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06 December, 2012

Logo anno della fede e logo FNC
di - FNC


Siamo contenti di vedere che il logo scelto dalla Chiesa per l’anno della fede è molto simile a quello della nostra associazione FNC.
La barca, la Croce e la vela rappresentano graficamente l’anno della fede che offre una bellissima occasione alle famiglie cattoliche di poter annunciare e testimoniare con la nostra vita e con i figli donati da Dio la Buona Notizia che Gesù Cristo si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi.

IL LOGO FNC
Il logo per una associazione e importante, perche’ deve rappresentare l’associazione stessa o quantomeno essere quel marchio che a colpo d’occhio identifica gli scopi statutari l’associazione.
Pensando a quale immagine potesse ispirarsi FNC ho pensato di scrutare nella Bibbia, la parola “famiglia” .
Da subito ho visto che gia’ il primo versetto poteva fare al caso nostro:
Genesi 7,1 Il Signore disse a Noè: “Entra nell'arca tu con tutta la tua famiglia, perché ti ho visto giusto dinanzi a me in questa generazione.”

Grazie alla figura di Noè (figura di Cristo) Dio salva la famiglia.
Questo passo biblico a mio parere è importante perche’ e legato ad una salvezza a una speranza a un nuovo futuro. In oltre salvare la figura della famiglia e fondamentale anche perche’ è l’immagine di Dio.
Genesi 1:27 Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò.

Da lì l’idea di rappresentare la famiglia all’interno di una barca (arca). Per molti aspetti la storia di quel periodo è molto simile alla situazione attuale della nostra societa’.
Genesi 6,5 Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male.

La società di quel tempo aveva eliminato Dio dalle proprie radici, non esisteva il rispetto della vita, l’indole degli uomini era più incline al male che al bene.
Genesi 6,12.14 Dio guardò la terra ed ecco essa era corrotta, perché ogni uomo aveva pervertito la sua condotta sulla terra. “Fatti un'arca di legno di cipresso; dividerai l'arca in scompartimenti e la spalmerai di bitume dentro e fuori...”.

Così anche oggi, l’arca (Chiesa), sovrastata dalla croce funge da albero maestro , consente alla famiglia consolidata dal sacramento del matrimonio (la vela) di navigare tra le onde del mare, onde che spesso nella bibbia vengono paragonate ai flutti di morte.
Matteo 8,23-24 Essendo poi salito su una barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco scatenarsi nel mare una tempesta così violenta che la barca era ricoperta dalle onde; ed egli dormiva.
Matteo 8,26 Ed egli disse loro: «Perché avete paura, uomini di poca fede?» Quindi levatosi, sgridò i venti e il mare e si fece una grande bonaccia.

Nel nostro logo la barca vuole simboleggiare la Chiesa dove nel suo interno si può riconoscere il Cristo e la sua opera.
Matteo 14,33 Quelli che erano sulla barca gli si prostrarono davanti, esclamando: «Tu sei veramente il Figlio di Dio!».

Diviene luogo privilegiato per evangelizzare il mondo fino a divenire “Testimoni di Gesù risorto speranza del mondo” (Convegno Ecclesiale Verona 2006).
Marco 4,1 Di nuovo si mise a insegnare lungo il mare. E si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli salì su una barca e là restò seduto, stando in mare, mentre la folla era a terra lungo la riva.

La croce nel logo simbolo della nostra identita’ e simbolo dell’amore di Cristo a fianco dell’uomo, seguendo i suoi insegnamenti potremo riempire le nostre reti vuote.
Giovanni 21,3-6 Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma in quella notte non presero nulla. Quando già era l'alba Gesù si presentò sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non potevano più tirarla su per la gran quantità di pesci.

L’ultima volta che la parola famiglia appare nella Bibbia è nella lettera di S. Paolo agli Ebrei dove ancora una volta si fa riferimento a Noè e alla salvezza:
Ebrei 11,7 Per fede Noè, avvertito divinamente di cose che ancora non si vedevano, costruì con pio timore un'arca a salvezza della sua famiglia.

Spero che questo logo possa piacere, ma non solo, che diventi il simbolo di una nuova speranza per tutte le famiglie.

FNC

invita tutte le famiglie a salire su questa barca per promuovere la figura della famiglia cattolica, per essere insieme testimoni della bellezza, della grazia, della gioia, della fede, della speranza, della Vita, e divenire una buona notizia (Kerigma) per questa generazione e per quelle future.

Gianni e Cristina

17 May, 2012

FAMIGLIA: GIOVANARDI-ROCCELLA, STRAVOLTO PIANO NAZIONALE
di - ansa


Pubblichiamo l'ANSA relativa all'intervento del Sen Giovanardi concernente la denuncia al governo di aver cancellato il Fattore Famiglia -Quoziente Familiare- penalizzando oltremodo le famiglie in particolare quelle numerose.
Inoltre le dichiarazioni del ministro Fornero sulla famiglia sono costituzionalmente inaccettabili per le associazioni familiari e la FNC ritiene giunto il momento perchè tutti i partiti promuovano una mozione di sfiducia nei confronti del suddetto ministro. FNC


(ANSA) - ROMA, 16 MAG - ''Siamo profondamente stupiti dello
stravolgimento, avvenuto in Conferenza Stato regioni, del Piano
Nazionale per la famiglia, su almeno due punti fondamentali''.
Lo affermano i parlamentari Pdl Carlo Giovanardi e Eugenia
Roccella.
''Il primo riguarda - affermano - i principi e il rispetto
del dettato costituzionale: con una incomprensibile operazione
chirurgica è stato tolto dal Piano questo capoverso
politicamente e culturalmente essenziale e cioè: 'In ogni caso,
per quanto riguarda la distinzione tra famiglie legali e
famiglie di fatto, essa vale quando sia necessaria l'osservanza
dei requisiti ex art. 29 della Costituzione per motivi di
carattere giuridico, fiscale e amministrativo, oltre che per
ragioni di efficacia ed equità sociale, mentre in linea generale
gli interventi proposti dal Piano si applicano a tutte le forme
familiari che si trovino in condizioni di bisogno meritevoli di
tutela pubblica", e nei principi ispiratori è stato tolto il
riferimento ai dettati dell'art. 2, 3, 29, 30 e 31 della
Costituzione''.
Il secondo punto ''riguarda il trattamento fiscale del nucleo
familiare: è stata integralmente cassata la parte riguardante il
Quoziente famigliare (fattore famiglia) che è stata quella più
discussa, approfondita e condivisa con le associazioni e con gli
esperti. Come è noto il piano ha 'carattere meramente
programmatico', ma indica la strada per rendere in prospettiva
più equo il trattamento fiscale della famiglia con figli.
Ricordiamo che il Piano (seguito da Carlo Giovanardi come
Ministro della famiglia e da Eugenia Roccella come
Sottosegretario al welfare) era stato discusso per due anni
dall'Osservatorio nazionale della famiglia, arricchito dalle
osservazioni raccolte nella Conferenza nazionale della famiglia
a Milano, e infine condiviso dal governo Berlusconi in Consiglio
dei ministri. Chiediamo quindi al Governo Monti nella sua
collegialità e al Ministro per la famiglia Andrea Riccardi per
le sue specifiche competenze, il motivo di tali cambiamenti, che
ne snaturano le finalità e ne compromettono l'efficacia''.

26 March, 2012

Relazione del presidente all’assemblea FNC 2012
di - FNC


Come ogni anno la mia relazione ai soci desidera evidenziare le tematiche proposte dal Santo Padre o dal magistero della chiesa, confrontate con i nostri fini statutari.
La nostra associazione FNC per statuto (e non solo per quello) desidera seguire i dettami della Chiesa nella convinzione di essere chiamati ad una missione: diventare dei “Testimoni di Cristo speranza delle genti”.

L’INCARNAZIONE, LA TESTIMONIANZA E LA NUOVA EVANGELIZZAZIONE
Le continue sollecitazioni che il Santo Padre ha rivolto lo scorso anno, prima e dopo la creazione del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, mi hanno spinto a meditare come la Nuova Evangelizzazione fosse per FNC una straordinaria occasione e una bellissima opportunità per mettere a disposizione le nostre famiglie a questo progetto e come potremmo essere in grado di operare a questa nuova evangelizzazione.
La tipologia delle nostre famiglie è di avere molti figli; in quest’ottica ho voluto vedere come questa nostra caratteristica avrebbe potuto mettersi al servizio della nuova evangelizzazione.
La risposta è stata che le famiglie FNC possono essere credibili perché testimoniano con la propria vita una spiritualità di accoglienza e di generosità interiore che non viene da noi ma da Dio.
“Però noi abbiamo questo tesoro in vasi di creta, perché appaia che questa potenza straordinaria viene da Dio e non da noi” (2Corinzi 4,7).

L’INCARNAZIONE

Il primo capitolo di Giovanni “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità” (Giovanni 1,14) pone subito degli interrogativi riguardanti l’incarnazione di Dio:
Perché il Verbo si è fatto carne? Che senso ha che Dio divenga uomo? È proprio necessario? Non ci sono altri modi per aiutare gli uomini senza abbassarsi fino a loro? Perché questa strada e non un'altra, magari meno umiliante? Perché un Dio sceglie di prendere la nostra carne mortale essendo Lui Immortale? Perché Dio sceglie per suo Figlio questo modo così particolare e strano, di così difficile comprensione alla nostra mente? Se Dio ha scelto questo mezzo certamente è il migliore per noi anche se non lo capiamo: “stupenda per me la tua saggezza, troppo alta, e io non la comprendo” (Salmi 138,6).
Credo che per capire l’incarnazione dobbiamo per un attimo disfarci di quell'ottica che ci porta a vedere in Gesù Bambino un bimbo nato al freddo e al gelo (cosa di per sé bellissima e molto verosimile) piuttosto che il Figlio di Dio fatto uomo, quasi che il freddo e il gelo siano la cosa più importante da prendere in considerazione rispetto all’incarnazione.
L’incarnazione va vista in un’ottica salvifica e non pietistica, e di testimonianza credibile: la carne rende visibile e sperimentabile con i sensi l’amore di Dio per l’uomo.
Vorrei fare un esempio per capire meglio il concetto appena espresso: quando due persone si amano, per testimoniare il loro amore non solo lo manifestano con le parole: Ti amo, come sei bella, sei la donna della mia vita, come è bello stare con te, cose certamente importanti ma probabilmente basterebbe una telefonata o una lettera o un’e-mail, ma per essere credibili si devono scambiare tenerezze, baci, carezze, hanno necessariamente bisogno del loro corpo per esprimere un amore interiore.
Il loro corpo testimonia i loro sentimenti di amore e fanno sentire l’altro desiderato e amato “e i due saranno una carne sola”. È questo che rende credibile le loro dichiarazioni verbali.
Forse ora iniziamo a capire perché il Verbo (la parola di Dio), per essere credibile ai nostri occhi, si è fatto carne, per testimoniare alla nostra carne l’amore salvifico di Dio nei nostri confronti, tanto che San Basilio afferma che con l’incarnazione: “Dio assume la carne proprio per distruggere la morte in essa nascosta.”
Stupenda e incredibile “kenosis” che Cristo già alla sua nascita opera con l’incarnazione, il Creatore prende il posto della creatura, il giudice di questo mondo fa la parte di un nuovo Adamo, si fa piccolo per noi e Maria lo porta nel suo grembo (nella sua carne) a immagine che anche noi abbiamo la possibilità di portarlo nella nostra.

LA TESTIMONIANZA

Addentrandoci in questa riflessione capiamo come sta diventando importante la nostra carne al fine della testimonianza. Forse stiamo superando il pensiero che abbiamo della nostra carne, ossia che di solito ad essa attribuiamo la causa dei nostri peccati, per considerarla, se redenta, proprio lo strumento visibile che può testimoniare l’amore di Dio in modo credibile.
Quanti martiri hanno testimoniato con la loro carne la presenza di Cristo in loro!
Un esempio per tutti tratto dagli Atti dei Martiri Felicita e Perpetua: “Felicita fu sorpresa dalle doglie; e poiché, stentando, dolorava nel parto, per la naturale difficoltà dell’ottavo mese, uno dei soldati sorveglianti del carcere le disse: ‘O tu che ora patisci tanto strazio, che farai quando verrai gettata in pasto a quelle belve che disprezzasti rifiutando di sacrificare?’ E quella rispose: ‘Ora sono io che devo sopportare questi strazi; invece vi sarà dentro di me un Altro, il quale patirà per me, perché anch’io mi dispongo a patire per lui’” (Atti dei Martiri).
Vediamo come la carne e il sangue di Felicita rendono credibile la sua fede in Cristo non solo per i cristiani presenti ma anche per i suoi persecutori.
Cristo sulla croce testimonia con tutta la sua mente (corona di spine), con tutto il suo cuore (lancia nel costato), con tutte le sue forze (chiodi nelle mani e nei piedi), quindi con tutta la sua carne, cioè con tutta la sua essenza di uomo e questo è fondamentale per la nostra fede, se si fosse presentato come un puro spirito o come un angelo avrebbe potuto essere credibile ai nostri sensi?
Per rispondere a questa domanda forse i Vangeli possono aiutarci.
“I discepoli, a vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: ‘È un fantasma’ e si misero a gridare dalla paura” (Matteo 14,26).
Poi quando appare agli apostoli una volta risorto: “Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma” (Luca 24,37).
Agli apostoli increduli occorre vedere con i propri occhi e come non bastasse affinché pensassero che non fosse un fantasma, toccare con la loro carne la Sua carne per credere!
“Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho” (Luca 24,39).
La stessa carne di Cristo testimonia la resurrezione, sarebbe servito a poco se fosse risorto solo lo spirito, non si sarebbe visto e toccato nulla, forse i discepoli non avrebbero creduto.
Ma Cristo risorgendo con la propria carne dà una fortissima testimonianza della resurrezione dei morti tanto che i discepoli, vedendo questo fatto, non si nascondono più ma vanno in tutto il modo ad annunciare la Buona Notizia cioè che uno è uscito dalla morte, perciò la morte è vinta; credono tanto nella Risurrezione di Cristo che per questa daranno la loro stessa carne, la loro stessa vita.
La carne diventa quindi testimone credibile della potenza dello Spirito Santo.
La carne è il mezzo dello spirito di manifestarsi nel mondo annunciando una appartenenza a Dio o viceversa una appartenenza al mondo (prostituzione).




LA NUOVA EVANGELIZZAZIONE

In questa società così attenta alla carne, penso che prediche o sermoni servano a ben poco, le Nazioni desiderano vedere degli uomini in carne e ossa che testimoniano l’esistenza di Dio nei fatti e con i fatti.
La Nuova Evangelizzazione a mio avviso dovrà necessariamente utilizzare il corpo cioè quello che diventa credibile perché è possibile percepire con i sensi che dentro a quei cristiani esiste l’amore di Cristo risorto.
“E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio” (Giovanni 1,34). “Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera e egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate” (Giovanni 19,35).
Le famiglie, in particolare quelle numerose, sono chiamate a questa testimonianza per mezzo e assieme ai figli che Dio ci ha donato, senza compromessi e compromissioni, con gratuità, al fine che la gente, vedendo queste famiglie come dono, possano dire “non hanno chiesto nulla ma si sono spesi gratuitamente, loro e i loro figli, sono credibili”.
Purtroppo assistiamo “all’uso” dei figli per chiedere sconti e agevolazioni, dimenticandoci che sono primariamente dono di Dio diventando loro stessi dono o, detto in altro modo, un vero capitale sociale, vero perché donato gratuitamente.
Le Nazioni hanno bisogno di vedere delle persone che credono in Dio e lo testimoniano con il loro corpo e con quello dei figli donati dal Signore.
Definire questo modo di evangelizzare nuovo non è strettamente corretto visto che è sempre stato praticato dalla Chiesa, ma è nuovo perché viene ripreso dopo che da molti secoli non si era più visto !
Per questi motivi la nostra associazione ha dato la propria disponibilità di collaborazione con il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione presieduto da S.E. Mons. Rino Fisichella.

Il Presidenti FNC
Gianni e Cristina Archetti




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