Torna all'homepage
News
 
 
CARTA DEI DIRITTI
LO STATUTO
MODULO ISCRIZIONE
SEDI REGIONALI




Scrivici

22 February, 2018

Non abbiamo molto, ma sappiamo di essere dalla parte della Verità
di - Costanza Miriano


Non sono riuscita a leggere per intero le nuove Linee Guida Tecniche internazionali all’educazione sessuale approvate dall’Unesco. Non perché siano in inglese – è quell’inglese piatto e con pretesa di scientificità che non è difficile da capire neppure per me – ma perché mi fanno venire il mal di pancia. A cominciare dal titolo: “un approccio basato sulle prove”.


Altro che prove. Difficilmente ho letto qualcosa di così ideologicamente orientato, travestito però da scienza: una serie di giudizi apodittici sulla materia più intima e delicata che si possa immaginare. La sessualità riguarda la persona e il suo sviluppo integrale, ed è quanto di meno tecnico si possa immaginare. E’ quanto di meno provabile scientificamente, è proprio una di quelle cose in cui non si può parlare di evidenza. Non si può insegnare una tecnica per vivere bene la sessualità. Si può cercare di contribuire a formare persone mature ed equilibrate, che sapranno donarsi a qualcun altro e riceverlo a loro volta in dono.

L’altra cosa che mi ha bloccato la lettura è quella scritta piccola, apparentemente asettica, un’intestazione lassù in alto a sinistra: “obiettivi di sviluppo sostenibile”. Sappiamo che nella neolingua “sviluppo sostenibile” rimanda alla diffusione planetaria di contraccezione e aborto, non sia mai che si insegnino i metodi naturali per una paternità e maternità responsabile: la massa è considerata al pari delle bestie.

Non parliamo poi della foto di copertina: una fila di ragazzini poco più che bambini, che non dovrebbero neppure curarsi di questi argomenti, tanto meno di sviluppo sostenibile perché l’idea di avere figli non dovrebbe neanche sfiorarli, sono ancora bambini loro stessi. Ciliegina sulla torta: tra i finanziatori dell’opera di ingegno che vi trovate fra le mani c’è la multinazionale degli aborti, Planned Parenthood, beccata a vendere pezzi di bambini uccisi nel grembo materno. D’altra parte non c’è da stupirsi, visto che il consulente Unicef che ha messo mano alla Convenzione dei diritti del bambino, Peter Newell, compì abusi su minori, in compagnia di altri 3300 operatori del settore, che hanno stuprato sessantamila di quei bambini che in teoria avrebbero dovuto aiutare.

Comunque, senza far le pulci a ogni parola e sorvolando su finanziatori e autori (ovviamente con folta rappresentanza lgbt), diciamo subito che l’idea che il braccio armato dell’Onu ritiene insindacabilmente Giusta e Vera, da imporre a suon di ricatti – nei paesi africani per esempio chi non accetta i programmi Onu sulla contraccezione e l’aborto si vede sospendere i finanziamenti dal Fondo monetario internazionale – è questa, in soldoni: il piacere sessuale è un diritto per tutti, fin dalla più tenera età. Nessuno può mettere bocca sulla vita sessuale dei bambini, nemmeno i loro genitori. L’unica cosa da cui mettere in guardia l’umanità sono le gravidanze e le malattie sessualmente trasmissibili.

Ovviamente non con una condotta ordinata, ma grazie alla contraccezione, che è un diritto di base di ogni individuo, e su cui bisogna urgentemente informare i bambini prepuberi, in modo che quando poi sentiranno qualche prurito, invece che perdere tempo ad ascoltare se stessi, le proprie emozioni, a imparare il valore dell’attesa, dell’amore e del sacrificio, sappiano già come fare per soddisfare subito tutto, senza rischiare di pagarne nessuna conseguenza. Ovviamente nulla deve condizionare la condotta sessuale dei ragazzi, né la famiglia (non è fantascienza, in certi paesi cominciano a togliere la patria potestà se intralci), né il loro stesso essere sessuati, cioè maschio o femmina, perché tu sei chi ti senti, anche a seconda dei periodi, un essere fluido nella palude.

Io non sono brava a vedere i complotti, a scoprire chi c’è dietro: Soros, la massoneria, quei partiti mutati in radicali di massa che prima difendevano i lavoratori adesso questi pseudodiritti all’infelicità di massa (se la libertà portasse felicità, perché tutte quelle facce depresse in giro?).

Non so chi tenga le fila di questo gigantesco inganno. So che chi lo sostiene ha dalla sua grandi finanziamenti e appoggi che dire politici è riduttivo. So che parlano un loro codice, si mandano segnali di appartenenza (perché altrimenti Gentiloni sul punto di congedarsi ha citato come punto di onore far parte di un governo che ha realizzato le unioni civili e quell’altra follia delle dat, che solo un paese massificatamente depresso può considerare un successo? Non c’era nessuna altra azione di governo da citare?).

So che a forza di fare corsi nelle scuole, occupare tutta la comunicazione, alzare grida isteriche dal tono vittimistico – “siamo discriminati” – il costume e la percezione collettiva stanno cambiando. Esattamente come è successo con la 194, una terribile, pessima legge che però almeno permetteva l’aborto solo in caso di pericolo serissimo per la vita della donna, ed è diventata un mezzo di contraccezione di massa e di selezione eugenetica (tanto che anche nella Chiesa c’è persino chi non sa dire una parola sensata per impedire l’aborto a una donna spaventata che aspetta un bambino con sindrome di down): la legge viene massicciamente contravvenuta, ed è ormai un fatto di costume, ha cambiato la mentalità e ha ucciso milioni di bambini, distrutto milioni di mamme.

Mentre il costume cambia, noi che armi abbiamo, a parte cercare di vivere meglio che possiamo testimoniando che c’è una bellezza e una convenienza (ma non basta a fermare una mamma che ha deciso di abortire, lo posso provare, non basta neanche dirle che adotterai tu suo figlio)? Che possiamo fare davanti all’Onu, all’Unesco, al Fondo Monetario, al Ministero della Pubblica istruzione, all’Unar che neanche distrutta dagli scandali hanno accettato di chiudere, anzi? Che possiamo fare davanti alla nuova offensiva lgbt nelle scuole che si sta preparando?

Ovviamente la risposta non è auspicare un altro indottrinamento, non pretendiamo che nelle scuole si insegni la visione cattolica della sessualità, non chiediamo che si adotti come libro di testo Amore e responsabilità, come invece fanno gli lgbt con i libretti sulle due mamme o i due papà. In questa battaglia contro la colonizzazione ideologica che è peggio dei campi di rieducazione dei grandi totalitarismi del ‘900 – lo ha detto il Papa – noi chiediamo la libertà, anche se siamo certi che la libertà non sia fare ciò che vuoi, ma ciò che è vero. E chiediamo che su una sfera eticamente sensibile come quella della sessualità a nessuno venga imposta un’educazione che non sia condivisa dalla famiglia, e che non sia contro la verità sull’uomo. Eppure a nessun ragazzo il vero va versato nella testa come se fosse un recipiente vuoto. Andrebbero accese, solo accese le domande di verità che ogni ragazzo già ha da solo.

Come Davide con la fionda e i sassi, noi abbiamo solo un grande popolo pronto ad alzarsi in piedi. Abbiamo le Sentinelle in Piedi. Abbiamo le tante anime del popolo del Family day. In questi giorni abbiamo il Bus della Libertà partito ieri da Reggio Calabria e diretto a Roma il 27 febbraio (QUI TUTTE LE DATE).

Non abbiamo molto, e persino nella Chiesa c’è chi non sta al nostro fianco. Non abbiamo molto, ma sappiamo di essere dalla parte della Verità, ed è tutto quello che conta.

19 February, 2018

La vita sotto attacco 1978-2018
di - FNC


Il presidente Vittorio Lodolo D'Oria interverrà al convegno "La vita sotto attacco 1978-2018" il 24/03/18 nella parrocchia B.V. Immacolata e S. Antonio alle ore 10
Viale Corsica 68 Milano



13 February, 2018

Elezioni 2018: “31.500 docenti sottoscrivono il programma per una nuova Scuola”
di - Vittorio Lodolo D’Oria


Al leader del Partito/Movimento politico
Al referente per la scuola del Partito/Movimento

In vista delle prossime elezioni politiche, decine di migliaia di insegnanti hanno sottoscritto uno specifico programma ( https://www.change.org/p/i-partiti-che-si-presenteranno-alle-elezioni-politiche-2018-insegnanti-stipendi-adeguati-salute-tutelata-previdenza-anticipata ) volto a ricostruire la Scuola italiana provata da 50 anni di sterili riforme che mai hanno tenuto debitamente conto del corpo docente quale vero fondamento dell’istituzione scolastica. Gli insegnanti, oggi mortificati, esausti, sottopagati, umiliati e talvolta addirittura malmenati, chiedono alla politica di restituire loro dignità e prestigio professionale, concentrando l’azione della prossima legislatura sulla figura del docente, rinunciando altresì a varare ulteriori inutili riforme e apportando i necessari correttivi alla L 107/2015 che ha ulteriormente aggravato la condizione del personale docente.
Attenzione e azione del legislatore, così come del prossimo esecutivo, dovranno perciò concentrarsi su tre filoni cui mettere subito mano: la salute professionale, la retribuzione, la previdenza.
Per i sottoscrittori del documento, gli interventi richiesti dovranno pertanto mirare a:
a) riconoscere ufficialmente le malattie professionali degli insegnanti nonché prevenirle;
b) adeguare i salari dei docenti alla media UE entro la XVIII legislatura;
c) rivisitare le riforme previdenziali in base all’anzianità di servizio e alle malattie professionali determinate dall’usura psicofisica di cui al punto precedente (a).
Ciascuno dei suddetti punti è inoltre scandito da precisi interventi che richiedono di:
1) Effettuare studi epidemiologici nazionali sulle malattie professionali dei docenti avvalendosi dei dati a disposizione del Ministero Economie e Finanze dal 2005 sulle inidoneità all’insegnamento per motivi di salute. Finanziare la prevenzione dello Stress Lavoro Correlato (SLC) nelle scuole e la relativa formazione previste dal DL 81/08 divenuto operativo il 1° gennaio 2011 ma tuttora disapplicato. Attivare i controlli MIUR per verificare la reale attuazione della prevenzione dello SLC nonché le sue reali modalità applicative. Prevedere l’accertamento medico per tutti i lavoratori e non solo per coloro che hanno superato il periodo di prova (sanando così la discriminazione incostituzionale tra lavoratori a tempo determinato vs. indeterminato avallata col DPR 171/11). Revocare l’accentramento nella sola Roma delle visite mediche di II istanza in CMO. Abrogare l’integrazione della CMV con un rappresentante del MIUR poiché lo stesso non è medico e per legge non può venire a conoscenza della diagnosi in quanto datore di lavoro. Tutelare la salute e la professionalità delle maestre dalla gogna mediatica prevenendo l’irruzione a gamba tesa della giustizia nella scuola con discutibile metodi d’indagine e ribadendo il ruolo del dirigente quale supremo garante dell’incolumità dell’utenza oltreché della salute dei lavoratori.
2) Adeguare gradualmente la retribuzione alla media UE entro la legislatura indicando puntualmente le coperture così come per il punto precedente e quello successivo.
3) Rivisitare il trattamento previdenziale in base all’elevata ed effettiva usura psicofisica da helping profession (comune a tutti i livelli d’insegnamento e non limitato alla sola scuola dell’infanzia) e all’anzianità di servizio con le relative malattie professionali. Erogare il TFR in unica soluzione alla cessazione dal servizio e non più a rate nel corso degli anni (oggi ritenuta, a ragione dagli insegnanti, come appropriazione indebita).
Dopo aver raccolto un ampio consenso (31.500 sottoscrizioni) e l’approvazione dei sindacati Gilda e Anief, il programma di cui sopra viene ora sottoposto alle forze politiche che si contenderanno la guida del Paese alle prossime elezioni, affinché si esprimano, entro gennaio, circa le loro reali intenzioni a sposare il progetto appena esposto.
A inizio febbraio, la pagina www.facebook.com/vittoriolodolo e Orizzontescuola pubblicheranno i risultati dei colloqui con le forze politiche incontrate. Ai loro referenti chiediamo pertanto di esprimere punto per punto, verbalmente e per iscritto, la volontà di realizzare tutti i passaggi elencati esplicitando con puntualità tempi e coperture economiche.
Attraverso questa iniziativa tutti i sottoscrittori del programma avranno così la possibilità di esercitare nell’urna un voto consapevole e responsabile.
A tal proposito, qualora ritenuto d’interesse interloquire col latore dell’iniziativa, si richiede di essere contattati a stretto giro per fissare a stretto giro una data d’incontro entro il mese di gennaio all’indirizzo dolovitto@gmail.com o al cell. 335-7749493.
Nel rimanere in attesa di un contatto porgo gli auguri di buon anno auspicando una vera rinascita della scuola italiana attraverso l’indispensabile riqualificazione del suo corpo docente.

Milano, 4 gennaio 2018


Vittorio Lodolo D’Oria


VEDI SOTTO RISPOSTA DEI PARTITI


Sede Nazionale via Breda 18 Castel Mella (BS) Tel. 030 2583972

Aggiungi ai preferitiAggiungi questo sito ai preferiti

Webmaster: cogio

Le foto non di proprietà di FNC sono state reperite in rete, se qualcuna di queste dovesse essere coperta da diritti d'autore, siete pregati di segnalarcelo. Provvederemo a rimuoverle.