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17 March, 2018

Le parole ignoranti di Paglia offendono noi genitori
di - La Nuova BussolaQuotidiana


La mamma di Emanuele (Mele) Campostrini, un bambino affetto da una malattia genetica grave e rarissima, interviene per spiegare cosa significhi essere genitori di questi bambini e perché mons. Paglia deve essere rimosso dopo il suo sciagurato intervento sul caso Alfie.
nostri lettori ricorderanno il caso di Emanuele (Mele) Campostrini, un bambino affetto da una malattia genetica grave e rarissima, la cui storia abbiamo raccontato al tempo della battaglia per salvare la vita di Charlie Gard. Dopo l'incredibile intervento di monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, sul caso Alfie Evans, che abbiamo commentato severamente, anche la mamma di Mele è intervenuta per raccontare cosa significhi avere un bambino nelle condizioni di Mele e per chiedere la rimozione di monsignor Paglia dalla PAV. Ecco la lettera.

Sono la mamma di Mele, Emanuele Campostrini, un bambino di 9 anni affetto da gravissima disabilità dovuta a malattia mitocondriale e deplezione del dna mitocondriale; alcuni forse mi conoscono per le mie posizioni pubbliche sulla vicenda di Charlie Gard. Giorni fa, molto colpita e indignata ho scritto a Sua Eccellenza mons. Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita (PAV), dopo aver letto le sue esternazioni in merito ad Alfie Evans, nell’intervista pubblicata da “Tempi” lo scorso 9 marzo.

Ho scritto con rispetto, ma con intenzione di correzione filiale, perché penso che ogni credente voglia la Chiesa più bella, più Santa e che un cristiano ami la correzione dei suoi fratelli, essendo il suo scopo piacere a Dio e guadagnare il Paradiso. Non ho ancora ricevuto risposta. Ho pensato perciò di condividere le mie riflessioni, da mamma, che inizialmente erano rivolte, come è corretto, solo a mons. Paglia.

Se quello che c’è scritto nell’intervista di “Tempi” è vero, penso che mons. Paglia non possa e non debba essere alla guida della Pontificia Accademia per la Vita.

Il "dramma dei genitori" di avere un figlio malato non è assolutamente paragonabile al dramma di non riuscire a difenderlo da un'orda di malvagi che attenta alla sua vita. E’ duro ascoltare parole tanto ignoranti ed arroganti. Il fatto che non ci sia nè diagnosi nè terapia per una malattia e che risulti "incurabile" dagli esseri umani, non legittima l'uccisione di nessuno. Certo che si tratta di "soppressione" e la parola è più che rispettosa, anzi è l'unica da usare, perchè rispetta la verità di ciò che succede: Alfie non è cerebralmente morto.

Per Alfie non c'è diagnosi, nè terapia, quindi non sta facendo alcuna terapia particolare per la sua ignota patologia, perciò non c'è "accanimento terapeutico": non c'è alcuna terapia in atto. Non si sa neppure "cosa" proporre come terapia, perché non si sa che malattia abbia. L'accanimento terapeutico c'è quando la terapia stessa causa sofferenza incontrollabile ed è inutile, non c'entra quindi proprio nulla in questo caso. Non ci sono affatto "mezzi sproporzionati" nella cura di Alfie, perché il ventilatore e la nutrizione via sng è una cosa normalissima che tante persone usano per vivere in ospedale e anche a casa loro (incluso mio figlio!). I genitori infatti non chiedono di fare alcuna terapia particolare o sperimentale, ma semplicemente di permettere al bambino di vivere il tempo che gli rimane e morire quando Dio lo chiamerà.

Possibile che mons. Paglia non conosca i documenti che cita? Oppure li cita in malafede? Possibile che sia così preso dall’ incensare il potente di turno per rimanere nello scranno di potere e vanagloria? Eppure ricordo le sue catechesi al tempo di Papa Giovanni Paolo II ed erano di tutt’altro tenore... (clicca qui). Mons. Paglia si chiedeva, allora, se forse non avvengano pochi miracoli di guarigione per la scarsa fede dei Ministri e dichiarava che maggiormente questi dovrebbero obbedire al comando di Dio di imporre le mani e guarire i malati…che la cura del malato è il centro del Ministero di Gesù.

Adesso, invece di imporre le mani su una bambino malato, innocente ed indifeso per implorarne la guarigione ahimé ne giustifica l’uccisione con melliflua accuratezza e travisando le parole del Magistero e del Papa. “Accettare di non poter impedire la morte” si fa quando, nonostante si sia dato da mangiare, da bere, si sia aiutata una persona a respirare, si muore lo stesso e non si può fare diversamente. Nessuno può impedire ad un altro di morire con la forza, anche se usasse tutte le sue energie. Bisogna sapere che si muore anche con il ventilatore attaccato, mangiando e bevendo, anche dieci minuti dopo l’ultimo pasto... Se io tolgo queste cose non "accetto che la morte non può essere impedita", ma la causo per omissione di soccorso. Altro che "eutanasia omissiva", parliamo bene e diciamo la verità: omicidio di un non consenziente. Con i genitori non consenzienti. Di questo si tratta e non di altro.

Il demonio ne gode. Gode di uccidere un innocente e sacrificarlo di venerdì, come Cristo, (come Charlie Gard...) ma gode anche di distruggere quella bellissima e pura immagine di Dio Padre che consapevolmente o no i genitori di queste creature stanno testimoniando. I genitori di Alfie, come quelli degli altri piccoli, sono l’immagine più chiara di cosa significhi l’Amore e la Misericordia di Dio per le sue creature: ad ogni costo, fino in fondo, nonostante qualsiasi malattia o deturpazione del peccato, un amore completo, gratuito, maschile e femminile, di mamma e di papà; l’amore incondizionato di Dio. Ognuno di noi lo vuole ricevere, lo brama per sé stesso, lo cerca ovunque ed è insoddisfatto finché non lo trova: questi genitori lo mostrano tanto bene! Questi bambini, questi genitori mostrano il volto di Dio che il nemico non può sopportare e che cerca di distruggere.

I genitori… Paglia ne parla, ma è assai difficile, non avendone esperienza, che possa comprendere “il dramma” dei genitori e il loro “coinvolgimento emotivo”. Noi, da genitori e genitori cattolici non abbiamo mai sentito alcun dolore perché nostro figlio era malato, amiamo Dio e ci fidiamo di Lui; nostro figlio è un dono del Signore, un dono bello: non abbiamo mai avuto bisogno di alcun sostegno psicologico perchè è una bugia del diavolo credere che i genitori, se gli nasce un figlio malato, siano tristi. I genitori sono preoccupati ed iniziano una fortissima lotta per la vita!

L'unico "aiuto" di cui abbiamo avuto veramente bisogno, oltre la preghiera, è stato di coloro che ci hanno insegnato a tenere vivo nostro figlio: come alimentarlo con un sng (che mettiamo noi, anche adesso) come ventilarlo con l’ambu per farlo respirare o quando ha bisogno del ventilatore per periodi più lunghi, come affrontare le crisi epilettiche, come cambiarlo, metterlo seduto, girarlo, insegnargli etc... come accudirlo insomma, come farlo crescere a casa con noi e i suoi fratelli. Abbiamo avuto bisogno di medici, operatori, insegnanti, amministrativi e personale con il coraggio di firmare le carte che ci permettevano di avere ciò che serviva: una carrozzina, i tutori, i corsetti, gli ausili, il personale, le risorse e tutto quello che era utile, senza preoccuparsi delle "finanze" della loro azienda o di cosa avrebbe potuto dire il loro superiore, se spendevano questi soldi.

Abbiamo ovviamente anche combattuto con persone inette, indegne, ignoranti e occasionalmente (è molto raro) davvero malvagie. Questa è la nostra battaglia e la nostra croce, non certo la malattia o la vita di nostro figlio. I genitori di Alfie, nonostante la giovane età, sono coraggiosi, forti e conoscono Cristo molto bene perchè ogni giorno Lo accudiscono.

In un momento come questo tutti hanno una responsabilità, anche chi sta zitto per paura delle conseguenze: nessuno salverà la propria vita se non è disposto a perderla per amore di Dio. Ma come è grande la responsabilità dei pastori! Avere dei lupi travestiti da agnelli o pastori confusi, che addirittura insinuino subdolamente e con parole quasi suadenti, dubbi sulla Dottrina cattolica, che è chiara e non modificabile, è per noi genitori come sentirsi traditi da Giuda. Con le parole del Signore Gesù ancora una volta dico: "Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino e fosse gettato negli abissi del mare". (Matteo 18,6)


Vaticano, arrivano i documenti "contro" l ideologia gender
di - il Giornale.it


Il Vaticano è a lavoro per rilasciare due documenti sull'ideologia gender. La Congregazione per la Dottrina della Fede, che è presieduta da monsignor Ladaria, e la Congregazione per l'Educazione Cattolica, il cui prefetto è invece il cardinale Giuseppe Versaldi, stanno per diffondere due testi sulla tanto dibattuta teoria.
A darne notizia è il sito Lifesite News, che in questo articolo ha riportato come il fine della seconda pubblicazione citata non sia quello di entrare a gamba tesa nel dibattito culturale in corso, ma di insistere su "importanti principi educativi". Papa Francesco, del resto, ha più volte accusato il gender di essere portatore sano di una "colonizzazione ideologica". "C'è una guerra mondiale per distruggere il matrimonio, non con le armi ma con le idee", ha dichiarato il pontefice della Chiesa cattolica durante un incontro in Georgia due anni fa. Se c'è un aspetto per il quale Bergoglio non è quasi mai stato attaccato dai cosiddetti cattolici "tradizionalisti", questo è rappresentato proprio dalla lotta del papa nei confronti delle "arme ideologiche". "La Bibbia - ha sottolineato Francesco nello storico meeting di Tbilisi del 2016 - dice che Dio ha creato l'uomo e la donna a sua immagine, cioè l'uomo e la donna che si fanno una sola carne e sono così l'immagine di Dio". Quelle parole non furono seguite dalle consuete polemiche.

In una circostanza specifica Bergoglio è stato associato al gender in termini di "accettazione" di quella che sarebbe una vera e propria ideologia. Quando, nell'estate del 2015, l'ex arcivescovo di Buenos Aires, avrebbe in qualche modo invitato ad andare avanti e benedetto Francesca Pardi, autrice di libri come "Piccolo Uovo", "Piccola storia di una famiglia: perché hai due mamme?" e "Qual è il segreto di papà ?". Libri riguardanti storie e/o coppie omosessuali, insomma, che il pontefice argentino avrebbe in qualche modo avallato. La Santa Sede, in quell'occasione, fece sapere che: "La benedizione del Papa nella chiusa della lettera - che doveva restare privata e personale - è alla persona e non a eventuali insegnamenti non in linea con la dottrina della Chiesa sulla teoria del gender, che non è minimamente cambiata, come più volte ha ribadito anche recentemente il Santo Padre". La missiva, insomma, sarebbe stata strumentalizzata.

L'arcivescovo Vincenzo Zani, che è il segretario della Congregazione per l'Educazione del Vaticano, ha sottolineato, rispetto al documento che dovrebbe essere pubblicato nel corso dei prossimi mesi, come la Chiesa debba mantenere un ruolo centrale per l'educazione dell'uomo nella sua integrità. Zani, citando l'esortazione apostolica Amoris Laetitia, ha ribadito la condanna di una "società senza differenze sessuali". Il gender, quindi, contribuirebbe ad eliminare le stesse "basi antropologiche della famiglia".

Il Vaticano sembra deciso a rilasciare delle vere e proprie "linee guida" di contrasto educativo al gender. Nella recente lettera Placuit Deo, infine, monsignor Ladaria ha fatto riferimento agli avvertimenti di Papa Francesco sul gender contenuti in "Amoris Laetitia": un'esortazione apostolica che ha fatto molto discutere per l'accesso ai sacramenti per i divorziati risposati, ma che è molto chiara su argomenti come l'utero in affitto, le nozze tra coppie omosessuali e il diritto alla vita.

08 March, 2018

Morto il piccolo Isaiah
di - corriere della sera


Dai giudici l’ordine di staccare la spina.

Aveva un anno ed era stato al centro di una battaglia legale tra medici e genitori. La Corte europea dei diritti umani ha respinto l’ultimo ricorso del padre e della madre

È una vicenda che ha ricalcato appieno quella di Charlie Gard, il bambino malato che l’anno scorso aveva smosso le coscienze d’Europa. E ha avuto lo stesso epilogo: anche al piccolo Isaiah Haastrup è stata staccata la spina dopo che i genitori hanno perso l’ultima battaglia legale per tenerlo in vita. Solo che questa volta tutto si è svolto lontano dai clamori della stampa.

Martedì la Corte europea per i Diritti dell’Uomo aveva dichiarato il caso «inammissibile», non avendo riscontrato, a parere dei giudici, nessuna violazione dei diritti e delle libertà fondamentali. I genitori di Isaiah si erano rivolti alla Corte europea dopo che un’Alta corte britannica e tre corti d’appello aveva sentenziato a favore dei medici del King’s College hospital di Londra, secondo i quali proseguire le cure per il piccolo era «futile» e non nel suo miglior interesse.

Isaiah, che ormai aveva già un anno, aveva sofferto danni cerebrali catastrofici alla nascita a causa della privazione di ossigeno. Il piccolo aveva un basso livello di coscienza, non era in grado di muoversi o respirare autonomamente e restava in vita solo perché attaccato a un ventilatore artificiale.

Il bambino è morto mercoledì sera, poche ore dopo che i macchinari sono stati scollegati. Il padre, nel dare stamattina la notizia, si è detto «orgoglioso» del suo piccolo «coraggioso». Secondo l’ospedale, la decisione di sospendere il trattamento è stata presa «solo dopo attenta considerazione e dopo consultazioni con i familiari. Riconosciamo che è stato un momento molto difficile per la famiglia di Isaiah così come per tutti coloro che se ne sono presi cura dalla nascita».




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