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21 November, 2013

SI ALLA FAMIGLIA
di - FNC


Famimiglie Numerose Cattoliche aderisce al convegno

Convegno 1 Dicembre 21013 ore 15.45 Centro Incontri della Regione Piemonte c.so Stati Unuti, 23 Torino

PROGRAMMA

15.45 Introduzione
Massimo Introvigne

Saluto di un rappresentante delle
Sentinelle in piedi

16.15 Leggi e ideologia di genere
Mauro Ronco, ordinario di Dirirto penale
nell'Università di Padova

La politica e l'ideologia di genere Alfredo Mantovano, magistrato, gili Sottosegretario agli Interni

17.30 Coffee-Break

18.00 Tavola rotonda

Moderatore: Riccardo Cascioli, direttore La nuova Bussola Quotidiana

Sono stati invita ti i par1amentari: Maurizio Sacconi, Alessandro Pagano, Lucio Malan, Gianluigi Gigli, Lucio Romano.

Intervengono: Carlo Costalli Presidente nazionale del Movimento Cristiano Lavoratori, MeL),
Roberto Gontero (Presidente nazionale dell'Associazione
Genitori Scuole Cattoliche, AGESC),
Redi Sante Di Poi (Presidente nazionale
Federazione Italiana Scuole Materne,FISM)



19 November, 2013

GENDER : indottrinamento da parte delle Istituzioni
di - Vittorio Lodolo D’Oria


Commenti al documento “Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere”
(approvato dal Dipartimento delle Pari Opportunità il 29.04.13)

Di seguito si indicheranno le ragioni tecniche e di contenuto per le quali il suddetto documento è di inaudita gravità, contraddittorio nonché irrispettoso del Popolo italiano e delle Istituzioni che lo rappresentano.

1. Il documento in esame non è stato sottoposto in alcun modo a un voto del Parlamento ai fini della sua approvazione;
2. Il documento è stato adottato quando il Governo Monti era dimissionario da oramai 4 mesi e poteva gestire solo l’ordinaria amministrazione;
3. Il Governo Monti era di natura squisitamente tecnica e non aveva altri compiti se non quello di traghettare l’Italia fuori dalla crisi economica;
4. Proprio in virtù del punto precedente, il Dicastero delle Pari Opportunità era stato cancellato ed affidato come Dipartimento in delega al Ministero del Lavoro;
5. Infine il Governo politico precedente aveva deliberatamente ritenuto di non dovere/volere assumere alcun provvedimento per recepire la Raccomandazione del Consiglio Europeo del 31.03.2010.
Venendo invece ai contenuti, si elencano le molteplici ragioni per cui il documento deve essere immediatamente dichiarato privo di valore e ritirato:

1) GENITORI ESCLUSI. L'educazione sessuale dei figli compete ai genitori e può essere in parte demandata ai docenti solo previo consenso dei primi. Questo principio costituzionale, riconosciuto anche dai documenti di raccomandazione della UE, è ribadito anche all'interno del vigente documento di "Strategia Nazionale..." (approvato il 29.04.13) che a pag. 15 recita: "...Risulta peraltro irrinunciabile la partnership educativa tra famiglia e scuola...". Inutile dire che il principio è stato del tutto disatteso: nessun gruppo/associazione familiare è stato infatti invitato a far parte del gruppo di lavoro (GdL) per la stesura dello stesso (vedi decreto di costituzione del GdL del 20.11.12).

2) DOCENTI ESCLUSI MA INDOTTRINATI. Oltre alla prima agenzia educativa (la famiglia) è stata esclusa anche la seconda (la scuola). Nella stesura del succitato documento di "Strategia Nazionale..." non sono state interpellate nemmeno le associazioni professionali dei docenti che hanno invero costituito il target dell'operazione di indottrinamento ideologico (che - secondo il documento - "spazia dalla scuola materna fino all'università della terza età".

3) IDEOLOGIA ANZICHE' SCIENZA. Chi volesse approfondirne origine e storia dell'ideologia del Gender può leggere la storia del padre nobile (Kinsey): un entomologo (studioso d'insetti) che si dilettò a studiare la sessualità umana in particolari categorie di persone provenienti da carceri e scuole a rischio. L'entomologo pervenne alla conclusione che la sessualità è una realtà che presenta due estremi, l'omosessualità e l'eterosessualità, mentre il punto medio - che dunque rappresenta la normalità nell'individuo - è la bisessualità.

4) LGBT IN CATTEDRA. Una volta esclusi i genitori e i docenti dei ragazzi, sono di converso state invitate a far parte del GdL esclusivamente 29 associazioni LGBT che rappresentano una sparuta minoranza della società. Realtà che altro non sono se non l'espressione di un'ideologia (quella del Gender) priva di una vera base scientifica. Siamo pertanto di fronte al più classico esempio di "dittatura della minoranza" che impone un indottrinamento acritico e generale della società tutta, senza che questa possa neanche esprimersi a riguardo.

5) CORRESPONSABILITA' EDUCATIVA DEI GENITORI CALPESTATA. Negli stessi giorni (20.11.12) in cui al Dipartimento delle Pari Opportunità (DPO) costituiva il GdL con 29 associazioni LGBT, con sprezzo del ridicolo il Ministero dell'Istruzione (MIUR) diramava (22.11.12) le "Linee di Indirizzo sulla Partecipazione dei Genitori e Corresponsabilità Educativa". Che il MIUR fosse a conoscenza dell'operato del DPO, ne è prova il fatto che lo stesso MIUR faceva parte del Tavolo di Coordinamento Interistituzionale appositamente attivato per la stesura della "Strategia Nazionale...".

6) EFFETTI PERVERSI DELLA STRATEGIA NAZIONALE. Il documento di "Strategia Nazionale..." approvato dal DPO il 29.04.13, peraltro mai avallato da un voto del Parlamento, è dunque stato elaborato in assenza di rappresentanti delle due agenzie educative riconosciute dalla società (Famiglia e Scuola). I suoi nefasti effetti non hanno però tardato a farsi sentire sul territorio con l'attivazione di corsi sull'ideologia Gender per docenti (Liceo Gritti di Mestre) con indottrinamento di alunni/studenti; attraverso la circolazione di libretti ideologici (Piccolo Uovo; Il segreto di mio papà ...); grazie alle rappresentazioni teatrali per scuole medie (Torino) etc. Il documento prevede anche l'accreditamento di associazioni LGBT ai fini della formazione nelle scuole.

7) FINANZIAMENTI OCCULTI. Nonostante tutti i punti di cui sopra e la cronica carenza di fondi per le attività della scuola, nelle maglie dell'ultimo decreto scuola, convertito nel Novembre u.s. in legge, è stato surrettiziamente allocato un finanziamento di 10 milioni di euro per supportare anche l'indottrinamento dei docenti sull'ideologia del Gender. Il contribuente ignaro si troverà pertanto a dover pagare l'indottrinamento dei propri figli in materia di "educazione alla sessualità" da parte di chi possiede idee del tutto originali ed opinabili dai punti di vista biologico, sociale ed etico.

8) ANACUSIA ISTITUZIONALE. Nonostante le allarmanti preoccupazioni sull'argomento, manifestate con lettera del FORAGS (Forum Regionale Genitori Scuola) lombardo al direttore regionale (15.04.13) e del FONAGS (Forum Nazionale Genitori Scuola) al Ministro Carrozza (12.11.13), non è stato ancora dimostrata attenzione istituzionale alla delicata questione.

A fronte dei punti di cui sopra si richiedono sulla questione "educazione alla sessualità" i seguenti interventi con urgenza:

1) Il ritiro immediato del documento "Strategia Nazionale..." e la cancellazione di tutti i suoi effetti
2) l'attivazione di un panel scientifico "bilanciato" che affronti la questione del reale fondamento scientifico dell'ideologia del Gender
3) in seconda battuta l'attivazione di un GdL delle associazioni familiari e del FONAGS
4) contestualmente un GdL delle associazioni più rappresentative dei docenti
5) un GdL misto genitori-docenti che consenta l'interattività tra le due agenzie educative
6) presentazione finale dei risultati dei lavori svolti.

Vittorio Lodolo D'Oria
Portavoce delle Famiglie Numerose Cattoliche



18 November, 2013

Dall’emergenza educativa all’allarme educativo
di -

L'Osservatorio Cardinale Van Thuân invita i cattolici a mobilitarsi per fermare l'irruzione della ideologia del gender nell'educazione, soprattutto nelle scuole

ROMA, 15 Novembre 2013 (Zenit.org) - Le notizie che giungono dal fronte dell’educazione ci dicono che un grande cambiamento è in atto rispetto a quanto ormai siamo soliti chiamare “emergenza educativa”. Il primo a parlare di emergenza educativa è stato, come si ricorderà, Benedetto XVI. Il 21 gennaio 2008, nella Lettera alla diocesi di Roma sui problemi dell’educazione, egli disse che le difficoltà ad educare da parte della famiglia, della scuola e della società intera derivano dal fatto che non si sa più chi educare e a cosa educare. Derivano da «una mentalità e una forma di cultura che portano a dubitare del valore della persona umana, del significato stesso della verità e del bene, in ultima analisi della bontà della vita. Diventa difficile, allora, trasmettere da una generazione all'altra qualcosa di valido e di certo, regole di comportamento, obiettivi credibili intorno ai quali costruire la propria vita».
Ora, l’accelerazione dei fenomeni di degenerazione nell’educazione ha superato questa visione. Il fronte dell’emergenza educativa è ormai diventato un altro, al punto che bisogna ormai parlare di nuova emergenza educativa o, meglio, di allarme educativo. Il fatto nuovo è stata l’irruzione dell’ideologia del gender nell’educazione, soprattutto nelle scuole. La Francia, dopo l’approvazione della “Charte de la laïcité” predisposta dal ministro Peillon, si prepara ad introdurre nei licei, a partire dal 2015, un’ora di insegnamento di “morale laica”. Lo Stato impone una propria religione civile ed una propria etica pubblica tese a riplasmare i cittadini, secondo gli insegnamenti di Rousseau.
In Italia, la “Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere”[1], elaborata dal Ministero per le pari opportunità e dall’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali a difesa delle differenze), sta producendo i suoi effetti nelle scuole: i corsi per docenti sono impostati secondo l’ideologia del gender. A ciò contribuisce la RE.A.DY, la Rete delle pubbliche amministrazioni contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, che fornisce sostegno e patrocinio. Sul piano locale c’è una collaborazione educativa ideologicamente orientata tra aziende sanitarie locali, comuni, scuole statali e associazioni Lgbt.
Il governo attualmente in carica in Italia ha approvato un decreto [2], che ha superato l’esame della Camera ed ora è in discussione al Senato, che destina risorse per 10 milioni di euro nel 2014 per la formazione dei docenti al «superamento degli stereotipi di genere» [3].
La legge cosiddetta sull’omofobia, anche questa già approvata alla Camera ed ora in discussione al Senato, se approvata, creerebbe un quadro di intolleranza ideologica e, insieme al decreto suddetto, stabilirebbe nella scuola un clima culturale di completa estromissione della famiglia. Diventerebbe impossibile educare alla famiglia naturale.
Un ulteriore allarme deriva da come viene attuata l’educazione sessuale nelle scuole italiane. Prevale un pensiero unico basato su contraccezione e aborto a cui ora si aggiunge l’ideologia gender. Nel Discorso al Corpo diplomatico del 10 gennaio 2011, Benedetto XVI aveva detto: «Non posso passare sotto silenzio un'altra minaccia alla libertà religiosa delle famiglie in alcuni Paesi europei, là dove è imposta la partecipazione a corsi di educazione sessuale o civile che trasmettono concezioni della persona e della vita presunte neutre, ma che in realtà riflettono un'antropologia contraria alla fede e alla retta ragione» [4].
Comincia anche ed esserci un allarme libri di testo. Durante la discussione alla Camera del Parlamento italiano del suddetto decreto scuola, il governo ha fatto proprio un ordine del giorno che introduce il rispetto del codice delle pari opportunità nei libri di testo [5]. In Francia c’è già stato un grande dibattito negli anni scorsi che tuttora continua, ma la cosa comincia a preoccupare seriamente anche in Italia. Questo è sempre stato un problema, data la forte caratterizzazione ideologica di molti libri che si usano nella scuola italiana, ma ora la cosa si fa allarmante in quanto i manuali scientifici sempre più veicolano una pseudoscienza del gender.
La nascita di scuole materne in cui bambini e bambine non sono aiutati a coltivare correttamente la propria identità sessuata, ma educati in modo “neutro” in attesa che siano loro, in futuro, a scegliere; la diffusione di favole per bambini o di spettacoli e sceneggiati per le scuole in cui il naturale approccio alla diversità sessuale viene stravolto in base alla nuova ideologia gender; la pianificazione centralizzata da parte dei governi di una educazione sessuale praticata in modo discutibile fin dai primissimi anni di vita, come previsto dagli orientamenti dell’OMS-Europa [6], tutto questo getta una luce molto inquietante sulla educazione dei nostri figli, davanti a cui nessuno può ritenere di poter tacere.
Questi fenomeni hanno trasformato l’emergenza educativa in allarme educativo. Non si tratta più solo di non sapere chi sia l’uomo da educare, il fatto nuovo è che si pretende di saperlo benissimo. Non ci si astiene dall’educare, abbandonando i bambini e i giovani a se stessi, ma si agisce attivamente per educare contro natura. Non ci si limita a prescindere dalla natura umana, la si vuole trasformare e ri-creare.
Lo smarrimento educativo, la fiacchezza, lo sconforto di tanti educatori, che Benedetto XVI ha descritto benissimo parlando dell’emergenza educativa nella Lettera del 2008, oggi è qualcosa di ben più grave: si rischia l’accondiscendenza passiva ad una contro-educazione. Ed infatti, i gravissimi casi che abbiamo nominato sopra non hanno visto grandi proteste o levate di scudi, se non quelle di alcune agenzie di informazione e di associazioni che si stanno faticosamente mobilitando.
Davanti a questa nuova situazione, il nostro Osservatorio fa tre riflessioni.
La prima è che si ripropone in modo nuovo il problema della concreta libertà di educazione. E’ questo un argomento che di solito emerge solo in situazioni di difficoltà economica delle scuole non statali. Il popolo cattolico deve sentire in profondità l’importanza formidabile di questa libertà e venire adeguatamente educato a sentirla. Il fronte laico lo considera un terreno pericoloso. Davanti ai pericoli gravissimi che l’allarme educativo fa trapelare, la lotta per la libertà di educazione deve essere posta in primo piano e condotta con costanza e consapevolezza. I genitori stanno perdendo la possibilità di educare i loro figli non su cose di marginale importanza ma sulla identità della natura umana.
La seconda osservazione è che siamo davanti ad una logica a suo modo coerente e rigorosa. In molti pensano che possa darsi una laicità moderata ed aperta. Ma davanti a questi fenomeni, che ormai interessano non solo le nazioni rette da sistemi “giacobini”, ma anche quelle caratterizzate in origine o in passato da un rispettoso equilibrio tra politica e religione, si constata che la moderazione può anche darsi in via temporanea e in alcune contingenze, ma che, una volta eliminato Dio dalla pubblica piazza, si procede coerentemente con l’eliminazione dell’umano. E’ una secolarizzazione sempre più esigente e aggressiva, che spesso invece viene scambiata per semplice laicità.
La terza osservazione è di invito alla mobilitazione. I cattolici, come del resto ogni persona emancipata dalle sirene del proprio tempo, non possono girarsi dall’altra parte. Si tratta, in questo caso, di una grande testimonianza di carità che ci viene richiesta. Sì, di carità e non solo di verità.
*
NOTE

[1]f.http://www.pariopportunita.gov.it/images/strategianazionale_definitiva%20_logocoenuovo.pdf. Per una analisi cf: http://www.vanthuanobservatory.org/notizie-dsc/notizia-dsc.php?lang=it&id=1675

[2] Si tratta del decreto 104/2013 denominato “La scuola riparte”, approvato dalla Camera il 31 ottobre 2013. Cf P. Ferrario, La teoria del gender vuole entrare in aula, “Avvenire” 5 novembre 2013, p. 11.
[
3] Per la precisione, l’articolo 16 lettera d destina la somma «all’aumento delle competenze relative all’educazione all’affettività, al rispetto delle diversità e delle pari opportunità di genere e al superamento degli stereotipi di genere, in attuazione di quanto previsto dall’articolo 5 del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119».

[4] Cf: http://www.vanthuanobservatory.org/notizie-dsc/notizia-dsc.php?lang=it&id=1115

[5] http://www.corriere.it/scuola/13_novembre_01/ok-bonus-digitale-fai-da-te-orientamento-d1b8f352-42d0-11e3-bd09-5fafe7fa6f7b.shtml

[6] Cf V. Daloiso, Sessualità, dall’OMS linee ambigue, “Avvenire” 5 novembre 2013, p. 10. Da Zenit (www.zenit.org) del 29 ottobre 2013: «Da pochi giorni la sezione europea dell'Organizzazione Mondiale della Sanità ha rilasciato il documento Standard for Sexual Education in Europe finalizzato a fornire linee guida per l'educazione sessuale dei bambini a partire dalla prima infanzia. Il documento propone di istigare i bambini a comportamenti sessuali come, ad esempio, la masturbazione infantile, l’esplorazione del proprio corpo e di quello degli altri a partire dai 4 anni di età, esperimenti sessuali tra persone dello stesso sesso prima dei 6 anni. L’aspetto più grave, però, è il voler imporre alle famiglie, e quindi ai bambini stessi, una educazione da parte dello Stato che quindi intima una propria morale e una propria etica basate sull'opinione». In realtà il documento Standard for Sexual Education in Europe risale al 2010 e pochi lo hanno contestato. Nel maggio 2013, l’OMS-Europa ha elaborato la "Guidance for Implementation". Sul primo documento OMS vedi:

http://www.vanthuanobservatory.org/notizie-dsc/notizia dsc.php?lang=it&id=1115. Entrambi i documenti si trovano nel sito internet dell’OMS Europa: http://www.bzga-whocc.de/?uid=53d24f0724ffcbe839e48e7405ae27ab&id=home.



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