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29 September, 2014

La fecondazione eterologa non è una cura, perché istituire un ticket sanitario?
di -


Olimpia Tarzia, vicepresidente della Commissione cultura del Lazio, critica la nuova decisione della conferenza delle Regioni di "interferire su una materia che non è di competenza regionale"

ROMA, 26 Settembre 2014 (Zenit.org) - I Governatori delle Regioni, di concerto con gli assessori alla Salute, hanno deciso ieri di istituire un ticket che varia tra i 400 e i 600 euro per accedere alla fecondazione eterologa. Decisione che si colloca, secondo Olimpia Tarzia, vice-presidente della Commissione cultura della Regione Lazio, dell’ennesimo tentativo da parte della conferenza delle Regioni di “interferire su una materia che non è di competenza regionale, ma nazionale, aggiungendo ulteriori pasticci e disparità, oltre che andare a gravare sul già dissestato servizio sanitario italiano”.
La Tarzia spiega la sua opinione portando l’esempio della Regione Lazio, la quale “nel settore sanitario ha un debito di 10 miliardi di euro”. Pertanto la vicepresidente della Commissione si chiede: “Come potrà garantire l’intervento di fecondazione eterologa alle coppie che ne faranno richiesta? Di fatto il pubblico non sarà mai in grado di farlo e si allungheranno le file fuori alle cliniche private, le sole, tra l’altro, ad avere disponibilità di gameti perché acquistati all’estero”.
La fecondazione artificiale - aggiunge la Tarzia - “non può essere considerata una cura e dunque in quanto tale soggetta a ticket, poiché essa rappresenta semplicemente una modalità per bypassare la patologia della sterilità, che resta tale, anche dopo aver avuto un figlio”.
Plauso invece alla Lombardia, che ha deciso di “non adeguarsi alle decisioni della conferenza delle Regioni e a metterla a pagamento, perché la fecondazione artificiale non è una terapia che possa far guarire la paziente”. La Tarzia ricorda infine che “il sistema sanitario nazionale si fa carico economicamente del diritto alla salute garantendo la cura, su di esso non possono gravare anche le spese della fecondazione artificiale che di fatto non cura e non tutela alcun diritto (che non esiste) ad avere un figlio ma un pur legittimo desiderio di genitorialità”.

23 September, 2014

CONVEGNO FNC A MASSA LA FAMIGLIA E’ LA CELLULA DELLA SOCIETA’: DIFENDIAMOLA!
di - FNC


Si è svolto a Massa il convegno organizzato dalla nostra associazione a cui hanno partecipato Mario Adinolfi, giornalista e scrittore, e lo psicologo Daniele Mugnaini. La serata, che ha visto la partecipazione di un folto pubblico (circa trecento persone), ha permesso di riflettere su quello che si cercando di fare nella nostra società: identità di genere, adozione a coppie omosessuali, fecondazione eterologa, matrimonio fra persone dello stesso sesso, eutanasia. Secondo lo scrittore Adinolfi tutte queste cose portano a trasformare le persone in cose e abbiamo il dovere di dare battaglia a questa antropologia. Anche lo psicologo Mugnaini ha messo in guardia contro le manipolazioni del pensiero Igbt.

Il successo di questo convegno ci conferma la necessità di far sentire la nostra voce e continuare ad informare le persone, sp0ecialmente i genitori, su quello che sta succedendo.




12 September, 2014

Gender: incontro a Massa organizzato da FNC
di - FNC


La famiglia è la cellula della società: difendiamola!
è il titolo dell'incontro che si terrà a Massa il giorno 19 settembre alle ore 21.00 presso la chiesa di San Pio X.
Ospiti della serata saranno lo psicologo Daniele Mugnaini dell'associazione psichiatri cattolici che interverrà su "il moderno lavaggio del cervello sull'identità sessuata" e il giornalista e scrittore Mario Adinolfi che parlerà dei temi trattati nel suo libro: "Voglio la mamma - contro i falsi miti del progresso".
L'incontro moderato da Cristian Ricci e aperto a tutti è stato organizzato dall'associazione Famiglie numerose cattoliche in collaborazione con "La manif pour tous" di Empoli, con l'associazione psicologi e psichiatri cattolici della Toscana e Scienza e vita.




Sede Nazionale via Breda 18 Castel Mella (BS) Tel. 030 2583972

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