Torna all'homepage
News
 
 
CARTA DEI DIRITTI
LO STATUTO
MODULO ISCRIZIONE
SEDI REGIONALI




Scrivici

13 September, 2009

GIOVANARDI:
di -


Il sottosegretario alle Politiche per la famiglia scrive al presidente Berlusconi. E chiede un "segnale politico" a partire dall'introduzione del quoziente familiare. "Lo scorso anno il bonus famiglia privilegiò i singoli e le coppie senza figli"

ROMA - Aiutare economicamente le famiglie aiutando in particolar modo quelle con più figli. Il sottosegretario di Stato con delega alle Politiche per la famiglia Carlo Giovanardi, in una lettera inviata al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, chiede al premier un "segnale politico" in favore delle famiglie. Giovanardi ricorda che "nel programma di governo, presentato agli italiani, uno degli elementi fondamentali è l'introduzione del quoziente familiare, promesso al Forum delle famiglie sin dall'indimenticabile manifestazione di piazza San Giovanni. Tutte le persone ragionevoli- aggiunge- debbono riconoscere che, purtroppo, la crisi economica mondiale e il calo del Pil non ha ancora reso possibile mantenere questo impegno".
Per Giovanardi "è possibile invece, anzi doveroso, tener conto della differenza fondamentale tra le famiglie che hanno e le famiglie che non hanno figli a carico. Lo scorso anno, per esempio, i fondi stanziati per il 'bonus famiglia' non tennero in alcun conto il carico famigliare privilegiando anzi i singoli e le coppie senza figli rispetto alle coppie con figli. Quest'anno- esorta- e' assolutamente necessario riequilibrare gli importi anche se non sarà possibile aumentare le risorse complessivamente stanziate a tale scopo". Quindi, conclude Giovanardi "è fondamentale che il governo, pur nelle attuali difficoltà, dia, in ogni provvedimento che riguarda la famiglia, un preciso segnale politico in questa direzione".



24 July, 2009

Le Famiglie Numerose Cattoliche (FNC) incontrano il Sen. Giovanardi
di - FNC


In data 13/07/09 si è svolto a Modena un cordiale incontro tra una delegazione dell'associazione FNC e il Sen. Carlo Giovanardi. Gianni Archetti (presidente) accompagnato dalla moglie Cristina e Vittorio Lodolo D'Oria (vicepresidente) hanno presentato gli scopi statutari dell'associazione - in linea col Magistero della Chiesa - finalizzati alla tutela della vita, dal concepimento fino alla morte naturale. Un punto centrale del colloquio ha riguardato l'unicità ed insostituibilità della famiglia che la FNC è decisa a difendere contro qualsiasi tentativo di equiparazione giuridica o legittimazione delle forme di convivenza col matrimonio. Il senatore, che è peraltro padre di tre figli, si è mostrato sensibile ed attento alle istanze presentate dalla FNC invitandola a partecipare agli incontri autunnali che serviranno a mettere a punto iniziative valoriali ed economiche a favore delle famiglie.



20 July, 2009

Famiglia, la spesa italiana è la metà di quella europea
di - Francesco Belletti, Cisf (Centro Internazionale Studi Famiglia)

A fine 2007 Eurostat ha pubblicato i dati comparativi (riferiti all’anno 2004) dei Paesi dell’Unione Europea (a 25 nazioni) relativi alla spesa per la protezione sociale e sulle sue destinazioni: i numeri evidenziano le specificità del sistema Italia, e soprattutto confermano, se mai ce ne fosse stato bisogno, che nel nostro Paese le misure specificamente familiari rimangono marginali, 1,1% È la percentuale sul Prodotto interno lordo (PIL), vale a dire sul totale della ricchezza prodotta nel nostro Paese, che viene dedicata in Italia alle misure definite da Eurostat «per la famiglia e i minori».
Per capire, tuttavia, se si tratta di risorse adeguate, basta confrontare il dato con la media europea, che è pari a 2,1% (sia per l’Europa a 15 che per quella a 25 Paesi). Un punto percentuale di Pil è una bella cifra, e possiamo subito capire che le politiche familiari nel nostro Paese, disponendo solo di circa la metà delle risorse rispetto all’Europa nel suo complesso, non possono che essere 'minimali' e residuali.
Solo la Spagna fa peggio di noi (0,7%), o meglio, faceva, perché proprio nel più recente biennio anche in tale nazione si è assistito ad un deciso investimento sulle politiche per la famiglia, le donne e la natalità (non sono necessariamente la stessa cosa, a volte anzi possono essere 'contrastanti', ma certamente offrono nuove opportunità alle scelte delle persone e delle famiglie).
La lista delle nazioni che 'spendono di più' per le famiglie (ma sarebbe meglio dire che 'investono sulle famiglie') è lunga e colpisce per gli ordini di grandezza: la Danimarca spende il 3,9% del proprio PIL per 'famiglia e minori', seguita dal Lussemburgo (3,8%), Islanda (3,2%) e Norvegia (3,1%).
Nazioni piccole, si dirà, con sistemi di welfare forti. Con il 3% troviamo poi Svezia, Finlandia, Austria, e finalmente la Germania: nazione non piccola, che all’inizio del 2000 ha dovuto affrontare la sfida della riunificazione. E poi troviamo la Francia e l’Irlanda con il 2,5% del Pil; la stessa Gran Bretagna, che pure tende ad avere un welfare selettivo, presenta un valore pari a 1,7%. Insomma, l’Italia non dà il buon esempio! Anche sulle altre voci di spesa sociale l’Italia presenta valori inferiori alla media europea, tranne che per la spesa sociale previdenziale: qui l’Italia spende il 15,4% del proprio Pil, a fronte di una spesa media europea del 12% dell’Europa a 25 Paesi e del 12,2% dell’Europa a 15.
Solo Austria e Svizzera superano il 13%, mentre Francia, Germania e Gran Bretagna presentano valori tra l’11,5% e il 12,8%. In teoria questo dato dovrebbe almeno confortare chi si occupa della condizione anziana, e quindi anche le famiglie, che sono, soprattutto nel nostro Paese, risorsa primaria e responsabile di cura dei propri membri anziani e fragili. Ma uno sguardo alla condizione anziana e alle prospettive del nostro sistema pensionistico non sembra consentirci molto ottimismo; non possiamo, cioè, dire che le risorse di protezione sociale sono spostate sugli anziani. Sappiamo invece che l’ipertrofia del sistema previdenziale deriva anche da consolidati 'meccanismi perversi', che sottraggono risorse ad altre rilevanti azioni di politica sociale senza però risolvere i problemi reali della condizione anziana. Il dato sulle politiche abitative e di contrasto all’esclusione sociale è da questo punto di vista drammatico: in Italia si spende solo lo 0,3% del Pil, mentre la media europea è di 3,5%, con punte di 6,9% nella Repubblica Ceca e del 6,4% in Gran Bretagna. Nel gioco rientra ovviamente anche la forte spesa per il debito pubblico, che limita ulteriormente le possibilità di manovra per le politiche sociali nel nostro Paese: una grande sfida per il nuovo governo, che però dovrà comunque aumentare sensibilmente quell’1,1% del Pil per la famiglia: solo così si potrà infatti uscire dalla retorica e passare ai fatti.


Sede Nazionale via Breda 18 Castel Mella (BS) Tel. 030 2583972

Aggiungi ai preferitiAggiungi questo sito ai preferiti

Webmaster: cogio

Le foto non di proprietà di FNC sono state reperite in rete, se qualcuna di queste dovesse essere coperta da diritti d'autore, siete pregati di segnalarcelo. Provvederemo a rimuoverle.