Torna all'homepage
News
 
 
CARTA DEI DIRITTI
LO STATUTO
MODULO ISCRIZIONE
SEDI REGIONALI




Scrivici

22 February, 2016

Un incontro d’eccezione
di - Geppe Nicotra


Organizzato dal locale Comitato Difendiamo i nostri figli, dall’associazione ProVita e dall’associazione Famiglie Numerose Cattoliche, presso l’auditorium della parrocchia San Pio X e, nonostante il penalizzante orario del primo pomeriggio, seguito da un nutrito numero di partecipanti, ha avuto luogo la scorsa settimana un evento con due ospiti d’eccezione: Alexey Komov, ambasciatore presso le Nazioni Unite del Congresso Mondiale delle Famiglie, accompagnato per un tour attraverso diverse città dal presidente di ProVita Toni Brandi.
A seguito del Family Day del 30 gennaio scorso, a cui entrambi hanno preso parte, per due settimane hanno tenuto incontri in varie città italiane, in un tour dal tema “La difesa della famiglia in Italia e nel mondo”. La tappa a Massa è stata ricavata nel percorso Trento-Livorno, dove entrambi avrebbero preso parte ad un Simposio ecumenico presso i locali della curia vescovile.
Il tema dell’incontro a Massa, “La famiglia è sotto attacco: difendiamola!”, è stato introdotto dall’avvocato Sonia Mannella, presidente del locale Comitato Difendiamo i nostri figli, che ha anche presentato gli oratori agli intervenuti.
Toni Brandi, dopo un veloce accenno alle teorie del gender, ha affrontato il tema illustrando la rivoluzione antropologica soggiacente all’impianto del ddl Cirinnà: se tutto è famiglia, niente è famiglia. Anziché sostenere la famiglia, cellula della società, questa legislatura l’ha attaccata, dapprima con l’introduzione del divorzio breve ed ora con il tentativo di introdurre il “matrimonio gay”. I diritti civili sono già garantiti dal codice civile, eccetto la pensione di reversibilità e le adozioni. Il ddl in discussione è anticostituzionale perché equipara il matrimonio alle unioni civili, è in conflitto con il principio di uguaglianza e di non discriminazione che impone che situazioni diverse vadano trattate diversamente. Ha, quindi, velocemente accennato al caso di Elisa Anna Gomez, che ha dato in Senato la sua esperienza sull’aberrante pratica dell’utero in affitto: offertasi come madre surrogata per una coppia gay, alla nascita la bambina – contrariamente agli accordi – le viene strappata, senza avere ulteriori possibilità di contatti. Ha iniziato una battaglia legale che, grazie ai giudici e al suo avvocato compiacente, l’ha vista perdente e costretta a pagare quasi 600 dollari al mese di assegni di mantenimento, pur nell’impossibilità di avere ulteriori contatti con la figlia. La Gomez ha terminato l’intervento con l’appello: «Non togliete ai bambini i loro diritti prima della loro nascita!».
Brandi ha successivamente accennato alle conseguenze che patiscono, e sulle quali non vengono informate, quante si offrono come madri surrogate: tumori ed anche la morte. Ha citato, poi, quanto accaduto recentemente in un albergo a Milano, dove un’agenzia ha presentato il listino prezzi e fornito le indicazioni per chi volesse ricorrere alla pratica dell’utero in affitto all’estero. Ha concluso il suo intervento citando articoli e fatti recenti, che mostrano che matrimoni e adozioni gay sono una priorità per il mondo occidentale perché dietro c’è un giro d’affari globale del mondo Lgbt di ben 3mila miliardi di dollari.
Alexey Komov anche in qualità di portavoce della Commissione famiglia del Patriarcato di Mosca, ha esordito parlando degli attacchi alla famiglia avvenuti nel periodo della rivoluzione bolscevica , del neo-marxismo, della rinascita spirituale della Russia, del recente incontro tra Francesco e Kirill. L’ambasciatore ha fornito anche alcuni dati assai interessanti sul rapporto che i giovani hanno con i media. Negli USA, ad esempio, fino a 17 anni i giovani spendono circa 65.000 ore sui vari media, ovvero 6 volte il tempo passato a scuola (11.000 ore), 32 volte il tempo trascorso coi genitori (2.000 ore) e 60 volte quello nei luoghi di culto (800 ore). Questo non può non influire sulla loro mentalità. Komov ha denunciato il controllo della nostra società da parte dei mezzi di comunicazione (controllati da lobby ben precise) e dei poteri finanziari ed il pericolo dell’avanzata, sempre più netta, del transumanesimo, con cui si vuole manipolare la natura stessa dell’uomo opponendosi alla realtà, con un fare prometeico.
Nel dibattito che è seguito, Komov ha portato la sua esperienza personale, dicendo che a casa sua ha eliminato la televisione e che l’educazione dei suoi figli è curata dalla moglie nella forma dell’homeschooling o educazione casalinga, un fenomeno in espansione soprattutto in Gran Bretagna. Rispondendo ad un'altra domanda, Komov ha detto che oggi è presente un totalitarismo liberale ‘confortevole’, non violento come il comunismo ma non meno insidioso, che domina attraverso i mass media e le banche, e mira a distruggere i valori religiosi.
Dopo il ringraziamento tributato agli ospiti da parte dell’avv. Mannella che ha chiuso il dibattito, i presenti si sono assiepati intorno agli ospiti per salutarli e ringraziarli.

19 February, 2016

Istat: crollo delle nascite in Italia
di - IL Messaggiero


Nel 2015 le nascite sono state 488 mila (8 per mille residenti), quindicimila in meno rispetto al 2014. Si tocca così un nuovo record di minimo storico dall'Unità d'Italia, dopo quello del 2014 (503 mila). Lo rileva l'Istat nel Report sugli Indicatori demografici, diffuso oggi.

Nel 2015 i morti sono stati 653 mila, 54 mila in più dell'anno precedente (+9,1%). Il tasso di mortalità, pari al 10,7 per mille, è il più alto tra quelli misurati dal secondo dopoguerra in poi. L'aumento di mortalità risulta concentrato nelle classi di età molto anziane (75-95 anni). Dal punto di vista demografico, il picco di mortalità del 2015 è in parte dovuto a effetti strutturali connessi all'invecchiamento e in parte al posticipo delle morti non avvenute nel biennio 2013-2014, più favorevole per la sopravvivenza.

Nel 2015 centomila cittadini italiani si sono cancellati dall'anagrafe per trasferirsi all'estero. Un dato in aumento (+12,4%) rispetto al 2014. L'anno scorso, le iscrizioni anagrafiche dall'estero di stranieri sono state 245 mila; 28 mila, invece, i rientri in patria degli italiani. Le cancellazioni per l'estero hanno riguardato 45 mila stranieri (-4,8% sul 2014) e centomila italiani. La popolazione residente in Italia si riduce di 139 mila unità (-2,3 per mille). Al primo gennaio 2016, la popolazione totale è di 60 milioni 656 mila residenti. Alla stessa data gli stranieri residenti sono 5 milioni 54 mila (8,3% della popolazione totale), rispetto a un anno prima si riscontra un incremento di 39 mila unità. La popolazione di cittadinanza italiana scende a 55,6 milioni, conseguendo una perdita di 179 mila residenti.




In questo articolo

Media

Argomenti: Italia | Beatrice Lorenzin | Istat | Senato | Camera dei deputati | Sud | Ministero per gli Affari Regionali | A | Enrico Costa
. .














My24



ascolta questa pagina












Nel 2015 le nascite sono state 488mila (8 per mille residenti), quindicimila in meno rispetto al 2014. Si tocca così un nuovo record di minimo storico dall’Unità d’Italia, dopo quello del 2014 (503mila). I dati sono dell’Istat, nel Report sugli indicatori demografici. E non arretra il processo di invecchiamento, assoluto e relativo. Gli ultra 65enni sono 13,4 milioni, il 22% del totale, e risultano in diminuzione sia la popolazione in età attiva (15-64 anni) sia quella fino a 14 anni di età. La prima scende a 39 milioni, il 64,3% del totale, la seconda comprende 8,3 milioni di ragazzi e rappresenta il 13,7%.

Lorenzin: allo studio misure contro culle vuote
Non a caso la ministra della salute Beatrice Lorenzin (Ncd) a fronte dei nuovi dati Istat sulla denatalità in Italia, con un minimo storico della nascite, annuncia misure alla studio per il sostegno della donne che lavorano ma anche sul fronte del bonus bebè. «Le culle vuote - spiega - sono il principale problema economico del paese».







articoli correlati

Natalità da Dopoguerra in Italia, per le donne in 70 anni non è cambiato niente?



Costa: impegno governo per sostegno a famiglia
A lei ha fatto eco il ministro per gli Affari Regionali, con delega alla Famiglia Enrico Costa (Ncd) che in una nota ha dichiarato: «L'impegno del Governo è chiaro: realizzare politiche attive che mettano la famiglia al centro. Non un provvedimento, ma una rete organica di misure, atti, scelte, in primo luogo in ambito fiscale, orientate a favorire e a sviluppare la spina dorsale del Paese. La prossima settimana alla Camera si discuteranno le mozioni a sostegno della famiglia; al Senato le unioni civili. Io sarò alla Camera»

Popolazione giù a 60,656 mln, più residenti stranieri
Nel 2015 la popolazione residente in Italia si è ridotta di 139 mila unità (-2,3 per mille). Al 1° gennaio 2016 la popolazione totale è di 60,656 milioni di residenti. Gli stranieri residenti in Italia sono 5,054 milioni e rappresentano l’8,3% della popolazione totale. Rispetto a un anno prima si riscontra un incremento di 39 mila unità (la popolazione di cittadinanza italiana scende a 55,6 milioni, conseguendo una perdita di 179mila residenti).
Alle 200mila unità in più per effetto delle migrazioni con l’estero e alle 56mila aggiuntesi per effetto della dinamica naturale (63mila nati stranieri contro oltre 6mila decessi), corrispondono 81mila unità in meno per effetto delle poste migratorie interne e per altri motivi. Vanno poi messe nel conto 136mila unità in meno per acquisizioni della cittadinanza italiana, «una posta di bilancio - spiega l'Istat - che aumenta anno dopo anno (29mila nel 2005, 66mila nel 2010) da mettere in relazione al progressivo aumento della popolazione straniera residente». Tra le quote in uscita che riguardano la popolazione straniera è da segnalare poi la «cancellazione per altri motivi» (per lo più motivi di irreperibilità) di circa 139mila individui, ossia di soggetti di cui è ragionevole ritenere l’emigrazione dall’Italia in anni precedenti, senza che questi ne abbiano fatto dichiarazione alle anagrafi di appartenenza. Il 59% della popolazione straniera risiede nel Nord e per ben oltre un quinto del totale nella sola Lombardia. Il 25% risiede nel Centro, di cui 640mila individui nel Lazio, e il 16% nel Mezzogiorno, con 233mila in Campania. Nel Centro-Nord l’incidenza di stranieri sulla popolazione complessiva supera ampiamente il 10%, con un massimo del 12,1% in Emilia-Romagna; viceversa nel Mezzogiorno tale quota e' del 3,9%, con un minimo del 2,8% in Sardegna.

Più i morti che le nascite
I morti l’anno scorso sono stati 653mila, 54mila in più rispetto all’anno precedente (+9,1%); il tasso di mortalità, al 10,7 per mille, è il più alto tra quelli misurati dal secondo Dopoguerra in poi. Le morti si sono concentrate nelle fasce anziane della popolazione (75-95 anni). Come detto le nascite sono state 488mila (8 per mille residenti). Il saldo naturale (differenza tra nascite e decessi) scende ulteriormente a -165 mila. Il 2015 è il quinto anno consecutivo di riduzione della fecondità, giunta a 1,35 figli per donna.

Centomila italiani hanno lasciato il Paese
Negli scorsi dodici mesi centomila cittadini italiani si sono cancellati dall’anagrafe per trasferirsi all’estero. Un dato in aumento (+12,4%) rispetto al 2014. È la stima che fa l’Istat secondo cui le iscrizioni anagrafiche dall’estero di stranieri sono state 245mila; 28mila, invece, i rientri in patria degli italiani. Le cancellazioni per l’estero hanno riguardato 45mila stranieri (-4,8% sul 2014).

02 February, 2016

Nel Circo per la famiglia e i bambini
di - di Geppe Nicotra


«Un vero soldato non combatte perché ha di fronte a sé qualcuno che odia. Combatte perché ha alle sue spalle qualcosa che ama»: questa frase di Chesterton che campeggiava su uno striscione rende bene il senso della manifestazione che ha avuto luogo sabato al Circo Massimo. E questo era anche lo spirito che ha animato quanti della nostra provincia, in tre pullman e in treno e in macchina, a spese proprie, con bambini grandi e piccoli, hanno fatto una levataccia per partecipare a quell’evento, con l’intento di dimostrare l’amore per la famiglia, quella in cui sono nati e quella in cui ora vivono.
Perché di questo si trattava, della salvaguardia del matrimonio che fonda la famiglia come è riconosciuto dall’art. 29 della Costituzione e condiviso da 13 milioni 997 mila coppie con e senza figli (Censimento Istat 2011). “La legge Cirinnà è un primo passo, anche se timido. Il nostro punto di arrivo è il matrimonio”, ha detto, papale papale, sabato 23 a Torino Alessandro Battaglia, coordinatore del Torino Pride, nel corso della manifestazione #svegliatitalia. Un matrimonio che potrebbe (il condizionale è d’obbligo) interessare le 7.591 – dicasi 7.591 – coppie con o senza figli formate da persone dello stesso sesso, all’interno delle quali 529 figli (e non 100.000 come viene sbandierato in tutti i talk show), uno ogni 14 coppie, come certifica sempre l’Istat. Dunque, le coppie italiane risultano eterosessuali al 99,95 per cento, secondo il censimento del 2011.
E, visto che ci viene detto che siamo il fanalino di coda, com’è la situazione in Europa? Nell’Unione Europea (28 Stati) solo 12 hanno legalizzato il cosiddetto ‘matrimonio omosessuale’ e 4 le ‘unioni civili’. Nel resto d’Europa troviamo soltanto la Norvegia per il ‘matrimonio omosessuale’ e la Svizzera per le ‘unioni civili’.
E i diritti da riconoscere? Beh, è dal 2012 che in libreria si trova un libro dal titolo Certi diritti che le coppie conviventi non sanno di avere. La presentazione recita: “Concepito come un manuale di sopravvivenza, il libro indica gli strumenti legalmente utilizzabili per realizzare, almeno in parte, i diritti di coppia: in che modo tutelarsi per restare insieme nel caso la vita conduca uno dei due in ospedale o in carcere, per conservare la casa, ottenere risarcimenti o congedi, stipulare convenzioni e assicurazioni, garantire che i figli non subiscano danni e discriminazioni.
Per le coppie composte da persone dello stesso sesso, sono suggeriti soluzioni e rimedi che consentano il riconoscimento di importanti diritti”. Gli autori, poi, sono di tutto rispetto: Bruno de Filippis (giurista ed esperto di diritto di famiglia), Gian Mario Felicetti (autore di La famiglia fantasma, e membro del Direttivo dell’Associazione radicale “Certi Diritti”), Gabriella Friso (responsabile dell’Ufficio Diritti dell’associazione “Les Cultures” di Lecco, membro del gruppo IO Immigrazione e Omosessualità di Milano e del Direttivo dell’Associazione radicale “Certi Diritti”), e Filomena Gallo (avvocato e segretaria dell’associazione radicale “Luca Coscioni” per la libertà di ricerca scientifica).
In effetti, il ddl Cirinnà a questo punta, come ha acutamente annotato Giorgio Carbone: estendere la disciplina del matrimonio alle unioni tra persone dello stesso sesso, trattando in modo identico situazioni diverse, così violando la procedura speciale di revisione della Costituzione, modificata per mezzo di una semplice legge ordinaria e alterando radicalmente il significato della parola matrimonio. Avrebbe luogo, così, una rivoluzione antropologica e civile, con l’abbandono dei presupposti pre-giuridici oggettivi che fondano il matrimonio, qualsiasi sia l’ordinamento giuridico: la dualità della differenza sessuale e la complementarietà.
Ma, oltre a quello del matrimonio, un altro era l’argomento contestato al ddl Cirinnà, sintetizzato da un cartello: “La legge non cambia la realtà! Tutti nasciamo da mamma e papà”. Si tratta della stepchild adoption, ossia l’adozione del figliastro, istituto esistente in Italia dal 1983 e che il ddl Cirinnà vorrebbe esteso anche alle coppie omosessuali. E non si tratta, come verrebbe da pensare, di permettere ad una coppia gay di adottare un bambino abbandonato, ma di estendere a tale coppia la facoltà di adottare il figlio biologico del partner, ottenuto facendo ricorso alla maternità surrogata o utero in affitto, il cui mercato è valutato in circa 6 miliardi di dollari a livello internazionale. Questa pratica “abominevole”, così definita dall’onorevole Livia Turco, è stata giustificata da Umberto Veronesi, in un’intervista al settimanale Oggi, come "un’occasione per le donne non abbienti di migliorare il proprio tenore di vita"! Donne schiavizzate e usate come forni, neonati strappati dal seno di chi li ha partoriti e orfani fin dalla nascita, trattati come prodotti e “creati” in base a caratteristiche illustrate in appositi cataloghi. Eppure Monica Cirinnà, da delegata all’Ufficio Diritti degli animali (sindaco Veltroni), nel 2005 fece approvare un Regolamento comunale sulla tutela degli animali della città di Roma che, all’art. 8 comma 6, recitava: “È vietato separare i cuccioli di cani e gatti dalla madre prima dei 60 giorni di vita, se non per gravi motivazioni certificate da un medico veterinario”. Perché i “cittadini non umani” (come da lei definiti) sono trattati con più riguardo dei cittadini umani?
«Non ereditiamo il mondo dai nostri padri, ma lo prendiamo in prestito dai nostri figli»: queste parole di un saggio capo indiano erano presenti a quanti si sono recati al Circo Massimo, quale punta di un iceberg, rappresentando anche quanti sono rimasti a casa incollati a TV 2000 per seguire la diretta, gli anziani, i parenti simpatizzanti, quanti d’accordo con la causa ma che non se la sono sentita di sottoporsi a quella fatica ed anche il milione e 470 mila di famiglie povere.
Che mondo intendiamo restituire ai nostri figli?



Sede Nazionale via Breda 18 Castel Mella (BS) Tel. 030 2583972

Aggiungi ai preferitiAggiungi questo sito ai preferiti

Webmaster: cogio

Le foto non di proprietà di FNC sono state reperite in rete, se qualcuna di queste dovesse essere coperta da diritti d'autore, siete pregati di segnalarcelo. Provvederemo a rimuoverle.