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21 June, 2015

Un milione in piazza per raccontare la bellezza della famiglia e dire
di -


Una piazza San Giovanni stracolma, nonostante la pioggia torrenziale, per la manifestazione apolitica e aconfessionale "Difendiamo i nostri figli". Sul palco il sostegno anche di musulmani, evangelici e ebrei
Di Salvatore Cernuzio
Roma, 20 Giugno 2015 (ZENIT.org)
Non si può dire che non sia stata un successo la manifestazione “Difendiamo i nostri figli” in piazza San Giovanni in Laterano. Oltre un milione le persone presenti oggi pomeriggio, come ha subito annunciato con entusiasmo dal palco Massimo Gandolfini, presidente del Comitato organizzatore di questo atteso evento nato da basso in neanche 20 giorni, con chiare intenzioni apolitiche e aconfessionali, senza eccessiva pubblicità ma tramite il passaparola e uno spontaneo tam tam sui social media.
Una formula che però ha funzionato: evidentemente queste teorie ideologiche sul gender - e tutti i derivati che, in forma subdola, sono introdotti continuamente nelle scuole italiane - avevano messo in allarme parecchie mamme e papà, che non aspettavano altro che un’occasione per far fronte comune e denunciare questo “errore della mente umana”, come lo ha definito Papa Francesco, che rischia di pregiudicare la serenità psico-sessuale di intere generazioni (nonostante non siano pochi quelli che arrivano ancora a dire che il gender sia solo un’invenzione da ‘catto-talebani’).
Obiettivo principale della manifestazione era tuttavia protestare pacificamente contro il ddl Cirinnà che introduce, di fatto, il matrimonio e le adozioni gay per via giurisprudenziale e la pratica dell'utero in affitto. E su questo si sono trovati tutti d’accordo: neocatecumenali (la frangia più numerosa con 250mila presenze da tutta Italia), Manif pour Tous, Sentinelle in Piedi, i neonati “Parlamentari per la Famiglia”, Evangelici, Movimento per la Vita, associazione Agapo e tanti altri.
Poche le presenze dalle parrocchie e dai movimenti legati alla Cei. Presenti invece un centinaio di parlamentari che hanno voluto aderire pur restando ‘anonimi’, mescolati alla folla. Una scelta, sottolineano gli organizzatori, che vuole ribadire la natura apartitica e apolitica della manifestazione.
Una folla vasta e diversificata insomma, che arrivava fino alle vie limitrofe. "Siamo un milione. Siete il futuro di questo Paese che sta vivendo un inverno demografico", ha gridato Gandolfini dal palco - dove era esposta un'icona della Salus Populi Romani -, rimarcando: “Questa è una piazza di popolo non una piazza di lobby, che ha speso dei soldi, fatto rinunce e sacrifici per essere qui”. “Il messaggio che arriva dal Paese reale è forte e chiaro: per la stragrande maggioranza degli italiani la famiglia è quella che si basa sul matrimonio tra un uomo e una donna e i nostri figli hanno diritto a una mamma e un papà", ha soggiunto.
Parole che hanno riportato la mente al 2007, a quel Family Day svoltosi nella stessa piazza, promosso e sostenuto fortemente da una Chiesa (più compatta), durante il governo Prodi. L’atmosfera era la medesima, non il clima però vista la pioggia torrenziale che ha aperto e chiuso l’incontro. Ai genitori, bambini, giovani e anziani presenti in piazza, tuttavia, poco è importato: muniti di kay-way, ombrelli e ombrelloni, tende improvvisate, sono rimasti fermi nelle loro postazioni, alcuni anche dalla mattina. La metro San Giovanni continuava a sfornare gente in tutte le ore, fino alla sua chiusura alle 15.
Oltre alle bandiere con le sagome della famiglia naturale, dalla folla si ergevano palloncini colorati, cartelloni e striscioni con scritte del tipo “Giù le mani dai nostri figli”, “Gender is Danger”, “Ogni minaccia alla famiglia è una minaccia alla società”, “Dio maschio e femmine li creò” e via dicendo.
Fortunatamente non si sono verificati episodi di violenza, tantomeno provocazioni da parte di gruppi Lgbt come cori offensivi, lanci di oggetti o il flash-mob di cui si vociferava nei giorni scorsi. I Giuristi Cattolici, in ogni caso, avevano già diffuso un comunicato con il quale invitavano i partecipanti a non reagire a nessun tipo di azione, mantenendo il carattere pacifico della manifestazione.
Animatori dell’evento sono stati i diversi ospiti avvicendatisi sul palco, nomi di spicco del panorama pro-life e pro-famiglia italiano: gli avvocati Simone Pillon e Gianfranco Amato, l’ex parlamentare Mario Adinolfi, direttore de “La Croce quotidiano” (originale il suo sfogo su Elton John…), la scrittrice Costanza Miriano, il giurista Alfredo Mantovano.
Poi esponenti religiosi come Kiko Arguello, iniziatore dei neocatecumenali; Cornelius Eke, della comunità africana, per dar voce alle etnie; Giacomo Ciccone, rappresentante dei protestanti; l’imam Mohamed della moschea sunnita di Centocelle, il quale ha ribadito a gran voce che il gender “è pericoloso, cattivo per l’umanità. Con la vostra forza possiamo sconfiggerlo”. Tra gli applausi, ha poi aggiunto: “Siamo qui tutti insieme, musulmani e cristiani, per difendere la famiglia. Anche la comunità islamica è contro questo progetto pericoloso per l’esistenza dell’umanità che vuole inquinare i cervelli dei nostri figli”.
Tra gli altri, hanno preso la parola anche i coniugi Aquino, Vincenzo e Sara, genitori di 11 figli, che hanno offerto la loro esperienza familiare, ponendo l’accento soprattutto sull’aspetto educativo e sul rapporto scuola-famiglia. Letti poi dal palco anche i messaggio di sostegno di mons. Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, e del rabbino capo della comunità ebraica di Roma, Riccardo Di Segno. Spazio anche alla voce dell’associazione Agapo che riunisce genitori di persone omosessuali; proprio loro hanno ribadito il più fermo no al ddl Cirinnà, perché – spiegano - “non fa il bene degli omosessuali”.
Infine, a chiudere l’evento, la testimonianza ‘in musica’ di Kiko Arguello che, accompagnato dalla sua chitarra e da una piccola orchestra del Cammino, ha intonato un canto alla Vergine Maria. Poi si è fatto portavoce del Papa, dicendo: “Sembra che il segretario della Cei (mons. Nunzio Galantino ndr) abbia detto altro ma il Santo Padre sta con noi. Gli ho scritto, dopo aver ricevuto le lettere di alcune famiglie di Brescia e Verona che mi raccontavano quello che succedeva nelle scuole dei loro figli. Il Papa mi ha risposto domenica scorsa, e mi ha detto che ci sono ideologie che colonizzano le famiglie e ‘contro cui’ bisogna agire”.
Detto fatto. Sperando che – come ha detto Gandolfini – la voce di questo milione di persone venga udita anche “nei palazzi più alti”.

18 June, 2015

Relazione del presidente all’assemblea FNC 2015
di - FNC


In occasione dell'incontro di sabato 20 Giugno a favore della famiglia, vi proponiamo la relazione presentata dal presidente all'assemblea FNC 2015.


La questione del Gender (2)

Quest’anno la mia relazione ai soci si svolgerà nuovamente prendendo in considerazione le problematiche relative al Gender.
Credo che la questione non sia di poco conto anzi sono convinto che la famiglia in questo tempo sia chiamata a difendere il suo valore contro ideologie che tentano di minarla e trasformarla in qualche cosa che non è e non vuole essere.
Siamo chiamati a una battaglia che definirei finale perché se crolla la famiglia inevitabilmente crollerà tutta la società.
Negli ultimi anni FNC si è dedicata, oserei dire quasi esclusivamente, a contrastare questa ideologia riuscendo insieme all’associazione Giuristi Cattolici a far ritirare gli opuscoli pro Gender emessi dall’Unar per istruire o, meglio, inculcare ai nostri figli tale ideologia.
La politica, dal canto suo, si è data “da fare” con leggi che ora giacciono nei cassetti del parlamento (Cirinnà e Scalfarotto) pronte per essere presentate e approvate nel momento più “opportuno”. Come dicevo all’assemblea dei soci nel 2014, è urgente e necessario un altro “family Day” per portare a conoscenza di cosa si sta realizzando a danno dei nostri figli e informare la gente, in particolare i genitori, di cosa i “nostri” politici stanno preparando a discapito della famiglia.
Abbiamo visto com’è stato importante fare una manifestazione per evitare la formalizzazione delle coppie di fatto (DICO), ottenendo uno stop a tale iniziativa. Quelli che pensavano che i cattolici non si sarebbero mossi di fronte all’attacco dell’ideologia Gender sbagliano, anzi proprio a motivo del nostro compito di educare e di trasmettere la fede ai nostri figli non possiamo far finta di niente e lasciare correre le cose, diventeremmo colpevoli a nostra volta!
Sarà fondamentale prendere posizione contro questa ideologia che si vuole inculcare ai nostri figli fin dall’asilo e poi alle scuole elementari – medie – superiori. Questa ideologia è nata per voler far ”capire” a che sesso appartengono (non di che sesso sono) quindi andando inevitabilmente contro natura biologica.
Io mi chiedo: dove sta la verità? In quello che pensiamo o in quello che siamo? (vedi relazione 2014 “La verità”)
E’ demoniaca la strategia di rivolgersi ai nostri figli in ambito scolare dove i genitori vengono esclusi e magari non verranno neppure a conoscenza di cosa si vuole insegnare e in che modo.
Quando abbiamo fondato la nostra associazione staccandoci da un’altra, non sapevamo cosa sarebbe successo e a quali tematiche ci saremmo dovuti interessare; credevamo che con i DICO avessimo toccato il fondo e non avremmo mai immaginato che una o due associazioni potessero contribuire in modo importante a bloccare la direttiva emanata dal Ministro Fornero nel tentativo di introdurre nella scuola il Gender. Forse oggi, dopo anni, capiamo perché si voleva fermare FNC.
Oggi credo di poter affermare che FNC lavora per le tematiche relative alla famiglia e alla sua tutela mentre altre associazioni invece hanno cercato, con scarsissimo successo, di intervenire politicamente. Non sono contro la politica intendiamoci, credo che debba essere fatta con onestà e sincerità evitando di nascondersi con stratagemmi, tipo voto segreto (cosa abominevole! Impedisce all’elettore di sapere cosa ha votato il suo rappresentante), cambiando casacca per mera convenienza, usando le famiglie per essere eletti (quanti politici lo hanno fatto e purtroppo lo faranno ancora), ecc. Queste cose rendono gli elettori sempre più lontani dalla politica (e ahimè anche dalle associazioni).
La situazione attuale della famiglia mi ricorda sempre di più un'altra famiglia vissuta moltissimo tempo fa, la prima famiglia apparsa sulla terra: Adamo ed Eva (anche se, per amor del vero, la parola famiglia nella Bibbia appare con Noè). Quante analogie si possono trovare con la nostra società, ne colgo una in particolare: volere essere come Dio cioè fare tutto quello che mi pare, decidere io cosa è bene o male. Mangiando il frutto dell’albero del bene e del male, pensavano di raggiungere la felicità ma questo non è avvenuto: si trovano nudi, vedono la loro piccolezza di creature e Dio per rialzarli ha dovuto provvedere con il sangue di Suo Figlio.
Oggi vogliono mangiare il frutto di un altro albero: quello della Vita, vogliono cambiare il concetto naturale della sessualità (attraverso di essa si trasmette la vita). Il Gender si prefigge di fare questo: attaccare questo albero difeso dai cherubini (nell’iconografia cristiana sono raffigurati da bambini). Questo albero è ultimo baluardo dell’uomo per non morire dietro a fantasie e filosofie contro natura.
Guardate cosa è successo all’uomo: mangiando il frutto dell’albero del bene e del male viene cacciato dal paradiso terrestre, figuratevi se mangerà dell’albero della vita! Certamente perirà.
Ancora una volta il serpente ci sta ingannando perché odia l’uomo fatto ad immagine di Dio, maschio e femmina, e sa benissimo che se riuscirà a confondere questa immagine avrà vita facile contro noi tutti.

Milano 15/04/15

Gianni e Cristina
Presidente FNC



04 April, 2015

Auguri di una Santa Pasqua 2015
di -


CRISTO E' RISORTO E' VERAMENTE RISORTO

FNC




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