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16 November, 2018

Reddito di Maternità (RdM) TUTTO QUEL CHE C’E’ DA SAPERE
di - Adinolfi


di Mario Adinolfi #redditodimaternità

Il Reddito di Maternità (RdM) è una proposta politica del Popolo della Famiglia contenuta nel programma presentato per le elezioni del 4 marzo 2018, deliberata poi con la formula del disegno di legge di iniziativa popolare nel documento politico conclusivo della festa nazionale de La Croce di Camaldoli del 23 settembre 2018 e ratificata dall'assemblea nazionale del PdF del 17 ottobre 2018. La proposta di legge è stata presentata presso la Corte suprema di Cassazione a Roma il 9 novembre 2018 e pubblicata sulla numero 262 della serie generale della Gazzetta Ufficiale del 10 novembre 2018. Per essere presentata alle Camere la legge deve essere sottoscritta da almeno cinquantamila cittadini con firma autenticata su moduli vidimati. La vidimazione dei moduli è in corso e consentirà di partire con la raccolta firme in tutta Italia il 28 novembre 2018 per concludersi il 9 aprile 2019, data in cui il Popolo della Famiglia consegnerà anche le centocinquantamila firme per la presentazione delle sue liste alle elezioni europee del 26 maggio 2019.

Ma che cos'è il RdM? Prima di tutto partiamo dalla lettura del testo del disegno di legge denominato così in Corte di Cassazione al momento del deposito: "Istituzione dell’indennità di maternità per le madri lavoratrici nell’esclusivo ambito familiare". La proposta consta di un solo articolo: "Si istituisce l’indennità di maternità per madri lavoratrici nell’esclusivo ambito familiare. Tale indennità, pari a dodicimila euro annui netti privi di carichi fiscali o previdenziali, è riconosciuta su richiesta da avanzare presso il Comune di residenza, alle donne madri cittadine italiane. La richiesta dell’indennità di maternità può essere avanzata dalle aventi diritto entro quindici giorni dalla nascita di un figlio (o figlia) o dalla sentenza di adozione che riconosce una maternità adottiva. Per ogni bambino può essere prodotta unicamente una domanda da una sola donna. Tale donna otterrà l’indennità di maternità per i primi otto anni di vita del figlio in assenza di altri redditi o impegni lavorativi, scegliendo dunque di dedicarsi in via esclusiva alla condizione di madre lavoratrice nell’ambito familiare con particolare riguardo alla cura dei figli. In caso di assunzione di impegni lavorativi esterni alla cura familiare, l’indennità di maternità si interrompe. La durata di otto anni riparte alla nascita di ogni figlio. Alla nascita del quarto figlio l’indennità riconosciuta alla madre diventa vitalizia. L’indennità è vitalizia anche in caso di nascita di figlio disabile, sempre in occorrenza del pre-requisito della attività esclusiva di lavoro di cura familiare scelto dalla donna madre. Per l’indennità di maternità sono stanziati 3 miliardi annui dal fondo della presidenza del Consiglio per la famiglia e le pari opportunità nel triennio 2020-2022".

Quali obiettivi si prefigge il RdM? Semplice. Il Popolo della Famiglia individua nel crollo della natalità la principale tragedia italiana, la prima emergenza nazionale cui porre rimedio, perché le conseguenze di un saldo nati-morti costantemente negativo sono devastanti e capaci di minare inevitabilmente le colonne portanti di un intero sistema sociale che diamo per scontato e che invece crollerà in assenza di una ripresa del tasso di natalità. Allo stesso tempo, dal punto di vista valoriale, si vuole mettere al centro la cultura della vita e la figura della donna madre, per disarticolare i falsi diritti spacciati come forme di liberazione delle donne, a partire da quello all'aborto e alla "emancipazione" dai ruoli familiari. La piena liberazione della donna, la proclamazione della sua centralità, la cancellazione della discriminazione di cui è fatta oggetto la donna madre casalinga, considerata una sorta di donna di serie B priva di salario e di diritti, con il riconoscimento invece della decisiva funzione sociale e lavorativa svolta con la maternità, sono tra gli obiettivi del RdM (e per questo non abbiamo optato per un “reddito di genitorialità” indifferente al ruolo paterno o materno, ritenuti scorrettamente intercambiabili). Con il RdM costruisce ricchezza investendo sulla famiglia e sulla natalità, con denari che entrano immediatamente nel ciclo produttivo e dei consumi, producendo automaticamente un contributo alla crescita economica del Paese, senza scassare i conti pubblici.

Il RdM è riservato alle donne italiane perché l'emergenza che il Popolo della Famiglia indica riguarda proprio lo scarso indice di natalità delle donne italiane e a questo intende porre rimedio con le norme proposte. Il RdM è un intervento strutturale e non la solita una tantum in stile "bonus bebè", fissato dai governi di sinistra in 960 euro annui per un solo anno di vita del bambino e solo nelle famiglie con Isee inferiore a 25.000 euro annui (una famiglia con entrambi i genitori impiegati ha un Isee superiore e dunque non ha diritto neanche al bonus bebè). Il governo gialloverde ha "dimenticato" di confermare in manovra economica questa risibile mancetta da ottanta euro al mese e dice di voler ovviare alla dimenticanza con un emendamento alla manovra stessa per mettere una pezza all'evidente disinteresse per le persino più basiche politiche familiari.

Il RdM prevede dodicimila euro netti annui alla mamma che non ha altri redditi o impieghi per i primi otto anni di vita del figlio, rinnovabili alla nascita di un altro figlio, vitalizi alla nascita del quarto figlio o di un figlio disabile. L'indennità di maternità si interrompe se la madre va a lavorare esternamente all'ambito familiare. Attualmente la madre casalinga ottiene zero euro per il suo lavoro in ambito familiare, il niente assoluto. Nei primi otto anni di vita del bambino con il RdM la madre ottiene novantaseimila euro. L'incentivo alla natalità (e, di converso, il disincentivo all'aborto) è evidente e consistente. La donna potrà finalmente lavorare esternamente o restare in famiglia ad accudire i figli come propria libera scelta, non imposta dalle circostanze.

L'obiezione dunque di chi afferma che così "si costringe la donna a restare in casa" è completamente priva di fondamento. Semplicemente, la donna avrà ora la vera e piena possibilità di scegliere, il RdM è un concreto atto di ampliamento del novero dei diritti della donna. Nel corso di un'intervista in Rai una giornalista provò ad avanzare un'altra obiezione affermando che mille euro al mese sarebbero "argent de poche", cioè pochi spiccioli. La giornalista è ammutolita quando le ho ricordato che milioni di donne lavano le scale, fanno le domestiche o le segretarie di avvocati, notai, dentisti, commercialisti a molto meno di mille euro al mese, costrette a staccarsi dalla cura dei figli non per scelta ma per necessità. Mille euro al mese rappresentano il 70% del salario medio di un lavoratore italiano (1.580 euro al mese il suo stipendio) e questo valore è stato pensato detraendo i costi di spostamento e le altre spese vive che una madre non deve sostenere potendo stare in casa con i propri figli.

Altra obiezione è di chi chiede di estendere il RdM a chi è già madre. La ratio della proposta di legge è duplice: combattere la denatalità e avere una norma concretamente praticabile, che non scassi i conti pubblici. Per questo è limitata a chi avrà figli e non a chi ne ha già (che può comunque decidere di farne altri, così otterrà il RdM a aiuterà a combattere la denatalità). A regime il RdM costerà tre miliardi di euro, i primi anni molto meno. La proposta di legge indica lo stanziamento del primo triennio, che sarà ampiamente sufficiente e lascerà risorse in riserva anche per gli anni successivi. Per il Popolo della Famiglia è fondamentale la sostenibilità finanziaria della proposta e per questo indichiamo anche i centri di spesa da cui trarre i fondi, perché sappiamo che la coperta dei conti dello Stato è corta e vogliamo essere seri, mai demagogici. A chi dice che il RdM potrebbe favorire il lavoro nero rispondiamo subito che, non essendo moltissime le donne che ne usufruiranno, i controlli ad opera dell'Ispettorato del ministero del Lavoro saranno serrati e agevoli, assai più che per (ad esempio) i sei milioni e mezzo di disoccupati che puntano al reddito di cittadinanza e certamente si organizzeranno per aggiungere a quello il lavoretto a nero che fa arrotondare. Le donne italiane che hanno fatto figli nel 2018 sono meno di 350.000, immaginiamo un'adesione al reddito di maternità con un'incidenza oscillante tra il 20% e il 25%, per quelle ottantamila donne i controlli saranno serrati.

C'è chi pone poi la questione dei contributi previdenziali, che potrebbero essere pensati come figurativi, ma saranno oggetto degli eventuali decreti attuativi che faranno seguito all'approvazione della legge. Oggi l'obiettivo politico è portarla all'attenzione del Parlamento. L'ultima legge di iniziativa popolare consegnata al presidente della Camera, Roberto Fico, è stata quella sull'eutanasia accompagnata da centotrentamila firme portate a Montecitorio da Marco Cappato. Vogliamo finalmente utilizzare gli strumenti legislativi di iniziativa popolare previsti dall'articolo 71 della Costituzione per un progetto che abbia a che fare con la cultura della vita e con i veri diritti, non con i falsi diritti generati da una cultura di morte sempre più chiusa alla vera libertà che non esiste se non incrocia un bene tangibile. L'uccisione dei sofferenti davvero non può esserlo, la vita e la famiglia certamente lo sono, veicolato dalla figura straordinariamente bella della donna madre.

Non ho temuto, laicamente, di mettere questo nostro progetto fin da subito sotto la protezione benevola di Maria, scegliendo Santa Maria degli Angeli ad Assisi come luogo della prima uscita pubblica dedicata al RdM dopo la consegna della proposta alla Corte suprema di Cassazione. Ora chiedo ai cattolici, ai credenti, ai militanti del Popolo della Famiglia ma anche a tutti i cittadini di buona volontà che ritengono giusto il disegno di legge di iniziativa popolare sul Reddito di Maternità di farsi parte attiva nella raccolta di firme che partirà in tutta Italia sui moduli vidimati dalla Corte d'Appello il 28 novembre prossimo. Bastano cinquantamila firme ma l'obiettivo è di raccoglierne più del triplo, visto che contestualmente raccoglieremo anche le firme per presentare le liste del Popolo della Famiglia alle elezioni europee. La testuggine è in cammino e prosegue la sua traversata del deserto. Unirsi a noi significa partecipare a una grande avventura collettiva. Per fare del bene e salvare l'Italia.

10 October, 2018

Vale la pena di accogliere ogni vita perché ogni uomo vale il sangue di Cristo stesso
di -


L’Udienza Generale – Catechesi del Santo Padre

L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.20 in Piazza San Pietro, dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo. Nel discorso in lingua italiana il Papa, continuando il ciclo di catechesi sui Comandamenti, ha incentrato la sua meditazione su: Non uccidere (Brano biblico: Dal Libro della Sapienza, 11, 24- 26). Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti. L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
La catechesi di oggi è dedicata alla Quinta Parola: non uccidere. Il quinto comandamento: non uccidere. Siamo già nella seconda parte del Decalogo, quella che riguarda i rapporti con il prossimo; e questo comandamento, con la sua formulazione concisa e categorica, si erge come una muraglia a difesa del valore basilare nei rapporti umani. E qual è il valore basilare nei rapporti umani?: Il valore della vita.[1] Per questo, non uccidere.

Si potrebbe dire che tutto il male operato nel mondo si riassume in questo: il disprezzo per la vita. La vita è aggredita dalle guerre, dalle organizzazioni che sfruttano l’uomo – leggiamo sui giornali o vediamo nei telegiornali tante cose –, dalle speculazioni sul creato e dalla cultura dello scarto, e da tutti i sistemi che sottomettono l’esistenza umana a calcoli di opportunità, mentre un numero scandaloso di persone vive in uno stato indegno dell’uomo. Questo è disprezzare la vita, cioè, in qualche modo, uccidere.

Un approccio contraddittorio consente anche la soppressione della vita umana nel grembo materno in nome della salvaguardia di altri diritti. Ma come può essere terapeutico, civile, o semplicemente umano un atto che sopprime la vita innocente e inerme nel suo sbocciare? Io vi domando: è giusto “fare fuori” una vita umana per risolvere un problema? È giusto affittare un sicario per risolvere un problema? Non si può, non è giusto “fare fuori” un essere umano, benché piccolo, per risolvere un problema. È come affittare un sicario per risolvere un problema.

Da dove viene tutto ciò? La violenza e il rifiuto della vita da dove nascono in fondo? Dalla paura. L’accoglienza dell’altro, infatti, è una sfida all’individualismo. Pensiamo, ad esempio, a quando si scopre che una vita nascente è portatrice di disabilità, anche grave. I genitori, in questi casi drammatici, hanno bisogno di vera vicinanza, di vera solidarietà, per affrontare la realtà superando le comprensibili paure. Invece spesso ricevono frettolosi consigli di interrompere la gravidanza, cioè è un modo di dire: “interrompere la gravidanza” significa “fare fuori uno”, direttamente.

Un bimbo malato è come ogni bisognoso della terra, come un anziano che necessita di assistenza, come tanti poveri che stentano a tirare avanti: colui, colei che si presenta come un problema, in realtà è un dono di Dio che può tirarmi fuori dall’egocentrismo e farmi crescere nell’amore. La vita vulnerabile ci indica la via di uscita, la via per salvarci da un’esistenza ripiegata su sé stessa e scoprire la gioia dell’amore. E qui vorrei fermarmi per ringraziare, ringraziare tanti volontari, ringraziare il forte volontariato italiano che è il più forte che io abbia conosciuto. Grazie. E che cosa conduce l’uomo a rifiutare la vita? Sono gli idoli di questo mondo: il denaro – meglio togliere di mezzo questo, perché costerà –, il potere, il successo. Questi sono parametri errati per valutare la vita. L’unica misura autentica della vita qual è? È l’amore, l’amore con cui Dio la ama! L’amore con cui Dio ama la vita: questa è la misura. L’amore con cui Dio ama ogni vita umana.

Infatti, qual è il senso positivo della Parola «Non uccidere»? Che Dio è «amante della vita», come abbiamo ascoltato poco fa dalla Lettura biblica. Il segreto della vita ci è svelato da come l’ha trattata il Figlio di Dio che si è fatto uomo fino ad assumere, sulla croce, il rifiuto, la debolezza, la povertà e il dolore (cfr Gv 13,1). In ogni bambino malato, in ogni anziano debole, in ogni migrante disperato, in ogni vita fragile e minacciata, Cristo ci sta cercando (cfr Mt 25,34-46), sta cercando il nostro cuore, per dischiuderci la gioia dell’amore.

Vale la pena di accogliere ogni vita perché ogni uomo vale il sangue di Cristo stesso (cfr 1 Pt 1,18-19). Non si può disprezzare ciò che Dio ha tanto amato! Dobbiamo dire agli uomini e alle donne del mondo: non disprezzate la vita! La vita altrui, ma anche la propria, perché anche per essa vale il comando: «Non uccidere». A tanti giovani va detto: non disprezzare la tua esistenza! Smetti di rifiutare l’opera di Dio! Tu sei un’opera di Dio! Non sottovalutarti, non disprezzarti con le dipendenze che ti rovineranno e ti porteranno alla morte! Nessuno misuri la vita secondo gli inganni di questo mondo, ma ognuno accolga sé stesso e gli altri in nome del Padre che ci ha creati. Lui è «amante della vita»: è bello questo, “Dio è amante della vita”. E noi tutti gli siamo così cari, che ha inviato il suo Figlio per noi. «Dio infatti – dice il Vangelo – ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna» (Gv 3,16).
________________________
[1] Cfr Congregazione per la Dottrina della Fede, Istr. Donum vitae, 5: AAS 80 (1988), 76-77: «La vita umana è sacra perché, fin dal suo inizio, comporta l’azione creatrice di Dio e rimane per sempre in una relazione speciale con il Creatore, suo unico fine. Solo Dio è il Signore della vita dal suo inizio alla sua fine: nessuno, in nessuna circostanza, può rivendicare a sé il diritto di distruggere direttamente un essere umano innocente».

13 September, 2018

Svolta a New York, "Gender X" sul certificato di nascita
di - Tgcom24


"Gender X": questa la scritta che d'ora in poi potrà comparire sul certificato di nascita di chi è venuto alla luce a New York e non si riconosce né nel genere maschile né in quello femminile. La decisione è stata presa a grande maggioranza al City Council e permetterà anche ai genitori di poter scegliere la "X" per designare i propri figli neonati.
Esultano la comunità transgender e Lgbt della Grande Mela che parlano di "decisione storica". Gli adulti che lo desiderano potranno cambiare così il proprio certificato di nascita senza che ci sia bisogno di una certificazione medica.
Alcuni Stati come la California, l'Oregon e il Montana già permettono di cambiare il genere sul proprio certificato di nascita senza un'autorizzazione medica, ma non prevedono il segno "X" invece di "Maschio" o "Femmina".
"New York campione mondiale di uguaglianza" - "Oggi è una giornata storica per New York, sempre più campione mondiale sul fronte dell'inclusività e dell'uguaglianza", ha commentato lo speaker del City Council Corey Johnson, un democratico come il sindaco Bill de Blasio che ora firmerà la legge che entrerà in vigore dal primo gennaio 2019.
"I newyorkesi non avranno più bisogno della documentazione di un dottore per cambiare il proprio genere sul certificato di nascita e non saranno più trattati come se la loro identità fosse una questione medica", ha aggiunto Johnson.
Di "decisione eccezionale" parla Carrie Davis, l'avvocato transgender che ha portato avanti la battaglia per il "Gender X", sottolineando con un chiaro riferimento alle politiche dell'amministrazione Trump come la svolta arrivi "in tempi di pericolo e di incertezza sul fronte dei diritti dei transgender americani a livello nazionale".




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