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07 June, 2013

Madri francesi rifiutano la medaglia al merito per le famiglie numerose
di - tempi.it


Ipocriti, avete appena distrutto la famiglia

Come da tradizione, anche quest’anno diversi comuni francesi hanno assegnato una medaglia al merito ai genitori delle famiglie numerose. L’onorificenza è stata istituita nel 1920 per le madri, e di conseguenza per i padri, che crescono «con dignità» i loro tanti figli. Quest’anno, però, alcune famiglie l’hanno pubblicamente rifiutata per protestare contro la «distruzione della famiglia» causata dall’approvazione della legge sul matrimonio gay.

«DISTRUGGONO LA FAMIGLIA». «Come può lo Stato celebrare dei valori che ha appena ridicolizzato con la legge Taubira?», si arrabbia Bertrand, padre di una famiglia numerosa di Lione, che ha rifiutato l’onorificenza. «Attaccare l’istituzione della famiglia, distruggendola, e poi distribuire delle medaglie non è forse una forma di ipocrisia e incoerenza?».

MEDAGLIA RIFIUTATA. Clotilde de Gabory, madre di cinque figli a Tolosa, ha reagito anche più duramente. La scorsa settimana si è recata al Consiglio generale per ricevere la medaglia e davanti a tutti l’ha rifiutata criticando la legge sulle nozze gay. «Stavo sulle spine perché ero da sola, senza amici, senza la mia famiglia. Mi sentivo sola ma ho deciso di tener duro», racconta. E davanti a tutti ha dichiarato: «La legge Taubira è stata promulgata da pochi giorni. Io non mi riconosco più nell’idea di “famiglia” di questa società, che non protegge i suoi figli. Ecco perché ho deciso di rifiutare questa medaglia».

«NON SONO UN EROE». Le sue parole hanno creato scompiglio tra i presenti e anche qualche attacco verbale. Ma a chi l’ha elogiata su Facebook per quanto fatto risponde: «Non è stato un atto eroico. Sono stata solo coerente con i valori in cui credo». Molti utenti di internet si sono però mobilitati per “risarcire” la donna, visto che la medaglia include anche un premio in denaro. Altre tre famiglie, venute a conoscenza del gesto di Clotilde, hanno deciso di rifiutare l’onorificenza.



30 May, 2013

Seminario del Pontificio Consiglio per la Famiglia
di - FNC


Si è svolto il 29 maggio 2013 in Vaticano il secondo seminario del Ciclo Dialoghi per la Famiglia organizzato dal Pontificio Consiglio della Famiglia. Il tema è tra i più urgenti della cultura contemporanea: il ruolo di un padre e di una madre, in famiglia, nell’educazione e nella crescita dei figli. La rarefazione dei modelli, la fragilità dell’uomo contemporaneo e un desiderio crescente di autodeterminazione rendono attuale la domanda su che senso abbia oggi educare.Moderati da Claudio Risè, si sono confrontati Costanza Miriano, Grazia Attili, Giuliano Ferrara e don Olivier Bonnewijn, introdotti da S.E. Mons. Paglia, Presidente del PCF.

L’incontro ha fornito l’occasione per rimarcare nuovamente l’importanza della testimonianza nella vita di ogni giorno delle famiglie cattoliche che trasmettono a tutti e in particolare ai figli l’amore di Dio ricevuto tramite la Chiesa Cattolica.

FNC ringrazia il presidente del pontificio consiglio della famiglia Mons. Vincenzo Paglia per questo importante invito.

Gianni e Cristina Archetti



07 May, 2013

Presidio di preghiera in riparazione all’aborto
di - Mangiagalli – Milano


L’uomo cambia idea, Dio no. Per ostinazione? No, perché ha ragione anzi, è la Ragione. Noi uomini invece abbiamo costruito ospedali per curare la gente e adesso vogliamo utilizzarli per dare loro la dolce morte, l’eutanasia. Abbiamo sempre assistito le mamme perché partorissero ed oggi le assecondiamo nell’eliminare i loro figli con l’aborto. Abbiamo classificato e curato l’omosessualità come disturbo legato al sesso ed ora noi medici ci siamo ricreduti affermando che si tratta di un orientamento sessuale fisiologico. Dio invece no, la pensa sempre allo stesso modo. Ci ha detto fin dall’inizio che non avremmo dovuto mettere mano all’albero della Vita, perché avremmo fatto danni irreparabili. Così è stato.
E i frutti del peccato non trovano fine: legittimazione dei matrimoni omosessuali, selezione eugenetica di feti ed embrioni, ricerca con cellule staminali embrionali, fecondazione in vitro, soppressione di embrioni sovrannumerari e via discorrendo.
Capita dunque che qualche cattolico praticante voglia organizzare un incontro di preghiera fuori da quegli ospedali che una volta curavano la gente, ma oggi servono a dare la morte alla vita nascente. Una preghiera di espiazione, volta a implorare il perdono di Dio e nuova speranza per l’uomo che si riconosce peccatore. Una preghiera silenziosa, discreta, che alterna il rosario alle litanie per 12 ore consecutive. Ma l’iniziativa dà fastidio ed è ostacolata, oltraggiata, con lancio di oggetti e bombe d’acqua dal solito gruppo esagitato di femministe che urla slogan blasfemi e scurrili. Viene rabbia, voglia di rispondere per le rime a quello che sulle prime pare essere solo un nemico. Poi prevale il buon senso, la pietà e il ringraziamento. Sì, il ringraziamento. Grazie alle arpie urlanti noi siamo beati. “Beati voi quando sarete oltraggiati ed insultati a causa del mio nome”. Alla fine avremmo voluto abbracciarle, ma il cordone di carabinieri interposto a nostra difesa ce lo ha impedito. E poi in fin dei conti: non praevalebunt.




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