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26 December, 2013

Rinnovo della Quota Associativa 2014
di - FNC


Cara famiglia associata,

il 2013, oramai alle nostre spalle, ci ha visti impegnati in prima linea a combattere una strisciante e pericolosa insidia: la dilagante ideologia del Gender. Tra le altre cose abbiamo organizzato eventi culturali a Milano e Torino, partecipato a conferenze stampa a Roma dove torneremo a gennaio 2014 per altrettanti eventi, passando prima per Firenze. Le attività che ci vedono impegnati come promotori, o collaboratori, necessitano di un sostegno economico finora garantito da pochi donatori. Alla luce di quanto è stato finora fatto, ma soprattutto per quanto resta da fare nel delicatissimo momento attuale, rinnoviamo a ciascun iscritto l'invito a versare almeno la quota associativa di 15 euro. L'associazione ha bisogno anche del più piccolo contributo nonché della vicinanza dei propri associati in questo momento di strisciante attacco alla famiglia istituzionale.

Quando sei anni fa nacque la nostra associazione, alcuni si chiesero il perché di un'altra associazione di famiglie numerose. La risposta oggi appare più evidente che mai: oltre ad avere chi si occupa di sconti commerciali e politiche familiari economicamente eque, occorre contare su un'associazione che si occupi specificatamente della tutela dei valori non negoziabili. In questo periodo di attacco violento alla famiglia e alle generazioni successive, riecheggiano potenti le parole di Giovanni Paolo II nella esortazione apostolica "Familiaris consortio": "Se le famiglie non si impegneranno nella vita politica e sociale del paese, si troveranno a vivere sulla propria pelle quei mali cui si sono limitate ad assistere".

Nell'augurarti un sereno e impegnato 2014, ti ricordiamo che l'importo è di 15,00 euro: per il resto ci affidiamo alla tua generosità.

Il versamento può essere effettuato tramite bonifico bancario
(Banca Popolare Di Vicenza, Filiale Di Brescia n°1 - IT52K0572811203835570567075
Causale: rinnovo quota associativa FNC 2014).


Il Presidente FNC
Gianni e Cristina Archetti



21 December, 2013

Comunicato FNC
di - FNC


Carissimi amici,

eccomi a voi con una buona notizia (ovviamente da far girare)!

Oggi è finalmente stata messa a punto ed avviata l'azione legale proposta dalle Famiglie Numerose Cattoliche (FNC) per l'abolizione del documento Fornero pro LGBT ("Strategia Nazionale ..." del 29.04.13). Infatti l' associazione Giuristi per la vita, che si è interrfacciata con FNC e ne ha raccolto l'appello, ha inoltrato in data odierna una diffida all'UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziale) che ha redatto il suddetto documento. L’atto di diffida è stato notificato a tutti i 104 Uffici Scolastici Provinciali, i 18 Uffici Scolastici Regionali, l’UNAR, il Dipartimento di Pari Opportunità, e il MIUR.

Passaggio fondamentale perchè l'azione legale abbia anche la dovuta eco mediatica, è il sostegno che noi associazioni vorremo dare all'iniziativa. E' bene ricordare che, per stilare la famigerata "Strategia nazionale", l'allora Ministro Fornero ha istituito una commissione con 29 associazioni LGBT ed ha escluso arbitrariamente tutti i rappresentanti della famiglia e della scuola.

La FNC si fa pertanto carico di promuovere e coordinare l'adesione al supporto della suddetta diffida.

Pertanto ti chiedo di far circolare la stessa tra tutte le associazioni di tua conoscenza, in modo che ciascuna possa segnalarmi (direttamente a questa mail) il proprio apprezzamento per l'azione legale intrapresa, nonchè la condivisione dei contenuti della stessa. Tutto ciò non comporta oneri finanziari, né rischi legali, ma sarà di indubbia utilità nel sostenere l'ardua battaglia appena intrapresa in difesa delle uniche due agenzie educative (famiglia e scuola) che sono state del tutto tagliate fuori dal percorso decisionale in materia di educazione sessuale dei nostri figli.

Nello scrivermi ti prego di segnalarmi i seguenti dati:

1) nome dell'associazione (sede, legale rappresentante e recapito telefonico del responsabile)
2) dichiarazione atta a supportare moralmente l'azione condividendone integralmente i contenuti (ricordo quanto scritto sopra: non vi sono oneri finanziari, né rischi legali pochè di tutto si fa carico l'Associazione Giuristi per la vita)
3) richiesta di essere inseriti nell'elenco delle associazioni che sostengono la diffida (l'elenco sarà pubblicato sul sito www.famiglienumerosecattoliche.it)
4) richiesta di essere aggiornato sull'iter che seguirà la diffida

Ti ringrazio e auguro buon Natale.

Vittorio Lodolo D'Oria

335-7749493


A T T O - D I - D I F F I D A

DIPARTIMENTO DELLA PARI OPPORTUNITA’
Largo Chigi, 19 - 00187 Roma

UFFICIO NAZIONALE ANTIDISCRIMINAZIONI RAZZIALI
Largo Chigi, 19 - 00187 Roma

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA
Viale Trastevere, 76/a - 00153 Roma

UFFICI SCOLASTICI REGIONALI
Loro Sedi

UFFICI SCOLASTICI PROVINCIALI
Loro Sedi
ATTO DI DIFFIDA
Il sottoscritto Avv. Gianfranco Amato, nato a Varese, il 1° marzo 1961, in qualità di Presidente e legale rappresentate dell’associazione Giuristi per la Vita, Codice Fiscale 97735320588, con sede in Roma, Piazza Santa Balbina n. 8,
PREMESSO
- che l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (U.N.A.R.), ente governativo istituito all’interno del Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha approvato in data 29 aprile 2013 il documento denominato Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere (2013-2015),
- che tale documento contiene le linee guida per l’applicazione dei princìpi contenuti nella Raccomandazione CM/REC (2010) 5 del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa, volta a combattere la discriminazione fondata sull’orientamento sessuale o l’identità di genere;
- che il medesimo documento contempla, in particolare, uno specifico punto strategico (4.1. Asse Educazione e Istruzione) per diffondere la teoria del gender nelle scuole, attraverso anche iniziative volte ad offrire ad alunni e docenti, ai fini dell’elaborazione
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del processo di accettazione del proprio orientamento sessuale e della propria identità di genere.
- che tali misure devono comprendere «la comunicazione di informazioni oggettive sull’orientamento sessuale e l’identità di genere, per esempio nei programmi scolastici e nel materiale didattico, nonché la fornitura agli alunni e agli studenti delle informazioni, della protezione e del sostegno necessari per consentire loro di vivere secondo il proprio orientamento sessuale e la propria identità di genere»;
- che il documento de quo prevede espressamente, tra l’altro, l’obiettivo strategico di «ampliare le conoscenze e le competenze di tutti gli attori della comunità scolastica sulle tematiche LGBT», di «garantire un ambiente scolastico sicuro e gay friendly», di «favorire l’empowerment delle persone LGBT nelle scuole, sia tra gli insegnanti che tra
gli alunni», nonché di «contribuire alla conoscenza delle nuove realtà familiari, superare il pregiudizio legato all’orientamento affettivo dei genitori per evitare discriminazioni nei confronti dei figli di genitori omosessuali», anche attraverso:
(a) la «valorizzazione dell’expertise delle associazioni LGBT in merito alla formazione e sensibilizzazione dei docenti, degli studenti e delle famiglie, per potersi avvalere delle loro conoscenze»;
(b) il «coinvolgimento degli Uffici scolastici regionali e provinciali sul diversity management per i docenti»;
(c) la «predisposizione della modulistica scolastica amministrativa e didattica in chiave
di inclusione sociale, rispettosa delle nuove realtà familiari, costituite anche da genitori omosessuali» (genitore 1 e genitore 2);
(d) l’«accreditamento delle associazioni LGBT, presso il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, in qualità di enti di formazione»;
(e) l’«arricchimento delle offerte di formazione con la predisposizione di bibliografie sulle tematiche LGBT e sulle nuove realtà familiari, di laboratori di lettura e di un glossario dei termini LGBT che consenta un uso appropriato del linguaggio»;
- che lo stesso documento prevede anche la «realizzazione di percorsi innovativi di
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formazione e di aggiornamento per dirigenti, docenti e alunni sulle materie antidiscriminatorie, con un particolare focus sul tema LGBT sullo sviluppo dell’identità sessuale nell’adolescente, sull’educazione affettivo-sessuale, sulla conoscenza delle nuove realtà familiari», e che tale formazione «dovrà essere rivolta non solo al corpo docente e agli studenti (con riconoscimento per entrambi di crediti formativi) ma anche a tutto il personale non docente della scuola (personale amministrativo, bidelli, etc)»;
CONSIDERATO
che il citato documento Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere (2013-2015):
(a) espropria la famiglia – ambito privilegiato e naturale di educazione – del compito di formazione in campo sessuale, disconoscendo il fatto che la stessa famiglia rappresenti l’ambiente più idoneo ad assolvere l’obbligo di assicurare una graduale educazione della vita sessuale, in maniera prudente, armonica e senza particolari traumi;
(b) si pone in palese violazione di due diritti fondamentali riconosciuti, garantiti e tutelati dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo: l’art.18, il quale garantisce la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, sia in pubblico che in privato, i propri valori religiosi nell’educazione, e l’art.26 nella parte in cui attribuisce ai genitori il diritto di priorità nella scelta di educazione da impartire ai propri figli;
(c) si pone in palese violazione dell’art.30 della Costituzione italiana che garantisce e tutela il diritto dei genitori ad educare i propri figli, nonché delle disposizioni del codice penale in materia, e di tutte quelle che pongono quale limite per qualsiasi atto, privato o pubblico, il principio del buon costume;
(d) è stato adottato omettendo la consultazione di tutte le parti sociali interessate, con specifico riguardo ai genitori ed ai docenti, violando in tal modo non solo il principio ribadito all’interno dello stesso documento (pag.16) e relativo alla necessità di un coinvolgimento di «tutti gli attori della comunità scolastica, in
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particolar modo le seguenti categorie: gli studenti, i docenti e le famiglie», ma anche il principio previsto nella stessa Raccomandazione CM/Rec(2010)5 del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, -- di cui è emanazione –, nella parte in cui invita espressamente gli Stati membri a «tenere conto del diritto dei genitori di curare l’educazione dei propri figli» nel «predisporre e attuare politiche scolastiche e piani d’azione per promuovere l’uguaglianza e la sicurezza e garantire l’accesso a formazioni adeguate o a supporti e strumenti pedagogici appropriati per combattere la discriminazione» (Allegato VI Istruzione, n.31); in realtà, come si evince dal decreto di costituzione del Gruppo Nazionale di Lavoro emanato in data 20 dicembre 2012 nessuna associazione familiare o associazione professionale dei docenti è stata coinvolta, mentre si è ritenuto di limitare la partecipazione al gruppo di lavoro a ben ventinove associazioni LGBT;
(e) non ha neppure tenuto conto del diritto dei genitori alla «corresponsabilità educativa» previsto dalle “Linee di Indirizzo sulla Partecipazione dei Genitori e Corresponsabilità Educativa”, diramate dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca il 22 novembre 12, il quale, peraltro, partecipava a pieno titolo al Tavolo di Coordinamento Interistituzionale appositamente attivato per la stesura dello documento Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere (2013-2015);
(f) non ha tenuto in alcun conto le puntuali contestazioni formulate da FORAGS (Forum Regionale Genitori Scuola) lombardo con lettera del 15 aprile 2013 e del FONAGS (Forum Nazionale Genitori Scuola) al Ministro Carrozza con lettera del 12 novembre 2013;
(g) non è stato sottoposto alla valutazione ed al dibattito parlamentare;
(h) è stato adottato successivamente alle dimissioni del Governo ed in regime di ordinaria amministrazione, dopo, peraltro, che il Governo precedente aveva
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espressamente ritenuto di non assumere alcun provvedimento per recepire la Raccomandazione del Consiglio Europeo del 31 marzo 2010.
TANTO PREMESSO E CONSIDERATO
I Giuristi per la Vita, ut supra rappresentati,
DIFFIDANO
tutte le competenti Amministrazioni Pubbliche dall’adozione di atti e provvedimenti che diano attuazione al documento Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere (2013-2015), riservandosi sin d’ora di impugnare tali atti e provvedimenti in via amministrative e giurisdizionale,
CHIEDONO
che, in via di autotutela, venga disposto l’immediato annullamento del documento de quo e la cancellazione di tutti i suoi effetti giuridici.
Roma, li 18 dicembre 2013
Con Osservanza
Avv. Gianfranco Amato

17 December, 2013

Il presidente del Forum Naz delle Famiglie (FNF) sbanda sul caso Estrela e sulla fiducia a Letta
di - Vittorio Lodolo D Oria protavoce FNC


Nessuna persona di buon senso avrebbe potuto approvare un "manuale" che pretende di insegnare a masturbarsi ai bimbi di 4 anni per poi far loro apprezzare in età appena più avanzata anche i rapporti omosessuali. Tuttavia le lobby LGBT sanno fare il loro mestiere e mietono molti più consensi del dovuto. E' pertanto naturale felicitarsi perchè il famigerato rapporto Estrela (Standard per l'educazione sessuale dei minori) è stato definitivamente respinto dal Parlamento europeo. Ma quello che ci preme valutare adesso è la lettera del presidente del FNF Francesco Belletti indirizzata ieri al Corriere della Sera 16.12.13). Belletti esalta il coraggio di sei parlamentari del PD (riportandone nome e cognome) che hanno avuto l'ardire di "disobbedire" agli ordini di partito astenendosi anzichè votando a favore del rapporto Estrela. Costoro si sarebbero giustificati ribadendo che hanno votato "secondo coscienza". E la coscienza avrebbe detto loro di "astenersi", cioè di manifestare indifferenza di fronte a un provvedimento che una qualsiasi persona di buon senso, ma soprattutto un cattolico, avrebbe respinto con veemenza e convinzione assolute. Non si capisce dunque l'entusiasmo del presidente del FNF di fronte alla sparuta pattuglia di astenuti: avrebbe piuttosto dovuto congratularsi con l'esercito di 327 parlamentari menzionandone i nomi uno ad uno. Belletti sbaglia a guardare a sinistra: nessuno dei valori non negoziabili vi ha mai trovato tutela, ed i cattolici "adulti" che vi albergano votano secondo coscienza (leggasi "comodo"), arrivando tutt'al più ad astenersi, cioè a far finta di non esserci. Non soddisfatto del proprio exploit sul caso Estrela, il presidente FNF cita un altro ammirevole esempio di comportamento parlamentare che "fa riconciliare con la politica". Si tratta del caso di un deputato di Scelta Civica che ha negato la fiducia al governo Letta per la sua scarsa attenzione economica alle famiglie. Anche di questo onorevole Belletti cita nome e cognome dimenticandosi volutamente il suo voto favorevole alla proposta di Legge Scalfarotto sull'omofobia. Eppure, in un suo precedente comunicato, il presidente FNF tuonò contro quei parlamentari cattolici (soprattutto in Scelta Civica) che diedero il loro voto favorevole a quella proposta che introdurrà nel nostro Paese il reato d'opinione: omise i nomi di tutti costoro, ma sappamo che tra loro vi era anche l'uomo oggi osannato.
Riassumendo, chiediamo a Belletti di non fare anzitempo campagna elettorale a favore di chi non opera scelte pienamente condivisibili per i cattolici. Coerenza piena ci occorre e non ambigue politiche di riduzione del danno. E se non ci riesce, faccia come i sei deputati del PD col rapporto Estrela, si "astenga".

PS Siamo certi che sarebbe di gran lunga più utile se il presidente FNF raccogliesse l'invito di più associazioni per dare subito il via alla programmazione di un nuovo Family Day




Caso Estrela: la libertà di coscienza in politica
alla prova in Europa e in Italia

Lettera aperta del presidente del Forum, Francesco Belletti, al direttore del Corriere della sera

Egregio dottor De Bortoli
nel dibattito del Parlamento europeo sulla risoluzione Estrela, connessa al tema dei cosiddetti “diritti sessuali e riproduttivi” e fortunatamente rimandata al mittente, si è segnalata la scelta di sei europarlamentari italiani dell’area PD, che con la loro astensione hanno contribuito a far sì che tale risoluzione venisse respinta.

Così Silvia Costa, Franco Frigo, David Sassoli, Patrizia Toia, Vittorio Prodi e Mario Pirillo hanno aiutato l’Europarlamento a non fare una sciocchezza; hanno impedito l’approvazione di un provvedimento che non era di titolarità del Parlamento europeo, ma spetta ai singoli governi nazionali. Su questi temi l’Europa non ha potestà legislativa, e la stessa risoluzione lo riconosceva: e allora perché introdurla? In tempi di grave e crescente euroscetticismo, perché forzare il gioco su temi così controversi, tipici dell’ideologia del gender (inclusa l’introduzione alla masturbazione nelle strutture educative per bambini da 0 a sei anni?)? Anche queste sono azioni contro l’Europa!

A dire il vero le sei astensioni hanno avuto effetto insieme ai 327 voti contrari, cioè a chi ha decisamente votato “contro”. Come del resto avevano chiesto con forza le associazioni familiari, sia in Italia, come Forum delle associazioni familiari, che in tutt’Europa, attraverso l’azione della FAFCE (federazione europea dell’associazionismo familiare). La risoluzione Estrela era dannosa nel merito, ideologica, rappresentava interessi di pochi, e bene ha fatto il Parlamento europeo a respingerla: ben due volte, sia pure con maggioranze risicate.

Ma il problema è diventato subito “politico-partitico”: infatti i cosiddetti “progressisti europei” hanno accusato i “dissidenti”, e la vicenda è stata subito buttata “in caciara”, soprattutto nel nostro Paese: “hanno votato così perché sono renziani!” (il titolo del Corsera, oggi, a pag. 6, dice proprio così: “gli euro-renziani…”). Che provincialismo, nel nostro dibattito politico e nella comunicazione politica! Possibile che tutto venga ridotto a piccole beghe di bottega, al circoscritto dibattito interno al Pd, al confronto tra Renzi e Letta, anche su un tema di tale rilevanza valoriale? I sei astenuti hanno tentato di dirlo in tutti i modi: “Abbiamo votato secondo coscienza”, e la stessa Silvia Costa, ad esempio, aveva già presentato diversi emendamenti e note critiche, sia in aula, sia alla propria delegazione di partito. La sua posizione era chiara, ed ha agito di conseguenza (in modo coerente: strano?).

Noi, da parte nostra, non abbiamo il potere dei voti in Parlamento, né in Italia, né in Europa, e possiamo solo ribadire alcuni valori, confidando che i rappresentanti del popolo sappiano ancora ascoltare e riconoscere i valori e i bisogni della stragrande maggioranza delle persone e delle famiglie. Per questo apprezziamo con particolare riconoscenza il gesto di libertà dei sei europarlamentari, che hanno deciso di votare “secondo coscienza”, anche contro gli ordini di partito. Così come abbiamo apprezzato il recente gesto di Mario Sberna, che non votando la fiducia al governo Letta, segnale “politicamente scorretto”, ha voluto lanciare un grido di dolore per la condizione di troppe famiglie nel nostro Paese, sostanzialmente ignorate dalle scelte strategiche della legge di stabilità. Sono gesti di libertà, a difesa del popolo. E sono segnali che ci riconciliano - almeno un po’ – con la politica.







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