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08 March, 2018

Morto il piccolo Isaiah
di - corriere della sera


Dai giudici l’ordine di staccare la spina.

Aveva un anno ed era stato al centro di una battaglia legale tra medici e genitori. La Corte europea dei diritti umani ha respinto l’ultimo ricorso del padre e della madre

È una vicenda che ha ricalcato appieno quella di Charlie Gard, il bambino malato che l’anno scorso aveva smosso le coscienze d’Europa. E ha avuto lo stesso epilogo: anche al piccolo Isaiah Haastrup è stata staccata la spina dopo che i genitori hanno perso l’ultima battaglia legale per tenerlo in vita. Solo che questa volta tutto si è svolto lontano dai clamori della stampa.

Martedì la Corte europea per i Diritti dell’Uomo aveva dichiarato il caso «inammissibile», non avendo riscontrato, a parere dei giudici, nessuna violazione dei diritti e delle libertà fondamentali. I genitori di Isaiah si erano rivolti alla Corte europea dopo che un’Alta corte britannica e tre corti d’appello aveva sentenziato a favore dei medici del King’s College hospital di Londra, secondo i quali proseguire le cure per il piccolo era «futile» e non nel suo miglior interesse.

Isaiah, che ormai aveva già un anno, aveva sofferto danni cerebrali catastrofici alla nascita a causa della privazione di ossigeno. Il piccolo aveva un basso livello di coscienza, non era in grado di muoversi o respirare autonomamente e restava in vita solo perché attaccato a un ventilatore artificiale.

Il bambino è morto mercoledì sera, poche ore dopo che i macchinari sono stati scollegati. Il padre, nel dare stamattina la notizia, si è detto «orgoglioso» del suo piccolo «coraggioso». Secondo l’ospedale, la decisione di sospendere il trattamento è stata presa «solo dopo attenta considerazione e dopo consultazioni con i familiari. Riconosciamo che è stato un momento molto difficile per la famiglia di Isaiah così come per tutti coloro che se ne sono presi cura dalla nascita».



23 February, 2018

Chi ha ucciso il Family-day?
di - Vittorio Lodolo D’Oria


Non abbiamo ancora votato ma un risultato (negativo) è già stato acquisito da qualcuno: il FD, come strumento di protesta è morto perché la “piazza cattolica” non avrà peso politico a dispetto dei suoi numeri da capogiro. Anche un orbo se ne renderebbe conto perché i segnali e le evidenze sono davvero tanti. Eppure in una recente intervista (18.02 sul Giornale di Brescia) Gandolfini ha agitato ancora una volta lo spauracchio di un terzo FD, qualora il nuovo Parlamento si accingesse a regolamentare la pratica dell’utero in affitto. Vediamo di spiegare come stanno le cose ponendoci precise domande.
1. Quali frutti hanno portato i due FD? Pressoché nessuno. Sono passate sia le unioni civili (col tradimento di presunti deputati amici) che i corsi gender nelle scuole, mentre c’è stato un momentaneo stop al pdl sull’omofobia che è pronto a ripartire nella XVIII Legislatura.
2. Quali frutti può portare un’azione esclusivamente prepolitica se le leggi vengono poi votate da parlamentari che sono espressione di partiti terzi che, a loro volta, non hanno gli stessi principi della piazza del FD e votano a seconda delle proprie convenienze come è avvenuto per la legge Cirinnà?
3. Una piazza di un milione di persone che ha un indotto di altri 2-3 milioni di amici e conoscenti (Gandolfini stesso cita nell’intervista una potenzialità di 3-4 milioni di voti cattolici secondo gli istituti di statistica) non ha forse il diritto a vedersi rappresentata da un partito proprio senza dover andare a pietire inutilmente posti in lista da movimenti che per giunta non condividono tutti i principi non negoziabili? Non sarebbe stato più conveniente vedere eletti 70-80 parlamentari propri, piuttosto che sperare in uno solo inserito al quarto posto dopo candidati a favore di aborto, divorzio e unioni civili e per di più in un partito che vuole legalizzare la prostituzione?
4. Ma chi l’ha detto che una piazza cattolica, straripante di famiglie, deve fare solo azione prepolitica e “contaminazione”? Non recita forse così l’invito di San G.P.II nella Familiaris Consortio: “Se le famiglie non prenderanno parte all’azione politica e sociale del Paese, si troveranno a subire quei mali cui si sono limitati ad assistere”?
5. Torneranno mai in piazza a loro spese, convocati da Gandolfini per una qualsiasi ragione, i sostenitori del PdF che da lui sono stati ignorati, smentiti e umiliati? Arriveranno di nuovo entusiasti i Neocatecumenali dopo che Kiko è stato “silenziato” nel FD del 30.01.16 e l’appoggio alla Lega vuol dire avvallare la prostituzione di Stato? O forse arriveranno “a frotte” i componenti del CDNF che si potevano ultimamente contare sulle dita di una mano in occasione della protesta di piazza per la nomina di Manconi alla direzione dell’UNAR?
6. Chi potrà mai dirsi contento e ritenere sufficiente il risultato di un parlamentare (se mai sarà eletto) per l’intera piazza del FD con tutto il suo indotto? Basterà, da solo, a effettuare la “contaminazione” di nobili valori auspicata dal medico bresciano? Nell’intervista di cui sopra Gandolfini dice tra l’altro di aver ottenuto “candidature di nostri uomini e donne nel centrodestra” ma non ne ha mai fatto i nomi e noi tutti restiamo in attesa di conoscerli. Sappiamo piuttosto che di oltre 30 posti promessi dal centrodestra ne sarebbe stato concesso in realtà uno solo e dietro a candidati non propriamente di idee cattoliche.
7. Arriverà mai a capire Gandolfini che tutto il FD avrebbe voluto vederlo candidato e impegnato full time in politica anziché sentirlo proclamare demagogicamente che lui è indisponibile e non è a caccia di poltrone. La politica è un lavoro e merita la sua mercede così come è pagata – forse meglio – l’attività di un neurochirurgo.
8. Come può essere evitato l’insuccesso totale cui Gandolfini ha condannato il FD con la sua idea di azione prepolitica fallimentare e con la “contaminazione” attraverso un unico parlamentare (se sarà eletto)? L’unica possibilità è offerta dal voto al PdF affinché superi lo sbarramento del 3%. Possiamo tranquillamente definirlo come “Unico Voto Cattolico Utile”.
9. Tre sono le strade finora proposte ai cattolici di fronte alla politica: azione prepolitica (Gandolfini - CDNF), azione politica (Adinolfi - PdF), culturale (Cascioli – NBQ). Pare di poter dire che nessuna deve essere in contrapposizione con l’altra o possa prescindere dall’altra tuttavia, sotto elezioni e di fronte a una piazza che invoca una rappresentanza parlamentare, quella politica ha necessariamente la precedenza.
10. Chiudiamo con l’auspicio che il PdF superi il 3% e corregga la sciagurata e fallimentare strategia di Gandolfini contenendone le perdite in numero di parlamentari cattolici. Ci si augura altresì che il dopo voto costituisca l’occasione per tornare a parlarsi senza tralasciare quell’azione culturale e di formazione che la NBQ reputa giustamente necessaria.
Un ultimo consiglio al portavoce del FD: non si arrischi a convocare ancora la piazza perché si troverebbe da solo, con qualche sconsolato adepto, a dover sperimentare la solitudine in uno spazio smisurato. Non gli rimarrebbe che autocommiserarsi per aver saputo polverizzare una piazza immensa pur essendosi dedicato part time alla politica.
NB Ma sarà poi stato capace di fare tutto da solo il medico bresciano o dietro a lui vi era la regia di quel vescovo che credeva che Sodoma si fosse salvata?

Vittorio Lodolo D’Oria


22 February, 2018

Non abbiamo molto, ma sappiamo di essere dalla parte della Verità
di - Costanza Miriano


Non sono riuscita a leggere per intero le nuove Linee Guida Tecniche internazionali all’educazione sessuale approvate dall’Unesco. Non perché siano in inglese – è quell’inglese piatto e con pretesa di scientificità che non è difficile da capire neppure per me – ma perché mi fanno venire il mal di pancia. A cominciare dal titolo: “un approccio basato sulle prove”.


Altro che prove. Difficilmente ho letto qualcosa di così ideologicamente orientato, travestito però da scienza: una serie di giudizi apodittici sulla materia più intima e delicata che si possa immaginare. La sessualità riguarda la persona e il suo sviluppo integrale, ed è quanto di meno tecnico si possa immaginare. E’ quanto di meno provabile scientificamente, è proprio una di quelle cose in cui non si può parlare di evidenza. Non si può insegnare una tecnica per vivere bene la sessualità. Si può cercare di contribuire a formare persone mature ed equilibrate, che sapranno donarsi a qualcun altro e riceverlo a loro volta in dono.

L’altra cosa che mi ha bloccato la lettura è quella scritta piccola, apparentemente asettica, un’intestazione lassù in alto a sinistra: “obiettivi di sviluppo sostenibile”. Sappiamo che nella neolingua “sviluppo sostenibile” rimanda alla diffusione planetaria di contraccezione e aborto, non sia mai che si insegnino i metodi naturali per una paternità e maternità responsabile: la massa è considerata al pari delle bestie.

Non parliamo poi della foto di copertina: una fila di ragazzini poco più che bambini, che non dovrebbero neppure curarsi di questi argomenti, tanto meno di sviluppo sostenibile perché l’idea di avere figli non dovrebbe neanche sfiorarli, sono ancora bambini loro stessi. Ciliegina sulla torta: tra i finanziatori dell’opera di ingegno che vi trovate fra le mani c’è la multinazionale degli aborti, Planned Parenthood, beccata a vendere pezzi di bambini uccisi nel grembo materno. D’altra parte non c’è da stupirsi, visto che il consulente Unicef che ha messo mano alla Convenzione dei diritti del bambino, Peter Newell, compì abusi su minori, in compagnia di altri 3300 operatori del settore, che hanno stuprato sessantamila di quei bambini che in teoria avrebbero dovuto aiutare.

Comunque, senza far le pulci a ogni parola e sorvolando su finanziatori e autori (ovviamente con folta rappresentanza lgbt), diciamo subito che l’idea che il braccio armato dell’Onu ritiene insindacabilmente Giusta e Vera, da imporre a suon di ricatti – nei paesi africani per esempio chi non accetta i programmi Onu sulla contraccezione e l’aborto si vede sospendere i finanziamenti dal Fondo monetario internazionale – è questa, in soldoni: il piacere sessuale è un diritto per tutti, fin dalla più tenera età. Nessuno può mettere bocca sulla vita sessuale dei bambini, nemmeno i loro genitori. L’unica cosa da cui mettere in guardia l’umanità sono le gravidanze e le malattie sessualmente trasmissibili.

Ovviamente non con una condotta ordinata, ma grazie alla contraccezione, che è un diritto di base di ogni individuo, e su cui bisogna urgentemente informare i bambini prepuberi, in modo che quando poi sentiranno qualche prurito, invece che perdere tempo ad ascoltare se stessi, le proprie emozioni, a imparare il valore dell’attesa, dell’amore e del sacrificio, sappiano già come fare per soddisfare subito tutto, senza rischiare di pagarne nessuna conseguenza. Ovviamente nulla deve condizionare la condotta sessuale dei ragazzi, né la famiglia (non è fantascienza, in certi paesi cominciano a togliere la patria potestà se intralci), né il loro stesso essere sessuati, cioè maschio o femmina, perché tu sei chi ti senti, anche a seconda dei periodi, un essere fluido nella palude.

Io non sono brava a vedere i complotti, a scoprire chi c’è dietro: Soros, la massoneria, quei partiti mutati in radicali di massa che prima difendevano i lavoratori adesso questi pseudodiritti all’infelicità di massa (se la libertà portasse felicità, perché tutte quelle facce depresse in giro?).

Non so chi tenga le fila di questo gigantesco inganno. So che chi lo sostiene ha dalla sua grandi finanziamenti e appoggi che dire politici è riduttivo. So che parlano un loro codice, si mandano segnali di appartenenza (perché altrimenti Gentiloni sul punto di congedarsi ha citato come punto di onore far parte di un governo che ha realizzato le unioni civili e quell’altra follia delle dat, che solo un paese massificatamente depresso può considerare un successo? Non c’era nessuna altra azione di governo da citare?).

So che a forza di fare corsi nelle scuole, occupare tutta la comunicazione, alzare grida isteriche dal tono vittimistico – “siamo discriminati” – il costume e la percezione collettiva stanno cambiando. Esattamente come è successo con la 194, una terribile, pessima legge che però almeno permetteva l’aborto solo in caso di pericolo serissimo per la vita della donna, ed è diventata un mezzo di contraccezione di massa e di selezione eugenetica (tanto che anche nella Chiesa c’è persino chi non sa dire una parola sensata per impedire l’aborto a una donna spaventata che aspetta un bambino con sindrome di down): la legge viene massicciamente contravvenuta, ed è ormai un fatto di costume, ha cambiato la mentalità e ha ucciso milioni di bambini, distrutto milioni di mamme.

Mentre il costume cambia, noi che armi abbiamo, a parte cercare di vivere meglio che possiamo testimoniando che c’è una bellezza e una convenienza (ma non basta a fermare una mamma che ha deciso di abortire, lo posso provare, non basta neanche dirle che adotterai tu suo figlio)? Che possiamo fare davanti all’Onu, all’Unesco, al Fondo Monetario, al Ministero della Pubblica istruzione, all’Unar che neanche distrutta dagli scandali hanno accettato di chiudere, anzi? Che possiamo fare davanti alla nuova offensiva lgbt nelle scuole che si sta preparando?

Ovviamente la risposta non è auspicare un altro indottrinamento, non pretendiamo che nelle scuole si insegni la visione cattolica della sessualità, non chiediamo che si adotti come libro di testo Amore e responsabilità, come invece fanno gli lgbt con i libretti sulle due mamme o i due papà. In questa battaglia contro la colonizzazione ideologica che è peggio dei campi di rieducazione dei grandi totalitarismi del ‘900 – lo ha detto il Papa – noi chiediamo la libertà, anche se siamo certi che la libertà non sia fare ciò che vuoi, ma ciò che è vero. E chiediamo che su una sfera eticamente sensibile come quella della sessualità a nessuno venga imposta un’educazione che non sia condivisa dalla famiglia, e che non sia contro la verità sull’uomo. Eppure a nessun ragazzo il vero va versato nella testa come se fosse un recipiente vuoto. Andrebbero accese, solo accese le domande di verità che ogni ragazzo già ha da solo.

Come Davide con la fionda e i sassi, noi abbiamo solo un grande popolo pronto ad alzarsi in piedi. Abbiamo le Sentinelle in Piedi. Abbiamo le tante anime del popolo del Family day. In questi giorni abbiamo il Bus della Libertà partito ieri da Reggio Calabria e diretto a Roma il 27 febbraio (QUI TUTTE LE DATE).

Non abbiamo molto, e persino nella Chiesa c’è chi non sta al nostro fianco. Non abbiamo molto, ma sappiamo di essere dalla parte della Verità, ed è tutto quello che conta.


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