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10 January, 2011

La Fede come valore fondamentale della Famiglia
di - FNC


Intervista a Cristina a Teleradio Padre Pio

Grande scalpore sta suscitando nelle ultime ore la proposta discussa in Gran Bretagna di limitare separazioni e divorzi, soprattutto se la coppia ha figli, tramite l’introduzione di una "tassa" sui divorzi. Tutte le coppie sposate con figli, in caso di separazione, dovranno infatti pagare una quota che servirà per finanziare il sistema che gestisce e supervisiona l'affidamento e il mantenimento dei figli stessi. La misura verrà annunciata a giorni dal sottosegretario al ministero del Lavoro e delle Pensioni, Maria Miller. "L'obiettivo - ha detto - è quello di convincere i genitori che il divorzio debba essere l'ultima soluzione possibile. Tutto il sistema deve essere poi rivisto in favore del concetto di famiglia". Su questo argomento nella puntata odierna di “Oltre il fatto” abbiamo interpellato Cristina Mainardi dell’Associazione Famiglie Numerose Cattoliche che al di là della proposta inglese ha voluto spostare il tema della discussione sulla crisi dell’istituto familiare che soprattutto negli ultimi tempi è sempre più attaccato sotto diverse forme da una società sempre più individualista ed orientata al consumismo. Viviamo dunque in una realtà sociale in cui una famiglia con tanti figli è una testimonianza provocatoria se non addirittura "scandalosa". Da qui la necessità di politiche sociali più attente ai bisogni delle famiglie, ma soprattutto la consapevolezza di una testimonianza di Fede che partendo dall’interno dei nuclei familiari possa essere fermento per l’intera società.



09 January, 2011

Bestemmia tv e incivili indulgenze
di - Avvenire


Il direttore risponde

Caro direttore,
vorrei scriverle a proposito del degrado che si sta avendo in televisione. Mi riferisco in particolare a quanto sta succedendo, su Canale 5, nella casa del Grande Fratello dove, non solo chi ha bestemmiato è stato lasciato all’interno della casa stessa, ma chi ha bestemmiato nella scorsa edizione è stato fatto entrare nella puntata di lunedì! Che cos’è? «Più bestemmi più vieni premiato»? Se poi penso che in Rai una persona (Beppe Bigazzi) è stato "esiliato"per aver detto che in tempo di guerra si mangiavano i gatti... Ma è assurdo! Mi scusi lo sfogo, ma spero che lei possa fare qualcosa. Le invio i miei più cordiali saluti.

Sara Mandelli

Personalmente, cara Sara, qualcosa l’ho fatta già da tempo: ho cancellato la brutta china del Grande Fratello dai miei possibili percorsi televisivi. Rifiutare certi prodotti tv è l’arma più forte di cui disponiamo, ma so anch’io che non è sempre sufficiente. E anche stavolta, purtroppo, ne abbiamo una prova assai chiara. Ci sono ideatori di spettacoli che pur di “fare ascolti” e tenere accesi i riflettori programmano – ma mi verrebbe da dire premeditano – incidenti–esca. Il caso del bestemmiatore è emblematico. Dico solo questo: mentre nel mondo ci sono decine di milioni persone che soffrono e vengono uccise per la propria fede, mentre ci sono cristiani condannati a morte per “blasfemia” solo perché non rinunciano alla nostra fede in Gesù Cristo «vero Dio e vero uomo», in Italia – culla del cristianesimo e cuore della cattolicità – non si fa solo spettacolo dell’offesa a Dio e alla buona educazione che accomuna credenti e non credenti, ma si mette in scena anche il rito dell’indulgenza verso un’autentica blasfemia espressa nella sua forma più volgare e urtante. Trovo assai grave, e mi sembra incredibile e incivile, che la dirigenza di Mediaset continui a subire e, dunque, avalli tutto questo.



10 December, 2010

Intervista al presidente Gianni Archetti all’Ottimista
di - di Sabrina Pietrangeli Paluzzi


“Accogliere la vita è sconfiggere l’egoismo”

Mercoledì 08 Dicembre 2010
Gianni Archetti, presidente dell’associazione Famiglie Numerose Cattoliche, racconta la gioia delle sue otto paternità

In una società dominata dal consumismo e dal culto del “tutto e subito”, una famiglia con tanti figli è una testimonianza che suscita stupore e – talora - riprovazione.
Al giorno d’oggi, la famiglia numerosa sembra “roba da ricchi”. I figli consumano risorse familiari proporzionalmente al loro numero, e un figlio in più può significare una vacanza in meno, oppure la necessità di passare capi di abbigliamento dal più grande al più piccolo, cosa non da tutti apprezzata.

Insomma, più che una risorsa, la famiglia numerosa viene vista come una minaccia al benessere dei propri congiunti. Non è così per Gianni Archetti (foto), fondatore e presidente di Famiglie Numerose Cattoliche, marito di Cristina e padre di cinque figli, “più tre in cielo”, come ama precisare lui, facendo schizzare il numero all’incredibile quota di otto figli!
Archetti ha voluto fortemente creare questa Associazione che si occupa di dare voce e rappresentare le esigenze e il messaggio che le famiglie numerose cattoliche vogliono dare alla società e alle istituzioni.
Ma chi sono queste famiglie? Sono coniugi che, ispirandosi alla Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica, vivono la loro identità familiare cercando di realizzare, lungo la storia, la benedizione originaria del Creatore, trasmettendo nella generazione l’immagine divina da uomo a uomo (Familiaris Consorzio, n.28, par.2). Nello Statuto associativo, sono presenti come principi imprescindibili, l’inequivocabile affermazione della propria identità e delle radici cristiane, l’affermazione della fede cattolica e dei relativi valori quale unico criterio di riferimento del proprio operato, l’obbedienza e il sostegno incondizionato al Magistero della Chiesa e al Santo Padre.
L’Associazione intende infine attestare la famiglia quale unico luogo per l’incontro fisico e spirituale tra i generi (maschile e femminile), ribadendone l’importanza della complementarietà nella loro generatività; concepisce, inoltre, la famiglia anche come luogo privilegiato per trasmettere la fede e i connessi valori ai figli.
Per sapere di più sulle Famiglie Numerose Cattoliche e sulle ragioni del loro entusiasmo, l’Ottimista ha intervistato il suo presidente.

Che cos’è che dà fiducia e soprattutto speranza a queste famiglie, al punto da essere così concretamente “aperte alla vita”?
L’esperienza dell’amore di Dio, che è riuscito ad aprire il nostro cuore all’accoglienza della vita da Lui donata.

Di che cosa vi fate portavoce?
Le famiglie numerose sono in sé una buona notizia: accogliere la vita è una buona notizia per tutti. Infatti, la vita accolta in tutti i suoi aspetti, sconfigge la morte, e per morte si intendono i vari egoismi, la mancanza di speranza, il pessimismo senza alternative. Siamo chiamati a rappresentare questa buona notizia in una società che ormai rincorre chimere come l’eutanasia, l’aborto, il divorzio, confondendo la vita con la morte. Mi viene in mente l’esempio di Santa Gianna Beretta Molla che, donando la propria vita, non ha dimenticato “il frutto del suo seno”, testimoniando l’amore di Dio che non abbandona nessuno. Questo è il matrimonio cristiano, questo è l’amore cristiano che non abbandona mai, anche a costo della propria vita, ed è per sempre, perché Dio è per sempre.

Cosa dovrebbero fare in più, le istituzioni?
Dovrebbero essere più attente ed intervenire, perché i figli delle famiglie numerose abbiano uguali possibilità di accedere alla formazione professionale, culturale, in modo da poter contribuire alla crescita sociale con il loro bagaglio di esperienza, di condivisione, aiuto e sostegno reciproco acquisito all’interno della propria famiglia.

Recentemente, avete avuto un incontro con l’eurodeputato Magdi Cristiano Allam, fondatore del suo movimento “Io amo l’Italia”. Come è nata questa amicizia?
Noi di FNC abbiamo fatto nostro l’auspicio del Presidente della CEI, card. Angelo Bagnasco, di una maggiore partecipazione dei cattolici alla politica. Magdi Cristiano Allam, attraverso il suo movimento, difende e promuove in modo incondizionato i valori della vita e della famiglia, insieme alla Chiesa Cattolica e al Santo Padre. Questo va a colmare in modo immediato il vuoto dell’assenza dei cattolici dall’impegno politico. Questa amicizia è la dimostrazione di come il cattolicesimo vero favorisce, tra gli uomini di buona volontà, la difesa della vita, ed in modo più evidente l’integrazione tra i popoli, e l’impegno politico e sociale.

Per concludere, ci daresti un breve spaccato della tua quotidianità familiare?
Al mattino la sveglia suona alle 6. I miei cinque figli hanno età compresa tra i 7 e i 21 anni. La prima emergenza si verifica in questo orario: abbiamo un solo bagno! Ma la sera, a tavola, c’è il momento privilegiato in cui posso ascoltare i vari resoconti della giornata. Educare dei figli è il compito più impegnativo, ma più appagante che esista. Ci sono sicuramente le discussioni e le liti, ma quando serve una mano, tutti sono pronti per aiutarsi a vicenda. Credo che, concretamente, dire “famiglia” sia dire questo.



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