Torna all'homepage
News
 
 
CARTA DEI DIRITTI
LO STATUTO
MODULO ISCRIZIONE
SEDI REGIONALI




Scrivici

12 May, 2016

I CATTOLICI E LE UNIONI CIVILI: LE LEZIONI DA TRARRE
di - FNC


Ora che sono state sciaguratamente approvate le unioni civili nel nostro Paese, occorre riflettere sul triste scenario che i cattolici hanno offerto. Nessuno può chiamarsi fuori: nè il popolo laico, nè il clero o parte di esso. Su tutti prendiamo in esame la figura di Mons. Galantino che si è schierato contro gli ultimi due Family day per poi contestare, nella giornata di ieri, non tanto l'approvazione della legge Cirinnà, quanto il metodo usato (la fiducia). Lungi da noi criticare il Santo Padre, tuttavia annotiamo il suo silenzio in occasione dei due avvenimenti di piazza, per poi dare un tiepido incoraggiamento a Gandolfini a poche ore dall'approvazione della Camera. Lo spettacolo offerto dai laici discende da quella confusione che tutti hanno potuto osservare nella CEI, dove il presidente (cardinal Bagnasco) cercava di arginare gli scellerati equilibrismi politici del segretario (Mons. Galantino) assai poco rispettosi della dottrina e del nuovo CCC. Infatti, poco dopo il secondo Family day, il comitato organizzatore (Difendiamo i Nostri Figli) si è spaccato finendo con il seguire due strategie diverse. La parte capitanata da Mario Adinolfi ha fondato il partito "Popolo della Famiglia" per presentarsi alle imminenti amministrative, mentre quella guidata da Gandolfini ha preferito restare fuori dall'agone politico, senza sporcarsi le mani, per poter dialogare con tutti i partiti e fare azione di lobbying.
Nessuno sa quale sia la via giusta, mentre l'unica cosa certa è che la divisione rende tutti più deboli. Assai facile sparare su Adinolfi, che sappiamo tutti avere notevoli limiti di carattere personale (da lui stesso ammessi pubblicamente) ed altrettanto semplice contestare la strategia a lungo termine di Gandolfini. Gli altri intanto mietono successi (o presunti tali) come quello di ieri alla Camera, mentre noi cogliamo sconfitte. Forse è il caso di alzare la testa e smettere di fare come i polli di Renzo. Gandolfini sappia reagire da fine politico allo schiaffo subito ieri dal governo e proponga alla gente del Family day di votare compatta e senza timori il nuovo partito Popolo della Famiglia di Adinolfi. Otterrà così il triplo vantaggio di: 1) ricompattare la piazza cattolica; 2) fornire una valida e certa indicazione di voto, posto che NCD ha tradito la causa e non si sa chi votare; 3) riguadagnare consensi in vista del referendum costituzionale. A buon intenditore ...

Presidente FNC
Vittorio Lodolo D'Oria


Il ministro Giannini “assolve” il libro omosessuale al liceo
di - zenit

Due anni fa l’indignazione per la scelta di far leggere, in una classe di liceo, alcune pagine di un romanzo che descrivono scene di sesso esplicito tra adolescenti omosessuali. Dopo che la Procura di Roma, nell’ottobre 2014, ha stabilito che il fatto non costituisce reato da parte degli insegnanti, ora anche il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha deciso di derubricare la vicenda senza prendere provvedimenti sanzionatori.
Il Ministro, infatti, sollecitata da un’interrogazione parlamentare presentata due anni fa dai deputati centristi Eugenia Roccella, Raffaele Calabrò, Barbara Saltamartini (poi passata alla Lega Nord) e Alessandro Pagano, dichiara oggi che gli accertamenti sul caso hanno rilevato una linea di attuazione regolare del principio di autonomia scolastica.
Dichiarazioni, quelle della Giannini, che il Comitato Difendiamo i Nostri Figli ritiene “non condivisibili”. Il Comitato osserva infatti che “forse le procedure sono state regolari, ma solo formalmente, in quanto non ci risulta che sia stato effettivamente realizzato da parte delle singole istituzioni scolastiche, quanto lo stesso Ministro ritiene necessario, come dire: ‘la costante interazione con tutte le componenti del processo educativo: personale della scuola, studenti e genitori, in linea con i principi enucleati nella nostra Costituzione'”.
Secondo il Comitato, la riprova sta nella protesta dei genitori, informati successivamente all’accaduto. “Le proteste sollevate dalle famiglie sono il segnale di una modalità troppo spesso carente in trasparenza sul dettaglio delle proposte didattiche e progettuali – prosegue il comunicato -. Non basta elencare i titoli dei testi, quasi che i genitori abbiamo il tempo e il modo di leggerli tutti in anticipo, prima di dare o negare la propria adesione. Ci pare più corretto che la scuola, secondo trasparenza e responsabilità deontologica, renda edotti i genitori, prima della scelta, degli aspetti suscettibili di dissenso e divisione tra le famiglie, come nel caso dell’educazione sessuale”.
Il Comitato ricorda inoltre che “l’autonomia scolastica dovrebbe valorizzare al contempo la libertà di insegnamento dei docenti, la libertà educativa delle famiglie e il diritto ad apprendere degli allievi (art 21,9 legge 59 – 1997)”.
Infine si richiede un pronunciamento ufficiale da parte del Ministro in ordine alla richiesta, presentata tempo fa da Difendiamo i Nostri Figli, affinché “sia richiesto ai genitori il consenso informato preventivo, nel caso si svolgano ‘attività extracurriculari o attività riguardanti valori educativi divisivi e controversi, come l’educazione sessuale’; – sia possibile, per le famiglie dissenzienti, esonerare i propri figli da quelle attività; – siano assicurati percorsi educativi alternativi, nel caso si svolgano tali attività in orario normale di lezione”.

03 May, 2016

L incoraggiamento del Papa a Gandolfini, promotore del Family Day
di -


Se si attendeva un esplicito sostegno da parte del Papa ai laici che si impegnano nella società civile italiana a favore della famiglia, questo sostegno è giunto oggi, 29 aprile 2016.
Il Santo Padre stamattina ha ricevuto in udienza privata Massimo Gandolfini, presidente del Comitato Difendiamo i Nostri Figli e promotore dei Family Day del giugno e del gennaio scorsi.
Raggiunto telefonicamente da ZENIT, il neurochirurgo bresciano è raggiante, la sua voce tradisce ancora l’emozione per l’incontro avvenuto in Vaticano.
Un incontro agognato da tempo, da quando Gandolfini è divenuto una figura di riferimento nel mondo “pro-family” italiano. “Sentivo l’esigenza di poter a quattr’occhi rappresentare al Papa i valori e i principi nell’ambito dei quali si muove il nostro Comitato”, spiega.
Già, perché – aggiunge Gandolfini – “c’è sempre qualcuno che ti dipinge così come non sei, dando adito a fraintendimenti che rischiavano di arrivare anche al Santo Padre”. Di qui la richiesta, avvenuta “ardentemente”, di incontrare il Papa di persona.
“Sono contentissimo – prosegue – che questa occasione ci sia finalmente stata, soprattutto per il contenuto dell’incontro, in cui ho potuto registrare una condivisione totale e un forte incoraggiamento a proseguire su questa strada difficile ma assolutamente necessaria”.
Gandolfini spiega d’aver rivolto a Papa Francesco, il quale era molto informato sui due Family Day, le seguenti domande: “Santità, dobbiamo andare avanti? Dobbiamo fermarci?”. Eloquente la risposta del Vescovo di Roma: “Andate avanti così, vi ringrazio per quello che fate”. Ed ha poi aggiunto: “Spetta a me, in quanto Papa, ribadire i principi che sono patrimonio secolare della Chiesa. Spetta a voi, che siete laici con una coscienza ben formata, protrarre l’impegno per difendere questi principi nella società”.
Dopo essersi inginocchiato e aver ricevuto la benedizione, Gandolfini ha poi chiesto al Papa di poter instaurare una relazione più stretta, di modo da poterlo informare sulle attività del Comitato. Il Pontefice ha risposto positivamente.
L’impegno nella società civile del Comitato Difendiamo i Nostri Figli guarda al futuro prossimo. Il 9 maggio arriverà alla Camera il ddl sulle unioni civili. “I margini di tempo per intervenire sono ormai ridotti – commenta Gandolfini – ci giunge inoltre notizia che Renzi vorrà far approvare il testo con la fiducia”.
È per questo che – promette il portavoce del Comitato – “faremo appello al presidente della Repubblica perché vagli con estremo rigore i profili di incostituzionalità di questa legge, che sono stati riconosciuti da una sessantina di giuristi di chiara fama internazionale”.
Profili evidenti di sfruttamento del corpo femminile si intravedono invece dietro la pratica dell’utero in affitto. Alla Camera è slittato a data da destinarsi il voto su quattro mozioni di condanna nei confronti della maternità surrogata. Anche questo tema è stato affrontato da Gandolfini con Papa Francesco.
“Ho descritto l’utero in affitto come ‘abominevole’ e ‘incivile’ – dice Gandolfini – e il Santo Padre ha annuito”. Il neurochirurgo racconta poi che Francesco ha ribadito “il diritto dei bambini ad avere un papà e una mamma”.
Affermazione, quest’ultima del Papa, che può suscitare riprovazione da parte di taluni ambienti culturali, se non persino il ricorso alle vie legali. Ne sa qualcosa Gandolfini, recentemente querelato dall’Arcigay per diffamazione. “Si tratta evidentemente di un’incomprensione che spero venga riconosciuta e sanata”, commenta. Del resto non ha tempo per “vestire i panni del martire”, perché deve “andare avanti” nella difesa della famiglia. Papa Francesco docet.


Sede Nazionale via Breda 18 Castel Mella (BS) Tel. 030 2583972

Aggiungi ai preferitiAggiungi questo sito ai preferiti

Webmaster: cogio

Le foto non di proprietà di FNC sono state reperite in rete, se qualcuna di queste dovesse essere coperta da diritti d'autore, siete pregati di segnalarcelo. Provvederemo a rimuoverle.