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09 March, 2018

Un importante e autorevole contributo sulla vicenda Alfie Evans
di - Costanza Miriano


In Inghilterra si è deciso che quando un bambino è malato molto gravemente e non può guarire, gli si sospendono idratazione e nutrizione, perché la sua vita “non è degna”. Così Charlie è stato ucciso. Così Isaiah è stato ucciso. Per Alfie il giudice ha decretato la stessa fine, negando la possibilità che venga trasferito al Bambin Gesù, dove non lo avrebbero guarito, no, ma lo avrebbero curato fino alla fine (posso dire di essere orgogliosa che ci sia un ospedale così, in Italia, grazie alla Chiesa?).


Nella sentenza di morte per Alfie il giudice, visto che la famiglia del bambino è cattolica, si è permesso di citare Papa Francesco a sostenere la sua sentenza di morte, visto che il Santo Padre si è espresso contro l’accanimento terapeutico. Ma è una vera falsità, e sono davvero grata al professor don Roberto Colombo, docente di Biochimica e Biochimica clinica all’Università cattolica del Sacro Cuore, per questo meraviglioso articolo che finalmente fa chiarezza sul tema. Finalmente un medico che entra nel merito, e ci spiega che esistono due diverse accezioni di cure palliative: “una di esse ne assume il concetto secondo una flessione coerente con il “prendersi cura” del malato sino all’ultimo istante della sua vita, che «restituisce umanità all’accompagnamento del morire, senza aprire giustificazioni alla soppressione del vivere» (Papa Francesco). L’altra, invece, sospendendo non solamente le terapie ma anche i supporti vitali indispensabili per la vita, non presenta un significato etico «diverso dall’eutanasia, che rimane sempre illecita, in quanto si propone di interrompere la vita, procurando la morte» (Papa Francesco). Anzi, tende a mascherare l’eutanasia attraverso la sua forma apparentemente più “dolce” e “pietosa” (falsamente) che è quella omissiva: non applica una procedura direttamente e immediatamente letale, ma conduce alla morte anticipata per privazione dell’essenziale per vivere”.

Che queste cose siano vere io lo intuisco solamente, ma non ho nessuna competenza per oppormi. Sono dunque grata davvero, di cuore, a questo fratello nella fede, perché dà voce a tutta la Chiesa. Oddio, forse non tutta perché l’intervista a monsignor Paglia pubblicata oggi da Tempi sembrerebbe dire il contrario. Io non sono abbastanza competente tecnicamente, capisco che siamo su un terreno delicato; invece il professore che scrive qui oggi non è solo un sacerdote che parla di principi non negoziabili, ma anche un docente di Biochimica e Biochimica clinica, con un curriculum da paura (Cambridge, Oxford, Rockfeller New York e san Raffaele Milano), ed è per questo che a me pare smascherare con estrema precisione e competenza le balle dei giudici inglesi, che indegnamente ordinano di uccidere un bambino malato tirando il Papa per la giacchetta, anzi per la talare. Questo articolo è stato approvato e pubblicato anche dal cardinal Elio Sgreccia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita fino al 2008.

08 March, 2018

Morto il piccolo Isaiah
di - corriere della sera


Dai giudici l’ordine di staccare la spina.

Aveva un anno ed era stato al centro di una battaglia legale tra medici e genitori. La Corte europea dei diritti umani ha respinto l’ultimo ricorso del padre e della madre

È una vicenda che ha ricalcato appieno quella di Charlie Gard, il bambino malato che l’anno scorso aveva smosso le coscienze d’Europa. E ha avuto lo stesso epilogo: anche al piccolo Isaiah Haastrup è stata staccata la spina dopo che i genitori hanno perso l’ultima battaglia legale per tenerlo in vita. Solo che questa volta tutto si è svolto lontano dai clamori della stampa.

Martedì la Corte europea per i Diritti dell’Uomo aveva dichiarato il caso «inammissibile», non avendo riscontrato, a parere dei giudici, nessuna violazione dei diritti e delle libertà fondamentali. I genitori di Isaiah si erano rivolti alla Corte europea dopo che un’Alta corte britannica e tre corti d’appello aveva sentenziato a favore dei medici del King’s College hospital di Londra, secondo i quali proseguire le cure per il piccolo era «futile» e non nel suo miglior interesse.

Isaiah, che ormai aveva già un anno, aveva sofferto danni cerebrali catastrofici alla nascita a causa della privazione di ossigeno. Il piccolo aveva un basso livello di coscienza, non era in grado di muoversi o respirare autonomamente e restava in vita solo perché attaccato a un ventilatore artificiale.

Il bambino è morto mercoledì sera, poche ore dopo che i macchinari sono stati scollegati. Il padre, nel dare stamattina la notizia, si è detto «orgoglioso» del suo piccolo «coraggioso». Secondo l’ospedale, la decisione di sospendere il trattamento è stata presa «solo dopo attenta considerazione e dopo consultazioni con i familiari. Riconosciamo che è stato un momento molto difficile per la famiglia di Isaiah così come per tutti coloro che se ne sono presi cura dalla nascita».



23 February, 2018

Chi ha ucciso il Family-day?
di - Vittorio Lodolo D’Oria


Non abbiamo ancora votato ma un risultato (negativo) è già stato acquisito da qualcuno: il FD, come strumento di protesta è morto perché la “piazza cattolica” non avrà peso politico a dispetto dei suoi numeri da capogiro. Anche un orbo se ne renderebbe conto perché i segnali e le evidenze sono davvero tanti. Eppure in una recente intervista (18.02 sul Giornale di Brescia) Gandolfini ha agitato ancora una volta lo spauracchio di un terzo FD, qualora il nuovo Parlamento si accingesse a regolamentare la pratica dell’utero in affitto. Vediamo di spiegare come stanno le cose ponendoci precise domande.
1. Quali frutti hanno portato i due FD? Pressoché nessuno. Sono passate sia le unioni civili (col tradimento di presunti deputati amici) che i corsi gender nelle scuole, mentre c’è stato un momentaneo stop al pdl sull’omofobia che è pronto a ripartire nella XVIII Legislatura.
2. Quali frutti può portare un’azione esclusivamente prepolitica se le leggi vengono poi votate da parlamentari che sono espressione di partiti terzi che, a loro volta, non hanno gli stessi principi della piazza del FD e votano a seconda delle proprie convenienze come è avvenuto per la legge Cirinnà?
3. Una piazza di un milione di persone che ha un indotto di altri 2-3 milioni di amici e conoscenti (Gandolfini stesso cita nell’intervista una potenzialità di 3-4 milioni di voti cattolici secondo gli istituti di statistica) non ha forse il diritto a vedersi rappresentata da un partito proprio senza dover andare a pietire inutilmente posti in lista da movimenti che per giunta non condividono tutti i principi non negoziabili? Non sarebbe stato più conveniente vedere eletti 70-80 parlamentari propri, piuttosto che sperare in uno solo inserito al quarto posto dopo candidati a favore di aborto, divorzio e unioni civili e per di più in un partito che vuole legalizzare la prostituzione?
4. Ma chi l’ha detto che una piazza cattolica, straripante di famiglie, deve fare solo azione prepolitica e “contaminazione”? Non recita forse così l’invito di San G.P.II nella Familiaris Consortio: “Se le famiglie non prenderanno parte all’azione politica e sociale del Paese, si troveranno a subire quei mali cui si sono limitati ad assistere”?
5. Torneranno mai in piazza a loro spese, convocati da Gandolfini per una qualsiasi ragione, i sostenitori del PdF che da lui sono stati ignorati, smentiti e umiliati? Arriveranno di nuovo entusiasti i Neocatecumenali dopo che Kiko è stato “silenziato” nel FD del 30.01.16 e l’appoggio alla Lega vuol dire avvallare la prostituzione di Stato? O forse arriveranno “a frotte” i componenti del CDNF che si potevano ultimamente contare sulle dita di una mano in occasione della protesta di piazza per la nomina di Manconi alla direzione dell’UNAR?
6. Chi potrà mai dirsi contento e ritenere sufficiente il risultato di un parlamentare (se mai sarà eletto) per l’intera piazza del FD con tutto il suo indotto? Basterà, da solo, a effettuare la “contaminazione” di nobili valori auspicata dal medico bresciano? Nell’intervista di cui sopra Gandolfini dice tra l’altro di aver ottenuto “candidature di nostri uomini e donne nel centrodestra” ma non ne ha mai fatto i nomi e noi tutti restiamo in attesa di conoscerli. Sappiamo piuttosto che di oltre 30 posti promessi dal centrodestra ne sarebbe stato concesso in realtà uno solo e dietro a candidati non propriamente di idee cattoliche.
7. Arriverà mai a capire Gandolfini che tutto il FD avrebbe voluto vederlo candidato e impegnato full time in politica anziché sentirlo proclamare demagogicamente che lui è indisponibile e non è a caccia di poltrone. La politica è un lavoro e merita la sua mercede così come è pagata – forse meglio – l’attività di un neurochirurgo.
8. Come può essere evitato l’insuccesso totale cui Gandolfini ha condannato il FD con la sua idea di azione prepolitica fallimentare e con la “contaminazione” attraverso un unico parlamentare (se sarà eletto)? L’unica possibilità è offerta dal voto al PdF affinché superi lo sbarramento del 3%. Possiamo tranquillamente definirlo come “Unico Voto Cattolico Utile”.
9. Tre sono le strade finora proposte ai cattolici di fronte alla politica: azione prepolitica (Gandolfini - CDNF), azione politica (Adinolfi - PdF), culturale (Cascioli – NBQ). Pare di poter dire che nessuna deve essere in contrapposizione con l’altra o possa prescindere dall’altra tuttavia, sotto elezioni e di fronte a una piazza che invoca una rappresentanza parlamentare, quella politica ha necessariamente la precedenza.
10. Chiudiamo con l’auspicio che il PdF superi il 3% e corregga la sciagurata e fallimentare strategia di Gandolfini contenendone le perdite in numero di parlamentari cattolici. Ci si augura altresì che il dopo voto costituisca l’occasione per tornare a parlarsi senza tralasciare quell’azione culturale e di formazione che la NBQ reputa giustamente necessaria.
Un ultimo consiglio al portavoce del FD: non si arrischi a convocare ancora la piazza perché si troverebbe da solo, con qualche sconsolato adepto, a dover sperimentare la solitudine in uno spazio smisurato. Non gli rimarrebbe che autocommiserarsi per aver saputo polverizzare una piazza immensa pur essendosi dedicato part time alla politica.
NB Ma sarà poi stato capace di fare tutto da solo il medico bresciano o dietro a lui vi era la regia di quel vescovo che credeva che Sodoma si fosse salvata?

Vittorio Lodolo D’Oria



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