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20 May, 2014

AI PARLAMENTARI EUROPEI ITALIANI
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Riceviamo e pubblichiamo dai "Giuristi per la Vita" il sottostante apppello 11 febbraio 2014

AI PARLAMENTARI EUROPEI ITALIANI
CHE HANNO FAVORITO L'APPROVAZIONE DEL C.D. RAPPORTO LUNACEK
Un giorno nerissimo per il Parlamento europeo. Con 394 voti a favore, 176 contrari e 72 astensioni, il 4 febbraio 2014 quell’Assise ha approvato il cosiddetto rapporto Lunacek, atto che rappresenta l’ennesima grave ingerenza, in termini di libertà di opinione e di educazione, di un’Europa sempre più lontana dall’idem sentire dei popoli, e sempre più vicina all’ideologia egemonica delle élite. Si tratta dell’ennesimo manifesto di propaganda omosessualista che ha consentito, tra l’altro, al Presidente dell’Arcigay di diramare un comunicato stampa il cui titolo non lascia dubbi di sorta: “L’Europa ci dà una road map, l’Italia risponda con provvedimenti concreti”.
Esprimiamo pertanto il nostro totale dissenso e richiamiamo alle loro responsabilità verso i cittadini e verso la Storia i seguenti rappresentanti del popolo italiano:
• Parlamentari che hanno votato a favore del rapporto: Pino Arlacchi (PD), Francesca Barracciu (PD), Franco Bonanini (Non Iscritto), Salvatore Caronna (PD), Sergio Gaetano Cofferati (PD), Silvia Costa (PD), Francesco De Angelis (PD), Paolo De Castro (PD), Leonardo Domenici (PD), Herbert Dorfmann (SVP), Franco Frigo (PD), Roberto Gualtieri (PD), Guido Milana (PD), Barbara Matera (PDL), Pier Antonio Panzeri (PD), Aldo Praticiello (PDL), Mario Pirillo (PD), Gianni Pittella (PD), Vittorio Prodi (PD) Nicolò Rinaldi (Italia dei Valori), Licia Ronzulli (PDL), Patrizia Toia (PD), Giommaria Uggias (Italia dei Valori), Gianni Vattimo (M5S), Iva Zanicchi (PDL), Andrea Zanoni (PD).
• Parlamentari che si sono astenuti: Antonello Antinoro (UDC), Ciriaco De Mita (UDC), e Salvatore Iacolino (PDL).
• Parlamentari assenti (assenza che di fatto si è tradotta in un voto favorevole): Alfredo Antoniozzi (PDL), Sonia Alfano (Italia dei Valori), Francesca Balzani (PD), Luigi Berlinguer (PD), Vito Bonsignore (UDC), Rita Borsellino (PD), Lara Comi (PDL), Andrea Cozzolino (PD), Susy De Martini (PDL), Vincenzo Iovine (UDC), Tiziano Motti (UDC), Cristiana Muscardini (Futuro e Libertà), Crescenzio Rivellini (PDL), Potito Salatto (PDL), Amalia Sartori (PDL), David-Maria Sassoli (PD), Salvatore Tatarella (Futuro e Libertà)

Ringraziamo per il loro voto contrario:
Magdi Cristiano Allam (Io Amo l’Italia), Roberta Angelilli (PDL), Raffaele Baldassarre (PDL), Paolo Bartolozzi (PDL), Sergio Berlato (PDL), Fabrizio Bertot (PDL), Mara Bizzotto (Lega Nord),Mario Borghezio (Lega Nord), Antonio Cancian (PDL), Carlo Casini (UDC), Carlo Fidanza (Fratelli d’Italia), Elisabetta Gardini (PDL), Giuseppe Gargani (Unione di Centro), Lorenzo Fontana (Lega Nord), Giovanni La Via (PDL), Clemente Mastella (PDL), Erminia Mazzoni (PDL), Claudio Morganti (Ind.), Alfredo Pallone (PDL), Fiorello Provera (Lega Nord) Oreste Rossi (PDL), Matteo Salvini (Lega Nord), Giancarlo Scottà (Lega Nord), Marco Scurria (Fratelli d’Italia), Sergio Silvestris (PDL), Francesco Enrico Speroni (Lega Nord), Gino Trematerra (UDC).

* * *
Dato che nella prossima primavera si svolgerà l’elezione del Parlamento europeo, il suindicato elenco potrà rivelarsi utile...


23 April, 2014

Per la libertà dei giornalisti, contro il
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Azioni contro le direttive dell'Unar ai giornalisti, ritenute contrarie alla nostra Costituzione che tutela la libertà d'espressione e la pluralità d'informazione

ROMA, 17 Aprile 2014 (Zenit.org) - Nei giorni scorsi Riccardo Cascioli, direttore della Nuova Bussola Quotidiana, ha impugnato presso il Tar del Lazio le cosiddette “linee guida” emanate dall’Unar (Ufficio nazionale anti discriminazioni razziali) “per un’informazione rispettosa delle persone LGBT”. Contestualmente, la rivista Notizie Pro Vita ha lanciato una campagna per sostenere con un contributo economico le spese legali.
Quali i motivi che hanno fatto sentire un giornalista minacciato a tal punto della sua libertà da ricorrere ad un Tribunale? Se ne trova traccia in un comunicato diffuso sul sito di Notizie Pro Vita, nel quale si accusa l’ufficio dell’Unar di voler “imporre un vero e proprio ‘pensiero unico’ ai giornalisti riguardo alle tematiche LGBT”. Si sostiene infatti che alle Linee guida per un’informazione rispettosa delle persone LGBT “dovranno attenersi tutti i giornalisti italiani”.
Dopo aver ricordato ai giornalisti di “sottolineare gli aspetti positivi della ‘visibilità’ degli omosessuali e il coraggio di chi si rende visibile”, Notizie Pro Vita spiega che le “linee guida” in questione impongono che “il giornalista non deve associare transessuali e prostituzione e mai parlare di prostitute o prostituti”. Si chiede, invece, di utilizzare una sorta di neologismo edulcorato per descrivere i transessuali che vendono il proprio corpo: “lavoratrici del sesso trans”.
Al giornalista viene poi chiesto di assumere un ruolo che trascende la mera narrazione dei fatti, giacché - si legge sul sito di Notizie Pro Vita - “dovrà anche educare i suoi lettori a considerare cosa buona e giusta il ‘matrimonio’ omosessuale”, nonché far notare che “il matrimonio non esiste in natura, mentre in natura esiste l’omosessualità”. Per questo saranno bandite espressioni come “famiglia naturale” o “famiglia tradizionale” e anche “famiglia gay” o “famiglia omosessuale”, dovendosi preferire la locuzione “famiglie omogenitoriali”, oppure “famiglie con due papà, due mamme”. Ma è ritenuto “meglio ancora parlare, semplicemente, di famiglie” ed evitare così di contrapporre tali realtà al concetto di “famiglie tradizionali”.
In virtù di una presunta “letteratura scientifica”, sarà dunque vietato al giornalista sostenere che un bambino “ha bisogno di una figura maschile e di una femminile come condizione fondamentale per la completezza dell’equilibrio psicologico”.
Il comunicato di Notizie Pro Vita ricorda poi che non si potrà più scrivere “uteri in affitto”, considerata “un’espressione dispregiativa”, in luogo di una più delicata “gestazione di sostegno”.
“Queste imposizioni - si legge nel comunicato - sono contrarie alla nostra Costituzione poiché violano la libertà di espressione e il pluralismo informativo (artt. 13 e 21 Cost.) e sono in diretto contrasto con l’art. 10 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo”.
Dopo aver ricordato il successo ottenuto dalla petizione che ha impedito la diffusione nelle scuole degli opuscoli Educare alla diversità, sempre pubblicati dall’Unar, Notizie Pro Vita invita a sposare questa battaglia per la libertà dei giornalisti anche solo rispondendo a un questionario

13 April, 2014

Comitato No 194 e FNC marcia contro l’aborto
di - FNC


Sabato 12 aprile si è svolta a Milano la marcia contro l'aborto e contro la L. 194/78. FNC era presente con alcuni associati (genitori e figli) per ricordare al capoluogo lombardo che l'aborto resta l'ignominia più grossa dell'uomo che è arrivato a trasformare il delitto in diritto. Il corteo promosso dal Comitato No 194, composto da circa 500 attivisti, si è snodato per le vie del centro partendo da Piazza Cadorna, passando per Piazza Duomo, per arrivare a Piazzale Medaglie d'oro dopo aver percorso tutta Porta Romana. Proprio in questa via la gente si è fermata sotto casa del sndaco Pisapia rivolgendo una accorata preghiera perchè contribuisca a fermare l'omicidio dei bambini non ancora nati. Lungo il percorso si sono incontrate femministe che insultavano e bestemmiavano sputando sui volantini distribuiti dai manifestanti in segno di spregio. Sono stati però raccolti anche applausi da persone che percepivano l'importanza della manifestazione e della bataglia da combattere contro la più grande piaga della nostra società: l'aborto.




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