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10 April, 2016

Relazione del presidente all’assemblea FNC 2016
di - FNC


Relazione Assemblea 2016
Relazione di fine mandato del Presidente, Gianni e Cristina Archetti


In questi otto anni dalla nascita della nostra associazione nella società è avvenuto un cambiamento epocale riguardo alla famiglia: sembra che realmente siano passate dieci generazioni. La società non riconosce più la famiglia come collante sociale arrivando a regalare “diritti” inesistenti, utili solamente a soddisfare qualsiasi pulsione fantasiosa o desideri egoistici di ciascun individuo. Presto, purtroppo, arriveremo inevitabilmente ad accettare anche i rapporti sessuali con minori “naturalmente” consenzienti in virtù del fatto che è sufficiente che si vogliano bene Il “politicamente corretto” sta generando in ogni campo assurdità inaccettabili. Credo che tutto questo tragga origine da quanto raccontato nel libro della Genesi. Satana dice a Eva: “Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male.” E lei, pensando che essere come Dio non è male, ne mangia. Sappiamo come finì la “storia” e oggi rischiamo lo stesso epilogo. Si è voluto cancellare la verità e rendere tutto relativo (vedi la relazione ai soci “la verità” 2014).
Credo che la nascita di FNC sia stata lungimirante perché mirava alla formazione di un’associazione che, per la prima volta, non mirava a tutelare gli interessi economici degli iscritti ma unicamente a difendere i principi non negoziabili. Temevamo già allora quello che è realmente accaduto oggi con le coppie di fatto, il Gender, le adozioni per gli omosessuali e via dicendo.
È evidente che ormai da molti anni nella nostra società il desiderio di creare una famiglia numerosa non discende dal voler essere tanti e quindi più forti, o per avere più braccia per lavorare la terra o faticare in fabbrica (proletariato). Molti anni fa queste cose erano giustificabili ma questa scelta si è modificata negli anni fino ai giorni nostri diventando quasi esclusivamente una scelta di fede. Nella società odierna avere dei figli non è visto più come una ricchezza ma come un problema (ed economicamente lo è diventato per le sciagurate politiche contro la famiglia). Per questo FNC ha creduto che le famiglie numerose superstiti (è il caso di dirlo) fossero pronte a muoversi contro certe ideologie che minavano lo stesso concetto di famiglia: si sarebbero battute per la difesa della famiglia da attacchi ideologici contro di essa, sperando contro ogni speranza.
La famiglia numerosa cattolica, cioè aperta universalmente alla vita, può diventare quel baluardo contro l’egoismo della nostra società, testimoniando che ci sono dei valori da tutelare che prevalgono sugli interessi economici.
Ultimamente sono nate altre associazioni e movimenti, in particolare cito il movimento “Salviamo i nostri figli”, che ha la nostra stima e il nostro pieno appoggio perché condivide e difende i nostri medesimi valori.
Purtroppo, o forse volutamente, non tutti hanno capito il perché della nascita di FNC. Anche da parte ecclesiale abbiamo dovuto amaramente registrare ostacoli e incomprensioni. Forse abbiamo anticipato troppo i tempi e ce ne scusiamo ma il tempo, che è galantuomo, ci ha dato (ahimè) ragione: era necessario che qualche associazione, ignorando gli interessi materiali ed economici, si battesse per salvaguardare i valori della famiglia.

Cosa ha fatto FNC?
Quante cose abbiamo fatto in questi anni. Quanti convegni e quanti inviti a conferenze per parlare della famiglia. Faccio un piccolo cenno per ricordare alcuni dei più significativi eventi.
Siamo stati chiamati a testimoniare il valore della famiglia e della vita nel duomo di Lamezia Terme alla presenza del vescovo.
Abbiamo parlato all’Università del Sacro Cuore di Roma con S. Em. Card. Elio Sgreccia al convegno “Educare alla pienezza della vita”.
Siamo oggi accreditati al Pontificio consiglio per la famiglia da S.E. Mons. Vincenzo Paglia.
Siamo stati invitati dallo stesso Mons. Paglia alla giornata della famiglia in San. Pietro con Papa Francesco.
Abbiamo partecipato a tutti i Family Day.
Un nostro Socio è presidente del Forum delle associazioni familiari del Veneto.
Siamo presenti in vari forum regionali.
Partecipiamo a Milano alle dimostrazioni davanti alla Clinica Mangiagalli contro l’aborto.
Convegni e inviti da parte di varie associazioni a Roma, Firenze, Milano, Torino, Brescia.
Abbiamo organizzato il primo convegno in Lombardia contro il Gender curato dal nostro vicepresidente Vittorio Lodolo D’oria nel palazzo della provincia di Milano.
Siamo intervenuti insieme ai Giuristi Cattolici contro l’UNAR per bloccare la diffusione di opuscoli relativi al gender nelle scuole, cosa per altro riuscita. Questa vittoria la definirei la più importante tra tutte le cose che abbiamo fatto. Se anche fosse stata l’unica cosa che FNC avesse fatto, sarebbe valsa la pena di esistere.

Anche se quello che è veramente importante non è quello che abbiamo fatto ma quello che ancora dovremo fare per la difesa della famiglia.


La politica e FNC
Nella attuale situazione politica italiana non è facile identificare un partito che rappresenti i valori familiari. Purtroppo i partiti sono capaci da un giorno all’altro di cambiare opinione a secondo della convenienza e sappiano tutti che la convenienza è riferita ai voti, neppure interessa loro se quello che stanno portando avanti sia giusto o sbagliato ma il loro pensiero è solamente legato ai voti.
Credo che sia giunta l’ora di cambiare tutta la politica italiana e soprattutto il modo in cui vengono eletti i politici. Speriamo che ci siano persone che anche contro il volere del loro partito non abbiano paura di manifestare apertamente la loro fede cristiana.
FNC crede che sia necessario che al più presto venga costituita una nuova forza politica con persone che vengano preferibilmente non da esperienze politiche ma associative, questo perché quello che deve muovere i futuri politici non deve essere un interesse economico, di potere ma un vero interesse sociale manifestato in precedenza nell’associazione di appartenenza.


Cosa deve ancora fare FNC?
Certamente spetterà al nuovo consiglio dettare le nuove linee per FNC, credo che in ogni caso la nostra associazione dovrà spendersi in primo luogo nella difesa dei valori familiari, per difesa dei nostri figli contro le ideologie e la difesa del matrimonio come immagine di Dio.
Auguro al Consiglio Direttivo e al Presidente che verranno oggi eletti dall’assemblea il più sincero e caloroso buon lavoro.



Milano 09/04/16

Gianni e Cristina Archetti
Presidente uscente FNC

17 February, 2016

Convocazione Assemblea Nazionale FNC
di - FNC


17 Febbraio 2016


Oggetto: Convocazione Assemblea Nazionale FNC


Con la presente comunicazione è indetta l’ assemblea dei soci per il 8/04/16 alle ore 01.00 in prima convocazione e alle ore 14.00 del 09/04/16 in seconda convocazione presso la parrocchia della Beata Vergine Addolorata in Piazza Esquilino a Milano con il seguente ordine del giorno:


Programma:

Ore 14.00 Saluto ai partecipanti

Ore 14.30 Relazione del Presidente sulle attività svolte nel 2015
Approvazione Bilancio Consuntivo 2015 e preventivo 2016
Piano delle attività per il 2016
Dibattito plenario
Elezioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo
Proclamazione degli eletti e presentazione del programma 2016

Ore 17.30 chiusura dei lavori.




Gianni e Cristina Archetti
Presidente FNC



31 January, 2016

FNC presente al Family Day 2016
di -


Il presidente del Comitato ‘Difendiamo i Nostri Figli’ trae un bilancio dell’evento al Circo Massimo e promette: “Dopo martedì vedremo come mobilitarci e agire”

È stato un successo, di numero e di partecipazione, il Family Day che si è svolto oggi pomeriggio al Circo Massimo. Anche oltre le aspettative degli stessi organizzatori. Lo conferma a ZENIT e ad altri colleghi della stampa Massimo Gandolfini, presidente del Comitato ‘Difendiamo i Nostri Figli’.

Una domanda tuttavia sorge spontanea: dopo questo grande evento cosa accadrà in Parlamento? “Noi staremo continuamente con gli occhi aperti – promette Gandolfini – per vedere quale sarà il percorso parlamentare che il disegno di legge farà: se ci saranno modifiche, quali decisioni adotterà il Senato e via dicendo”. Per ora non si prevede una terza mobilitazione – né la creazione di un partito politico, come paventato da alcuni -, tuttavia, assicura il medico, “in base alle scelte che ci saranno vedremo come mobilitarci e come agire”.

Di certo non è obiettivo del Comitato portare avanti una frammentazione. “Voglio essere sincero – dice – è sempre facile dare la colpa agli altri, ma questa divisione non l’abbiamo voluta noi. Se qualcuno in maniera più onesta e leale avesse riunito le forze della società civile dicendo: ‘Scriviamo una legge che garantisca dei diritti civili legati alla convivenza tra persone di pari sesso, ma che contemporaneamente non venga a confondersi con la famiglia come definita nell’art. 29 della Costituzione’ probabilmente non ci troveremmo dove ci troviamo oggi”.

“Questo disegno di legge – ricorda Gandolfini – è stato scippato dalla Commissione giustizia. Lo studio e l’analisi degli emendamenti è stata interrotta a metà. Per quale motivazione? Per quale urgenza? Per quale emergenza?”. Ecco allora “che l’unico modo che la gente ha per far sentire la sua voce è stato scendere in piazza”.

E lo ha fatto “con enormi sacrifici personali”. “Queste – afferma il leader di ‘Difendiamo i Nostri Figli’ – sono persone che si sono pagate tutto da sole: dall’autobus, al treno, al biglietto della metro, tanto è grande la loro passione. È gente ‘normale’ che non è finanziata da nessuna lobby ideologica, non è finanziata dalla Apple o dalla Coca Cola. Sia chiaro! Sulla raccolta fondi alcuni ci hanno dato 2 euro, questo vuol dire una partecipazione empatia ed emotiva enorme. La gente ha voglia di sentirsi apprezzata e rappresentata”.

Gente proveniente da diversi ambiti, fasce sociali e confessioni. “Questa piazza è prevalentemente una piazza di rappresentanza cattolica e cristiana. Tuttavia ci sono anche persone non credenti, agnostiche o di diverse religioni che trovano come collante comune la difesa del bambino e la difesa della famiglia. Due temi assolutamente trasversali”.

Rispetto alla manifestazione del 20 giugno scorso, Gandolfini si dice ancora più entusiasta. “Certo – aggiunge – le situazioni e le condizioni politiche cambiano di volta in volta, di mese in mese. Se pensiamo al 2007 (con il primo Family Day in piazza San Giovanni in Laterano contro i Dico ndr), sono trascorsi soltanto 9 anni fa, ma nel frattempo sono passati due secoli. La storia è totalmente cambiata”.

Più lapidario, invece, Mario Adinolfi, ex politico e direttore del quotidiano ‘La Croce’, che con la stampa, a margine della manifestazione, si domanda: “Come mai la politica invece di sostenere le fatiche che le famiglie italiane sono costrette ad affrontare ogni giorno, costruisce le condizioni per costringerci a prendere i ragazzini a 1200 km e portarli qua a manifestare tutti insieme?”. Qui, sottolinea, “spero sia stato evidente che c’era un popolo che manifestava contro la violazione dei diritti dei più piccoli”. “Dobbiamo difendere i bambini”, incita Adinolfi, “questa è la cosa più importante”.

“Questa piazza – soggiunge – è stata caricaturizzata, si è provato pure a dire che fosse illegittima che non dovesse esserci. Questa piazza, invece, ha voluto difendere i diritti civili, ovvero i diritti dei più deboli, quindi dei bambini”.

E quali sono questi diritti civili dei bambini? “Semplice. Il diritto ad avere una madre e un padre. Un diritto civile che è basilare, immediato, che capiscono tutti. E questa piazza è stata la testimonianza della presenza di una verità evidente. Punto”.


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