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10 August, 2018

Famiglia, Salvini rispolvera il quoziente e cancella Genitore 1 e 2 dal sito
di - Italia Oggi

Ci risiamo: il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini ha il chiodo fisso del rilancio della natalità. E ha deciso di rispolverare il quoziente familiare, cavallo di battaglia da sempre di Silvio Berlusconi, che lo propose nel 2006 per le elezioni di quell'anno ("un padre di famiglia pagherà il 30% in meno di tasse", s’infervorò il Cavaliere) e poi nel 2008, quando il Pdl riusci a vincere le politiche con una maggioranza enorme anche grazie al quoziente ripresentato così: "Introdurremo il quoziente familiare prendendo le risorse dall’evasione fiscale". Ebbene, se il Pdl fallì, il governo gialloverde sulla sponda leghista non rinuncia all'idea di dividere il reddito per il numero di componenti del nucleo familiare e su quello calcolare le imposte da pagare. "L'obiettivo che mi pongo da qui a fine governo è introdurre il concetto di quoziente familiare, in modo da premiare la natalità e la scommessa sul futuro", ha detto Salvini, in un'intervista alla testata cattolica online La nuova bussola quotidiana. Più in generale, Salvini ha sottolineato come "il primo obiettivo è sostenere la parte produttiva attraverso un abbassamento delle tasse: se già riusciamo ad aiutare le partite Iva, i produttori, i commercianti, gli artigiani, i piccoli imprenditori, è un primo passo. Anche loro sono padri e sono madri, un euro di tassa in meno è un euro in più per i figli. Certo, non è risolutivo", ha dichiarato. "La promessa è rendere il nucleo familiare un soggetto fiscalmente riconosciuto. Però, già per il 2018, l'obiettivo è ridurre le tasse a un bel po' di gente e questo sarà mantenuto". Salvini garantisce che il governo farà "in modo di far avere i quattrini" al ministero della Famiglia con la legge di bilancio e rilancia la sua battaglia contro le famiglie arcobaleno e per la tradizione. In particolare, nella modulistica on line del Viminale per il rilascio delle carte di identità, salvini ha scoperto che si parla di Genitore 1 e Genitore 2 e ha fatto ripristinarele parole "padre" e "madre" e adesso lavora alla possibilità di impedire ai sindaci la registrazione dei figli della coppie gay: "Ci stiamo lavorando, ho chiesto un parere all`avvocatura di Stato, ho dato indicazione ai prefetti di ricorrere. "La mia posizione è fermamente contraria. Per fare un esempio: la settimana scorsa mi è stato segnalato che sul sito del ministero dell`Interno, sui moduli per la carta di identità elettronica c'erano 'genitore 1' e 'genitore 2'. Ho fatto subito modificare il sito ripristinando la definizione 'madre' e 'padre'. E' una piccola cosa, un piccolo segnale, però è certo che farò tutto quello che è possibile al ministro dell'Interno e che comunque è previsto dalla Costituzione. Utero in affitto e orrori simili assolutamente no". Ma Fabrizio Marrazzo, portavoce Gay Center, smentisce che sui moduli di richiesta per la carta di identità elettronica si parli di Genitore 1 e 2. "Abbiamo appreso che Salvini, vuole modificare la dicitura Genitore 1 e Genitore 2 dai moduli di richiesta per la carta di identità elettronica per figli minori. Precisiamo, che l'attuale dicitura dei moduli è quella di Genitori, senza alcun numero, come si può vedere dal sito del ministero perchè non esiste un genitore prevalente rispetto a un altro", ha dichiarato. "Invece, in merito alla richiesta del ministro di sostituire la dicitura genitori con padre e madre, la troviamo discriminatoria per le famiglie lesbiche e gay, che non solo hanno aspettato anni per vedersi riconosciuti come genitori dai tribunali, ma ora si troverebbero anche impossibilitati a ottenere i documenti per i propri figli. Questa scelta va nella direzione di discriminare i bambini togliendogli il diritto di avere i documenti che gli spettano per legge". 

26 July, 2018

Lorenzo Fontana: Stop al riconoscimento dei figli delle coppie gay
di - HuffPost


"Rilevo come l'attuale assetto del diritto di famiglia non possa non tenere in conto di cosa sta accadendo in questi ultimi mesi in materia di riconoscimento della genitorialità, ai fini dell'iscrizione dei registri dello stato civile di bambini concepiti all'estero da parte di coppie dello stesso sesso facendo ricorso a pratiche vietate dal nostro ordinamento e che tali dovrebbero rimanere". Lo ha detto il ministro per la Famiglia e le Disabilità, Lorenzo Fontana nell'audizione alla Commissione Affari sociali

Famiglia. "La famiglia deve essere considerato un investimento e non una spesa - spiega il ministro -. Il capitale famiglia rappresenta infatti un investimento per il welfare, per il futuro e in termini di Pil. Ogni anno perdiamo in termini demografici una città come Padova. Un problema non certo risolvibile solo allargando le maglie dei flussi migratori".

"La famiglia oggi è l'avamposto di trincea dello Stato sociale ed è nostro dovere aiutarla con tutti i mezzi - aggiunge -. L'attuale sistema di welfare fiscale e sociale si è dimostrato del tutto inadeguato a rispondere alle esigenze delle famiglie e ancor più a tutelare e promuovere i diritti delle persone con disabilità. Di fatto il sistema di scaglioni, detrazioni e deduzioni vigenti finisce col penalizzare fortemente le famiglie monoreddito. A dispetto del dettato costituzionale, il sistema tributario non tutela le esigenze delle famiglie, in particolare di quelle numerose, che finiscono per diventare gli anelli più fragili della catena fiscale".
Adozioni. Fontana propone nuove politiche per le adozioni internazionali. "Non posso non soffermarmi sulla materia delle adozioni internazionali e nazionali, un settore rivolto ai più deboli: i bambini in stato di abbandono, con le loro storie, i loro traumi e le loro speranze, ma anche le coppie che aspirano a concretizzare il loro desiderio di genitorialità. In questo settore l'Italia si conferma un Paese di grande accoglienza con una significatività non solo nei numeri ma anche per la generosissima disponibilità ad adottare bambini con disabilità. E' innegabile tuttavia che negli ultimi anni ci sia stata una sensibile contrazione delle adozioni nel nostro Paese, trend comunque confermato a livello mondiale. Nel 2018, le stime ci dicono che per la prima volta in Italia le adozioni scenderanno sotto quota mille, anche se il nostro, rimane tra i principali Paesi di accoglienza, secondo soltanto agli Stati Uniti".
"Sui tempi di istruttoria si deve intervenire - aggiunge - Al momento, variano da Regione a Regione in base all'organizzazione dei servizi sociali e psicologici e delle prassi operative adottate dai Tribunali competenti. Nella realtà italiana, tra attività istruttoria e decreto di idoneità delle coppie, si impiega più di un anno. Da più parti viene sollevata la necessità di garantire la gratuità del percorso adottivo.
Ritengo, a tal proposito che sia necessario ripensare ad una diversa tipologia di sostegno economico per le coppie che hanno concluso un percorso adottivo, soprattutto di tipo internazionale, o rivolto a minori con disabilità al fine di aiutare concretamente quelle con i redditi più bassi. Agendo sulle deduzioni delle spese sostenute - conclude - e con contributi finanziari calibrati".
Codice disabilità. "Una prima iniziativa che intendo intraprendere è la presentazione al Parlamento - afferma -, una volta definita la legge di bilancio per il 2019, di un disegno di legge delega del Governo avente l'obiettivo di riordinare tutta la disciplina inerente ai temi della disabilità nelle loro diverse articolazioni, con il fine ultimo di redigere uno specifico Codice delle disabilità".
Il Codice prevede di "potenziare e rendere più fruibile l'assistenza sanitaria domiciliare; favorire l'inclusione scolastica e universitaria delle persone disabili, anche con iniziative di formazione a distanza quando necessario e funzionale rispetto a determinate patologie; garantire anche un adeguato supporto psicologico alle persone disabili ad ai loro familiari, affinché non sia trascurato il profilo relazionale della disabilità, che spesso è determinante e foriero di ulteriori e maggiori sofferenze; assicurare un maggiore raccordo tra i diversi enti pubblici nel progetto di presa in carico della persona disabile, quali le Asl, i Comuni, le Regioni e l'Amministrazione centrale, ipotizzando anche il ricorso a delle Carte dei servizi; contrastare i cosiddetti falsi invalidi con azioni mirate laddove i dati mostrino delle anomalie".

18 July, 2018

Chiara Corbello Petrillo : verso la beatificazione
di - GOOGLE


A sei anni dalla morte della serva di Dio Chiara Corbello Petrillo, la diocesi di Roma fa ora il primo passo verso la beatificazione. La giovane donna è morta a soli 28 anni il 13 giugno 2012. Laica e madre di famiglia dopo essersi sposata con Enrico Pertillo il 21 settembre 2008 si trovò ben presto a vivere situazioni impreviste e difficili come la morte di due figli, poco dopo la loro nascita. Durante la terza gravidanza, a Chiara fu diagnosticato un tumore. Le eventuali cure avrebbero avuto conseguenze mortali sul nascituro. Chiara decise invece di portare a compimento la gravidanza. La sua storia aveva fatto commuovere l’Italia e anche il mondo. Si trattava della vicenda unica di una mamma (oggi avrebbe 33 anni) che aveva preferito rimandare le cure di un male incurabile che la affliggeva da due anni per portare avanti la gravidanza di suo figlio, Francesco nato sano. Solo allora Chiara si affiderà alle cure, ma è ormai troppo tardi. "Nel matrimonio il Signore ha voluto donarci dei figli speciali: Maria Grazia Letizia e Davide Giovanni ma ci ha chiesto di accompagnarli soltanto fino alla nascita ci ha permesso di abbracciarli, battezzarli e consegnarli nelle mani del Padre in una serenità e una gioia sconvolgente. Ora ci ha affidato questo terzo figlio, Francesco che sta bene e nascerà tra poco, ma ci ha chiesto anche di continuare a fidarci di Lui nonostante un tumore che ho scoperto poche settimane fa e che cerca di metterci paura del futuro, ma noi continuiamo a credere che Dio farà anche questa volta cose grandi" scriveva allora Chiara.
Del documento ufficiale della diocesi di Roma, che reca la data del 2 luglio scorso e la firma del cardinale vicario per la diocesi di Roma Angelo De Donatis e del notaio Marcello Terramani, a dare per primo la notizia è stato il sito della Postulazione dell’ordine dei Carmelitani scalzi al quale la causa è affidata (il postulatore è il trentino padre Romano Gambalunga). L’Editto sarà affisso alle porte del vicariato di Roma e lì resterà per i prossimi due mesi, mentre si procede alla raccolta della documentazione necessaria perché possa essere avviato il processo."La sua oblazione rimane come faro di luce -si legge nell'Editto del vicariato di Roma - della speranza, testimonianza della fede in Dio, autore della vita, esempio dell'amore più grande e della morte" .


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