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22 January, 2012

Il Santo Padre invia le famiglie neocatecumenali
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L'invio per la missio ad gentes e l'approvazione della liturgia del movimento nato in Spagna

CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 20 gennaio 2012 (ZENIT.org) – Un’aula con tutti i suoi 12.000 posti occupati; applausi prolungati insieme al battito di mani che accompagnava i canti; gemiti di neonati uniti a cori festanti; una forte emozione che traspariva dalle facce serene di tutti i presenti.
È lo scenario che presentava, questa mattina, l’Aula Paolo VI, dove il Santo Padre ha accolto i membri del Cammino Neocatecumenale per la proclamazione del decreto che ha approvato ufficialmente le celebrazioni liturgiche di questo itinerario di fede, dopo un attento studio di circa quindici anni da parte della Congragazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.
Nell’ambito dell’Udienza, inoltre, l’invio di un centinaio di famiglie – per un totale di 362 figli – e dei sacerdoti che hanno risposto alla chiamata di Cristo di partire in missione lasciando la vita di tutti i giorni per dedicarsi totalmente all’annuncio del Vangelo.
Otto destinazioni, sei europee e due americane, esposte su un cartellone presentato al Santo Padre: Francia (Alby, Nizza, Bayonne, Tolone, Strasburgo); Belgio (Anversa); Slovenia (Lubiana); Austria (Vienna); Estonia (Tallin) e Gran Bretagna (Manchester). Inoltre Venezuela (Güria) e Stati Uniti (Lawrence; Cambridge e Brockton). “Nuove presenze della Chiesa nel mondo richieste dai vescovi”, come ha dichiarato Kiko nel suo intervento, in zone “difficili e secolarizzate”.
Presenti all’Udienza sei cardinali, 27 vescovi, 5 arcivescovi e il Patriarca della Chiesa armena oltre ai seminaristi dei Redemptoris Mater sparsi in tutto il mondo, gli itineranti, i responsabili e catechisti delle comunità che hanno concluso il percorso neocatecumenale e le famiglie già inviate in missione.
L’incontro si è aperto con una invocazione allo Spirito Santo, seguita dalla lettura da parte di mons. Clemens, segretario del Pontificio Consiglio per i Laici, del decreto che ha suggellato l’Udienza di oggi.
Mons. Clemens ha ripercorso le tappe che hanno segnato la storia del Cammino: dall’approvazione degli statuti dell’11 maggio 2008, a quella del direttorio catechetico “come sussidio vincolante per il Cammino Neocatecumenale”, il 26 dicembre 2010, fino ad oggi con il 'via libera', da parte del Pontificio Consiglio per i Laici e il “parere favorevole” della Congregazione per il Culto Divino, sulla base degli articoli 131 e 133 della Costituzione Aposotolica Pastor Bonus della Curia Romana, alle celebrazioni liturgiche contenute nel direttorio catechetico che “non risultano per loro natura già nei libri liturgici della Chiesa”.
Ha preso poi la parola Kiko, iniziatore del movimento, che ha ricordato l’importanza del Kerygma, ovvero della buona notizia di Cristo risorto che permea l’intero percorso neocatecumenale che è “tutto celebrativo, basato sulla potenza del tripode di Parola, Eucarestia e Comunità, pilastri della vita cristiana”.
Intorno alle 11.30, accompagnato dalle note del canto Maria beata Maria dedicato alla Vergine, è giunto Benedetto XVI accolto subito dagli applausi e dall’affettuoso grido “Viva il Papa”.
Dopo le presentazioni, padre Mario Pezzi ha proclamato il Vangelo di Matteo della risurrezione gloriosa di Cristo, in risposta al quale l’Orchestra e il Coro del Cammino Neocatecumenale si sono esibiti in due brani della Sinfonia El Sufrimiento de los inocentes, suonata in tutto il mondo, come ha spiegato Kiko "anche davanti a circa 700 ebrei che hanno apprezzato la sensibilità della Chiesa cattolica verso la Shoà, vera sofferenza degli innocenti”.
“Anche quest’anno ho la gioia di potervi incontrare e condividere con voi questo momento di invio per la missione” ha esordito poi il Pontefice, rivolgendo un affettuoso saluto "a tutti i sacerdoti, seminaristi, famiglie, formatori e membri del Cammino Neocatecumenale.”
“La vostra presenza oggi – ha proseguito - è una testimonianza visibile del vostro gioioso impegno di vivere la fede, in comunione con tutta la Chiesa e con il Successore di Pietro, e di essere coraggiosi annunciatori del Vangelo”.
L’incoraggiamento, quindi, a compiere il mandato di Gesù: "Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli" con la certezza che accompagna ogni annunciatore di Cristo che Egli è con noi “tutti i giorni, fino alla fine del mondo" .
Benedetto XVI ha, poi, ricordato il “fermo impegno” del Cammino in questi decenni di vita “di proclamare il Cristo Risorto, rispondere alle sue parole con generosità, abbandonando spesso sicurezze personali e materiali, lasciando anche i propri Paesi, affrontando situazioni nuove e non sempre facili”.
“Portare Cristo agli uomini e portare gli uomini a Cristo – ha affermato - questo è ciò che anima ogni opera evangelizzatrice” sottolineando come i neocatecumenali realizzino questo “in un cammino che aiuta a far riscoprire a chi ha già ricevuto il Battesimo la bellezza della vita di fede, la gioia di essere cristiani”.
Ricordando, inoltre, come la Chiesa abbia riconosciuto nel Cammino “un particolare dono che lo Spirito Santo ha dato ai nostri tempi” il cui segno è proprio l’approvazione degli Statuti e del Direttorio Catechetico, il Pontefice ha incoraggiato a proseguire questa missione ed “offrire il vostro originale contributo alla causa del Vangelo” con generosità, forti che “il Signore non farà mancare la sua consolazione”.
Riguardo alle celebrazioni presenti nel "Direttorio Catechetico del Cammino Neocatecumenale", che “non sono strettamente liturgiche, ma fanno parte dell’itinerario di crescita nella fede”, il Papa, citando l’art.13 degli Statuti, ha confermato la possibilità che i membri del Cammino “celebrino l’Eucarestia domenicale nella piccola comunità, dopo i primi Vespri della domenica al fine di favorire il riavvicinamento alla ricchezza della vita sacramentale da parte di persone che si sono allontanate dalla Chiesa, o non hanno ricevuto una formazione adeguata”.
Una grande festa, quindi, che si è conclusa con la benedizione e l’affidamento a Maria e il saluto di Benedetto XVI che, sulle note di Una gran senal, inno del Cammino, prima di andare via si è rigirato nuovamente per salutare in modo ancora più caloroso.

05 January, 2012

Kiko Arguello:
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Celebrata a Madrid la V edizione della Festa della Sacra Famiglia di Nazareth

di Salvatore Cernuzio
MADRID, domenica, 1 gennaio 2012 (ZENIT.org) – Un grande emozione ha permeato la quinta edizione della Festa della Sacra Famiglia di Nazareth, incentrata quest’anno sul tema “Grazie alla famiglia cristiana siamo nati”, che si è celebrata, venerdì 30 dicembre, nella capitale spagnola.
Più di un milione di persone sono state contate in Plaza de Colòn tra cui giovani e intere famiglie con bambini. Ad accogliere la grande folla intervenuta per rendere grazie al Signore per la vita ricevuta: il messaggio di Benedetto XVI letto dal cardinale arcivescovo di Madrid, Antonio Maria Rouco Varela.
“La famiglia è Chiesa domestica e deve essere la prima scuola di preghiera” ha detto il Santo Padre nella sua lettera “lasciatevi guidare dalla Chiesa, senza cedere alle tante forze mondane che minacciano il grande tesoro della famiglia”, un tesoro “che deve essere custodito e valorizzato ogni giorno”.
“La Santa Famiglia è segno di gioia e speranza per l’umanità intera” ha sottolineato ancora Benedetto XVI, grazie ad essa “il Bambino Gesù ha appreso nell’intimità della Casa di Nazareth il modo ‘umano’ di vivere”.
La percentuale più numerosa dei partecipanti all’incontro è stata registrata tra i provenienti dal Cammino neocatecumenale, venuti dall’Italia e da tutta Europa, guidati, come ogni anno, da Kiko Arguello, fondatore del movimento, dottore Honoris Causa per il suo sostegno e difesa della famiglia.
Lo stesso Kiko ha arricchito la celebrazione con la sua orchestra internazionale che, subito dopo il Coro della Giornata Mondiale della Gioventù, si è esibita in Resurrexit e in altri pezzi della Sinfonia El sufrimiento de los inocentes.
Gli inni a Maria, scritti sempre dal fondatore del Cammino, hanno accompagnato poi la processione della statua della Madonna dell’Almudena, protettrice della città, portata a spalla da alcuni giovani nella enorme spianata che ha accolto i pellegrini.
Sono seguiti, poi, testimonianze e canti che hanno fatto rivivere l’atmosfera gioiosa dell’ultima Gmg alla capitale della Spagna, divenuta ormai capitale della famiglia in Europa.
“Per una società equilibrata è importante la famiglia perché è la cellula di base” ha dichiarato a gran voce Kiko Arguello, secondo quanto riferito dalla rivista cattolica online Caminayven.com “Dio ha voluto mostrare l’amore che ha per l’umanità proprio attraverso il sacramento del matrimonio”.
A proposito del tema Grazie alla famiglia cristiana siamo nati, il pittore spagnolo ha aggiunto: “Sembra un grande successo! Rappresenta una nuova giovinezza, un segno di speranza che mostra una Chiesa viva”.
“I giovani neocatecumenali hanno grande entusiasmo - ha ricordato - per la Giornata Mondiale della Gioventù sono venuti circa 200.000 ragazzi e famiglie appartenenti a questa iniziazione cristiana, che qualche mese prima erano stati inviati a evangelizzare in tutta Europa. Tutto è frutto della famiglia cristiana e per questo vengono a Madrid a rendere grazie a Dio”.
Kiko ha concluso poi affermando: “La famiglia, se ha fede genuina, è invincibile! Siamo molto contenti di vedere che stiamo passando la fede ai figli nelle famiglie, così come i primi cristiani”.
Momento culminante dell’incontro: la solenne Eucarestia presieduta dal cardinal Rouco, presidente della Conferenza Episcopale Spagnola, concelebrata insieme a circa 40 cardinali e vescovi provenienti dalla Spagna e altri Paesi europei.
Durante l’omelia il porporato ha ricordato che “l’uomo non può disporre a suo piacimento dell’istituzione matrimoniale e familiare, che è sacra. L’uomo non è padrone della vita, ma ne è il servitore”.
“La vita è sacra dalla nascita alla morte nessuno può decidere di ucciderla, ma il suo termine ha fine naturalmente” ha aggiunto il cardinal Rouco, concludendo con l’affermazione: “Nessuna istituzione umana può disporre della vita di un essere innocente”.
Gli organizzatori di questa quinta edizione della Festa delle Famiglie hanno annunciato, infine, che l’evento di Madrid è stato propedeutico all’incontro mondiale delle famiglie che si svolgerà a Milano dal 31 maggio al 3 giugno del 2012.


27 December, 2011

Grazie alla famiglia cristiana siamo nati noi giovani
di - di Salvatore Cernuzio


I giovani del Cammino Neocatecumenale a Madrid per la Festa delle famiglie

ROMA, domenica, 18 dicembre 2011 (ZENIT.org) - “Grazie alla famiglia cristiana siamo nati noi giovani”: al grido di questo slogan i giovani e le famiglie del Cammino Neocatecumenale ‘invaderanno’ Madrid con la loro consueta allegria, il prossimo 30 dicembre, per la Festa della Sacra Famiglia di Nazareth.
Si tratta di un secondo appuntamento nella capitale spagnola per i giovani neocatecumenali, che già, lo scorso agosto, hanno partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù insieme al Santo Padre, e che ora ritornano per esprimere la propria gratitudine per la vita ricevuta.
L’incontro, che segna la IV edizione della Festa delle famiglie, si svolge a distanza di due anni da quella celebrata il 27 dicembre 2009, che, sempre a Madrid, ha visto la partecipazione di circa 700mila persone tra cui anche Cardinali, Vescovi ed esponenti di numerose altre realtà ecclesiali.
Titolo della giornata del 2009 era “Il futuro dell’Europa passa per la famiglia”, tema scelto, appunto, per sottolineare l’urgenza di una Nuova Evangelizzazione nel continente, che possa trasmettersi proprio “attraverso l’annuncio dell’amore indissolubile che anima la famiglia cristiana” come dichiarò, in occasione dell’incontro, Kiko Arguello, fondatore del movimento neocatecumenale.
Quest’anno, invece, sono i ragazzi, o meglio i figli, ad essere i protagonisti della Festa, in particolare, quelli appartenenti al Cammino Neocatecumenale, che sin dalla prima edizione hanno contribuito alla riuscita dell’incontro.
Lo slogan, già citato, vuole, infatti, essere un chiaro segno di ringraziamento da parte dei figli verso i genitori per il dono, ricevuto da Dio, di aprirsi alla vita, grazie al quale essi sono nati.
Un dono, questo, che spesso viene frainteso con il luogo comune del “fare più figli possibile” e identificato come prerogativa neocatecumenale, ma che invece non è altro che un esempio della missione a cui ogni cristiano è chiamato: rimettersi alla volontà di Dio ed accettare, quindi, qualunque vita il Signore mandi.
“Al mondo d’oggi molti bambini sono abortiti. Io sarei stata una di quelli, visto che inizialmente gli stessi medici avevano consigliato a mia madre di interrompere la gravidanza perché questa l’avrebbe potuta portare alla morte” dice Maria, terza di sette figli, di una comunità del centro di Roma. “Ringrazio, quindi, la Chiesa che ha donato ai miei genitori la fede necessaria per aprirsi alla vita e Dio che mi ha messo in una famiglia cristiana” conclude.
“Già due anni fa ho partecipato all’incontro per le famiglie a Madrid - dice, invece, Giovanni, primo di quattro figli, anch’egli di una comunità della Capitale – e sono contento di come, nonostante ci fossero famiglie di ogni lingua e nazione, ci sentivamo, grazie alla Chiesa, un corpo solo”.
“Ritorno volentieri – prosegue – perché credo che il mondo abbia bisogno di vedere quanto è bello vivere in una famiglia cristiana. Noi figli non siamo ‘sfigati’ o penalizzati dall’avere tanti fratelli, ma siamo contenti perché nonostante, ogni giorno, sia un continuo ‘affidarsi’ a Dio, possiamo testimoniare che Lui provvede a tutti i nostri bisogni”.
Una grazia, dunque, che sicuramente regala un barlume di speranza nel contesto sociale e nella cultura laicista dei giorni nostri, dove, secondo gli ultimi dati Censis, 1.300.000 famiglie italiane sono composte da un nucleo del 2,12 %, ovvero da uno, massimo due figli per ogni nucleo familiare.
La celebrazione, secondo il programma, avrà inizio alle ore 14.30 di venerdì 30 dicembre con l’intrattenimento musicale dell’orchestra e del coro della GMG e del coro del Cammino Neocatecumenale che si esibirà nella sinfonia composta da Kiko Arguello, dal titolo El sufrimiento del los inocentes.
Seguirà, poi, la recita del Santo Rosario, dopodichè alcuni giovani porteranno sulle spalle, per tutta plaza de Lima, l’immagine della Virgen de la Almudena, patrona della città.
All’interno del momento di preghiera dei misteri del Rosario, s’inseriranno, poi, le esperienze e le storie di alcune famiglie presenti, e finora non è stato confermato alcun intervento da parte dei rappresentanti dei movimenti e delle realtà ecclesiali. Il Santo Padre, invece, non potendo essere presente fisicamente, rivolgerà i suoi affettuosi saluti attraverso un videomessaggio.
Culmine dell’evento sarà l’Eucaristia presieduta dal cardinale Rouco Maria Varela, presente anch’egli all’ultimo incontro dei neocatecumenali in plaza de Cibéles a Madrid.
Numerosi gli inviti a partecipare all’evento, non solo i ragazzi e le famiglie del Cammino, ma anche tutti i pellegrini della Spagna e degli altri paesi europei, accompagnati dai loro vescovi.
Confermata, inoltre, la presenza del Cardinale Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, che inviterà i presenti a partecipare al VII Incontro Mondiale delle Famiglie, in programma a Milano dal 30 maggio al 3 giugno dell’anno prossimo.


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