopo aver trattato mercoledì scorso il tema dell’uomo e della donna creati a immagine di Dio, durante l’Udienza Generale di stamattina, papa Francesco si è soffermato sulla reciprocità e complementarietà tra i due sessi, che non va affatto intesa come una subordinazione o superiorità di uno dei due sull’altro.
Punto di partenza della catechesi è stata anche stavolta la Genesi. Dopo aver plasmato l’uomo “con la polvere del suolo” e averlo trasformato, con il suo alito in un “essere vivente” (cfr. Gen 2,15), Dio si accorge che “manca qualcosa”.
Adamo è solo nel giardino meraviglioso che il Signore gli ha affidato, tuttavia ancora gli mancano una “comunione” e una “pienezza”; decide così di dargli “un aiuto che gli corrisponda” (cfr. Gen 2,18).
Dopo avergli presentato tutte le creature animali ed aver dato loro un nome, l’uomo continua ad essere solo. Quando poi, però, gli mostra la donna, egli “riconosce esultante che quella creatura, e solo quella, è parte di lui: «osso dalle mie ossa, carne dalla mia carne» (cfr. Gen 2,23)”.
L’uomo ha così trovato la sua “reciprocità”. La donna non rappresenta alcuna “replica” dell’uomo e l’immagine della “costola” non esprime alcuna “inferiorità o subordinazione” ma, piuttosto, la loro consustanzialità e complementarità.
Il fatto stesso, che “Dio plasmi la donna mentre l’uomo dorme, sottolinea proprio che lei non è in alcun modo una creatura dell’uomo, ma di Dio”. È un po’ come se “per trovare l’amore nella donna, […] l’uomo prima deve sognarla e poi la trova”.
Così Dio compie un atto di “fiducia” nell’uomo e nella donna, affidando loro la terra ma quasi subito “il maligno introduce nella loro mente il sospetto, l’incredulità, la sfiducia”, provocando in loro “la disobbedienza al comandamento che li proteggeva” e un “delirio di onnipotenza che inquina tutto e distrugge l’armonia”.
Il peccato originale è alla base della “diffidenza e divisione” che tra l’uomo e la donna sono sempre esistiti e che spesso degenerano in “mille forme di prevaricazione e di assoggettamento, di seduzione ingannevole e di prepotenza umiliante, fino a quelle più drammatiche e violente”. Ne sono un esempio gli “eccessi negativi delle culture patriarcali”, le “molteplici forme di maschilismo” o, ancora, la “strumentalizzazione e mercificazione del corpo femminile nell’attuale cultura mediatica”.
Il Santo Padre ha stigmatizzato anche la “recente epidemia di sfiducia, di scetticismo, e persino di ostilità che si diffonde nella nostra cultura – in particolare a partire da una comprensibile diffidenza delle donne – riguardo ad un’alleanza fra uomo e donna che sia capace, al tempo stesso, di affinare l’intimità della comunione e di custodire la dignità della differenza”.
Se non sarà ripristinata questa “simpatia” e questa “alleanza” tra uomo e donna, le nuove generazioni non potranno salvarsi “dalla sfiducia e dall’indifferenza” e sempre più figli verranno “sradicati fin dal grembo materno”.
In definitiva, il venir meno di una “alleanza stabile e generativa” tra i due sessi è “certamente una perdita per tutti”, pertanto, ha esortato il Papa, “dobbiamo riportare in onore il matrimonio e la famiglia”.
Per far questo, la Bibbia raccomanda all’uomo di “lasciare qualcosa” di importante - ad esempio “suo padre e sua madre” - per trovare “pienamente” la donna. “L’uomo è tutto per la donna e la donna è tutta per l’uomo”, ha commentato Francesco.
Pur “peccatori e feriti, confusi e umiliati, sfiduciati e incerti”, l’uomo e la donna continuano quindi a ricevere una “vocazione impegnativa e appassionante”, come dimostra l’“immagine di tenerezza” e di “custodia paterna” che emerge dopo il peccato originale, quando “il Signore Dio fece all’uomo e a sua moglie tuniche di pelle e li vestì” (Gen 3,21).
Un’immagine che “ci lascia a bocca aperta” e che ci dimostra che “Dio stesso cura e protegge il suo capolavoro”, ha poi concluso papa Francesco.



Pagina: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37   

Sede Nazionale via Breda 18 Castel Mella (BS) Tel. 030 2583972

Aggiungi ai preferitiAggiungi questo sito ai preferiti

Webmaster: cogio

Le foto non di proprietà di FNC sono state reperite in rete, se qualcuna di queste dovesse essere coperta da diritti d'autore, siete pregati di segnalarcelo. Provvederemo a rimuoverle.