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19 September, 2014

L’importanza del sacramento del matrimonio
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Nella prefazione al libro "La speranza della famiglia", il cardinale Fernando Sebastián spiega che il problema più grande della Chiesa non è quello della comunione per i divorziati risposati

ROMA, 18 Settembre 2014 (Zenit.org) - “Il principale problema, presente nella Chiesa a proposito della famiglia, non è il piccolo numero dei divorziati risposati che desiderano accostarsi alla Comunione eucaristica”.
Lo ha scritto il cardinale Fernando Sebastián, arcivescovo emerito di Pamplona, delegato al Sinodo della Famiglia, nella Prefazione al libro “La speranza della famiglia” del Prefetto della Congregazione per la Fede, Gerhard Ludwig Müller.
“Il nostro problema più grave – sostiene il cardinale Sebastián - è il gran numero di battezzati che si sposano civilmente e degli sposati sacramentalmente che non vivono né il matrimonio né la vita matrimoniale in sintonia con la vita cristiana e gli insegnamenti della Chiesa, che li vorrebbe come icone viventi dell’amore di Cristo verso la sua Chiesa presente e operante nel mondo”.
“Senza fede – ha aggiunto il porporato - non si può celebrare validamente un matrimonio. Perciò, nel nostro mondo, la preparazione al sacramento del matrimonio comincia con la conversione cristiana degli adolescenti e con la formazione religiosa e morale dei giovani”.
Secondo l’arcivescovo emerito di Pamplona, la questione della partecipazione ai sacramenti dei divorziati risposati obbliga la Chiesa a ripensare nel suo complesso la collocazione del sacramento del matrimonio e, in senso più ampio, “l’autenticità del processo di iniziazione cristiana dei nostri giovani”.
“I sacramenti – spiega il porporato - sono celebrazioni della fede nelle quali la fede dei cristiani si fonde con la fede tradizionale e comunitaria della Chiesa. Nel sacramento del matrimonio i fedeli cristiani, uomo e donna, celebrano con la Chiesa la fede nell’amore di Dio presente e operante in loro come membri della Chiesa e collaboratori di Dio per la moltiplicazione dell’umanità e della Chiesa della salvezza”.
Il cardinale Sebastián sostiene che: “Se ci furono tempi in cui si poteva dare la fede come presupposta, oggi non possiamo farlo perché viviamo in un’epoca di secolarizzazione e di incredulità. Non possiamo ignorare l’esistenza di battezzati senza fede, che non accettano nella sua integrità la visione cristiana del matrimonio e della famiglia”.
Dopo aver ringraziato il cardinale Müller per aver espresso con chiarezza i problemi che oggi affliggono la famiglia cristiana, il cardinale Sebastián conclude: “È possibile che la lettura di questo piccolo libro non risulti del tutto facile per alcune persone. I sacerdoti e gli educatori cristiani faranno bene a leggerlo attentamente, ponderando con calma il suo contenuto. In queste pagine, il cardinal Müller ci offre idee e suggerimenti per ripensare in modo sereno e profondo queste questioni all’interno della tradizione e della comunione della Chiesa. Così facendo ci offre un grande servizio”.

12 September, 2014

Giornata di preghiera per il Sinodo sulla famiglia
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L'ha indetta il Papa per il 28 settembre. I fedeli che vivono a Roma, specialmente le famiglie, potranno unirsi alla preghiera che si terrà ogni giorno nella Cappella della Salus Populi Romani nella Basilica di Santa Maria Maggiore

CITTA' DEL VATICANO, 06 Settembre 2014 (Zenit.org) - Il 28 settembre ci sarà una Giornata di preghiera per la terza Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi, che si svolgerà in Vaticano dal 5 al 19 ottobre sul tema “Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”.
La Giornata è stata indetta dal Papa. Nel comunicato diffuso dalla Sala Stampa si legge che “le Chiese particolari, le comunità parrocchiali, gli Istituti di vita consacrata, le associazioni e i movimenti” sono invitati a pregare “nelle Celebrazioni Eucaristiche e in altri momenti celebrativi, nei giorni precedenti e durante i lavori sinodali”.
I fedeli che vivono a Roma, specialmente le famiglie, potranno unirsi alla preghiera che si terrà ogni giorno nella Cappella della Salus Populi Romani nella Basilica di Santa Maria Maggiore. Nel testo viene inoltre raccomandata ai fedeli la recita del Santo Rosario per i lavori sinodali. Nei prossimi giorni verrà pubblicato in diverse lingue un breve Sussidio a cura della Segreteria del Sinodo dei Vescovi, con la Preghiera alla Santa Famiglia per il Sinodo, composta da papa Francesco per la domenica della Santa Famiglia del 29 dicembre scorso.



23 May, 2014

Il Papa conferma la Liturgia del Cammino Neocatecumenale
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Con una Lettera inviata all'iniziatore Kiko Argüello, viene riaffermata la validità degli Statuti approvati nel 2008

CITTA' DEL VATICANO, 16 Maggio 2014 (Zenit.org) - La Segreteria di Stato ha inviato lo scorso 3 aprile una lettera del Santo Padre a Kiko Argüello, iniziatore, insieme Carmen Hernández, del Cammino Neocatecumenale, confermando la prassi liturgica del Cammino riguardo all’Eucarestia e alla Veglia Pasquale. Nella Lettera, il Santo Padre conferma che "per quanto riguarda la celebrazione della veglia pasquale e dell'Eucaristia domenicale, (...) gli articoli 12 e 13 [degli Statuti], letti nella loro interezza, costituiscono, pertanto, il quadro normativo di riferimento". Questa lettera è la risposta ad una missiva inviata in precedenza da Kiko Argüello al Papa, in cui manifestava la sua preoccupazione per alcune interpretazioni negative delle parole del Santo Padre rivolte a 12.000 neocatecumeni durante l'udienza del 1° febbraio 2014. Nella sua risposta, Papa Francesco non solo conferma la piena validità dello Statuto del Cammino Neocatecumenale, ma afferma di conoscere "molto bene il dinamismo evangelizzatore del Cammino Neocatecumenale, l’esperienza di vera conversione di vita di moltissimi fedeli e frutti di bene prodotti grazie alla presenza delle comunità in tutto il mondo". Il Papa "conferma la sua paterna vicinanza" e "la sua parola affettuosa parola di incoraggiamento a Kiko Argüello e a tutti coloro che partecipano al Cammino." E conclude assicurando l'iniziatore del Cammino la "vicinanza" e "il ricordo nel Signore" di Papa Francesco, mentre "manda con tutto il suo cuore a voi, all’equipe internazionale e a tutti i membri del Cammino Neocatecumenale la Benedizione Apostolica". A più di un mese di distanza, abbiamo chiesto a Kiko Argüello di spiegarci il significato di questa lettera.
***
Kiko, che significato ha la lettera di Papa Francesco?
Kiko Argüello: Nel corso dell’udienza che il Papa ebbe il 1° febbraio, Francesco inviò 450 famiglie in missione in Cina, Vietnam, India e Mongolia, così come in molte altre città in Europa e nel mondo. Nelle indicazioni fornite alle famiglie, pieno di gioia al vedere tanti figli, ha detto che a volte, per cercare la comunione con la diocesi dove le famiglie sono state inviate, si potrebbe cedere su “alcuni dettagli” in funzione della comunione ecclesiale con la diocesi. Siamo d'accordo che la comunione ecclesiale è molto importante, ma queste parole sono state lette fuori del contesto e interpretate negativamente da alcune persone non favorevoli al Cammino: immediatamente hanno tolto l'Eucaristia celebrata in comunità il sabato notte alla vigilia della domenica e hanno eliminato la Veglia pasquale delle comunità che è un danno terribile. Questo sviluppo mi ha spinto a scrivere una lettera al Papa esprimendo le mie preoccupazioni. Perché il problema è: chi decide quali sono i dettagli che possono essere rimossi? Forse che gli statuti approvati dalla Santa Sede non sono più validi? A causa di queste interpretazioni, alcuni parroci e vescovi hanno cominciato a cambiare la prassi liturgica del Cammino Neocatecumenale che è stato approvato nel 2008 da cinque Congregazioni della Santa Sede, dopo un processo durati diversi anni.
Che valore ha, a questo riguardo, la risposta del Santo Padre?
Kiko Argüello: Il Santo Padre, in questa lettera inviata attraverso mons. Becciu, afferma che ciò che ha detto nelle indicazioni alle famiglie non tocca per nulla gli Statuti del Cammino Neocatecumenale e, citando l'articolo 12, che parla della Veglia pasquale, e l'articolo 13, che parla dell’Eucaristia del Cammino, afferma che “per quanto attiene alle celebrazioni della Veglia Pasquale e dell’Eucaristia domenicale”, essi sono “il quadro normativo di riferimento” per il Cammino. Quindi, grazie a Dio, il Papa ci ha salvato, perché i dettagli di un canto o di cose particolari possono essere cambiati - siamo d'accordo - ma qui abbiamo queste interpretazioni che sembravano annullare gli statuti. Siamo molto felici che il Papa ci vuole bene e ci difende.
Perché questi due articoli sono così importanti?
Kiko Argüello: L’articolo 13 è molto importante perché dice che il Cammino Neocatecumenale celebra l'Eucaristia dopo i primi vespri della domenica in piccole comunità, e che queste celebrazioni fanno parte della pastorale liturgica della parrocchia e sono aperte a tutti. Questa è una cosa meravigliosa perché le comunità sono piene di giovani e siamo riusciti a far sì che i giovani, invece di andare nelle discoteche il sabato sera, vengano all’Eucarestia della domenica. La Santa Sede, comprendendo questo motivo pastorale, ha permesso alcune concessioni per aiutare la partecipazione di tanti giovani. Per noi questo è fondamentale, perché alla fine il punto è uno solo: perché abbiamo così tanti figli? È come se alcuni ci volessero punire per questo. Il fatto di aver obbedito all'Humanae Vitae ha fatto sì che siamo pieni di giovani e questi giovani sono tutti in Chiesa e da questi giovani nascono le vocazioni per i seminari. Ci sono cento seminari, dove si trovano le vocazioni che provengono da queste famiglie e questo il Papa lo ha capito molto bene.
Per quanto riguarda l'articolo 12, le comunità di tutto il mondo stanno aiutando le parrocchie a riscoprire la Veglia pasquale. La Santa Sede, nel documento fondamentale per la Veglia pasquale Paschalis Solemnitatis, esprimeva dolore vedendo che la Veglia pasquale, invece di essere “la madre di tutte le veglie” e il centro della vita liturgica dei Fedeli, è diventata invece in molte parrocchie soltanto una Messa vespertina. L’articolo 12 dello statuto stabilisce appunto che “il neocatecumenato stimolerà la parrocchia ad una celebrazione più ricca della veglia pasquale”. Il cardinale Cañizares, prefetto della Congregazione per il Culto Divino, ha sottolineato proprio questo ruolo delle comunità neocatecumenali dicendo che la Conferenza Episcopale polacca, ad esempio, ha ringraziato il Cammino perché sta aiutando a recuperare e riscoprire l'importanza della Veglia pasquale in tutta la Polonia.


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