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20 July, 2009

Famiglia, la spesa italiana è la metà di quella europea
di - Francesco Belletti, Cisf (Centro Internazionale Studi Famiglia)

A fine 2007 Eurostat ha pubblicato i dati comparativi (riferiti all’anno 2004) dei Paesi dell’Unione Europea (a 25 nazioni) relativi alla spesa per la protezione sociale e sulle sue destinazioni: i numeri evidenziano le specificità del sistema Italia, e soprattutto confermano, se mai ce ne fosse stato bisogno, che nel nostro Paese le misure specificamente familiari rimangono marginali, 1,1% È la percentuale sul Prodotto interno lordo (PIL), vale a dire sul totale della ricchezza prodotta nel nostro Paese, che viene dedicata in Italia alle misure definite da Eurostat «per la famiglia e i minori».
Per capire, tuttavia, se si tratta di risorse adeguate, basta confrontare il dato con la media europea, che è pari a 2,1% (sia per l’Europa a 15 che per quella a 25 Paesi). Un punto percentuale di Pil è una bella cifra, e possiamo subito capire che le politiche familiari nel nostro Paese, disponendo solo di circa la metà delle risorse rispetto all’Europa nel suo complesso, non possono che essere 'minimali' e residuali.
Solo la Spagna fa peggio di noi (0,7%), o meglio, faceva, perché proprio nel più recente biennio anche in tale nazione si è assistito ad un deciso investimento sulle politiche per la famiglia, le donne e la natalità (non sono necessariamente la stessa cosa, a volte anzi possono essere 'contrastanti', ma certamente offrono nuove opportunità alle scelte delle persone e delle famiglie).
La lista delle nazioni che 'spendono di più' per le famiglie (ma sarebbe meglio dire che 'investono sulle famiglie') è lunga e colpisce per gli ordini di grandezza: la Danimarca spende il 3,9% del proprio PIL per 'famiglia e minori', seguita dal Lussemburgo (3,8%), Islanda (3,2%) e Norvegia (3,1%).
Nazioni piccole, si dirà, con sistemi di welfare forti. Con il 3% troviamo poi Svezia, Finlandia, Austria, e finalmente la Germania: nazione non piccola, che all’inizio del 2000 ha dovuto affrontare la sfida della riunificazione. E poi troviamo la Francia e l’Irlanda con il 2,5% del Pil; la stessa Gran Bretagna, che pure tende ad avere un welfare selettivo, presenta un valore pari a 1,7%. Insomma, l’Italia non dà il buon esempio! Anche sulle altre voci di spesa sociale l’Italia presenta valori inferiori alla media europea, tranne che per la spesa sociale previdenziale: qui l’Italia spende il 15,4% del proprio Pil, a fronte di una spesa media europea del 12% dell’Europa a 25 Paesi e del 12,2% dell’Europa a 15.
Solo Austria e Svizzera superano il 13%, mentre Francia, Germania e Gran Bretagna presentano valori tra l’11,5% e il 12,8%. In teoria questo dato dovrebbe almeno confortare chi si occupa della condizione anziana, e quindi anche le famiglie, che sono, soprattutto nel nostro Paese, risorsa primaria e responsabile di cura dei propri membri anziani e fragili. Ma uno sguardo alla condizione anziana e alle prospettive del nostro sistema pensionistico non sembra consentirci molto ottimismo; non possiamo, cioè, dire che le risorse di protezione sociale sono spostate sugli anziani. Sappiamo invece che l’ipertrofia del sistema previdenziale deriva anche da consolidati 'meccanismi perversi', che sottraggono risorse ad altre rilevanti azioni di politica sociale senza però risolvere i problemi reali della condizione anziana. Il dato sulle politiche abitative e di contrasto all’esclusione sociale è da questo punto di vista drammatico: in Italia si spende solo lo 0,3% del Pil, mentre la media europea è di 3,5%, con punte di 6,9% nella Repubblica Ceca e del 6,4% in Gran Bretagna. Nel gioco rientra ovviamente anche la forte spesa per il debito pubblico, che limita ulteriormente le possibilità di manovra per le politiche sociali nel nostro Paese: una grande sfida per il nuovo governo, che però dovrà comunque aumentare sensibilmente quell’1,1% del Pil per la famiglia: solo così si potrà infatti uscire dalla retorica e passare ai fatti.


Le famiglie numerose raddoppiano
di - Antonella Mariani

Debutta oggi in via ufficiale una nuova associazione di famiglie numerose, che fin dal nome mostra con forza una scelta di campo: Famiglie Numerose Cattoliche. Il battesimo della Fnc è avvenuta in questi giorni, con il deposito del nome e la registrazione del logo e dello statuto, ma la gestazione della nuova avventura è iniziata in realtà molti mesi fa, dopo il Family day del maggio 2007, esperienza che ha fatto crescere in un gruppo di famiglie il desiderio di affermare con più forza la matrice cristiana, quasi un 'marchio d’origine' che sta alla base della scelta di un uomo e una donna di dare vita a un grande nucleo familiare.
La fede, appunto. Vittorio Lodolo D’Oria, che della Fnc è vicepresidente e portavoce, affiancato dal presidente Giancarlo Archetti, lo spiega chiaramente: «In una società sempre più individualista, una famiglia con tanti figli è una testimonianza provocatoria, se non addirittura 'scandalosa'. Ma chi è la famiglia numerosa? Dove trova la sua forza?
Dove risiede la sua vera natura, l’origine, l’identità? Vi deve essere per forza dell’altro, un qualcosa che affonda la propria ragion d’essere in un senso più profondo. Si tratta infatti della fede religiosa, di quella cattolica per noi italiani».
Questo, dunque, l’identikit della nuova aggregazione, che si affianca a quella 'storica', l’Associazione nazionale famiglie numerose (Anfn, membro del Forum delle famiglie), fondata quattro anni fa da Mario Sberna a Brescia e che proprio ieri ha 'festeggiato' il traguardo dei 4.500 nuclei iscritti. In effetti la nascita di un’associazione che rivendica a chiare lettere l’appartenenza cattolica ha il sapore di una 'filiazione' non proprio indolore: non a caso Lodolo D’Oria e Archetti sono usciti dal gruppo dirigente dell’Anfn (il primo ne era vicepresidente nonché socio fondatore, il secondo coordinatore nazionale per la partecipazione al Family day) per rimarcare le loro posizioni forti e battagliere sui temi della bioetica, dalla ricerca sugli embrioni all’identità di genere, dalla revisione della legge sull’aborto all’eutanasia. Il limite dell’Anfn, secondo Lodolo d’Oria, è «l’aconfessionalità»; per amore di verità c’è da precisare però che il sodalizio di Mario Sberna è nato e sta prosperando in un ambiente di fede, declinando poi il suo raggio d’azione nell’ambito economico, sociale, fiscale...
Detto questo, niente impedisce alle due associazioni di camminare ciascuna per la propria strada, senza esasperare toni polemici che non gioverebbero a nessuno. Vittorio Lodolo D’Oria chiarisce gli obiettivi della nuova associazione, che – spiega – «riconosce il valore di forte testimonianza della N (numerose), sostenendo altresì il primato della C (cattoliche) quale origine e identità della famiglia numerosa odierna».

La nuova associazione, che ha sede nazionale in via Breda a Castel Mella (Brescia) e sedi locali in dieci regioni, «informa la propria attività alla Dottrina sociale della Chiesa, alla Carta dei diritti della famiglia e all’enciclica Familiaris Consortio, dotandosi di uno statuto che prevede quali punti imprescindibili: l’inequivocabile affermazione della propria identità e delle radici cristiane; l’affermazione della propria fede cattolica e dei relativi valori quale unico criterio di riferimento del proprio operato; l’obbedienza e il sostegno incondizionati al magistero della Chiesa e al Santo Padre». Il sito internet è www.famiglienumerosecattoliche.it.

08 July, 2009

La associazione fnc a Lamezia Terme
di - FNC


Nella cattedrale di Lamezia Terme si sta tenendo una serie di incontri organizzati per il mese mariano che toccano vari argomenti e hanno visto partecipare come relatori S.E. Cardinale Stanisław Ryłko, Maria Voce Emmaus del Movimento dei Focolari e Salvatore Martinez del Rinnovamento nello Spirito Santo. Su invito del vescovo S.E. Mons Luigi Antonio Cantafora, lunedì 18/05/09 il presidente FNC Gianni e Cristina Archetti ha parlato ai numerosi presenti nella cattedrale dell'amore nel matrimonio cristiano, della famiglia, dell'accoglienza della vita e dell'importanza della testimonianza della famiglia cattolica nell'attuale società. Molto toccante è stato l'intervento di Franco e Antonella relativo all'esperienza di adozione nel loro matrimonio. Il Vescovo ha concluso la serata riaffermando l'importanza della testimonianza dell'amore tra i coniugi, sale e lievito per questa società.




Sede Nazionale via Breda 18 Castel Mella (BS) Tel. 030 2583972

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