Torna all'homepage
Comunicati
 
 
CARTA DEI DIRITTI
LO STATUTO
MODULO ISCRIZIONE
SEDI REGIONALI




Scrivici

15 July, 2009

Lettera alle famiglie numerose
di - Gianni e Cristina Archetti


Oggi cosa spinge una famiglia numerosa a essere aperta alla vita, nonostante la situazione economica per le famiglie sia disastrosa? Cosa la spinge a non chiudersi alla vita? Per tentare di dare risposta a queste domande, vorrei iniziare ad analizzare del perché in Europa esiste un calo demografico preoccupante, definito da molti “inverno demografico”. Perché non si generano figli? A questa domanda sembra non sia difficile rispondere. Esistono varie sfaccettature ma il motivo primario che possiamo cogliere dalle famiglie è la mancanza di soldi. ”Ah! se guadagnassi di più’” o “se avessi da parte dei soldi allora …”. Chi si esprime in questo modo imputa il suo non avere figli a cause che non dipendono da lui ma dalla società: è dovuto alla società se non si fanno figli, non è “colpa” mia, io sarei disposto ad accoglierli ma non posso permettermi un altro figlio, per arrivare a fine mese mia moglie deve andare a lavorare, devo pagare il mutuo, ecc. Stiamo attenti: in questo modo rischiamo di far passare il concetto che i beni valgono di più di un figlio, cosa che nessuno crede di pensare (figurati se un bambino vale meno del conto corrente o della mia carriera o …) ma che, come esposto precedentemente, accade in modo subliminale. Il fattore economico certamente è importante, ma penso particolarmente vera un'altra realtà che impedisce l’apertura alla vita. E’ stata espressa molto bene da padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia, nel Natale 2007 interrogandosi del perchè delle poche nascite diceva: “Perché nascono così pochi bambini in Italia e in altri paesi occidentali? Il motivo principale della scarsità delle nascite non è principalmente di tipo economico. Diversamente, le nascite dovrebbero aumentare a mano a mano che si va verso le fasce più alte della società, o a misura che si risale dal Sud al Nord del mondo, mentre sappiamo che è vero esattamente il contrario. Il motivo è più profondo: è la mancanza di speranza, con quello che essa porta con sé: fiducia nel futuro, slancio vitale, creatività, poesia e gioia di vivere. Se sposarsi è sempre un atto di fede, mettere al mondo un figlio è sempre un atto di speranza. Nulla si fa al mondo senza speranza. Abbiamo bisogno di speranza come dell'ossigeno per respirare. “ Trovo che questa riflessione rilevi probabilmente il motivo fondamentale della mancanza di apertura alla vita. Economicamente in questa società avere figli è un debito. Se le famiglie guardassero prevalentemente il lato economico, possiamo stare certi che sarà sempre più una rarità incontrare una coppia con figli. Ormai i parchi delle nostre città sono adibiti al passeggio di cani (spesso più numerosi dei bambini), di quel vociare di vita e speranza di anni fa, non si ode ormai quasi nulla. La scelta di generare non è fatta secondo una visione economica ma è una scelta di vita di fede e di speranza o al limite affettiva ma certamente non economica, altrimenti nessuno genererebbe figli. Anche le famiglie che, non guardando al conto in banca, ma per fede si aprono alla vita devono stare attente a non cadere nella trappola di trasformare il dono di Dio (figli) in un diritto all’aiuto al mantenimento della prole. E’ vero, i figli sono una ricchezza per tutti, la scelta privata della famiglia di procreare ricade in modo generalmente positivo nella società. A questo punto vorrei fare una domanda: l’ associazione dovrebbe dedicarsi prevalentemente (non solo) a difendere la vita come valore primario in tutte le sue forme o prediligere il “diritto” ad avere sconti su case, energia elettrica, acqua e quant’altro? Quale scelta di fondo dobbiamo intraprendere? Questa domanda mi ricorda un'altra scelta (visto il periodo appena trascorso): “volete libero Barabba o Gesù?” Cioè vogliamo libera la “giustizia umana” (Barabba era contro l’oppressione romana e per alcuni versi era considerato un giustiziere) o vogliamo libero Gesù, l’amore, il perdono, il dono, la pace, l’amore, la vita? Non possiamo pretendere che una società che non ha ancora capito il valore della vita (vedi aborto, eutanasia, ecc.) possa aiutarci economicamente nelle nostre scelte, prima dobbiamo far capire il valore della vita, poi, se riusciremo in questo intento la società, statene certi, aiuterà la famiglia in modo strutturale e non in modo assistenziale (come ora). Dobbiamo prima far cambiare una mentalità contraria alla vita con la nostra testimonianza e quella dei nostri figli, a questo siamo chiamati. Non abbiamo generato figli per rivendicare soldi a nessuno ma per donare la speranza che è in noi, facendo vedere e non raccontando che, nonostante la nostra società penalizzi le famiglie in particolare quelle numerose, riteniamo sia una gioia, uno slancio vitale per tutti accoglierla. E’ necessario a questa società vedere alcune famiglie che, non perché benestanti ma in quanto ricche (per grazia) di quei valori che danno senso alla vita, non si chiudono nell’egoismo ma grazie a un dono di Dio danno speranza a quelle che per tanti motivi l’hanno persa rincorrendo forse cose che non saziano. Siamo chiamati, come diceva S.E. mons. Danzi Vescovo di Loreto all’incontro con le famiglie numerose, ad essere un baluardo e una profezia in questa società: “ Voi non per modo di dire, e non ve lo dice un politico, ve lo dice un prete, voi siete veramente la ricchezza del domani. Anche se lo Stato potesse o dovesse penalizzarvi nel vostro vivere la famiglia e la famiglia numerosa, voi siete l’unico baluardo di verità e di vita di un amore umano che incontrandosi con l’altro di natura propria genera.” Possiamo comprendere che la famiglie numerosa nella società di oggi sia allo stremo, che si senta quasi obbligata, pur di sostenersi, a rivendicare “diritti” e aiuti economici ma dovrà anche stare attenta di non “barattare” la sua chiamata rinunciando o annacquando l’essere testimone dell’amore di Dio. Starà alle famiglie numerose decidere se dedicarsi di più alla rivendicazione dei propri “diritti” o privilegiare, indegnamente, di essere questo baluardo per un futuro di vita carico di quei valori che sono di speranza, fede, condivisione e ottimismo.


RELAZIONE DEL PRESIDENTE
di - Gianni e Cristina Archetti


Rivolgo il mio saluto a tutti i partecipanti all’assemblea nazionale FNC. Siamo grati a tutti coloro che oggi hanno accettato l’invito ad essere presenti e ad apportare il loro contributo alla nostra associazione. E’ stato questo un anno vivace, propositivo, nella ricerca e nella riproposizione dei valori e degli ideali che contraddistinguono le nostre famiglie cattoliche. Abbiamo vissuto dei mesi intensi e interessanti, ci siamo arricchiti e siamo cresciuti: nella mente e nel cuore. In particolare abbiamo potuto notare come la rinnovata fede nei grandi valori che scaturiscono dalla Dottrina Sociale della Chiesa e dagli insegnamenti del suo magistero siano le linee guida per la nostra associazione. Chiamati ad essere testimoni di un amore infinito che una volta sperimentato porta al rispetto della vita e va contro filosofie di morte che sembrano prevalere nella nostra società. La FNC nasce in particolare dopo aver sperimentato che non potevano convivere due visioni diverse di interpretare un‘associazione di famiglie numerose. Questa problematica è riportata nelle mie dimissioni dell’ottobre 2007 e in seguito quelle di Vittorio: ”Con nostro rammarico però ci siamo resi conto che non è più possibile riconoscerci nei valori e negli obiettivi perseguiti da diversi mesi dall'Associazione (ANFN). In poche parole ci siamo resi conto che non è più possibile la convivenza di due opposte visioni (che per brevità chiameremo "primato del Magistero della Chiesa" e"primato della prassi socio-politica") all'interno dell'ANFN. “Abbiamo scelto come parametro per la nostra associazione il magistero della Chiesa per le varie ed eventuali problematiche che in tempi futuri si sarebbero potute presentare in fatto di materia di morale e di Dottrina sociale: ARTICOLO 2. Scopi e finalità “L’Associazione, integralmente e senza deroga alcuna, si ispira e attiene al Magistero della Chiesa Cattolica, alla Dottrina Sociale della Chiesa e all’antropologia cristiana, intendendo rendersi strumento di supporto alla famiglia per la sua piena realizzazione.” Questa nostra natura si evidenzia molto bene con la prima uscita su il quotidiano Avvenire dell’1/02/08 dove l’autrice Antonella Mariani coglie a nostro parere lo spirito che ci ha spinto a far nascere una nuova associazione di famiglie numerose, una realtà “che vuole affermare una forte identità cattolica, .scelta di aprirsi alla vita, ci ispiriamo alla Dottrina sociale e alla Familiaris Consortio. Dotandosi di uno statuto che prevede quali punti imprescindibili: l’inequivocabile affermazione della propria identità e delle radici cristiane ; affermazione della propria fede cattolica e dei relativi valori quale unico criterio di riferimento del proprio operato ; obbedienza e il sostegno incondizionati al magistero della Chiesa e al Santo Padre” Con nostra sorpresa, riceviamo una lettera da parte di Don Nicolli, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia che ritiene giusto informarci in data 22/02/08 di aver scritto il 12/02/08 ai “Responsabili diocesani e alla Consulta nazionale di pastorale familiare, ai responsabili delle Aggregazioni di spiritualità coniugale e familiare e al Consiglio Direttivo del Forum delle Associazioni familiari il 12/02/08 asserendo che “Come risulta in maniera inequivocabile dal comunicato stesso, tale associazione nasce in contrapposizione e in aperta polemica con l’Associazione Nazionale Famiglie Numerose'' sorta alcuni anni fa a Brescia. Ribadisce inoltre che “Al fine di rispondere alle richieste di chiarimenti giunte a Uffici diocesani e Vescovi, ritengo utile precisare che la nuova associazione è frutto di un'iniziativa privata e che, a quanto consta, essa non dispone dell'autorizzazione ecclesiastica necessaria per fregiarsi della qualificazione cattolica, ai sensi del can. 300 del Codice di diritto canonico.” Dopo questi accadimenti non vi nascondo la profonda tristezza e amarezza, accresciuta dalla diffida da parte dell’avvocato di ANFN al fine di non farci utilizzare il nome della nostra associazione, la dizione “Famiglie Numerose” in quanto “sotto brevetto”. Ci rivolgiamo allo studio Jacobacci di Milano (leader in materia di loghimarchi) che sostiene il diritto da parte della FNC di utilizzare i vocaboli sopra citati. Anche se sempre convinti che se Dio permette certi avvenimenti è per il nostro bene entriamo con sofferenza nella storia che Dio sta permettendo. In data 12/03/08 rispondiamo tentando di spiegare la nostra visione: ”Siamo altresì lieti del Suo invito ad un incontro – seppure successivo agli accadimenti – così da poterLe illustrare appieno lo spirito che ci anima, i principi cui il nostro statuto s’ispira nonché la volontà di servizio e obbedienza al Magistero della Chiesa. Riguardo alla nostra presunta violazione del can. 300 del Codice di Diritto Canonico – cui la S.V. fa cenno – siamo a ribadire che l’aggettivo “cattoliche” si riferisce all’identità delle famiglie che si associano alla FNC. Non vi è pertanto alcuna volontà dell’associazione di “fregiarsi”, in modo illegittimo, irrispettoso, ovvero ingiustificato, di un titolo che non le appartiene. Vi è al contrario la chiara volontà da parte degli associati di esprimere inequivocabilmente i valori, le radici cristiane, nonché i conseguenti obiettivi futuri protesi alla verità. A suffragare la spontanea serietà delle nostre serene intenzioni, nella prima assemblea nazionale (svoltasi a Milano in data 16.02.08) abbiamo deciso all’unanimità di rimettere incondizionatamente alla CEI, la possibilità di sostituire la dizione “cattoliche” con altro aggettivo (es. cristiane o altro che la CEI medesima ci vorrà suggerire) che consenta comunque alla denominazione associativa di rispecchiare appieno i contenuti dello statuto. L’elaborazione del suddetto documento, tutt’altro che frutto di un’estemporanea iniziativa, è stato profondamente meditato, quindi sottoposto all’osservazione di un fine conoscitore della materia. Non escludo che un giorno, a Dio piacendo, si potrà in qualche forma ritornare insieme, sempre se verrà riconosciuto il Magistero della Chiesa come riferimento e la trasformazione da una associazione aconfessionale in associazione riconosciuta dalla Chiesa come Cattolica. La cattolicità per FNC è un vincolo e una esigenza imprescindibile! Non ci siamo aperti alla vita per “fare” tanti bambini (spesso abbiamo combattuto contro la mentalità di questo mondo) ma accogliendo la vita come dono prezioso di Dio: e se i figli sono un dono di Dio sono allora una grazia per tutti, e se sono una grazia allora non è per i nostri meriti che ce li ha donati, e se ce li ha donati è perché potessimo diventare suoi testimoni. “pronti sempre a rispondere a chiunque ci domandi ragione della speranza che è in noi.” (1 Pt 3,15) Questa apertura alla vita, non viene da noi ma da Dio, e “noi portiamo questo tesoro in vasi di creta affinchè sia manifesta che la sublimità di questo Amore viene da Dio e non da noi, dal Suo incontro con le nostre vite, trasformate dal Suo amore che ci chiama ad essere suoi testimoni.(Urget nos!) Questo sono le famiglie numerose chiamate ad essere per molti “scandalo” ma nel contempo speranza per quelle che l’hanno persa: “Nell’odierno contesto sociale, i nuclei familiari con tanti figli costituiscono una testimonianza di fede, di coraggio e di ottimismo, perché senza figli non c’è futuro! (Benedetto XVI 02/11/05). Dopo la nostra risposta riceviamo un'altra lettera da parte di Don Nicolli, dove fa presente che “Mi rimane molto viva la preoccupazione che la Sua iniziativa possa provocare disorientamento e divisioni all'interno della comunità ecclesiale. Auspico pertanto che rimanga aperto il cammino verso l'unità e la comunione”. Prendiamo atto che non si fa più accenno al presunto problema “Cattolicità” (Canone 300), ma si fa presente un nuovo problema “divisioni interne alla comunità ecclesiale”. Rispondiamo facendo nuovamente presente la nostra disponibilità: “L’unità delle due associazioni potrebbe avere luogo unicamente se l’ANFN proclamasse nel proprio statuto l’identità cattolica e l’intenzione a operare di conseguenza.” Inoltre rispondiamo per quanto riguarda il timore di divisione nella comunità ecclesiale che: “Fintanto che l’ANFN manterrà l’attuale identità aconfessionale, dunque non potranno esservi “il disorientamento e la divisione all’interno della comunità ecclesiale” da Lei temuti. Ciascuna famiglia potrà iscriversi all’associazione che – secondo statuto – ne rappresenta i valori.” Invitiamo Don Nicolli al dialogo con FNC “Quando vorrà, saremo lieti di poterla incontrare.” A febbraio 2009 invitiamo S.E. Card. Ennio Antonelli ad intervenire al convegno Fratelli e Sorelle Organizzato dal Prof. Tonino Cantelmi nostro socio e responsabile di Roma. Ci risponde di: “non poter partecipare al convegno nazionale” e aggiunge: ”vi invito a riprendere i contatti con ANFN, così come invito loro a rendere più esplicita la loro ispirazione cristiana.“ Ottempereremo prontamente all’invito di S.E. Card. Ennio Antonelli, tenendo sempre presente che per noi l’obbedienza al magistero della Chiesa e il riconoscimento della Cattolicità come associazione sono principi non negoziabili. Noi crediamo che la cattolicità per la FNC sia importante e fondamentale tanto che l’abbiamo inserita nel nome della nostra associazione (riferito alle famiglie) non per distinguerci da altre associazioni di famiglie numerose ma perché crediamo che sia il “motore” primario della nostra scelta di apertura alla vita. Vorrei sottolineare alcuni punti essenziali su cui la nostra associazione vuole basare il proprio operato:  Le famiglie cristiane devono essere “fuoco acceso” nella società per mostrare apertamente la bellezza della vita cristiana  essere testimoni cioè abbiamo qualcosa da far vedere, altrimenti è difficile persuadere.  la bellezza della famiglia cristiana deve essere testimoniata concretamente, esortando a edificare autentiche famiglie cristiane che possano essere un fuoco acceso, un punto di riferimento per tutti da un'unità profonda, con un'apertura generosa alla vita e la cura delle persone più deboli.  promuovere il rispetto della vita umana, l'etica della vita.  promuovere la valorizzazione della famiglia nella Chiesa, nella cultura e nella società civile.  E’ proprio nella famiglia – nel rapporto uomo-donna e genitori-figli – che si giocano le differenze fondamentali dell'umano, e tali differenze si intrecciano, si legano tra loro e sviluppano tutta la loro ricchezza, tutta la loro potenzialità.  attivare maggiormente la consultazione con i Vescovi, le Conferenze Episcopali, le famiglie, gli esperti, le istituzioni che si interessano della famiglia, e con le varie associazioni familiari.  Essere disponibili alla preparazione dei coniugi, da iniziare già nel periodo del fidanzamento.  Allo stesso modo, è necessaria grande cura per le famiglie in difficoltà o che non sono in piena sintonia con la Chiesa sostenendo le coppie in difficoltà, non lasciarle sole. OBIETTIVI 2009 Soci Dobbiamo riuscire per quanto possibile ad incrementare il numero degli iscritti, questo non perchè vogliamo essere in tanti o più numerosi di altre associazioni ma per rendere coscienti le famiglie e in particolare quelle numerose del carisma che Dio ci ha affidato donandoci i figli. Non ci siamo aperti alla vita per chiedere tessere, sconti, agevolazioni ma le famiglie numerose sono chiamate a donare speranza alla società. Inoltre creare dei gruppi al fine di svolgere una delle nostre missioni che è di collaborare con le diocesi – parrocchie, per la preparazione delle coppie o per le coppie in crisi che si stanno separando. Articolo 2 FNC e) collaborare con le parrocchie di qualunque diocesi, per la formazione delle coppie di fidanzati in preparazione al matrimonio, e qualunque altro servizio pastorale attinente alla promozione e tutela della Vita e della Famiglia; E’ importante anzi fondamentale essere dei testimoni affinché si possa rendere visibile in questa società che è possibile essere aperti alla vita e rimanere fedeli nel sacramento del matrimonio, non per i nostri meriti ma fedeli perché Dio è stato fedele con noi anche se peccatori, amandoci e perdonandoci. In poche parole direi più che di soci abbiamo bisogno di testimoni! Politiche familiari L’associazione FNC in comunione con la Chiesa appoggia il quoziente familiare. Abbiamo pubblicato nel nostro sito questo comunicato: L’associazione FNC ritiene che le precedenti ed attuali politiche fiscali penalizzino le famiglie che accolgono la vita. Pensiamo che sia nell’interesse della nostra società scegliere una tassazione che tenga conto del numero dei componenti del nucleo familiare adottando il quoziente famigliare che, secondo noi, è la scelta migliore e più equa per tutte le famiglie e non solo per quelle numerose, permettendo di aiutare a mantenere ed educare i figli che sono la risorsa per un futuro del nostro paese. Visto il momento di difficoltà economica, riteniamo sia necessario sostenere adeguatamente in tempi rapidi le famiglie in difficoltà non con aiuti marginali ma modificando radicalmente la situazione attuale. All’interno dell’associazione si dovrà creare un gruppo che si dedichi a instaurare contatti con le varie forze politiche al fine di portare avanti delle proposte per il bene delle famiglie e della società. Condivido il pensiero del Predicatore della Casa pontificia “I primi cristiani, soprattutto nei primi tre secoli, sono riusciti a cambiare le leggi dello Stato con il loro comportamento. Oggi non possiamo pretendere di fare l’opposto, ovvero cambiare il comportamento attraverso le leggi dello Stato. Come cittadini dobbiamo fare tutto il possibile perché lo Stato adotti leggi buone, positive, che non siano contrarie alla vita, ma questo non è sufficiente. Non è sufficiente perché in una società pluralistica come quella di oggi, i cristiani di certi Paesi rappresentano già una minoranza e pertanto ci troviamo più vicini ad una situazione simile a quella dei primi secoli, piuttosto che a quella del Medioevo, in cui i cristiani non erano difesi dallo Stato, ma dalla loro vita e dalla loro testimonianza.” Domanda di ammissione Forum nazionale Verrà presentata al Forum nazionale delle associazioni familiari la domanda per poterne farne attivamente parte. Convegni – incontri – collaborazioni Stiamo organizzando a Roma con l’aiuto del professor Tonino Cantelmi (nostro socio) un convegno nazionale dal tema Fratelli e Sorelle”. Sarebbe opportuno organizzare incontri a livello regionale per affrontare l’emergenza educativa come sottolineato dal Pontefice che ha ribadito che oggi viviamo in un mondo dove molte persone hanno tante conoscenze ma senza orientamento interiore etico. Per questo, la Chiesa ha il dovere di proporre una formazione umana illuminata dalla fede. Ringraziandovi invito tutti a salire su questa barca per promuovere la famiglia, messa oggi a dura prova, per essere insieme testimoni della bellezza, della grazia, della gioia, della fede, della speranza, della Vita, e divenire una buona notizia (Kerigma) per questa generazione e per quelle future. Grazie a tutti e avanti con coraggio nella pace.


Quoziente familiare
di - FNC


L'associazione FNC ritiene che le precedenti ed attuali politiche fiscali penalizzino le famiglie che accolgono la vita. Pensiamo che sia nell'interesse della nostra società scegliere una tassazione che tenga conto del numero dei componenti del nucleo familiare adottando il quoziente famigliare che, secondo noi, è la scelta migliore e più equa per tutte le famiglie e non solo per quelle numerose, permettendo di aiutare a mantenere ed educare i figli che sono la risorsa per un futuro del nostro paese. Visto il momento di difficoltà economica, riteniamo sia necessario sostenere adeguatamente in tempi rapidi le famiglie in difficoltà non con aiuti marginali ma modificando radicalmente la situazione attuale. Auspichiamo che l'intervento autorevole a favore del quoziente familiare fatto dalla Chiesa Italiana venga accolto da tutte le forze politiche del nostro paese.




Pagina: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16   

Sede Nazionale via Breda 18 Castel Mella (BS) Tel. 030 2583972

Aggiungi ai preferitiAggiungi questo sito ai preferiti

Webmaster: cogio

Le foto non di proprietà di FNC sono state reperite in rete, se qualcuna di queste dovesse essere coperta da diritti d'autore, siete pregati di segnalarcelo. Provvederemo a rimuoverle.