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14 June, 2017

Colombia, ufficializzata la prima famiglia poliamorosa formata da tre gay
di - TGCOM24

"Ora siamo al 100 per cento legali"

A un anno dal riconoscimento del matrimonio omossessuale, la Colombia legalizza la prima famiglia poliamorosa. E' quella formata da tre gay, Victor Hugo Prada, Manuel Bermudez e Alejandro Rodriguez, che hanno ufficializzato la loro unione davanti alle autorità di Medellin. "Ora siamo legali al 100 per cento", ha commentato il trio in un video. Prada, di professione attore, e i suoi due congiunti, un docente di educazione fisica e un giornalista, adesso sono una famiglia a tutti gli effetti, la "trieja", così si chiama legalmente questo tipo di istituzione sociale, e in caso di separazione o decesso potranno beneficiare della pensione del defunto ed ereditarne i beni. "E' il riconoscimento che esistono altre tipi di famiglia", canta vittoria German Rincon Perfetti, avvocato dell'associazione Lgbt.
— Manuel José Bermúdez
"Volevamo ufficializzare la nostra famiglia. Non c'era nulla di solido sul piano legale che ci permettesse di riconscerci come famiglia", ha sottolineato Prada. "Siamo una famiglia, una famiglia poliamorosa. E' la prima volta in Colombia", ha aggiunto. Una "trieja" per usare il termine giuridico esatto.
Questo genere di unioni è frequente in Colombia, ma è la prima volta che una di esse "viene legalizzata", ha spiegato all'agenzia di stampa Afp German Rincon Perfetti, avvocato dell'associazione Lgbt. "E' un riconoscimento che esistono altri tipi di famiglie". Secondo Rincon, la possibilità di accedere a questo regime patrimoniale ha conseguenze "al 100 per cento legali" per i tre uomini, che in caso di separazione o decesso potranno accedere alle pensioni o procedere a una separazione dei beni.
In Colombia le coppie omosessuali hanno diritto ad adottare minori che siano figli biologici di uno dei due partner.



04 June, 2017

L Europa attraversata da numerose crisi, abbia nella famiglia il suo “tesoro più prezioso”
di - AsiaNews.it


Ricevendo la Federazione europea delle associazioni familiari cattoliche, Francesco indica quattro crisi del Vecchio continente: , “quella demografica, quella migratoria, quella lavorativa e quella educativa”. E’ sulla base della inviolabile dignità della persona, specialmente i più deboli, che l’Europa potrà essere realmente una famiglia di popoli.


Città del Vaticano (AsiaNews) – L’Europa, che conosce quattro crisi, “quella demografica, quella migratoria, quella lavorativa e quella educativa”, “continui ad avere come suo tesoro più prezioso la famiglia”. Così il Papa oggi, ricevendo in Vaticano, i partecipanti all’incontro promosso dalla Federazione europea delle associazioni familiari cattoliche, nel ventennale dalla fondazione.

Alla Federazione, che riunisce associazioni di 14 Paesi europei, Francesco ha ribadito che la famiglia “cellula fondamentale della società”, è “lievito che aiuta a far crescere un mondo più umano, più fraterno, dove nessuno si senta rifiutato o abbandonato”.

Lodando il lavoro della Federazione riassunto “nel servizio integrale alla famiglia”, ha richiamato il suo intervento alle autorità dell’Unione Europea, in occasione del 60mo anniversario dei Trattati di Roma, e passaggi dell’Esortazione apostolica Amoris laetitia, sottolineando che la famiglia rende “concreto il dono attraverso la bellezza e la gioia dell’amore reciproco”. Per Francesco “non c’è migliore alleato per il progresso integrale della società che favorire la presenza di famiglie nel tessuto sociale”. L’unità di “tutti i membri della famiglia e l’impegno solidale” con “l’intera società” sono alleati - ha detto - del bene comune e della pace, anche in Europa”.

La famiglia è “comunione di persone” e questo consente l’esperienza e l’inserimento nella grande “famiglia umana” in cui centrale è la sfida di una “cultura dell’incontro”. “Lo stile familiare che voi vi proponete di diffondere non è soggetto ad alcuna ideologia contingente, ma si basa sulla inviolabile dignità della persona. Ed è in base a tale dignità che l’Europa potrà essere realmente una famiglia di popoli”. Quattro crisi oggi attraversano il Vecchio Continente: “quella demografica, quella migratoria, quella lavorativa e quella educativa”. La risposta a queste sfide, anche “all’inverno demografico” è ancora una volta nella famiglia modello di operatività, testimone di “unità nella diversità” e di “dialogo”.

Per il Papa non bisogna “nascondere” la propria “identità cristiana”, ed è importante che le famiglie escano da se stesse per “incontrare gli altri”.

Centrale il legame tra le generazioni: memoria, presente e futuro. “Il vostro servizio alla sacralità della vita si concretizza nell’alleanza tra le generazioni; nel servizio a tutti specialmente ai più bisognosi, alle persone con disabilità, agli orfani; si concretizza nella solidarietà con i migranti; si concretizza nella paziente arte di educare che vede ogni giovane come soggetto degno di tutto l’amore familiare; si concretizza nel diritto alla vita del nascituro che ancora non ha voce; si concretizza in condizioni di vita degne per gli anziani”.

31 May, 2017

Senza famiglia l’Europa non ha futuro
di - Avvenire.it


Renard: una grande azione per riaffermare i valori familiari

«Le famiglie sono il tesoro dell’Europa. Non perdiamo tempo. È urgente avviare un’azione vasta, pressante e concordata per mostrare a ogni livello sociale, culturale e politico che la famiglia è la prima risorsa della società. Senza la famiglia l’Europa non avrà futuro». La nuova stagione della famiglia parte da Roma, dove oggi prende il via la tre giorni delle 14 associazioni familiari cattoliche d’Europa (Fafce) che culminerà giovedì nell’incontro con papa Francesco. «Non sarà solo una celebrazione per i nostri primi vent’anni – osserva Antoine Renard, presidente Fafce – ma di una punto di svolta per rendere la nostra azione sempre più incisiva e penetrante. Quindi non mettere in evidenza gli svantaggi economici, sociali e anche spirituali determinati dalle realtà contrarie all’idea di famiglia, ma mostrare con i fatti e con i numeri tutte le realtà positive di cui la famiglia è portatrice». Con numeri e statistiche, Antoine Renard si trova a suo agio. Ingegnere ferroviario francese, sposato, tre figli, dal 2009 guida il Forum delle associazioni familiari europee. La sua non è solo una convinzione ideale, ma suffragata da ricerche documentate: quando la famiglia è posta nelle condizioni di "funzionare" al meglio, anche società, politica, economia ne traggono grandi benefici.


Presidente, cominciano dall’emergenza denatalità. È una crisi che tocca tutti gli Stati europei o c’è qualche segnale in controtedenza?
L’inverno demografico tocca tutta l’Europa, ma è come se non esistesse. Ai massimi livelli Ue non se ne parla mai. Tanto più grave perché qualsiasi politica familiare non ha effetti che a lungo termine. Nondimeno la presa di coscienza esiste e in alcuni Paesi si evidenziano i primi risultati. La Macedonia ha invertito la tendenza, la Polonia ha varato misure di sostegno alle famiglie numerose, l’Ungheria ha aperto il cantiere per una politica familiare globale. Ma ci sono anche situazioni locali che lasciano ben sperare. In Italia, come bene sapete, esistono alcuni Comuni e Regioni che hanno avviato politiche familiari interessanti.


Perché tanta fatica a capire che "famiglia" vuole dire "bene comune"?
Perché troppo spesso si resta a livello di dichiarazioni di intenti che non si traducono in azioni concrete. Spesso la giustificazione nasce da motivazioni economiche. Non ci sono i fondi. Eppure una politica familiare globale non è fatta solo di misure economiche ma anche di un quadro legislativo favorevole al matrimonio (su cui la famiglia è fondata), dal riconoscimento del primato dell’educazione (che è la sua ragione d’essere) e di un clima culturale che sostiene il suo sviluppo. Si è spesso lontano dal cammino che si dovrebbe prendere.

Come sta andando l’iniziativa popolare "Mum, Dad and Kids", raccolta di firme per sostenere le buone ragioni della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna aperto alla vita?

Abbiamo raccolto oltre 900mila firme in poco più di un anno. La procedura istituzionale prevede che per presentare la petizione in Commissione se siano necessarie un milione. Comunque vada, l’ampiezza del risultato giustifica gli sforzi: l’appello pressante a uscire dalla confusione non potrà essere passato sotto silenzio. Ma è solo il primo passo di una sempre più estesa mobilitazione delle famiglie. Altri ne seguiranno presto.


Quali sono gli altri fronti su cui la Fafce si è schierata?
Pornografia, utero in affitto, eutanasia sono attentati alla vita che offendono la coscienza e feriscono la famiglia. Siamo intervenuti in più occasioni al Consiglio d’Europa e al Parlamento europeo. Contro la pornografia, in particolare, abbiamo chiesto di limitare il libero accesso e di intensificare i controlli.


Parlavamo di una grande azione europea per riaffermare i valori familiari in tutta Europa. Ma come?
Con la testimonianza e con le esperienze concrete raccolte dalle nostre associazioni nei vari Paesi. Si tratta di diffondere con coraggio, sopportando anche qualche delusione, la verità della famiglia. E quindi di sostenere e promuovere politiche familiari favorevoli al "far famiglia". Il Papa, che incontreremo giovedì, ci invita ad andare avanti con coraggio. Seguiremo le sue indicazioni.


Sede Nazionale via Breda 18 Castel Mella (BS) Tel. 030 2583972

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