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18 May, 2016

Bagnasco: “Unioni civili legge ideologica. Utero in affitto sarà il colpo finale alla famiglia”
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Disappunto del presidente CEI per la nuova normativa nella prolusione alla 69° Assemblea annuale dei vescovi italiani. Affrontati temi di gender, migrazioni, nullità matrimoniali, povertà, disoccupazione, ludopatia

Il Papa – lo sappiamo – con la politica, specie quella italiana, non si “immischia”. Quindi nel suo discorso di ieri alla 69ma Assemblea generale della CEI non figurava alcun cenno sulle ultime vicende politiche che hanno scosso l’animo dei cattolici d’Italia, ovvero la legge sulle unioni civili. Il presidente dei vescovi nostrani, il cardinale Angelo Bagnasco, invece, non manca di esprimere il proprio disappunto contro questa azione del Governo nella sua prolusione d’apertura di stamane.

Più che altro, l’arcivescovo di Genova si domanda “come mai così vasta enfasi ed energia sia stata profusa per cause che rispondono non tanto a esigenze – già per altro previste dall’ordinamento giuridico – ma a schemi ideologici”. Laddove nel paese, afflitto da povertà, disoccupazione, ludopatia, sono ben altri i problemi.

Unioni civili: “Equiparate a matrimonio e famiglia, sono cose diverse”

La recente approvazione della legge sulle Unioni civili, afferma il cardinale, “sancisce di fatto una equiparazione al matrimonio e alla famiglia, anche se si afferma che sono cose diverse”; in realtà, sottolinea Bagnasco, “le differenze sono solo dei piccoli espedienti nominalisti, o degli artifici giuridici facilmente aggirabili, in attesa del colpo finale – così già si dice pubblicamente – compresa anche la pratica dell’utero in affitto, che sfrutta il corpo femminile profittando di condizioni di povertà”.

Il cardinale ricorda allora le parole di Papa Francesco nella dichiarazione congiunta firmata a L’Avana con il Patriarca Kirill: “La famiglia si fonda sul atto libero e fedele di amore di un uomo e una donna. Ci rammarichiamo che altre forme di convivenza siano ormai poste allo stesso livello di questa unione, mentre il concetto di paternità e di maternità, come vocazione particolare dell’uomo e della donna nel matrimonio viene estromesso dalla coscienza pubblica”.

“Bambini hanno diritto ad un papà e una mamma, non sono cavie da laboratorio”

Ribadisce, quindi, “il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con papà e una mamma, capaci di creare insieme un ambiente idoneo al suo sviluppo e alla sua maturazione affettiva”, anche perché “con i bambini e i giovani non si può sperimentare. Non sono cavie da laboratorio”.

Gender, “sempre alle porte in modo strisciante”

Di qui un nuovo affondo contro la teoria del gender “che è sempre alle porte in modo strisciante” e che, ha affermato più volte il Pontefice, “è uno sbaglio della mente umana”, probabilmente “espressione di una frustrazione e di una rassegnazione che mira a cancellare la differenza sessuale perché non sa confrontarsi con essa”.

Disoccupazione: “I peggiori in Europa, subito prima della Bulgaria”

Bagnasco punta l’occhio, dunque, alle tante situazioni che mettono in ginocchio il popolo che “vorremmo poterlo vedere più sereno, occupato nel lavoro, proiettato con fiducia verso il futuro, incoraggiato dalle prospettive dei giovani, lieto nell’intreccio di generazioni che si guardano con simpatia, fiducia, solidarietà”. Invece i dati rivelano il contrario. A cominciare dalla crisi occupazionale caduta del 4,8%, “una delle contrazioni più rilevanti in Europa”. “I dati ricorrenti – sottolinea il cardinale – dicono che la fascia tra i 15 e i 24 anni in cerca di lavoro è prossima al 40% contro il 22% della media europea: in termini percentuali siamo i peggiori, subito prima della Bulgaria”.

1,5 milioni di famiglie investite da povertà assoluta. Chiesa impegnata nella carità

A fianco a loro ci sono adulti che, perso il lavoro, “si trovano nella difficoltà a rientrarvi con grave danno per le proprie famiglie oltre che per la propria dignità”. Tutti questi compongono spesso le file di di coloro che cercano un pasto alle mense della Caritas o delle parrocchie. Nel 2015 “sono stati ben 12 i milioni di pasti distribuiti”, spiega Bagnasco. “Il peso della vita quotidiana, alla ricerca dei beni essenziali, diventa sempre più insostenibile, compreso il bene primario della casa”, aggiunge. “La povertà assoluta investe 1,5 milioni di famiglie, per un totale di 4 milioni di persone, il 6,8 della popolazione italiana!”.

E mentre la platea dei poveri si allarga “inglobando il ceto medio di ieri”, la porzione della ricchezza “cresce e si concentra sempre più nelle mani di pochi, purtroppo a volte anche attraverso la via della corruzione personale o di gruppo”. Il cardinale, allora, si domanda: “I responsabili della cosa pubblica, i diversi attori del mondo del lavoro, che cosa stanno facendo che non sia episodico ma strutturale?”. La Chiesa, da parte sua, continua invece “a fare tutto quanto le è possibile per stare accanto alla gente, mettendo in campo ogni risorsa: dalle forze di tantissimi volontari alle risorse dell’8×1000, che, oltre a permettere un Clero totalmente disponibile, consente di venire incontro alle enormi richieste della carità e del mantenimento delle opere pastorali”.

Denatalità: “Quelli del 2015 i dati peggiori dall’unità d’Italia”

Tra i fantasmi che infestano il Paese, il card. Bagnasco individua anche il calo della natalità finalmente denominato “inverno demografico”. Ad oggi, dice, “si vedono segnali positivi di sostegno e promozione della famiglia che, oltre ad essere il grembo naturale della vita, è palestra di umanesimo, di virtù civili, di socialità e di educazione nell’intreccio di generazioni e di generi, primo ammortizzatore sociale”. Tali segnali vanno però “incentivati” e, soprattutto, resi “strutturali”.

Anche perché i dati ISTAT rimangono “impietosi”: “Quelli del 2015 sono i dati peggiori dall’unità d’Italia” ribadisce il presidente CEI, ricordando che lo scorso anno, a fronte di 653mila decessi, le nascite sono state 488mila, mentre 100mila italiani hanno lasciato il Paese. Lo Stato cosa sta facendo perché si possa invertire la tendenza? Per ora pare nulla. Il cardinale avverte pertanto dell’urgenza di “una manovra fiscale coraggiosa, che dia finalmente equità alle famiglie con figli a carico”.

Ludopatia: “Devastante per singoli e famiglie. Porta al suicidio”

Terzo fantasma è invece quello del gioco d’azzardo. “Negli ultimi sei anni, mentre fra la popolazione è salita la soglia della povertà, l’affare-azzardo ha raggiunto il 350%, fino a 84 miliardi”. “La ricaduta sociale della ludopatia – afferma l’arcivescovo di Genova – è devastante per i singoli, che perdono il lavoro, rompono i rapporti familiari, diventano facile preda di altre dipendenze fino al suicidio”.

“È su questi problemi che la gente vuole vedere il Parlamento impegnato senza distrazioni di energie e di tempo, perché questi sono i problemi veri del Paese, cioè del popolo”, afferma il porporato

Violenze anti-cristiane, “mondo distratto e indifferente”

Nella sua prolusione anche un cenno alla violenza che segna il mondo, davanti alla quale “sembra che cresca l’indifferenza”, come se “i veri problemi fossero altri che il diritto di professare la propria fede senza subire persecuzione e morte, o essere costretti a vivere da fuggiaschi in preda alla paura”. Sotto questi occhi “distratti e indifferenti del mondo”, si contano 200 milioni di cristiani perseguitati: “Ad Aleppo, storico centro della cristianità in Siria, oggi sono rimasti appena 40mila fedeli, un quarto rispetto a solo 5 anni fa!”. Accanto alle vittime di persecuzione religiosa, ci sono poi quelle del terrorismo “che continua a seminare morte, angoscia e rapimenti”.

Migranti: “Non retrocedere nell’accoglienza”

Un cenno anche alla questione dei migranti, sulla scia della “incisiva e commovente” visita del Papa a Lesbo. Essa – dice Bagnasco – “ci impegna a non retrocedere dal fronte dell’accoglienza; ricorda a tutti che le vie di comunicazione sono sì per le merci, ma innanzitutto per le persone”. Anche in tal ambito va riconosciuto “il permanente sforzo dell’Italia, sempre in prima linea per accogliere e salvare tante vite da ignobili mercanti di disperati”. La Chiesa continua intanto a fronteggiare questo inarrestabile esodo del Sud del mondo ad offrire il suo contributo accogliendo, ad oggi, circa 23mila migranti, con un aumento di 4.500 persone in questi primi mesi dell’anno.

Nullità matrimoniale: “Vescovi impegnati per rendere efficace la riforma”

Riguardo ai processi di nullità matrimoniale, resi più celeri dal Motu Proprio Mitis Iudex Dominus Iesus, Bagnasco assicura: “Come Vescovi siamo impegnati affinché le finalità della riforma possano trovare efficace e piena risposta nella prassi giudiziaria, coniugando la vicinanza accogliente alle persone con le esigenze di assicurare sempre un rigoroso accertamento della verità del vincolo, per sua natura indissolubile ove validamente formato”. In questa prospettiva, “la CEI non mancherà di offrire il proprio sostegno, a tutti i livelli di propria competenza e in comunione con le Conferenze Episcopali Regionali”.

12 May, 2016

I CATTOLICI E LE UNIONI CIVILI: LE LEZIONI DA TRARRE
di - FNC


Ora che sono state sciaguratamente approvate le unioni civili nel nostro Paese, occorre riflettere sul triste scenario che i cattolici hanno offerto. Nessuno può chiamarsi fuori: nè il popolo laico, nè il clero o parte di esso. Su tutti prendiamo in esame la figura di Mons. Galantino che si è schierato contro gli ultimi due Family day per poi contestare, nella giornata di ieri, non tanto l'approvazione della legge Cirinnà, quanto il metodo usato (la fiducia). Lungi da noi criticare il Santo Padre, tuttavia annotiamo il suo silenzio in occasione dei due avvenimenti di piazza, per poi dare un tiepido incoraggiamento a Gandolfini a poche ore dall'approvazione della Camera. Lo spettacolo offerto dai laici discende da quella confusione che tutti hanno potuto osservare nella CEI, dove il presidente (cardinal Bagnasco) cercava di arginare gli scellerati equilibrismi politici del segretario (Mons. Galantino) assai poco rispettosi della dottrina e del nuovo CCC. Infatti, poco dopo il secondo Family day, il comitato organizzatore (Difendiamo i Nostri Figli) si è spaccato finendo con il seguire due strategie diverse. La parte capitanata da Mario Adinolfi ha fondato il partito "Popolo della Famiglia" per presentarsi alle imminenti amministrative, mentre quella guidata da Gandolfini ha preferito restare fuori dall'agone politico, senza sporcarsi le mani, per poter dialogare con tutti i partiti e fare azione di lobbying.
Nessuno sa quale sia la via giusta, mentre l'unica cosa certa è che la divisione rende tutti più deboli. Assai facile sparare su Adinolfi, che sappiamo tutti avere notevoli limiti di carattere personale (da lui stesso ammessi pubblicamente) ed altrettanto semplice contestare la strategia a lungo termine di Gandolfini. Gli altri intanto mietono successi (o presunti tali) come quello di ieri alla Camera, mentre noi cogliamo sconfitte. Forse è il caso di alzare la testa e smettere di fare come i polli di Renzo. Gandolfini sappia reagire da fine politico allo schiaffo subito ieri dal governo e proponga alla gente del Family day di votare compatta e senza timori il nuovo partito Popolo della Famiglia di Adinolfi. Otterrà così il triplo vantaggio di: 1) ricompattare la piazza cattolica; 2) fornire una valida e certa indicazione di voto, posto che NCD ha tradito la causa e non si sa chi votare; 3) riguadagnare consensi in vista del referendum costituzionale. A buon intenditore ...

Presidente FNC
Vittorio Lodolo D'Oria


Il ministro Giannini “assolve” il libro omosessuale al liceo
di - zenit

Due anni fa l’indignazione per la scelta di far leggere, in una classe di liceo, alcune pagine di un romanzo che descrivono scene di sesso esplicito tra adolescenti omosessuali. Dopo che la Procura di Roma, nell’ottobre 2014, ha stabilito che il fatto non costituisce reato da parte degli insegnanti, ora anche il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha deciso di derubricare la vicenda senza prendere provvedimenti sanzionatori.
Il Ministro, infatti, sollecitata da un’interrogazione parlamentare presentata due anni fa dai deputati centristi Eugenia Roccella, Raffaele Calabrò, Barbara Saltamartini (poi passata alla Lega Nord) e Alessandro Pagano, dichiara oggi che gli accertamenti sul caso hanno rilevato una linea di attuazione regolare del principio di autonomia scolastica.
Dichiarazioni, quelle della Giannini, che il Comitato Difendiamo i Nostri Figli ritiene “non condivisibili”. Il Comitato osserva infatti che “forse le procedure sono state regolari, ma solo formalmente, in quanto non ci risulta che sia stato effettivamente realizzato da parte delle singole istituzioni scolastiche, quanto lo stesso Ministro ritiene necessario, come dire: ‘la costante interazione con tutte le componenti del processo educativo: personale della scuola, studenti e genitori, in linea con i principi enucleati nella nostra Costituzione'”.
Secondo il Comitato, la riprova sta nella protesta dei genitori, informati successivamente all’accaduto. “Le proteste sollevate dalle famiglie sono il segnale di una modalità troppo spesso carente in trasparenza sul dettaglio delle proposte didattiche e progettuali – prosegue il comunicato -. Non basta elencare i titoli dei testi, quasi che i genitori abbiamo il tempo e il modo di leggerli tutti in anticipo, prima di dare o negare la propria adesione. Ci pare più corretto che la scuola, secondo trasparenza e responsabilità deontologica, renda edotti i genitori, prima della scelta, degli aspetti suscettibili di dissenso e divisione tra le famiglie, come nel caso dell’educazione sessuale”.
Il Comitato ricorda inoltre che “l’autonomia scolastica dovrebbe valorizzare al contempo la libertà di insegnamento dei docenti, la libertà educativa delle famiglie e il diritto ad apprendere degli allievi (art 21,9 legge 59 – 1997)”.
Infine si richiede un pronunciamento ufficiale da parte del Ministro in ordine alla richiesta, presentata tempo fa da Difendiamo i Nostri Figli, affinché “sia richiesto ai genitori il consenso informato preventivo, nel caso si svolgano ‘attività extracurriculari o attività riguardanti valori educativi divisivi e controversi, come l’educazione sessuale’; – sia possibile, per le famiglie dissenzienti, esonerare i propri figli da quelle attività; – siano assicurati percorsi educativi alternativi, nel caso si svolgano tali attività in orario normale di lezione”.


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