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12 December, 2017

FNC firmataria del seguente manifesto
di - Marco Tosatti


FEDELI ALLA CHIESA, NON A PASTORI CHE SBAGLIANO. DOCUMENTO CLAMOROSO DELLE ORGANIZZAZIONI MONDIALI PRO VITA.

Fedeli all’insegnamento di sempre della Chiesa, non ai pastori che sbagliano: si può sintetizzare così una clamorosa dichiarazione, firmata dai responsabili dei principali movimenti a difesa della Vita e della Famiglia. Importante perché non si tratta di una presa di posizione di studiosi, come la correctio filialis, ma di uomini di azione che rappresentano milioni cattolici in tutto il mondo. Tra i firmatari c’è Lifesitenews di John-Henry Westen, che è il maggior portale internazionale di difesa della vita e della famiglia; la Society for the Protection of the Unborn Children (SPUC) di John Smeaton, che è la più antica organizzazione pro-life del mondo; Family Life International della Nuova Zelanda di Coleen Bayer; la World Federation of Doctors Who Respect Human Life, di Philippe Schepens; in America latina, la Alianza Latinoamericana para la Familia-ALAFA, di Christine de Marcellus Vollmer e la Families of the Americas di Mercedes Arzú Wilson. Sia Christine Vollmer che Mercedes Wilson, che facevano parte della Pontificia Accademia per la Vita, sono tra le fondatrici della neo-nata Accademia Giovanni Paolo II per la Vita Umana e la Famiglia presieduta dal prof. Josef Seifert. Tra le molte sigle aderenti in Francia, le Salon Beige di Guillaume de Thieulloy, uno dei più influenti blog quotidiani francesi, e SOS Tout-Petits fondata dal dott. Xavier Dor, più volte incarcerato per la sua difesa della vita in Francia; aderisce anche dalla Romania, la Ioan Barbus Foundation con la dott.ssa Anca Maria Cernea, rappresentante della conferenza episcopale del suo paese durante il Sinodo sulla Famiglia del 2015; molte le sigle negli Stati Uniti tra le quali Judie Brown leader dell’importante American Life League.
In Italia troviamo sigle storiche come la Fondazione Lepanto e l’Associazione Famiglia Domani ma anche nuove organizzazioni come Federvita Piemonte, Il Cammino dei Tre Sentieri, Ora et Labora in difesa della Vita, SOS Ragazzi, Famiglie Numerose Cattoliche, Voglio Vivere.
Fedeli alla vera dottrina, non ai pastori che sbagliano. Promessa di fedeltà all’insegnamento autentico della Chiesa dei leader dei movimenti pro-vita e pro-famiglia. Il numero di bambini innocenti uccisi dall’aborto nel corso del secolo scorso è maggiore di quello di tutti gli esseri umani che sono morti in tutte le guerre della storia umana. Gli ultimi cinquant’anni hanno testimoniato una continua escalation di attacchi alla struttura della famiglia come è stata progettata e voluta da Dio, capace di creare il miglior ambiente per una sana e vigorosa crescita dell’uomo e soprattutto per l’educazione e la formazione dei bambini. Il divorzio, la contraccezione, l’accettazione di atti e di unioni omosessuali e la diffusione dell’“ideologia di genere” hanno causato danni incommensurabili alla famiglia e ai suoi membri più vulnerabili. Negli ultimi cinquant’anni il movimento pro-vita e pro-famiglia è cresciuto in dimensione e portata per far fronte a questi gravi mali, che minacciano sia il bene temporale che quello eterno dell’umanità. Il nostro movimento comprende uomini e donne di buona volontà provenienti da una grande varietà di ambiti religiosi. Siamo tutti insieme uniti nella difesa della famiglia e dei nostri fratelli e sorelle più vulnerabili, attraverso l’obbedienza alla legge naturale, impressa in tutti i nostri cuori (cfr Rm 2,15). D’altronde, in questa ultima metà di secolo il movimento pro-vita e pro-famiglia si è affidato in modo particolare all’insegnamento immutabile della Chiesa cattolica, che afferma la legge morale con la massima chiarezza. È quindi con grande dolore che negli ultimi anni abbiamo dovuto constatare che la chiarezza dottrinale e morale, su questioni legate alla tutela della vita umana e della famiglia, è stata sempre più sostituita da dottrine ambigue e persino direttamente contrarie all’insegnamento di Cristo e ai precetti della legge naturale. Una Supplica filiale consegnata a Papa Francesco nel settembre 2015, è stata firmata da circa 900.000 persone provenienti da tutto il mondo; nel 2016, è stata presentata una Dichiarazione di fedeltà all’insegnamento immutabile della Chiesa sul matrimonio. Il 19 settembre 2016 quattro cardinali hanno sottoposto cinque dubia a Papa Francesco e alla Congregazione per la Dottrina della Fede chiedendo chiarimenti su alcuni punti dottrinali contenuti nell’Esortazione Apostolica post-sinodale Amoris laetitia. Nel giugno 2017, i cardinali hanno reso pubblica la loro richiesta di essere convocati in udienza, presentata al Papa dal Cardinale Carlo Caffarra il 25 aprile 2017, ma, come i dubia, non hanno ricevuto alcuna risposta. Il 23 settembre 2017 una Correctio filialis de haeresibus propagatis è stata elaborata da 62 teologi e accademici cattolici “in merito alla propagazione di eresie causata dall’esortazione apostolica Amoris laetitia e da altre parole, atti e omissioni” di Papa Francesco. Il 4 novembre 2017, 250 teologi, sacerdoti, professori e studiosi di tutte le nazionalità hanno sottoscritto il loro sostegno alla Correctio. Le turbolenze in seno alla Chiesa sono in aumento, come testimonia una lettera inviata di recente a papa Francesco da un prominente teologo, che afferma: “C’è caos nella chiesa e Vostra Santità ne è una causa”.
Come leader cattolici pro-vita e pro-famiglia, siamo tenuti a sottolineare numerose ulteriori dichiarazioni e azioni che hanno avuto un impatto particolarmente dannoso sul nostro lavoro per la protezione dei bambini non nati e della famiglia negli ultimi anni. Esempi rappresentativi includono:
– dichiarazioni e azioni che contraddicono l’insegnamento della Chiesa sul male intrinseco degli atti contraccettivi
– dichiarazioni e azioni che contraddicono l’insegnamento della Chiesa sulla natura del matrimonio e sul male intrinseco degli atti sessuali al di fuori dell’unione matrimoniale
– l’approvazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, che richiedono fortemente agli Stati membri la realizzazione di un accesso universale all’aborto, alla contraccezione e all’educazione sessuale entro il 2030.
– l’approccio adottato riguardo l’educazione sessuale, in particolare nel capitolo 7 di Amoris Laetitia e nel programma The Meeting Point elaborato dal Pontificio Consiglio per la Famiglia.
– Come leaders di movimenti pro-vita e pro-famiglia, o dirigenti di movimenti laici che riguardano la difesa e la diffusione dell’insegnamento morale e sociale cattolico, siamo testimoni di prima mano del danno e della confusione causati da tali insegnamenti e azioni. Al fine di rispettare le nostre responsabilità verso coloro che abbiamo promesso di proteggere, in particolare i bambini non nati e quelli particolarmente vulnerabili a causa dello sfascio della famiglia, dobbiamo chiarire la nostra posizione su questi temi. Dobbiamo anche fornire una leadership a coloro che, all’interno del nostro movimento, fanno riferimento a noi per avere guida e consigli. Per questo motivo desideriamo ribadire la nostra immutabile adesione alle posizioni morali fondamentali di seguito descritte:
– esistono certi atti intrinsecamente malvagi e che è sempre proibito commettere.
– l’uccisione diretta di un essere umano innocente è sempre gravemente immorale. Di conseguenza, l’aborto, l’eutanasia e il suicidio assistito sono atti intrinsecamente malvagi.
– il matrimonio è l’unione esclusiva e indissolubile di un uomo e di una donna e tutti gli atti sessuali al di fuori del matrimonio e tutte le forme di unione contro-natura sono intrinsecamente negativi e gravemente nocivi per gli individui e la società.
– l’adulterio è un grave peccato e coloro che vivono in adulterio non possono essere ammessi ai sacramenti della Penitenza e della Santa Comunione, fino a quando non si pentono e non modificano la loro vita.
– i genitori sono gli educatori primari dei loro figli e l’educazione sessuale deve essere svolta dai genitori o, in determinate circostanze, “nei centri educativi scelti e controllati da loro”.
– la separazione del fine procreativo e univoco dall’atto sessuale attraverso metodi contraccettivi è intrinsecamente negativa e ha conseguenze devastanti per la famiglia, per la società e per la Chiesa.
– i metodi di riproduzione artificiale sono gravemente immorali in quanto separano la procreazione dall’atto sessuale e, nella maggior parte dei casi, portano direttamente alla distruzione della vita umana nelle sue prime fasi.
– ci sono solo due sessi, maschio e femmina, ognuno dei quali possiede le caratteristiche complementari e le differenze che sono loro proprie.
– gli atti omosessuali sono intrinsecamente cattivi e nessuna forma di unione tra persone dello stesso sesso può essere approvata in alcun modo. Come leaders cattolici pro-vita e pro-famiglia dobbiamo restare fedeli a Nostro Signore Gesù Cristo, che ha affidato il deposito della fede alla Sua Chiesa. Noi “siamo obbligati, per fede, a rendere a Dio rivelatore piena sottomissione dell’intelletto e della volontà”.
– Aderiamo pienamente a tutte quelle cose “che sono contenute nella parola di Dio e si trovano nella Scrittura e nella Tradizione e che sono proposte dalla Chiesa come principi a cui credere perché divinamente rivelati, sia in base a suo solenne giudizio, sia per suo magistero ordinario e universale”.
Dichiariamo la nostra completa obbedienza alla gerarchia della Chiesa cattolica nel legittimo esercizio della sua autorità. Tuttavia, nulla potrà mai convincerci od obbligarci ad abbandonare o contraddire qualsiasi articolo della fede e della morale cattolica. Se esiste conflitto tra le parole e gli atti di qualsiasi membro della gerarchia, compreso il Papa, e la dottrina che la Chiesa ha sempre insegnato, rimarremo fedeli all’insegnamento perenne della Chiesa. Se dovessimo abbandonare la fede cattolica, ci separeremmo da Gesù Cristo, a cui vogliamo essere uniti per tutta l’eternità. Noi, sottoscritti, promettiamo di continuare ad insegnare e propagare i principi morali sopra elencati e ogni altro insegnamento autentico della Chiesa cattolica e che mai, per nessuna ragione, ci allontaneremo da essi.
Chi vuole aderire può farlo a questo link.
Ed ecco la lista dei firmatari, in ordine alfabetico:
Signatories to the “Pledge of Fidelity” to the authentic teaching of the Church

Bernard Antony, President of Chrétienté-Solidarité (France)
Dame Colleen Bayer, DSG, Founding Director of Family Life International NZ (New Zealand)
Judie Brown, President of American Life League (United States)
Patrick Buckley, Director of European Life Network (Ireland)
Georges Buscemi, President of Campagne Quebec Vie (Canada)
Giorgio Celsi, President of Associazione “Ora et Labora in Difesa della Vita” (Italy)
Dr. Anca-Maria Cernea, MD, Ioan Barbus Foundation (Romania)
Greg Clovis, Director of Family Life International UK (United Kingdom)
Rev. Linus F. Clovis, Spiritual Director of Family Life International St Lucia (St Lucia)
Virginia Coda Nunziante, President of Associazione Famiglia Domani (Italy)
Modesto Fernandez, President of Droit de Naître (France)
Richard P. Fitzgibbons, M.D., Director of the Institute for Marital Healing (United States)
Mathias von Gersdorff, Director of Aktion Kinder in Gefahr (Germany)
Corrado Gnerre, Guida Nazionale, Il Cammino dei Tre Sentieri (Italy)
Doug Grane, Chief Executive of Serviam (United States)
Michael Hichborn, President of the Lepanto Institute (United States)
Jason Jones, Founder of I am Whole Life, Founder of Movie to Movement (United States)
John Lacken, Founder of Legio Sanctae Familiae, Secretary of the Lumen Fidei Institute (Ireland)
François Legrier, President of Mouvement Catholique des Familles (France)
Vittorio Lodolo D’Oria, President of Famiglie Numerose Cattoliche (Italy)
Samuele Maniscalco, Director of Generazione Voglio Vivere (Italy)
Christine de Marcellus Vollmer, President of Asociacion Provida de Venezuela (PROVIVE), President of Alianza Latinoamericana para la Familia (ALAFA), President of Alive to the World, Education in Integrity (Venezuala)
Roberto de Mattei, President of Fondazione Lepanto (Italy)
Jean-Pierre Maugendre, President of Renaissance Catholique (France)
Thomas McKenna, President of Catholic Action for Faith and Family (United States)
Anthony Murphy, Director of Catholic Voice (Ireland)
Marisa Orecchia, President of Federvita Piemonte (Italy)
Philippe Piloquet, President of SOS Tout-petits (France)
Philippe Schepens M.D., Secretary-General of the World Federation of Doctors Who
Respect Human Life (Belgium)
John Smeaton, Chief Executive of the Society for the Protection of Unborn Children (United Kingdom)
Molly Smith, President of Bringing America Back to Life, Executive Director of Cleveland Right to Life (United States)
Guillaume de Thieulloy, Director, Le Salon Beige (France)
Dr Thomas Ward, President of the National Association of Catholic Families (United Kingdom)
John-Henry Westen, Co-Founder and Editor-in-Chief of LifeSiteNews (Canada)
Mercedes Arzú Wilson, Founder and President of Family of the Americas Foundation (Nicaragua)
Diego Zoia, Director of SOS Ragazzi (Italy)

29 November, 2017

Emergenza denatalità, eppure la soluzione è così semplice
di -


Puntuale ecco che arriva il solito drammatico quadro fornito dall’Istat su “Natalità e fecondità della popolazione” italiana: «In otto anni 100mila nascite in meno», sintetizzano i principali quotidiani. E siccome nel 2016 in Italia sono nati 473.438 bambini (12mila in meno dell’anno precedente), si capisce come l’Italia stia procedendo a tappe forzate verso l’estinzione del suo popolo. Tanto più che la quota di figli nati da coppie italiane è di 373.075. Peraltro nel primo semestre del 2017 si sono già registrate 1.550 nascite in meno rispetto al primo semestre 2016, un calo minore rispetto agli anni precedenti ma pur sempre un segno inequivocabile di una minore propensione a generare nuove vite.
Ci sono altri dati che rendono ancora più grave il dato di fondo: ci dice infatti l’Istat che c’è un calo importante dei primi figli: 227.412 nel 2016 contro i 283.922 nel 2008, un 20% in meno. In parte si spiega con il calo delle donne in età fertile ma in parte anche alla decisione di non avere figli che coinvolge un numero crescente di coppie, soprattutto quelle sposate (che comunque sono sempre di meno). Inoltre delle donne nate nel 1976 ben il 21,8% non avranno figli alla fine del loro ciclo riproduttivo, quota che era dell’11,1% per le donne nate 25 anni prima. Un aumento più che allarmante.
Alla fine però di nuovo c’è ben poco, questa è una tendenza ormai consolidata da ben 45 anni e non si vedono segnali di inversione. Solo da pochi anni i nostri governanti si sono resi conto – e neanche troppo – che la denatalità è un grave problema sociale ed economico, ma continuano imperterriti a dare le spiegazioni sbagliate e a suggerire soluzioni pessime. Oggi quasi più nessuno ha il coraggio di sostenere che lo “sboom demografico” sia positivo, ma adesso gli stessi irresponsabili sostengono che la soluzione stia nell’immigrazione. Una bella scorciatoia per chi evidentemente pensa che le persone siano soltanto numeri, che cultura e condizioni di partenza non contino, e che non ci siano invece esigenze, problemi e costi diversi, legati ad esempio al processo di integrazione. Quanti non perdono occasione per insegnarci che gli immigrati sono persone, evidentemente sono i primi a non capire che cosa essere persone voglia dire.
Bisogna aver chiaro che il rimedio alla denatalità può essere soltanto l’aumento dei tassi di fecondità. Se non si tornerà almeno al livello di sostituzione, che è di 2,1 figli per donna (contro gli 1,34 attuali) le cose potranno solo peggiorare, e in queste condizioni una massiccia immigrazione può solo far esplodere i conflitti sociali.
Ma perché la tendenza si inverta bisogna agire anzitutto sulle cause vere. Un elemento ce lo dà lo stesso rapporto dell’Istat: «Il legame tra natalità e nuzialità è ancora molto forte nel nostro Paese», come del resto è naturale che sia, anche se in altri Paesi non è più così. In Italia nel 2016 il 70% dei figli è nato nel matrimonio. Ma i matrimoni sono molto calati, anche se negli ultimi due anni si registra una lieve ripresa. Fatto sta che nel 2016 i matrimoni sono stati 203.258, poco più della metà dei matrimoni celebrati nel 1970. Per la cronaca in quell’anno i nati furono 906mila, cifra praticamente doppia rispetto al 2016.
Perché un raffronto con il 1970? Perché in Italia è una data spartiacque, grazie all’introduzione proprio quell’anno della legge sul divorzio, poi confermata dal referendum del 1974. È lì che comincia il crollo della natalità: fino a quel momento il tasso di fecondità totale si attestava sui 2,4 figli per donna; da quel momento ecco il crollo, che va di pari passo con diminuzione di matrimoni e aumento di separazioni e divorzi. Basti pensare che nel 1970 c’erano 10.269 separazioni, nel 2016 le separazioni sono schizzate a 84.165, da sommarsi a 54.351 divorzi: un aumento di quasi 14 volte. Si tratta di una vera e propria opera di distruzione della famiglia, con le ovvie conseguenze sulla fertilità. Chiaro dunque cosa si dovrebbe fare anzitutto per invertire la tendenza alla fertilità: abolire il divorzio. L’introduzione del divorzio è stata una vera sciagura per la società e non solo per i tassi di natalità.
Ma andiamo avanti: abbiamo già visto il dato del clamoroso aumento delle donne che non hanno figli. È l’affermarsi di una mentalità contraccettiva, sostenuta e incentivata dai tanti messaggi antinatalisti con cui siamo bombardati ogni giorno oltre alla degradazione del sesso a solo piacere. Questo dato è destinato a peggiorare ulteriormente con le nuove generazioni visto che nella stessa direzione – incentivare l’attività sessuale evitando gravidanze - puntano i corsi di educazione sessuale sempre più diffusi nelle scuole italiane. E vista la promozione degli stili di vita omosessuali, naturalmente sterili. A completare il quadro c’è la tragica realtà dell’aborto, ormai sempre più banalizzata al punto che è diventata impossibile da quantificare visto l’abbondante consumo di pillole del giorno dopo o dei 5 giorni dopo, abortive a tutti gli effetti malgrado siano chiamati contraccezione d’emergenza.

Ad ogni modo, solo salvando i bambini abortiti chirurgicamente avremmo circa centomila nati in più all’anno. E comunque anche qui la soluzione sarebbe semplice: vietare la contraccezione – e ovviamente l’aborto - promuovendo al contempo una vera educazione all’affettività e alla procreazione responsabile. E al contempo dire basta all’ideologia gender e alla promozione dell’omosessualità o della sessualità fluida, che renderà ancora più sterili le generazioni che si affacciano ora all’età riproduttiva.
Un altro dato emerge anche dal confronto con altri paesi europei. Si parla molto di politiche economiche e sociali che incentivino le nascite e diversi paesi del Nord Europa hanno una tradizione consolidata in merito: cospicui assegni familiari, asili nido, permessi parentali, e così via. Eppure vediamo che i tassi di fecondità, per quanto più alti che in Italia, restano ben sotto al livello di sostituzione. Il perché è semplice: la motivazione per avere o non avere un figlio non è anzitutto economica, ma culturale. Le condizioni economiche e le agevolazioni statali hanno sicuramente incidenza su chi ha già deciso di avere figli (ed è per questo che è saggio favorire le famiglie numerose) ma non hanno alcun effetto sulla decisione di averli. Ovvero, se una coppia ha deciso di non avere figli non saranno certo il bonus bebè o la disponibilità di un asilo nido a farle cambiare idea.
Bisogna avere una speranza per poter generare la vita, bisogna credere che c’è un destino buono, che sia possibile costruire qualcosa di positivo. Soprattutto oggi che anche il semplice assecondare la nostra natura, che ci vuole madri e padri, è diventato più difficile a causa della martellante propaganda avversa.

Ed è qui che notiamo come il crollo della fecondità in Italia sia andato di pari passo con il processo di secolarizzazione, con la perdita della fede cattolica e della propria identità. Ci vuole una grande opera di evangelizzazione, di annuncio di una Speranza certa, come quello che ci raggiunge ora con il Natale. Qui si apre il grande compito della Chiesa: non c’è bisogno di vescovi che parlino di fisco e contratti di lavoro, neanche di vescovi che tirino la volata a chi vuole sostituire i bambini mancanti con gli immigrati; ma di vescovi e sacerdoti che richiamino tutto il popolo alla missione, all’annuncio di Cristo. Ogni altra misura alla lunga sarà inutile se non si riparte da qui.

23 November, 2017

Palermo, vietato pregare in scuola elementare. Rimosse statua della Madonna e foto del Papa
di - Google news


Lo ha deciso il dirigente della "Ragusa Moleti", diffondendo una circolare in cui si ricorda il parere dell'Avvocatura dello Stato dell'8 gennaio del 2009 che esclude 'la celebrazione di atti di culto, riti o celebrazioni religiose durante l'orario scolastico o durante l'ora di religione cattolica"

PALERMO - "Signore, benedici il cibo che stiamo per prendere e fa che lo abbiano tutti i bambini del mondo". E' la preghiera intonata dai bambini dell'infanzia e delle elementari dell'istituto "Ragusa Moleti" di Palermo prima di fare la merenda a scuola a metà giornata. Non la reciteranno più, perché nell'istituto è scattato il divieto di pregare per decisione del dirigente scolastico Nicolò La Rocca.
Palermo, vietato pregare a scuola.

La protesta dei genitori
Il dirigente ha diramato stamani una circolare che impedisce agli insegnanti di fare recitare le preghierine ai bambini nell'ora della merenda e persino durante l'ora di religione. Il dirigente stamani ha fatto rimuovere dalla scuola una statuetta della Madonna e alcune immagini, come quella di Papa Francesco. La scuola è frequentata da alunni che vanno dai 3 ai 6 anni. I plessi della "Ragusa Moleti" sono tre, la centrale e due sedi succursali: Sunseri ed ex Pestalozzi.

"Ci sarebbe nella nostra scuola - si legge nella circolare firmata dal dirigente scolastico, Nicolò La Rocca - l'usanza, da parte di alcuni docenti, di far pregare i bambini prima dell'inizio delle lezioni e/o di far intonare canzoncine benedicenti

prima della consumazione della merenda". Il dirigente, inoltre, ricorda che "considerando il parere dell'Avvocatura dello Stato dell'8 gennaio del 2009, allegato alla nota del gabinetto del Miur del 29 gennaio 2009, è da escludere 'la celebrazione di atti di culto, riti o celebrazioni religiose nella scuola durante l'orario scolastico o durante l'ora di religione cattolica, atteso il carattere culturale di tale insegnamento".





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